Vacanze online. Lettura: 100 alternative per turisti originali

Quante forme di turismo esistono? Almeno 100. Parola di Mario Gerosa, caporedattore di AD Architectural Digest e docente di Multimedia e paesaggi virtuali presso il Politecnico di Milano, e di Sara Magro, direttore di The Travel News. Che raccontano tutte le alternative esistenti al classico viaggio nel libro “Nuovi Turismi” di Morellini Editore. In questo estratto scelto da Of-Osservatorio finanziario, le nuove frontiere del turismo digitale
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27 Luglio 2011
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Capitolo 1
Viaggi virtuali (o Cyber turismo)
Il turismo virtuale è la nuovissima declinazione del turismo da fermi. Oggi, grazie agli universi sintetici, i mondi che esistono soltanto all’interno dei computer e si sviluppano negli spazi sconfinati del Web, è possibile compiere viaggi straordinari senza staccarsi dalla sedia. Il concetto è simile a quello presentato nel film Atto di forza: si scarica il programma di un mondo sintetico, ci si crea un avatar (la controparte per muoversi in uno scenario fatto di pixel), e si parte. La meta principe di questo tipo di viaggi è naturalmente Second Life (http://secondlife.com), il più famoso dei mondi virtuali. All’interno di questo universo immateriale si possono programmare migliaia di viaggi diversi: si può andare nell’antica Roma o in uno scenario fantascientifico, muoversi in un villaggio di ispirazione steampunk oppure vedere come sono i club di lap dance virtuali.
L’unico problema è che questi territori sono enormi e chi non ha dimestichezza con mouse e tastiere potrebbe avere un leggero disorientamento. A questo proposito, nel 2006 è nata Synthravels, la prima agenzia di viaggi per tour nei mondi virtuali, pensata per proporre itinerari ai quattro angoli degli universi sintetici, non limitandosi a quelli più in voga. Ma quale può essere l’interesse di un viaggio in un mondo virtuale? Perché scegliere una spiaggia artificiale di Twinity anziché prenotare una sdraio e un ombrellone a Gallipoli? Perché incamminarsi per finta nella Berlino virtuale invece di andare nell’Unter der Linden vera? Ha senso un viaggio in questi non-luoghi all’ennesima potenza? Sì, se si considerano i mondi virtuali come luoghi assolutamente originali, con una loro unicità, come luoghi dove si sviluppano culture autoctone e dove si può vedere qualcosa che non si trova nel mondo vero. Infatti, in Second Life si può visitare la replica virtuale della Pinacoteca di Dresda - con la possibilità di condividere le emozioni con un amico di Londra o di Pechino, anch’egli presente tramite il suo avatar – ma ci si può anche avventurare in luoghi immaginifici degni di Jules Verne o di China Mieville, lo scrittore più in voga di fantascienza urbana contemporanea.
Per quanto riguarda i mondi virtuali più famosi, ci sono anche guide e atlanti. Qualche anno fa è stata pubblicata la Guida turistica di Second Life, che riportava le destinazioni più gettonate. C’è poi anche un “turismo fai da te”, che fa largo uso delle guide - cartacee o pubblicate online - e viaggia a proprio rischio e pericolo. Sì, perché se in gran parte dei territori di un mondo come Second Life (dove merita una visita di una mezza giornata “Moya Land”, l’isola dell’artista francese Patrick Moya, che ha anche pubblicato una guida cartacea di 64 pagine) il turismo è sicuro, in altri universi sintetici si rischia di terminare il proprio viaggio ancor prima di averlo iniziato. Infatti nei mondi virtuali ideati come videogame bisogna poter contare su avatar molto evoluti per passare da un territorio all’altro: a ogni pie’ sospinto si rischia di fare brutti incontri e se non si ha un personaggio forte e robusto, di livello molto alto, si rischia di soccombere sotto i colpi di un avversario più dotato. Così può capitare di volere andare nella mitica isola di Deathifier, il milionario di Entropia Universe (www.entropiauniverse.com), e di trovarsi accasciati a terra appena sbarcati dal teletrasporto. Stesso discorso per chi frequenta i sobborghi malfamati di City of Heroes (www.cityofheroes.com) o le lande nebbiose di World of Warcraft (www.worldofwarcraft.com). Magari pianificate un viaggio alla scoperta delle meraviglie di Neocron (www.neocron.com) e invece vi trovate nelle grinfie di un cybercriminale che mette istantaneamente fine al vostro tour.
Una variante del turismo virtuale riguarda i viaggi nei videogame single-player. La differenza sostanziale è che nei viaggi negli universi sintetici si incontrano avatar di persone vere, nei single player, no. Però considerare un videogioco esclusivamente sotto il profilo dell’esplorazione è un’esperienza da fare assolutamente. Si possono scoprire gli inquietanti fondali sottomarini di Bioshock, i misteriosi luoghi di Syberia e fare un Grand Tour nelle città ad alto tasso di delinquenza della serie Grand Theft Auto.

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Morellini Editore, Nuovi turismi, turismo online, vacanze online, Mario Gerosa, caporedattore di AD Architectural Digest e docente di Multimedia e paesaggi virtuali presso il Politecnico di Milano, Sara Magro, direttore di The Travel News


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