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Copertina editoriale la bussola retail

IL FUTURO DELLA BANCA. LA PAROLA AI NUMERI

A volta la realtà sembra non coincidere perfettamente con la percezione che di essa si ha attraverso la complessa e variegata macchina della comunicazione, che non è fatta solo di carta stampata, televisioni e internet, ma anche di report, convegni, relazioni e così via.
Si prenda il mese di ottobre, per esempio. E si analizzino i risultati dei mercati azionari durante questo mese. Leggiamo da Morningstar: “Finanziari in spolvero. Il comparto finanza è stato il best performer a ottobre (+5,8%) anche a causa del negativo andamento degli altri settori”. Titoli come BNP Paribas, BBVA e Banco Santander hanno guadagnato rispettivamente il 15,4%, il 23,7% e il 12,4%.

Per Roberto Ferulano, ingegnere, responsabile di OF PowerView Analytics™, la piattaforma di gestione di BIG DATA di OF Osservatorio Finanziario, anche i dati delle semestrali 2016, confrontati con quelli dei bilanci 2015 e degli anni precedenti, dei 23 Gruppi bancari operanti in Italia analizzati oltre a BancoPosta, evidenziano un andamento positivo che precede e in qualche misura genera la “brillantezza” della performance borsistica.

Questo si rileva soprattutto nel mercato delle famiglie, il cosiddetto retail, soprattutto per quelle che hanno accumulato più risparmio e oggi fanno parte del segmento considerato più interessante, quello della clientela affluent o premier.

Si tratta di quella middle class che oggi sta attraversando un difficile periodo di passaggio generazionale e nello stesso tempo di innovazione tecnologica. Ma soprattutto di tassi negativi. Che d’altra parte possono fare da volano al mercato dei mutui casa e dei prestiti.

«Il primo dato molto interessante”, spiega Ferulano, “è che dal 2011 il range della forbice dei prestiti alla clientela è rimasto invariato nel gruppo di banche da noi monitorato. Questo dato mette in luce che il prestito alla clientela può ancora essere molto significativo». Il grafico n. 1 mostra come il valore minimo e il valore massimo della forbice dal 2011 a oggi siano praticamente identici nel corso del tempo.
La forbice dei finanziamenti
Se si analizza nel dettaglio il valore della forbice nel 2015, però, si osserva un alto livello di dispersione, come mostrato nel grafico n. 2 dove l’asse delle ascisse contiene gli interessi passivi e quello delle ordinate gli interessi attivi mentre la dimensione della banca è visualizzata con l’area del cerchio. «Gruppi bancari grandi mostrano performance medie”, precisa Ferulano, “perché hanno un ampio ventaglio di clientela e non possono segmentare il mercato. Piccole banche, invece, possono differenziarsi e trovare la nicchia di mercato più ricca».
Dispersione della forbice dei finanziamenti
Ma esistono davvero nicchie di mercato interessanti? Banca d’Italia fornisce la serie storica dell’ammontare dei mutui delle banche e dei mutui erogati. Escludendo dall’analisi i prestiti alle amministrazioni pubbliche (ambito piuttosto rilevante in Italia), l’Istituto mostra che l’ammontare dei prestiti per l’acquisto dell’abitazione, dopo un breve calo dovuto alla crisi, ha ripreso e rispetto al 2011 è calato solo del 2,1 percento. In generale l’ammontare dei prestiti per altri scopi ha visto una riduzione significativa rispetto al 2011 pari al 15,9 percento.

Il grafico n. 3 riporta l’andamento storico delle erogazioni alla clientela. L’analisi della serie storica conferma quanto già detto, mostrando un tracollo per le erogazioni nel settore delle costruzioni e un calo nel settore degli acquisti degli immobili, ma in ripresa dal 2015.
Le erogazioni
Dimostra anche che è in corso una crescita delle erogazioni per beni durevoli alle famiglie ed investimenti finanziari (vedi tabella n. 4).

