SOMMARIO
Il sito di e-commerce made in France, a differenza dei club privati, vende prodotti a prezzo pieno. Ha un magazzino, a Beauvais, a un’ora circa da Parigi, e consegna, in 8 paesi europei. Nel maggio 2011 ha venduto il suo 3milionesimo paio di scarpe. L’amministratore delegato, Stéphane Treppoz, spiega come funziona sarenza.it. E perché lo Stivale piace così tanto oltralpe
450 (marche) di scarpe online. Ecco l’amazon della calzatura
Quando si parla di e-commerce il territorio italiano diviene terreno di caccia per aziende straniere. E anche i francesi sono arrivati a coglierne le potenzialità . Prima è stata Vente-Privee.com, la boutique multi marca di vendite evento dedicate solo ai soci. Poi, un anno fa, ha fatto il suo ingresso Sarenza.it, il portale stile Amazon specializzato solo in scarpe e borse, che nel 2010 ha fatturato 80 milioni di euro, quattro volte di più del 2008 e 20 volte di più del 2006.
Il sito di shopping online made in France, a differenza dei club privati, infatti, vende prodotti sempre a prezzo pieno, ha un magazzino, a Beauvais, a un’ora circa da Parigi, e consegna, in 8 paesi europei: Francia, ovviamente, ma anche Belgio, Lussemburgo, Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda e Italia. Inoltre, conta tra gli 11 e i 14 milioni di visitatori unici per mese in tutto il mondo, ha un catalogo di oltre 450 marche, e a maggio 2011, a poco più di 5 anni dalla sua nascita, ha venduto il suo 3milionesimo paio di scarpe.
Ma perché l’Italia piace così tanto? Quali sono le caratteristiche del mercato italiano? Come evolverà? Riuscirà l’Italia, finalmente, a colmare il divario con gli altri paesi europei? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Stéphane Treppoz, CEO di Sarenza, francese DOP, con una lunga esperienza di lavoro nel settore internet. Ex CEO di AOL France, la società di servizi web, poi consulente finanziario, Senior Advisor, presso la Wendel Investissement nel settore B2C, nel 2007 è sbarcato a Sarenza in qualità di CEO e si è occupato di condurre l’azienda in un piano progressivo di espansione a livello Europeo.
Ecco come un francese guarda e spiega le particolarità del mercato italiano, le sue potenzialità di sviluppo e il suo prossimo futuro.
Of: Eravamo abituati alla vendite-evento solo per soci di prodotti firmati. Poi, un anno fa, è arrivato Sarenza.it…
Treppoz: In effetti ci sono due modi per vendere online: con le vendite private, che offrono prodotti a prezzi scontati a tempo determinato, come vente-privee.com. O con negozi online tradizionali che vendono merce in stock a prezzo pieno. Il nostro sito rientra nella seconda categoria.
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Of: Un po’ come Amazon, che infatti ha già avanzato proposte di acquisizione…
Treppoz: …che abbiamo sempre rifiutato. Comunque è esatto, funziona proprio così. Abbiamo uno stock di prodotti presenti in magazzino, che vendiamo allo stesso prezzo dei negozi fisici sul territorio. Anche se ogni tanto capita che offriamo sconti e promozioni anche noi, come accade nei negozi fisici.
Of: Un nuovo modo di fare shopping dunque?
Treppoz: Proprio così. La maggior parte degli ordini non viene più inoltrata durante la giornata, ma di sera, di notte e nei weekend. Per non parlare della mole di accessi durante Juve-Milan! Anche se l’Italia è ancora un mercato piuttosto marginale.
Of: In che senso?
Treppoz: L’Italia dal punto di vista dell’e-commerce è indietro di 3, 4 anni rispetto alla Francia. E la Francia a suo volta è indietro di 2, 3 anni rispetto agli Stati Uniti. Però è una tendenza che non durerà per sempre.
Of: Come mai questo ritardo?
Treppoz: La verità è che non lo so. Le ragioni che spingono alla nascita e alla diffusione dell’e-commerce sono l’adsl e la banda larga, un sistema bancario in cui si ha fiducia, la diffusione delle carte di credito, e la presenza di offerta. Magari da più portali.
Of: Cioè concorrenza?
Treppoz: Perché no? Maggiore è l’offerta e maggiore è anche la domanda. Il mercato dell’e-commerce è ancora agli albori e c’è spazio per tutti. Le faccio un esempio. Giorni fa stavo parlando con il direttore di Louis Vuitton, e gli ho chiesto in base a cosa decide dove posizionare i suoi negozi. Lo sa cosa mi ha risposto?
Of: Cosa?
Treppoz: “Facile, chiamo Gucci e Chanel e vedo dove li mettono loro!”. La concorrenza non è un male, anzi.
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Of: Però in Italia Sarenza è l’unico portale che vende esclusivamente scarpe e borse…
Treppoz: Per adesso. Ma i competitor stanno arrivando anche in questo settore.
Of: Ma quindi da noi cosa è andato storto?
Treppoz: Il consumatore italiano è uno dei più atipici. Ha una buona dimestichezza con la tecnologia, come dimostra l’altissima diffusione di smartphone di ultima generazione. La banda larga ormai è diffusa dappertutto e l’offerta è presente. Il problema, ciò che ferma lo sviluppo dell’e-commerce, è che il consumatore italiano ha ancora paura.
Of: Paura di cosa?
Treppoz: Di comprare online, ma soprattutto di pagare online. È ancora molto diffusa la percezione che inserire i dati della propria carta di pagamento su internet sia pericoloso. Quello che manca è la fiducia nelle banche e nella loro capacità di gestire le transazioni d’acquisto in totale sicurezza. Però non c’è ragione per cui il gap italiano in materia di e-commerce non possa venir colmato. Anche perché i potenziali acquirenti italiani hanno in comune lo stesso bisogno di tutti gli altri compratori online.
Of: E cioè? Cosa vogliono i clienti dall’e-commerce?
Treppoz: Vogliono spendere il meno possibile nel minor tempo possibile.
Of: Lei sembra molto ottimista…
Treppoz: Tutte le novità introdotte in America prima o poi sono arrivate anche in Europa e si sono diffuse in tutto il mondo. Sarà così anche per l’e-commerce. Perché ormai non si tratta più di un fenomeno nazionale. Ma è, come tutto ciò che concerne Internet, un’attività globale a tutti gli effetti.
Of: A proposito di fiducia: ma le scarpe non sono un articolo un po' rischioso?
Treppoz: E perché? Noi offriamo consegna gratuita a tutti, indipendentemente da dove si trovino. E anche il reso è gratis. Si riceve il paio di scarpe o la borsa scelta direttamente a casa, si prova e se non piace e non va bene si hanno 100 giorni di tempo per restituirlo. Sempre gratis. Il rimborso poi non viene effettuato in buoni spesa ma viene restituito l’intero ammontare in contanti sulla carta di credito utilizzata per l’acquisto. Inoltre i tempi di consegna sono molto rapidi, anche se tutti gli ordini partono da Parigi.
Of: Chi è il vostro cliente-tipo?
Treppoz: Sono persone che non hanno tempo per cercare quello che vogliono nei negozi di città o vivono in posti isolati con scarsità di offerta. Molti dei nostri clienti per esempio si trovano in Corsica o Sardegna, dove la disponibilità di prodotti è limitata.
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