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INVESTIRE NEL LUSSO
Il 2018 è stato caratterizzato da una pesante correzione dei titoli azionari che sono tornati ai livelli storici dopo il picco di maggio 2018. Eppure, dicono gli strategist, in futuro potrebbero aprirsi ancora scenari interessanti. Ecco su quali azioni puntare. E come costruire il portafoglio
Elisa Vannetti / Dicembre 13, 2018

Nonostante sia un settore in continua crescita, quest’anno, dopo una partenza brillante fino a giugno, il mercato del lusso ha sofferto a partire dall’estate di una severa correzione al ribasso, “provocata dal mancato sostegno di uno dei pilastri della crescita, vale a dire l’espansione delle vendite nei paesi emergenti”, racconta Massimo Terrizzano, responsabile investimenti di BNP Paribas Asset Management. “Questa, a sua volta, è stata innescata dal rallentamento dell’economia legato alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti (specialmente per la Cina), alla perdita di potere d’acquisto rispetto al dollaro e all’accresciuta instabilità finanziaria che ha depresso la fiducia dei consumatori”, aggiunge lo strategist.
Ecco perché “attualmente le azioni delle società di lusso sono sotto pressione”, conferma Anne Le Borgne, Thematic equities portfolio manager di CPR (Amundi), “e in uno scenario di graduale decelerazione, la valutazione è tornata ai livelli storici dopo il picco del maggio 2018”.

Anne Le Borgne, Thematic equities portfolio manager di CPR (Amundi). Massimo Terrizzano, responsabile investimenti di BNP Paribas Asset Management

Tanto che lo scorso ottobre persino la banca d'affari con sede a New York Morgan Stanley, in un report dal titolo “Beni di lusso: non più di moda”, avvertiva di ridurre l'esposizione alle azioni dell’alta gamma, facendo scattare di conseguenza le vendite sui principali titoli quotati sui listini internazionali. Sulla Borsa di Milano, dunque, hanno perso terreno Moncler, Salvatore Ferragamo e Brunello Cucinelli. A Parigi ne hanno risentito Kering e Lvmh. A Londra, invece, il sell-off ha contagiato anche Burberry.

A pesare sull’andamento del settore e a scatenare le vendite dei titoli luxury quotati sulle principali piazze europee, poi, è stata la volta di Goldman Sachs, che a inizio dicembre ha rivisto al ribasso le attese sugli utili per il biennio 2019-2020 delle principali aziende del settore, dando quindi una sforbiciata alle stime di crescita di tutto il comparto europeo. A risentirne di più sono state le azioni di Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo, rispettivamente con un target price di 34 e 20,70 euro, per le quali gli analisti americani raccomandano cautela. Diverso, invece, il caso di Tod's che ha ricevuto raccomandazione a vendere, invitando quindi gli investitori ad alleggerire l’esposizione su questi titoli.

Eppure, nonostante lo scenario a breve termine nasconda ancora qualche incognita, le prospettive del settore rimangono comunque promettenti, soprattutto sul lungo periodo. E gli analisti sono concordi nell’affermare che potrebbero aprirsi scenari di investimento interessanti. “Soprattutto se si vuole beneficiare dei trend relativi alla creazione di ricchezza, del consumo dei mercati emergenti e del dinamismo dell'industria dei viaggi”, dice ancora Le Borgne (Amundi) . “Per chi orienta i propri investimenti al medio termine, dunque, questo è il momento per cominciare a fare qualche acquisto”, chiarisce Terrizzano (BNP Asset Management) .


10 anni a confronto

In effetti, se si guardano ai dati storici che hanno caratterizzato il segmento delle azioni di lusso, emergono segnali che, a detta degli analisti, potrebbero rivelarsi interessanti anche per il prossimo futuro. Quello dell’alta gamma, infatti, è uno dei mercati che negli ultimi 10 anni ha guadagnato di più, raggiungendo talvolta performance largamente superiori rispetto a quelle degli indici di riferimento.

