Il ritorno dei Pct (aggiornato)

Erano quasi del tutto scomparsi. Alcune banche li avevano rimossi dal catalogo. Altre mantenevano tassi che a far tanto arrivavano all’uno virgola qualcosa. Ora le cose stanno cambiando. E le remunerazioni dei pronti contro termine aumentano anche del 100% e più. Anche se, al massimo, si allineano con i rendimenti dei conti di deposito e dei Bot. Ecco tutte le novità del 2011
di: Elisa Vannetti
4 Agosto 2011
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Alcuni aumentano i rendimenti attivi anche del 100%, e più. Altri puntano su prodotti nuovi e tassi promozionali. Mentre le durate dei vincoli si allungano.
I Pronti Contro Termine (Pct), cioè i prodotti di risparmio gestito che permettono di ottenere una remunerazione attiva delle giacenze vincolando le somme depositate a scadenze prefissate a breve o brevissimo termine, stanno cambiando volto. Soprattutto rispetto a un anno fa.

Tre sono le novità più importanti dell'estate 2011. Per prima cosa cambiano i tassi creditori. I Pct del 2011 rendono di più rispetto a 12 mesi fa quando, complici i tassi di riferimento ai minimi storici, era già tanto se si riusciva a portare a casa un rendimento medio dell’1,15% netto (da qui in avanti tutti i tassi di interesse sono considerati al netto della ritenuta fiscale) per durate annuali. Nel 2011, invece, la remunerazione media garantita per vincoli a 12 mesi aumenta del 77,39%, arrivando a quota 2,04%. Ma sono molto più consistenti gli incrementi che interessano i rendimenti a 6 mesi, che aumentano di oltre il 100%, passando dallo 0,77% registrato a marzo 2010, all’attuale tasso medio dell’1,56%. Mentre per durate inferiori di massimo 3 mesi, la remunerazione arriva addirittura a segnare un +103,44%, con una media dell’1,18% cresciuta rispetto allo 0,58% medio previsto lo scorso anno.
Non si tratta di grandi numeri. In realtà, i Pct offrono in media più o meno quanto si può ricavare con un normale conto di deposito. Sottoscrivendo un deposito vincolato a 12 mesi, infatti, si può ottenere un tasso lordo medio del 2,85% che, al netto della ritenuta fiscale, arriva ad un massimo del 2,08%. Poco distante dal 2,04% medio garantito dai Pct per lo stesso vincolo temporale. Mentre si dimostrano di poco più convenienti rispetto ai Bot annuali che, stando alla media pubblicata da Banca d’Italia a giugno 2011, fruttano all’anno il 2,147% lordo. Vale a dire 1,87% netto.

Secondo, aumenta la durata dei vincoli a catalogo. Scompaiono, o quasi, le durate a 1 e 2 mesi, che nel 2011 vengono mantenute solo per i prodotti rispettivamente di Banca Sella e di CheBanca!. Mentre vengono lanciate sul mercato offerte più lunghe a 9, 15 e 18 mesi, assenti nella passata rilevazione. In particolare, introducono il vincolo a 9 mesi WeBank, UniCredit, Websella.it e Banca Sella, con un tasso medio riconosciuto dell’1,83%. Mentre i primi Pct a 15 mesi a comparire sul mercato sono quelli di Banca Sella, per nuovi e vecchi clienti che investono da un minimo di 50.000 euro. E sempre Banca Sella, affiancata dall’istituto solo online Websella.it, mette a catalogo un pronti contro termine con vincolo a 18 mesi, in assoluto il più lungo sul mercato. Con rendimenti che in media arrivano alla soglia massima del 2,43%.

Terza novità, arrivano prodotti nuovi. Da BNL BNP Paribas a Deutsche Bank, passando per Mediolanum che nel 2011 ha introdotto InMediolanum Plus Pct da 3, 6 e 12 mesi, rinominato come il nuovissimo conto di deposito appena lanciato, con tanto di sito ad hoc. Mentre ritornano, un po’ a sorpresa, offerte fuori catalogo da tempo, come MyProfit di Webank, assente per quasi due anni.

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