Destinazione d’usoVar 2009-2015
Acquisto immobili -25,9%
Acquisto beni durevoli famiglie 13,3%
Investimenti finanziari 11,4%
Acquisto macchinari -22,9%
Costruzione -56,5%

«Il mercato famiglie pesa per il 50 percento delle nuove erogazioni di mutui: la crisi del credito ipotecario è stata lasciata alle spalle nel periodo 2013-14», sottolinea Ferulano. In quest’ultimo periodo, si è spesso osservato che l’erogazione di mutui perl’acquistodelleabitazionièsostanzialmentelegatoallaconcessionedisurroghe. Di fatto il peso di questa tipologia di prestiti ipotecari rappresenta circa il 20% delle nuove erogazioni, ma sembra avere raggiunto il picco nel giugno 2015.
«Si tratta quindi di accelerare nell’offerta di mutui prima casa di nuova erogazione”, spiega il responsabile di OF PowerView, “perché chi ha un prestito cercherà da adesso di chiuderlo in anticipo approfittando dei tassi mai così bassi».
L’erogazione di servizi distinti dal prestito sta acquisendo un ruolo centrale nelle banche. La riduzione complessiva dell’ammontare dei crediti verso clientela, infatti, ha come effetto principale la riduzione dei ricavi d’interesse e quindi, in proporzione, una crescita del peso delle commissioni. Tale fenomeno, come si può osservare dalla tabella n. 5, è iniziato nel 2013 e ha avuto un’accelerazione nel 2015 e si attende prosegua nei prossimi anni.
2010 2011 2012 2013 2014 2015
Media 59,1% 60,5% 61,9% 60,4% 59,4% 56,5%

Le principali voci di ricavo delle commissioni sono legate al mondo privato per la clientela private o affluent. Come si può vedere dal grafico n. 6, che riporta la ripartizione delle commissioni attive nel 2015, al primo posto si attestano i servizi di “gestione e intermediazione”, seguiti da “tenuta e gestione dei conti correnti” e successivamente dai servizi di “incasso e pagamento”. Questi tre settori rappresentano insieme circa il 90 per cento dei ricavi da commissione.
Le commissioni attive
L’analisi delle commissioni di tenuta e gestione conti richiede un approfondimento specifico. Nota Ferulano: «È interessante osservare che, nel 2015, i ricavi dalla gestione dei conti correnti pesano per il 23 percento.

Questo dato è costante nel tempo ed è da confrontare con quello dell’ISC dei conti correnti che mediamente è cresciuto, bilanciando i minori ricavi legati all’aumento del numero di conti low cost».
L’analisi del dettaglio delle commissioni sui servizi di gestione e intermediazione, come illustrato nel grafico n. 7, infine, mostra che più della metà dei ricavi proviene dalla gestione diretta dei portafogli individuali e collettivi e dalla consulenza. È chiaro che tale settore è molto legato alla clientela private/affluent, ma si osserva una crescita di un pubblico meno abbiente che si serve sia dei robo-advisor sia dei conti online per il trading giornaliero. Andando ad analizzare banca per banca, si osserva inoltre che, tranne per i gruppi maggiori, molte banche hanno sviluppato solo una parte dei servizi di gestione e d’intermediazione. «C’è per questi gruppi bancari un ampio margine di crescita, perché possono trovare un loro spazio in uno dei settori su cui sono assenti o meno presenti», propone Ferulano.
Le commissioni per gestione ed intermediazione
Saranno ancora una volta le famiglie a salvare il sistema Italia? «Il risparmio delle famiglie che hanno accumulato risparmio anche consistente nel corso degli anni, magari in semplici depositi vincolati o perfino in libretti postali e bancari, oggi a remunerazione prossima al-lo zero, anche grazie al passaggio generazionale, può diventare un settore interessante sul fronte dei ricavi da servizi, soprattutto in ciò che riguarda la gestione e intermediazione degli investimenti».


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