SOMMARIO
Prima c’era Zopa. Poi nel 2009 Bankitalia ha fatto chiudere la società. Finché nel 2012 lo stesso team ha avviato Smartika. L’obiettivo è sempre quello di intermediare prestiti tra privati attraverso una community online. Ma dal punto di vista legale molte cose sono cambiate. Maurizio Sella, Amministratore delegato di Smartika.it (ex ad di Zopa), spiega a Of quali sono le novità. Svelando anche cos’è accaduto durante il periodo di inattività
Ritorna il prestito tra privati. E stavolta Bankitalia non fa obiezioni. Ecco com’è cambiato
Si chiama social lending, all’inglese. In italiano si può tradurre con una parafrasi: prestiti tra privati. Cioè senza doversi rivolgere a intermediari finanziari, bypassando anche le banche. In pratica tutto si sviluppa intorno a una community online, all’interno della quale si incontrano prestatori e richiedenti. I primi mettono a disposizione il loro capitale e fissano il tasso di interesse. I secondi, invece, possono richiederlo a prestito. Pagando il debito in rate mensili. Proprio come un normale finanziamento.
All’inizio c’era Zopa, un franchising di origine inglese avviato in Italia nel 2008. Poi, nel 2009, è intervenuta Bankitalia, sospendendo l’attività che, a sue dire, era molto più simile ad una raccolta di risparmio gestito, piuttosto che non alla semplice intermediazione dei pagamenti. Finché, a marzo 2012, ha aperto i battenti Smartika. Con lo stesso team di Zopa, la stessa mission e gli stessi obiettivi. Ma, stavolta, Bankitalia non ha sollevato obiezioni. Cosa c’è di diverso? Come cambia il social lending? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Maurizio Sella, ad di Smartika. Che ha chiarito come è cambiata la società dal punto di vista legale. E ha spiegato cosa è successo nel periodo intercorso tra la famosa chiusura di Zopa e l’avvio della nuova Smartika.
Of: Prima c’era Zopa. Poi Bankitalia ha fatto chiudere la società…
Sella: Con Zopa avevamo un franchising con una società inglese. Ora siamo ripartiti con un nuovo brand e nuove autorizzazioni da Bankitalia. Ma di fatto si tratta dello stesso lavoro che facevamo prima. In pratica la nostra società è stata inquadrata sulla base della direttiva europea sui servizi di pagamento. Questa direttiva esisteva già nel 2007 , ma l’Italia l’ha recepita solo a partire dal febbraio 2011.
Of: E in cosa consiste?
Sella: Siamo stati abilitati a fornire i servizi di pagamento che avvengono tra le parti nel social lending nella nuova forma di operatore prevista dalla direttiva europea, l’Istituto di Pagamento.
Of: Cosa cambia?
Sella: A livello sostanziale niente. A livello formale parecchie cose. Siamo più istituzionalizzati. Abbiamo sistemi di controllo simili a quelli delle banche, siamo tenuti a rispettare un patrimonio di vigilanza. Inoltre, il denaro che i nostri prestatori mettono a disposizione è come prima depositato in un conto terzi presso una banca. Ma ora questo conto è protetto per legge anche da eventuali creditori di Smartika.
Of: E i clienti di Zopa che fine hanno fatto?
Sella: Quando siamo stati sospesi, Bankitalia ci ha chiesto di continuare a gestire prestiti già in essere. E così abbiamo fatto.
Of: Quindi nessuno ha perso i suoi soldi?
Sella: No. Certo ci sono stati dei ritardi. Gestirli è parecchio costoso. Soprattutto perché l’attività è stata chiusa, e questo non ha certo facilitato le cose. Ma ora la situazione si sta normalizzando, stiamo gestendo anche questo aspetto.
Of: Poi a marzo 2012 avete lanciato Smartika
Sella: Esatto. E molti dei nostri prestatori, circa un 50%, è rimasto con noi dai tempi di Zopa. Oggi in totale abbiamo circa 4.500 prestatori attivi. Per un importo erogato dal 23 marzo a oggi di quasi 2 milioni di euro.
Of: Come funziona Smartika?
Sella: Dal punto di vista operativo il meccanismo è lo stesso di Zopa. I clienti che sono interessati a diventare prestatori aprono un Conto di Pagamento attraverso noi, fanno un’offerta che verrà poi pubblicata sul sito. Possono mettere a disposizione un importo che va da un minimo di 100 euro a un massimo di 50.000 euro per una durata di 24, 36 o 48 mesi. E la loro offerta viene ripartita.
Of: In che senso?
Sella: L’importo offerto a prestito di norma viene frazionato tra 50 diversi richiedenti. Per minimizzare il rischio di una eventuale insolvenza.
