SOMMARIO
UniCredit, Bancoposta e BNL. Ma anche Cariparma e IWBank. I conti di deposito si rilanciano con tassi sempre più elevati che arrivano al 7%, lordo, e durate più lunghe che vincolano le giacenze anche a 5 anni. Ma sono una alternativa ai Titoli di Stato? Of-Osservatorio finanziario ha fatto due conti. Intanto Massimo Macchitella, Responsabile Marketing Privati Italia di UniCredit, racconta che la sua banca...
Rinascono i conti di deposito anti-Btp
L’ultima novità è Conto Risparmio Sicuro di UniCredit Banca. Un conto di deposito step up, con rendimento che cresce nel tempo e arriva a garantire il tondo 7% dopo 5 anni di vincolo. E sul mercato è in buona compagnia. BancoPosta, per esempio, ha lanciato a inizio maggio 2012 Opzione 3,50%: il primo conto di deposito in assoluto firmato Poste Italiane, richiedibile solo da chi è già correntista. Il deposito, che funziona come operazione accessoria al conto corrente, garantisce il 3,50% annuo lordo per importi fino a 500.000 euro, ma solo patto che le somme siano vincolate entro il 30 giugno 2012 e mantenute fino a fine anno. Il rendimento è garantito, inoltre, solo sulla nuova liquidità e per somme minime di 5.ooo euro. Mentre, l’imposta di bollo resta a carico del cliente fino al 31 agosto 2012. Non sono possibili disinvestimenti parziali delle somme vincolate, pena: il rendimento che crolla a quota 0%.
Anche IWBank è sul mercato. Il suo IWPower Special 4ever, lanciato il 2 maggio 2012 e in promozione fino al 18 giugno, ha un tasso crescente nel tempo e durata massima fino a 18 mesi. Funziona sempre allo stesso modo: il rendimento base resta fisso all’1% lordo, a cui si aggiunge un bonus fedeltà del 3% applicato fino a fine anno. O fino a giugno 2013 per chi decide di proseguire con il vincolo. Mentre, per tutti i nuovi sottoscrittori di Conto IW che attivano il servizio di accredito diretto di stipendi o pensioni, è disponibile anche un SuperBonus finale dell’1% lordo.
È di fine aprile, poi, il deposito libero BNL Safety Cash di BNL Gruppo Bnp Paribas, lanciato un po’ in sordina, e da agganciare per forza a un conto di appoggio della banca. Può durare fino ad un massimo di 18 mesi, e per i primi 6 si può modificare l’importo in deposito aggiungendo somme di nuova liquidità dal conto corrente. Funziona così: per sottoscriverlo servono tra i 10.000 e i 100.000 euro, per un tasso crescente nel tempo che arriva fino a un massimo 4%. In pratica, per i primi sei mesi il rendimento è del 2,50%, che diventa 3,50% per i sei successivi. Mentre sale al 4% dal dodicesimo al diciottesimo mese. Per una media annua del 3% lordo il primo anno e del 2 % il secondo.
Infine, anche il nuovo Crescideposito Più a 5 anni di Cariparma-Gruppo Crédit Agricole, in versione aggiornata rispetto al precedente Crescideposito con durata massima di 24 mesi, ha un tasso crescente nel tempo Lanciato il 27 aprile 2012, prevede un investimento minimo iniziale di 15.000 euro per un tasso iniziale, applicato per i primi 12 mesi, fisso all’1,50% lordo. L’anno successivo la remunerazione sale al tondo 2%, mentre per tutto il terzo anno è garantito il più consistente 3%, e per i successivi 12 mesi il 4, sempre lordo annuo. Infine, per chi mantiene vincolate le somme in deposito anche per tutto il quinto anno, il rendimento sale al 5%.
Tante le novità, nonostante l’entrata in vigore definitiva della nuova imposta di bollo proporzionale (leggi qui). Ma i nuovi conti di deposito hanno caratteristiche differenti rispetto ai prodotti che popolavano il mercato fino a qualche tempo fa. I tassi diventano sempre più allettanti, sfiorando cifre record che arrivano alla soglia del 7% (ovviamente lordo). I vincoli, invece, si allungano e richiedono l’immobilizzo delle giacenze fino anche a 5 anni. Come sta cambiando il mercato? I conti di deposito sono ancora vivi? Quale sarà il loro futuro? E come spuntare ancora delle buone offerte? Massimo Macchitella Responsabile Marketing Privati Italia di UniCredit ha spiegato a Of-Osservatorio finanziario come funziona il nuovo deposito Conto Risparmio Sicuro, facendo il punto sulla situazione del mercato e mettendo a confronto conti di deposito è Btp. E a sorpresa viene fuori che il migliore è…
Of: Conti di deposito. Molte novità in arrivo…
Macchitella: È vero. Noi per esempio abbiamo da poco lanciato un nuovo conto di deposito, Conto Risparmio Sicuro, di tipo step up, cioè con tasso crescente nel tempo e durata più lunga, fino a 5 anni. Si può scegliere tra due versioni del prodotto. Quella che dura al massimo 36 mesi ha un tasso fino al 5% lordo. Mentre con la versione a 60 mesi si arriva al 7%.
