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Luxottica: +42%, Tod’s: +44%, Salvatore Ferragamo: + 68,9%. ... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Piazza Affari praticamente non si è mossa da inizio anno. Ma Luxottica ha registrato una performance del +42%, Tod’s del +44%, Brunello Cucinelli mette a segno un incremento del 70% rispetto ai prezzi del collocamento di primavera. Salvatore Ferragamo, segue da vicino con un + 68,9%. Infine Prada, società italiana quotata sull’esotico listino di Hong Kong ha battuto l’indice globale di settore (su del 15%) di oltre il 40%. E per il 2013…

Luxottica: +42%, Tod’s: +44%, Salvatore Ferragamo: + 68,9%. Lusso, è boom a Piazza Affari

A dispetto della crisi economica e di un mercato azionario stagnante, (Piazza Affari da inizio anno mette a segno un modesto incremento del +2,8%, dopo avere registrato in estate punte minime e cadute del 20% e più) c’è un settore che in Italia e nel resto del mondo continua a viaggiare in controtendenza. E’ il comparto dei beni di lusso, le cui società quotate, sia in Italia che in Europa, hanno registrato performance a doppia cifra e continuano a godere del favore degli analisti e degli investitori internazionali.

Qualche numero può chiarire le tendenze in atto. L’indice Eurostoxx 600 delle grandi capitalizzazioni europee è salito da inizio anno di circa l’11%. Il comparto del lusso, sempre a livello europeo, per parte sua ha registrato un incremento medio delle quotazioni del +15%. Le performance delle società italiane del settore sono ancora più impressionanti. Abbiamo visto che Piazza Affari praticamente non si è mossa da inizio anno. Ebbene in questo contesto di stagnazione Luxottica ha registrato una performance del +42%, Tod’s del +44%, Brunello Cucinelli, i cui lavoratori godranno a dicembre di un bonus di circa 6mila euro ciascuno perché l’azienda ha deciso di socializzare una parte dei profitti, registra un incremento addirittura del 70% rispetto ai prezzi del collocamento, avvenuto in primavera. Salvatore Ferragamo, altra star del lusso italiano segue da vicino con un + 68,9%. Infine Prada, società italiana quotata sull’esotico listino di Hong Kong ha battuto l’indice globale di settore (su del 15%) di oltre il 40%.

Una approfondita analisi del comparto del lusso è stata svolta in questi giorni dagli analisti del Credit Suisse e di Deutsche Bank. Che giungono sostanzialmente a conclusioni analoghe. Il settore del lusso potrà probabilmente rallentare la sua corsa nei prossimi tre-sei mesi, ma continuerà ad essere una storia di successo nel lungo termine, trainato dalle vendite che crescono a tassi vertiginosi nei paesi emergenti che pullulano di nuovi ricchi. Tra i titoli favoriti per i prossimi 6-12 mesi Credit Suisse individua gruppi multimarca come Lvmh, Swatch, Burberry, mentre a giudizio degli gnomi di Zurigo la società italiane “monobrand”, quindi ancora Ferrragamo, Prada, Tod’s, Cucinelli, potrebbero continuare a guidare le danze del settore.

La crescita
Secondo Deutsche Bank il quarto trimestre del 2012 registra un rallentamento della crescita delle vendite nel comparto del lusso. L’aumento è stimato in un “modesto” 5-6%. “Non si tratta di un dato troppo negativo – scrive l’analista Francesca di Pasquantonio – perché questi valori indicano una “normalizzazione” dei trend del settore dopo ben 10 trimestri di aumenti dei ricavi a doppia cifra”. Se il trend di sviluppo del comparto del lusso, preso nel suo insieme, si mantenesse su questi livelli viaggerebbe comunque a una velocità doppia rispetto alla crescita globale, che nel 2013 è attesa in rialzo del 3,1%. Anche se non dobbiamo dimenticare che l’eurozona nel suo complesso subirà una nuova recessione, con un calo del Pil dello 0,5% e in Italia le stime Ocse prevedono addirittura un calo della ricchezza nell’ordine del 2%. ---- Gli analisti del Credit Suisse, per parte loro, sottolineano un altro aspetto cruciale. “La storia di crescita di lungo termine del settore del lusso è tuttora in corso”, sottolinea l’economista Rogerio Fujimori. “La ricchezza globale dovrebbe crescere a una media dell’8% l’anno nei prossimi cinque anni, sostenuta dallo sviluppo e dalla concentrazione delle ricchezze nei paesi emergenti”. Il dato può suscitare una reazione sul piano morale.

E tuttavia è un dato di fatto che il 40% della ricchezza mondiale è concentrato nelle mani di appena 29 milioni di persone, sparse tra Asia, Stati Uniti e Europa. Sono questi i ricchi che continueranno a spendere in beni di lusso e a trascinare verso l’alto le quotazioni dei titoli del comparto. Che peraltro, ricorda ancora Deutsche Bank, con un rapporto prezzo/utili medio di 15,8 volte non sono troppo cari. Visto che questa valutazione è nettamente inferiore alla media storica degli ultimi 10 anni, in cui il rapporto prezzo/utili è stato di 18 volte. Detto in altri termini, le quotazioni medie dei titoli del lusso potrebbero crescere ancora di quasi il 20% per riportarsi sulla media degli ultimi 10 anni.

La selezione dei nomi
Sulla scelta dei singoli nomi su cui puntare vi sono alcune concordanze nelle scelte degli analisti svizzeri e di quelli tedeschi. Mentre Deutsche Bank punta soprattutto su Prada, Swatch e PPR, tutti titoli con un giudizio “buy” (potenziale di rialzo superiore al 20%), gli analisti zurighesi preferiscono Lvmh, Swatch, Ralph Lauren, Burberry nel lungo termine e la galassia dei nomi italiani di medie dimensioni (Ferragamo, Tod’s, Cucinelli).

Burberry, una delle società che registrato negli ultimi 12 mesi le performance più scarse, secondo Credit Suisse potrebbe essere una delle migliori scommesse di medio lungo termine. Il titolo, che negli ultimi due mesi ha perduto circa il 20% del proprio valore potrebbe raggiungere un prezzo-obiettivo di 1.400 pence (oggi circa 1.100). Burberry è un valore sottovalutato rispetto alla media del settore e tratta a 14,3 volte gli utili attesi del 2013

Lvmh. Il colosso francese del lusso, le cui quotazioni sono leggermente a premio rispetto alla media del comparto (16,2 volte gli utili attesi del 2013) secondo gli analisti elvetici “è la società che gode del miglior posizionamento competitivo perché ha un portafoglio di prodotti di lusso molto diversificato, che va dalla moda, all’abbigliamento, agli accessori, ai vini di alta gamma, fino alla gioielleria”. Il prezzo-obiettivo per il titolo è fissato a 138 euro.

Maggiore prudenza, caratterizza invece il giudizio su PPR (marchio Gucci), il cui giudizio è “neutral”, in linea con le tendenze del mercato. Hermès è invece un “underweight” (peggiorerà rispetto al mercato) soprattutto per ragioni valutative. Con il suo rapporto prezzo/utili atteso di 29,9 volte gli utili previsti per il 2013 e in assenza di azioni commerciali che giustifichino un simile premio di valutazione è assai probabile che le quotazioni subiranno un ridimensionamento.

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