Il futuro della tv è già qui/2. Netflix contro gli europei

È diventato il simbolo della rivoluzione dell’on demand che a prezzi competitivi propone, a milioni di abbonati, un’offerta incredibile, dove trovano spazio produzioni originali di altissimo livello. Pochi anni fa è approdato anche in Europa e in Italia si attende impazienti il suo arrivo. Per il quale però una data certa ancora non c’è (e i motivi purtroppo sono validi). Ma il prossimo (probabilissimo) sbarco in terra francese fa ben sperare…
di: Noemi Pizzola
27 Marzo 2014
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Ha riscritto le regole e le modalità di fruizione dei contenuti audiovisivi trasmessi dalla televisione tradizionale, assegnando nuovi significati a temi quali on demand e streaming. Conta 44 milioni di abbonati in tutto il mondo (35 negli Stati Uniti) a cui propone per 7,99 dollari al mese, 50.000 titoli tra film, serie tv e show televisivi. Ha chiuso il 2013 con una crescita del 19% e si è lanciato in produzioni originali di grande successo, premiate dal pubblico e dalla critica, come House of Cards (con Kevin Spacey), vincitore di tre Emmy Awards e un Golden Globe.

È Netflix, il colosso americano che fa paura all’Europa (immagine di copertina), nato nel 1997 come noleggio film per posta e diventato simbolo di una rivoluzione che porta il nome di Svod (subscription video on demand) che porterà alla fine, o quanto meno al radicale cambiamento, di un’era geologica, e che secondo NPD, gruppo di ricerca dei trend di mercato e di consumo, rappresenta il 67% delle transazioni digitali, con una crescita molto più ampia rispetto alle altre forme del video digitale.

Guarda il video su Netflix


Netflix è presente nei mercati di Stati Uniti, Sud America, Canada, Messico, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi e Paesi Scandinavi, dove non solo ha messo in difficoltà le rivalità locali (in Svezia è diventato subito leader del settore) ma ha anche creato e rafforzato nuove modalità di fruizione. Personalizzazione, flessibilità, scomparsa della nozione tempo e del palinsesto, ampiezza e qualità dell’offerta (3 miliardi investiti per i contenuti originali: oltre alla già citata “House of Cards” che avrebbe tra i suoi fan anche il presidente Obama, e di cui è stata prodotta anche la seconda stagione, ha concepito “Orange is the new black”, e “Better call Saul”, spin-off del celebre “Breaking Bad”).

Guarda il video su House of Cards


Tutto diventa a richiesta, i contenuti vengono utilizzati come, dove e quando lo si desidera, senza limitazioni e vincoli di orario, da smart tv, tablet, Pc, Mac, Play Station 3, 4 e Xbox. Si profilerà un modello meno standardizzato, indipendente dagli appuntamenti del palinsesto, con abbonamenti che potrebbero diventare sempre più personalizzati, come i piani telefonici. Meccanismi che hanno portato alla realizzazione di nuove produzioni, ad esempio la nascita di web serie, come l’italiana “Esami”, diretta da Matteo Keffer, che racconta in chiave comica l’universo universitario.

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