SOMMARIO
L’età pensionabile aumenta, mentre la copertura offerta rispetto al reddito diminuisce. Come fare? Si possono tenere i soldi sul Tfr oppure scegliere la più discussa previdenza complementare. Una specie di pensione di scorta, riconosciuta come vitalizio al raggiungimento dell’età pensionabile. A scelta fondi pensione chiusi o aperti e piani individuali di tipo assicurativo. Quali scegliere? Come funzionano? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
La vita si allunga. Previdenza: allunghiamo anche il portafoglio
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Dalla Dini del 1995 sino all’ultima, la Sacconi dell’anno scorso: negli ultimi anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da numerose riforme che si proponevano di ridurre la spesa pensionistica. Questi interventi l’hanno messo in sicurezza, ma comporteranno un pesante effetto collaterale: una drastica riduzione della copertura offerta dalla pensione rispetto al reddito finale del lavoratore. Il rapporto si abbasserà dall’80% del passato al 50%-60%.
“I giovani sono quelli che ne risentiranno maggiormente”, osserva Giuseppe Rocco, esperto di Previdenza integrativa presso la Direzione Marketing Privati di Intesa Sanpaolo, docente presso la Scuola di Alta Formazione Previdenza presso ABI/Universitas Mercatorum e membro della ‘Commissione degli Stakeholder’ dell’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), “perché hanno lavori atipici con contratti a bassi livelli di contribuzione, che arrivano al massimo al 26, 27% invece del 33% dei lavoratori regolarmente assunti con contratti a tempo indeterminato. Inoltre, hanno carriere discontinue e periodi più o meno lunghi di vuoto, sia nella percezione dello stipendio, sia di conseguenza nella corresponsione dei contributi”. Con una conseguente riduzione ulteriore della pensione media.
“Di contro, aumenterà progressivamente l’età pensionabile”, continua Rocco, “la nuova legge 102/2010 introdotta ad agosto 2010, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2015, aggancia in modo automatico l’età pensionabile al calcolo delle aspettative di vita fatto dall’Istat”.
Grazie ai progressi della medicina, infatti, si vivrà sempre più a lungo. “E si andrà incontro ad un problema inedito: il rischio di longevità”, avverte Rocco, “in pratica si tratta del rischio di sopravvivere al proprio reddito”. Ecco perché, accantonare risorse per il proprio futuro sarà l’unica possibilità per vivere una vecchiaia serena dal punto di vista economico. Chi vuole costruirsi una pensione di scorta ha a disposizione un’offerta piuttosto ampia: può scegliere fra i fondi pensione chiusi (aziendali o di categoria) e gli aperti, promossi da compagnie d’assicurazione, banche, Sim e Sgr. Questi ultimi offrono generalmente un’ampia gamma di linee d’investimento con diverso profilo di rischio e, sull’altro fronte, costi medi un poco più alti. I Pip (Piani individuali di tipo assicurativo) sono destinati soprattutto ad autonomi e liberi professionisti: presentano generalmente spese più alte e, sull’altro fronte, un maggiore contenuto previdenziale. L’offerta è completata dai vecchi fondi (preesistenti cioè alla riforma del 1993), presenti soprattutto nei settori bancario, finanziario e assicurativo, e caratterizzati in parte da regole proprie.
Tutti gli strumenti previdenziali offrono analoghe prestazioni: una rendita vitalizia, in pratica un assegno aggiuntivo rispetto a quello che sarà liquidato dall’ente previdenziale obbligatorio. La rendita offre una protezione al continuo allungamento della vita media attesa: fra le varie formule c’è la reversibile, che alla morte dell’avente diritto viene versata a favore di un’altra persona. In alternativa, sino al 50% del montante maturato si può optare per un capitale in un’unica soluzione.
“Il diritto a incassare la prestazione però, matura quando si compie l’età pensionabile nel regime pensionistico obbligatorio”, ricorda Rocco, “quindi l’assegno complementare verrà rilasciato solo al raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla legge. A patto, però, che siano trascorsi almeno cinque anni dall’iscrizione”.
Inoltre, durante il programma previdenziale, si possono ottenere anticipazioni, cioè somme in acconto sul montante maturato: in qualunque momento e sino al 70% del montante stesso per spese sanitarie, sempre fino al 70% dopo otto anni d’iscrizione per acquisto o ristrutturazione dell’abitazione o (sino al 30%) per ulteriori esigenze dell’aderente.
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“I prodotti di previdenza, hanno il vantaggio di essere sottoposti ad un regime fiscale agevolato”, continua Rocco, “i contributi versati sono completamente deducibili e non concorrono a formare il reddito imponibile, per deduzione annua massima pari a 5.164,57 euro. I rendimenti annuali, invece, sono tassati con un’aliquota dell’11%, contro il 12,5% che si applica agli investimenti finanziari”.