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Of: E il tasso di interesse applicato?
Sella: Anche questo viene indicato dal prestatore. Anche se poi, effettivamente, il tasso reale applicato varia a seconda della classe di merito del cliente che richiede il finanziamento. In media, però, il taeg medio è del 25% inferiore della media di banche e finanziarie rilevata da Bankitalia.
Of: Si spieghi meglio.
Sella: Quando un richiedente si iscrive a Smartika viene classificato, a seconda delle sue caratteristiche creditizie, e in base ai suoi dati personali e reddituali, in 4 diverse classi (A+, A, B, C) che identificano il merito creditizio. Ognuna diversificata al suo interno in base alla durata del prestito richiesto (24,36 e 48 mesi). Così, B48 identificherà un richiedente di classe B che ha chiesto un prestito rimborsabile in 48 mesi. Il tasso finale dunque sarà maggiore per i clienti più a rischio, e più basso invece per i clienti più sicuri.
Of: Di quanto cambia?
Sella: Viene applicata una percentuale aggiuntiva al tasso di interesse definito dal prestatore, a copertura delle possibili insolvenze e che stabiliamo noi a priori. E che va da un minimo di 0,40% per i clienti di classe A+24, a un massimo del 3,1% per quelli di categoria C48. A cui si aggiungono, ovviamente, le nostre commissioni.
Of: A quanto ammontano e, soprattutto, chi la paga: il prestatore o il richiedente?
Sella: Tutti e due. I richiedenti pagano una commissione sul valore totale del finanziamento in base alla classe di merito creditizio a cui sono assegnati (A+ 0,5%; A 1,25%; B 2%; C 2,5%). I prestatori, invece, hanno una commissione annuale pari all’1% della somma in prestito. Non c’è nessun costo di bollo e di tenuta conto e il richiedente può estinguere il prestito in ogni momento senza alcuna penale.
Of: Quindi, per fare esempio?
Sella: Se un prestatore decide di voler guadagnare il 5%, questo diventerà il 6% per includere la commissione dell’1% di Smartika e sarà poi incrementato del tasso di insolvenza atteso: diventerà quindi il 6,40% per i richiedenti di classe A+24, mentre si arriverà al 9,1% per i richiedenti di classe C48. Se non avvengono insolvenze questa percentuale aggiuntiva diventa un extra guadagno per il prestatore.
Of: Come funziona invece per il richiedente?
Sella: Si fa tutto via internet e in tempo reale. Una volta iscritto, il cliente può richiedere da un minimo di 1.000 a un massimo di 15.000 euro. Da rimborsare in 24, 36 e 48 mesi. Al termine della richiesta interroghiamo il credit bureau e facciamo sapere in tempo reale al richiedente se rientra nei nostri parametri di merito creditizio e, in caso positivo in quale classe è assegnato e quindi le condizioni del prestito. In quel momento viene composto il prestito con le offerte dei prestatori disponibili per quella tipologia di richiedente. La richiesta di prestito è quindi valutata sulla base della documentazione fornita a supporto, con una estrema attenzione da parte nostra sulla sostenibilità della rata rispetto al reddito e, in caso di valutazione positiva, il prestito viene erogato.
Of: Anche in questo caso il prestito viene frazionato?
Sella: Certo. L’importo del finanziamento è raggiunto con una somma di micro prestiti di circa 30 euro ciascuno, e il tasso di interesse è la media dei tassi dei micro prestiti offerti. Così il finanziamento tipico di 6000 euro risulta costituito da circa 200 micro prestiti di altrettanti prestatori.
Of: E come avviene il rimborso?
Sella: Sempre tramite RID bancario. In questo modo il richiedente paga la sua rata mensile sul conto di pagamento. Mentre il prestatore riceve ogni mese i soldi dati in prestito e il relativo interesse. Anche se il sistema consente di reinvestire automaticamente tale somma in nuovi finanziamenti.
Of: In caso di ritardi, invece?
Sella: Noi ci occupiamo anche del recupero crediti. Anche se in 7, 8 mesi di attività non abbiamo ancora riscontrato problemi.
Of: Ma qualora ci fossero?
Sella: Per prima cosa telefoniamo al prestatore. Utilizzando il RID automatico come unica modalità di pagamento sappiamo sempre in tempo reale come stanno andando i pagamenti. Se non otteniamo risultati però affidiamo la pratica ad una società di recupero crediti.
Of: Una bella spesa…
Sella: La finanziamo trattenendo gli interessi recuperati a copertura delle spese. Il prestatore non ci rimette nulla. Anzi, gli riconosciamo interamente il suo capitale.
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