Per esempio, l’indice rappresentativo del settore, lo S&P Global Luxury, che comprende un paniere di 80 delle maggiori società quotate in borsa e impegnate nella produzione o distribuzione di beni o nella fornitura di servizi di lusso, ha raggiunto a oggi una performance di 487,72 (fatta 100 la base di partenza nel 2009), contro un risultato di 296,35 dell’indice “tradizionale” di riferimento, lo S&P Global BMI. Significa che “il settore del lusso, negli ultimi dieci anni, ha registrato guadagni medi annui nell’ordine del 15-20%”, dice Terrizzano (BNP Paribas Asset Management) . Anche perché si tratta di titoli normalmente meno sensibili all’andamento del ciclo economico.


Il portafoglio: quali azioni scegliere

Come orientarsi, quindi, sul mercato azionario dei titoli di lusso? E quali azioni mettere nel portafoglio? “Per chi vuole investire direttamente in borsa, la nostra raccomandazione è quella di puntare su società che abbiano dimostrato capacità nel promuovere il proprio brand, una forte innovazione di prodotto ed una chiara strategia di distribuzione per le vendite online ed i mercati emergenti”, dice Terrizzano (BNP Paribas Asset Management) . Per esempio, “in tema di promozione del brand nessuno si è dimostrato più capace di Hermes nel settore della moda e di Ferrari in quello delle auto di lusso”, continua Terrizzano, che aggiunge “quando si parla di innovazione di prodotto Gucci (gruppo Kering) e Moncler hanno mostrato negli ultimi anni capacità sorprendenti; mentre per le vendite online Louis Vuitton e Tiffany hanno acquisito un’esperienza che li pone all’avanguardia nel loro settore”.

Anche UBS, la banca d’investimento svizzera con sede a Basilea e Zurigo, non rinnega le potenzialità dei titoli che compongono il vasto settore del segmento del lusso nel lungo periodo, e ha stilato una lista delle azioni europee che potrebbero performare meglio nel corso dei prossimi mesi. Ecco allora che nella top list dei titoli da comprare compare, appunto, Kering, gruppo internazionale di beni di lusso con sede a Parigi e che possiede alcuni dei più celebri brand di prestigio nel mondo dell’alta moda e non solo, come Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron, Brioni e Pomellato. Il Gruppo, che capitalizza 49,2 miliardi di euro e che ha fatto registrare una performance da inizio anno del +8%, ha un prezzo obiettivo di 575 euro, con un potenziale di rialzo del 48%.
Sempre sulla piazza di Parigi hanno rating positivo anche le azioni di Hermes, brand di alta moda francese specializzato nell’abbigliamento prêt-à-porter e negli accessori di pelletteria, gioielli, profumi e valigie di lusso, con un prezzo obiettivo, secondo gli analisti di UBS, di 600 euro, del 23% superiore alle quotazioni attuali.
Mentre Ferrari, che ha un target price di 150 dollari, è caratterizzato da un potenziale di rialzo del 40%.


Non solo azioni

Per investire sul lusso, però, ci sono varie strade. Quella più difensiva consiste nel puntare su fondi ed Etf dedicati al settore del lusso. “Tali strumenti, infatti, offrono il doppio vantaggio di diversificare il portafoglio in maniera efficiente e di essere gestiti da professionisti esperti del settore”, spiega Terrizzano, di BNP Paribas Asset Management, “L’alternativa di investire su un singolo titolo o su un numero limitato di società richiede esperienza e conoscenza, doti non alla portata di tutti i risparmiatori”.

Dello stesso avviso è anche Le Borgne (Amundi) , che conferma “nel nostro fondo, Amundi CPR Global Lifestyles, approfittiamo della fiorente situazione economica del mercato del lusso. Nel nostro universo di 500 titoli, tra cui lusso, tempo libero, economia digitale, turismo, benessere, ecc., la nostra allocazione settoriale si basa su indicatori macro e settoriali (tendenze dei consumi, flussi turistici ecc.) ma anche su criteri specifici all'interno di ciascun settore e su criteri quantitativi (valutazione, dinamiche di guadagno, analisi della redditività, ecc.)”.

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