E oltre al vantaggio fiscale, l’ordinamento giuridico garantisce anche un vantaggio finanziario. “I maggiori benefici, infatti, riguardano la prestazione finale”, commenta Rocco, “la rendita vitalizia o il capitale sono soggetti a una tassazione del 15%, ma va messa in conto una ulteriore riduzione dello 0,30% che verrà applicata per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo. Con una riduzione massima che può arrivare al 6%”. Questo vuol dire, a conti fatti, che per una permanenza di trentacinque anni, in pratica, si paga il 9%. Il montante finale e la pensione integrativa che si potrà ottenere sono legati all’andamento dei mercati finanziari: a tutela degli aderenti, sono previste comunque norme di diversificazione degli investimenti e controllo dei rischi finanziari.
Le novità
Meno prodotti, gestioni che puntano a tenere sotto controllo i rischi finanziari, coperture assicurative più ampie: sono le principali tendenze in atto nell’ampio panorama degli strumenti previdenziali. Il processo più rilevante, auspicato a più riprese dalla Covip (l’autorità di vigilanza in materia) è senz’altro quello verso una maggiore concentrazione dell’offerta. I prodotti sono troppo numerosi rispetto alla platea degli iscritti, alcune realtà hanno dimensioni davvero esigue: le fusioni consentirebbero una riduzione dei costi e una gestione finanziaria più efficace, grazie al raggiungimento di portafogli più grandi.
Nel segmento dei fondi pensione chiusi, aziendali o di categoria, in prima fila nei processi di accorpamento è Fonte, secondo in Italia, destinato ai dipendenti di commercio, turismo e servizi. Ha incorporato Previprof (addetti degli studi professionali), e in queste settimane sta realizzando operazioni analoghe con Artifond e Marco Polo, destinati rispettivamente ai dipendenti delle aziende artigiane e a quelli delle imprese aderenti alla Confesercenti.
Un riassetto è in vista anche per le varie casse di categoria per i lavoratori del trasporto aereo, destinate a fondersi fra loro. Nel segmento degli aperti (promossi da compagnie d’assicurazione, banche, Sim e Sgr), Arca previdenza di Arca Sgr nei mesi scorsi ha incorporato Gestielle previdenza, rafforzando così la sua leadership nel settore.
Un’altra area in cui si registrano novità è quella della gestione finanziaria. Alcuni fondi pensione, in particolare, stanno studiando o hanno in programma d’introdurre meccanismi di tipo life cycle, che riducono automaticamente il profilo di rischio man mano che l’aderente si avvicina all’età di pensionamento. In questo modo si punta a evitare che, al termine del programma previdenziale, a causa dell’andamento dei mercati finanziari l’aderente possa ritrovarsi con un montante finale inferiore ai contributi versati.
Tutti i fondi, chiusi e aperti, offrono linee garantite, che assicurano un rendimento minimo annuo o la restituzione dei versamenti nelle ipotesi di pensionamento, decesso, grave invalidità permanente e disoccupazione per almeno 48 mesi.
Una protezione è offerta anche dai Pip (i Piani previdenziali individuali di tipo assicurativo) che si basano sulle gestioni rivalutabili: queste ultime, infatti, assicurano un rendimento minimo e il consolidamento dei risultati, in base a cui le performance acquisite vengono definitivamente riconosciute al sottoscrittore. Grazie al loro portafoglio, costituito soprattutto da titoli di Stato che offrono ancora cedole generose, anche nel 2010 le gestioni rivalutabili hanno offerto performance di tutto rispetto, decisamente superiori all’inflazione e al Tfr (che si rivaluta con un tasso dell’1,5%, più il 75% della stessa inflazione). L’anno scorso il rendimento medio è stato pari al 3,4% netto, mentre il risultato migliore è stato il 5,6% (sempre netto) offerto da Pramerica previdenza di Pramerica Life.
Un’altra tendenza in atto riguarda l’ampliamento delle coperture assicurative accessorie offerte dagli strumenti di previdenza integrativa. Una garanzia offerta da un numero crescente di prodotti è la Long term care (assistenza di lunga durata): assicura una rendita vitalizia che si aggiunge alla pensione integrativa se, per malattia o semplice invecchiamento, la persona da sola non è più in grado di badare a se stessa nella vita di tutti i giorni. Il sistema di sicurezza sociale offre una protezione molto ridotta contro questo rischio, che diviene sempre più diffuso a causa dell’invecchiamento della popolazione.
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