Vacanze online. Lettura: 100 alternative per turisti originali

Quante forme di turismo esistono? Almeno 100. Parola di Mario Gerosa, caporedattore di AD Architectural Digest e docente di Multimedia e paesaggi virtuali presso il Politecnico di Milano, e di Sara Magro, direttore di The Travel News. Che raccontano tutte le alternative esistenti al classico viaggio nel libro “Nuovi Turismi” di Morellini Editore. In questo estratto scelto da Of-Osservatorio finanziario, le nuove frontiere del turismo digitale
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27 Luglio 2011
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Turismatica
Da qualche tempo tour operator, agenzie di viaggio e linee aeree si avvalgono notevolmente delle possibilità offerte da Internet. L’offerta è molto vasta: si spazia dai siti che vendono voli e viaggi a prezzi competitivi, fino a veri e propri social network di viaggi dove si possono condividere le proprie impressioni su un albergo o su una certa destinazione, e chiedere consiglio su un viaggio a chi frequenta quello stesso sito web. In tal senso, si tende a organizzare sempre più il proprio viaggio grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Un trend importante, che ha comportato anche la creazione del neologismo “turismatica”, composto da turismo e informatica. Questo termine indica un nuovo modo di fare turismo nell’era del web 2.0: infatti con l’avvento di una Rete legata alla condivisione e alla partecipazione, le potenzialità di Internet non si esauriscono nella possibilità di acquistare un biglietto senza muoversi da casa o di fare il check-in elettronico con il proprio computer. Grazie a siti come TripAdvisor, Venere.com o Expedia, è cambiato radicalmente il modo di promuovere le destinazioni e di organizzare il viaggio.

Tecnoturismo (o Flashpacker tourism)
Nell’immaginario turistico il giovane con lo zaino in spalla è l’emblema classico del viaggiatore. Personaggi simili se ne incontrano continuamente nelle stazioni e negli aeroporti di tutto il mondo. È l’icona di chi viaggia con pochi soldi ma con tanta voglia di conoscere nuovi luoghi e nuove culture. O almeno, era così fino a un po’ di tempo fa, perché adesso le cose sono cambiate. Fino a qualche anno fa si parlava molto di backpacking, cioè di turismo con lo zaino in spalla, un modo di viaggiare che continua a riscuotere grande successo ma che non è più di moda.
I giovani di oggi, i nativi digitali, quelli nati con Internet e con i mondi virtuali, non si riconoscono più nel turismo degli zaini pieni e dei portafogli vuoti. A questo proposito, nel sito Travoholic.com (www.travoholic.com) è stata definita acutamente la differenza fra Geeky Flashpacker e Minted Flashpacker, dove il primo tipo di viaggiatore punterebbe soprattutto sulla tecnologia spinta, l’altro, invece, coniugherebbe tecnologia e lusso. In poche parole, il Geeky Flashpacker preferisce stare in ostello pur d’avere il nuovissimo gadget di cui ha letto su Wired; il Minted invece si accontenta di un gadget di penultima generazione ma non rinuncia all’hotel di charme, dove chattare con gli amici di Facebook davanti al camino. Ma sono distinzioni minime: in generale va notato che i viaggiatori dell’era di Second Life, quando non visitano qualche universo sintetico, si muovono con un armamentario tecnologico che non fa rimpiangere la loro cameretta da geek, equipaggiata con ogni sorta di ritrovato tecnologico per essere sempre connessi con il mondo. E così sono nati i flashpackers, che sono sempre turisti con il mega-zaino d’ordinanza - quello che ostruisce i passaggi nei corridoi dei treni e che prende tre posti nel metrò - ma che hanno un approccio diverso con le cose da portar via per il loro viaggio. Il flashpacker in genere è un nomade abbiente che viaggia con più gadget tecnologici di un marine in missione: del suo corredo fanno parte lettori mp3, smartphone, iPad, videocamere digitali e computer portatili. I flashpacker amano essere “always on”, stare sempre connessi a Internet, e mentre viaggiano raccontano agli amici quello che fanno sui social network e sui blog, in modo da essere ben presenti nella community. E se la sera i backpackers (che in genere sono i loro padri e gli zii) si riunivano in spiaggia o nell’ostello per ascoltare il repertorio standard di quello che sapeva suonare la chitarra (in verità spesso non si andava molto oltre il giro di sol e di do), adesso i flashpackers si raccolgono attorno a quello che ha l’iPad dopo essersi ripresi tra loro con la videocamera per documentare in tempo reale su Youtube il loro viaggio.
Naturalmente il computer portatile, l’iPhone, l’iPad e la videocamera digitale sono gli accessori di base del flashpacker, che per dirsi un vero viaggiatore tecnologico necessita di tutta una serie di accessori, che vanno dalle bussole elettroniche ai navigatori satellitari di ultima generazione. Cospicuo e in continua evoluzione il corredo di applicazioni per lo smartphone. A puro titolo di esempio, citiamo alcune applicazioni imperdibili per l’iPhone, da Zevisit, per programmare gite turistiche in realtà aumentata, a Foursquare, il social network del perfetto esploratore urbano, da Trip Journal, per organizzare il proprio diario digitale di viaggio, a “Sorties Métro Paris”, per trovare sempre l’uscita giusta nella metropolitana della Ville lumière. Per essere veramente aggiornati sulle novità in fatto di viaggi tecnologici, si può tener d’occhio il sito Vagabondish (www.vagabondish.com), una “travelzine per il vagabondo di oggi”, che spesso ha una sezione per chi vuole viaggiare all’avanguardia. Curiosando nello zaino hi-tech del flashpacker possiamo trovare il GPS Photo Tagger, uno strumento indispensabile che serve per identificare il luogo esatto in cui è stata scattata una foto, in modo da non sbagliare quando la si carica su Google Maps. Poi, oltre ai coltellini svizzeri con 84 strumenti diversi, tutti utilissimi (tra cui l’immancabile chiave USB), ci sono le tastiere laser, ideali perché non prendono spazio, visto che sono semplici proiezioni di luce, ottenute da un piccolo gadget che farebbe impallidire anche Tom Cruise di Minority Report. Seguono i wi-fi detector, che servono a individuare immediatamente i luoghi migliori in cui collegarsi a Internet, gli apparecchietti per improvvisare un barbecue elettronico e i “trackstick”, gadget pensati per tracciare col GPS i percorsi effettuati durante il viaggio. Ma il vero must per i flashpackers è il “voltaic backpack”, uno zaino a pannelli solari molto ecologico e molto cool, che fa decisamente sfigurare gli zaini classici di una volta.

© 2011 Morellini Editore
By Sicom s.r.l.
Via De Sanctis, 35 – 20141 Milano
Titolo dell’opera: Nuovi Turisimi
Pag. 9-19

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Morellini Editore, Nuovi turismi, turismo online, vacanze online, Mario Gerosa, caporedattore di AD Architectural Digest e docente di Multimedia e paesaggi virtuali presso il Politecnico di Milano, Sara Magro, direttore di The Travel News


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