Of: E se si vuole estinguere anticipatamente?
Macchitella: Nel caso di un conto di 5 anni si ha un vincolo a 18 mesi prima dei quali non si può uscire dall’investimento. Poi si può estinguere il deposito in qualsiasi momento, ritirando tutto o parte del capitale.
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Of: Allora i conti di deposito sono ancora vivi?
Macchitella: Certo, perché non dovrebbero esserlo? Anzi, le dirò che stanno anche andando bene. Di offerte tra cui scegliere sul mercato ce ne sono parecchie. E i tassi sono sempre più competitivi. Naturale, visto quanto sia contesa la liquidità.
Of: Vanno bene nonostante il bollo?
Macchitella: Beh, in effetti la nuova imposta di bollo proporzionale toglie un po’ di appeal anche alle offerte con tassi più elevati.
Of: Soprattutto perché prima era quasi sempre a carico della banca mentre ora diventa nella maggior parte dei casi a carico del cliente…
Macchitella: Sì, ma prima si trattava di un costo contenuto, e lo sforzo delle banche era minimo. Ora che i costi sono aumentati è normale che le banche trasferiscano l’onere del pagamento al cliente. Non tutte, certo, poi ci sono le eccezioni.
Of: Voi a chi la fate pagare?
Macchitella: Al cliente. Prima non era così.
Of: Come mai un conto di deposito e non un time deposit allora? Molti istituti di credito stanno puntando sui time deposit per aggirare il problema del bollo…
Macchitella: In realtà il confine tra l’uno e l’altro è molto sottile. Perché anche i time deposit sono dei conti di deposito vincolati.
Of: Che però non prevedono il bollo proporzionale…
Macchitella: Certo, per ora sembrerebbe siano assoggettati al pagamento della sola imposta prevista per i conti correnti, quella fissa a 34,20 euro, e non all’applicazione di quella proporzionale. Ma anche qui parliamo di una differenza sottile, di una situazione di confine che potrebbe essere ribaltata in futuro. Ecco perché abbiamo scelto il deposito, per essere chiari con i nostri clienti.
Of: Voi però un conto deposito lo avevate già…
Macchitella: E lo abbiamo ancora. Si chiama Money Plus Flexi, anche se a breve verrà rinominato in Conto Risparmio Flessibile, all’italiana.
Of: Perché farne un altro allora?
Macchitella: Sono due prodotti molto diversi per durata e tassi. Ma la vera differenza sta nel fatto che Conto Risparmio Flessibile è solo promozionale e riservato ai nuovi clienti o a chi apporta nuovi capitali.
Of: Ma anche il nuovo Conto Risparmio Sicuro è una promozione…
Macchitella: Sì, l’offerta resta valida dal 18 maggio al 15 giugno 2012 ma sicuramente ci saranno edizioni successive. E’ importante però sottolineare che è diversa dalle altre sul mercato e da quella di Money Plus Flexi perché si rivolge a chi è già nostro cliente. L’unica condizione è che sia un nostro correntista. Non si tratta però di prodotti promozionali di tipo acquisitivo. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri clienti uno strumento di risparmio alternativo agli altri più rischiosi
Of: Come le obbligazioni…
Macchitella: O i titoli di stato. Il fatto è che la crisi ha dimostrato che anche i prodotti considerati sicuri e pubblicizzati come tali, come le obbligazioni o di titoli di Stato, sono esposti ai rischi di mercato e, quindi, possono provocare in conto capitale in caso di smobilizzo.
Of: È già successo?
Macchitella: E già accaduto di recente e sta accadendo anche adesso. I Btp ad esempio, o tante obbligazioni italiane, hanno fatto registrare una notevole volatilità di prezzo con esposizione, a seconda del momento di ingresso e di uscita a perdite di negoziazione anche superiori al 10% per chi avesse deciso di uscire prima dell’investimento. Questo vuol dire che una persona che ha investito 100.000 euro, potrebbe aver perso talvolta in periodi di un solo mese anche 10.000 euro.
Of: L’alternativa dunque sono i depositi?
Macchitella: La realtà è che la crisi non sta investendo i conti di deposito, ma azioni, obbligazioni, titoli di stato. Tutto ciò che può provocare perdite di capitale, insomma.
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