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Turismatica
Da qualche tempo tour operator, agenzie di viaggio e linee aeree
si avvalgono notevolmente delle possibilità offerte da Internet.
L’offerta è molto vasta: si spazia dai siti che vendono voli e viaggi a prezzi
competitivi, fino a veri e propri social network di viaggi dove si possono
condividere le proprie impressioni su un albergo o su una certa destinazione,
e chiedere consiglio su un viaggio a chi frequenta quello stesso sito web. In
tal senso, si tende a organizzare sempre più il proprio viaggio grazie all’utilizzo
delle tecnologie informatiche. Un trend importante, che ha comportato
anche la creazione del neologismo “turismatica”, composto da turismo e informatica.
Questo termine indica un nuovo modo di fare turismo nell’era del
web 2.0: infatti con l’avvento di una Rete legata alla condivisione e alla partecipazione,
le potenzialità di Internet non si esauriscono nella possibilità di
acquistare un biglietto senza muoversi da casa o di fare il check-in elettronico
con il proprio computer. Grazie a siti come TripAdvisor, Venere.com o
Expedia, è cambiato radicalmente il modo di promuovere le destinazioni e di
organizzare il viaggio.
Tecnoturismo (o Flashpacker tourism)
Nell’immaginario turistico il giovane con lo zaino in spalla è l’emblema
classico del viaggiatore. Personaggi simili se ne incontrano
continuamente nelle stazioni e negli aeroporti di tutto il mondo. È l’icona di
chi viaggia con pochi soldi ma con tanta voglia di conoscere nuovi luoghi e
nuove culture. O almeno, era così fino a un po’ di tempo fa, perché adesso le
cose sono cambiate. Fino a qualche anno fa si parlava molto di backpacking,
cioè di turismo con lo zaino in spalla, un modo di viaggiare che continua a riscuotere
grande successo ma che non è più di moda.
I giovani di oggi, i nativi digitali, quelli nati con Internet e con i mondi virtuali,
non si riconoscono più nel turismo degli zaini pieni e dei portafogli vuoti.
A questo proposito, nel sito Travoholic.com (www.travoholic.com) è stata definita
acutamente la differenza fra Geeky Flashpacker e Minted Flashpacker,
dove il primo tipo di viaggiatore punterebbe soprattutto sulla tecnologia spinta,
l’altro, invece, coniugherebbe tecnologia e lusso. In poche parole, il Geeky
Flashpacker preferisce stare in ostello pur d’avere il nuovissimo gadget di cui
ha letto su Wired; il Minted invece si accontenta di un gadget di penultima
generazione ma non rinuncia all’hotel di charme, dove chattare con gli amici
di Facebook davanti al camino. Ma sono distinzioni minime: in generale va
notato che i viaggiatori dell’era di Second Life, quando non visitano qualche
universo sintetico, si muovono con un armamentario tecnologico che non fa
rimpiangere la loro cameretta da geek, equipaggiata con ogni sorta di ritrovato
tecnologico per essere sempre connessi con il mondo.
E così sono nati i
flashpackers, che sono sempre turisti con il mega-zaino d’ordinanza - quello
che ostruisce i passaggi nei corridoi dei treni e che prende tre posti nel metrò -
ma che hanno un approccio diverso con le cose da portar via per il loro viaggio.
Il flashpacker in genere è un nomade abbiente che viaggia con più gadget
tecnologici di un marine in missione: del suo corredo fanno parte
lettori mp3, smartphone, iPad, videocamere digitali e computer portatili.
I flashpacker amano essere “always on”, stare sempre connessi a Internet, e
mentre viaggiano raccontano agli amici quello che fanno sui social network e sui blog, in modo da essere ben presenti nella community. E se la sera i
backpackers (che in genere sono i loro padri e gli zii) si riunivano in spiaggia
o nell’ostello per ascoltare il repertorio standard di quello che sapeva suonare
la chitarra (in verità spesso non si andava molto oltre il giro di sol e di do),
adesso i flashpackers si raccolgono attorno a quello che ha l’iPad dopo essersi
ripresi tra loro con la videocamera per documentare in tempo reale su
Youtube il loro viaggio.
Naturalmente il computer portatile, l’iPhone, l’iPad e la videocamera digitale
sono gli accessori di base del flashpacker, che per dirsi un vero viaggiatore
tecnologico necessita di tutta una serie di accessori, che vanno dalle bussole
elettroniche ai navigatori satellitari di ultima generazione. Cospicuo e in continua
evoluzione il corredo di applicazioni per lo smartphone. A puro titolo
di esempio, citiamo alcune applicazioni imperdibili per l’iPhone, da Zevisit,
per programmare gite turistiche in realtà aumentata, a Foursquare, il social
network del perfetto esploratore urbano, da Trip Journal, per organizzare il
proprio diario digitale di viaggio, a “Sorties Métro Paris”, per trovare sempre
l’uscita giusta nella metropolitana della Ville lumière. Per essere veramente
aggiornati sulle novità in fatto di viaggi tecnologici, si può tener d’occhio il
sito Vagabondish (www.vagabondish.com), una “travelzine per il vagabondo
di oggi”, che spesso ha una sezione per chi vuole viaggiare all’avanguardia.
Curiosando nello zaino hi-tech del flashpacker possiamo trovare il GPS Photo
Tagger, uno strumento indispensabile che serve per identificare il luogo esatto
in cui è stata scattata una foto, in modo da non sbagliare quando la si carica
su Google Maps. Poi, oltre ai coltellini svizzeri con 84 strumenti diversi, tutti
utilissimi (tra cui l’immancabile chiave USB), ci sono le tastiere laser, ideali
perché non prendono spazio, visto che sono semplici proiezioni di luce, ottenute
da un piccolo gadget che farebbe impallidire anche Tom Cruise di
Minority Report. Seguono i wi-fi detector, che servono a individuare immediatamente
i luoghi migliori in cui collegarsi a Internet, gli apparecchietti per
improvvisare un barbecue elettronico e i “trackstick”, gadget pensati per tracciare
col GPS i percorsi effettuati durante il viaggio. Ma il vero must per i
flashpackers è il “voltaic backpack”, uno zaino a pannelli solari molto ecologico
e molto cool, che fa decisamente sfigurare gli zaini classici di una volta.
© 2011 Morellini Editore
By Sicom s.r.l.
Via De Sanctis, 35 – 20141 Milano
Titolo dell’opera: Nuovi Turisimi
Pag. 9-19
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