Long life 2/ Non c’è niente da ridere. Intervista a Giacomo Poretti

È il Giacomo di Aldo, Giovanni e Giacomo. È un comico e un attore, con una nuova tournée, Ammutta muddica, in avvio dal prossimo 30 novembre nei teatri di tutta Italia. Ma è anche un apprezzato editorialista sul quotidiano La Stampa. E un osservatore attento e scanzonato degli usi e costumi tipici della nostra società. A Of-Osservatorio finanziario ha raccontato come cambierà la vita per chi vivrà fino a 150 anni. E tutti i guai che questo comporterà
di: Elisa Vannetti
6 Novembre 2012
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Lui, Giacomo Poretti, più noto con il solo nome di battesimo, è uno dei comici più famosi d’Italia. È il Giacomo di Aldo, Giovanni e Giacomo, tanto per intenderci. E a breve sarà nelle sale di tutta Italia con una nuova tournée teatrale che partirà il prossimo 30 novembre dal titolo: Ammutta muddica. Che in dialetto siciliano significa “Spingi, mollica!”. Come a dire: “Avanti, datti da fare!”. Ma, aldilà della sua ormai nota verve comica, o forse, proprio per questo, è anche un divertente osservatore del costume, degli usi e dei luoghi comuni della società. Editorialista sul quotidiano La Stampa, infatti, Giacomo Poretti, ha già trattato un paio di volte il tema della vecchiaia. O meglio: della vita dopo i 60 anni. Facendo ben attenzione a non mischiare mai, nella stessa frase, il termine “vecchio” con “sessantenne”. E ha raccontato a Of-Osservatorio finanziario cosa aspettarsi dalla società ora che, se è vero quel che dicono gli esperti, si rischia davvero di arrivare a vivere 150 anni. Con tutti i guai che questo comporta.

Of: La vita si allunga. Secondo alcuni arriveremo anche fino a 150 anni. È un bene o un male?
Poretti: (Ride). Beh, dipende. Partiamo col dire che è un bene. Perché questo implica che avremo più tempo per godercela. Ovviamente qualora fossimo contenti e appagati.

Of: E se non lo fossimo?
Poretti: È qui che sta il problema. Ed è per questo che potrebbe anche essere un male. Perché l’allungamento della vita deve andare di pari passo con un aumento della qualità della vita.

Of: Non è così invece?
Poretti: No, anzi! Nella nostra società gli anziani vengono rottamati. E questa è una cosa molto dannosa.

Of: Rottamati?
Poretti: Sì, se sei nei dintorni dei 60 anni, vieni accantonato, rimpiazzato, sostituito. Rottamato, appunto. Anzi, dopo un tot devi rottamarti per legge. E qui apro una parentesi: Renzi mi sta simpatico, per carità. Ma sta cercando di rottamare la classe politica dei 60enni. E questa è una cosa dannosa.

Of: Perché?
Poretti: Perché se l’età media arriva fino a 85 anni, vuol dire che abbiamo davanti altri 25 anni per annoiarci a morte! Tanto vale finire direttamente in un ospizio.

Of: Sempre che si abbiano i soldi per farlo…
Poretti: Esatto! E questo è un altro problema da non sottovalutare. Ognuno di noi ha un nonno, un genitore, un parente anziano. E ognuno di noi sa che portarlo in una casa di cura implicherebbe una spesa di 2.000-3.000 euro al mese. Non sono briciole! E chi non se lo può permettere come fa?

Of: Mi sembra che i lati negativi di vivere più a lungo stiano superando quelli positivi…
Poretti: Beh diciamo che in effetti è una questione parecchio contradditoria. Certo, è bellissimo avere con noi i nostri cari per un periodo di tempo più lungo. Ma dall’altro lato uno non può fare a meno di pensare: e come riuscirò a mantenerli? Ecco perché credo che la tendenza sarà sempre di più quella di sperimentare forme di costruzione privata della previdenza.

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