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SOMMARIO

La banca numero uno in Italia, Intesa Sanpaolo, ritorna a puntare sui prestiti personali (anche se non si aspetta una grande crescita). Ma cosa vuol dire per il mercato? Cos’è cambiato nel corso dell’ultimo anno? E, soprattutto, come si è modificata l’offerta? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Luciano Ambrosone, Responsabile Prodotti d’Impiego e di Tutela di Intesa Sanpaolo. Che ha svelato cosa accadrà nel corso dei prossimi mesi. Che fine faranno i tassi. E come si trasformeranno i prodotti

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Assicura di aver incrementato le erogazioni rispetto a un anno fa (anche se non si sbilancia sulle percentuali ufficiali). E ha attiva una promozione con un tasso in offerta sul prestito personale di punta, quello generico, senza finalità specifiche. La banca numero uno in Italia, Intesa Sanpaolo, ritorna a puntare sui prestiti personali (anche se non si aspetta una grande crescita). Ma cosa vuol dire per il mercato? Cos’è cambiato nel corso dell’ultimo anno? E, soprattutto, cosa bisogna aspettarsi per i mesi a venire?

Of-Osservatorio finanziario ha incontrato Luciano Ambrosone, Responsabile Prodotti d’Impiego e di Tutela di Intesa Sanpaolo. Che ha fatto il punto della situazione, spiegando come si sono modificati, non solo i prodotti, ma anche gli stessi clienti nel corso di questi sei anni di crisi. E ha svelato anche come le politiche di scoring (quei punteggi che la banca utilizza per definire se un cliente merita o meno di ottenere un finanziamento) hanno influenzato l’andamento del settore.
Ecco le sue anticipazioni su cosa accadrà nel corso dei prossimi mesi. Che fine faranno i tassi. E come si trasformeranno i prodotti.

Of: In tempi di crisi i finanziamenti servono più che altro per far fronte a problemi di liquidità…
Ambrosone: No, in realtà non è così. I cambiamenti del tessuto produttivo e delle tendenze di consumo stanno generando importanti conseguenze nel ricorso al credito e nella sua percezione da parte delle famiglie italiane.

Of: Che cosa significa?
Ambrosone: Negli ultimi anni, la propensione a richiedere prestiti è cresciuta molto nel nostro paese anche se resta ancora lontana rispetto ad altri paesi europei. Non dobbiamo sottovalutare il ruolo dei prestiti nella crescita economica del nostro paese. A mio parere sarebbe riduttivo interpretare il ricorso al credito come semplice indicatore di una maggiore povertà e degli sforzi per mantenere il tenore di vita delle famiglie.

Of: Chi è allora il cliente tipo?
Ambrosone: Le famiglie utilizzano sempre più i prestiti per anticipare la soddisfazione di bisogni o la realizzazione di progetti che hanno un impatto positivo sulla qualità della vita.

---- Of: Per fare un esempio?
Ambrosone: Il credito erogato agli immigrati oggi rappresenta uno strumento che consente una migliore integrazione di questo segmento di popolazione.

Of: In che modo?
Ambrosone: Il ricorso al credito consente di migliorare la pianificazione del bilancio personale, destinando il proprio reddito tra consumi, risparmio e pagamento del debito.

Of: E per le famiglie italiane?
Ambrosone: Magari c’è chi preferisce ricorrere al prestito piuttosto che intaccare i propri risparmi, perché investiti in strumenti che possono offrire buone prospettive di redditività in un orizzonte temporale di medio termine. E così, per non rinunciare a queste opportunità, preferisce lasciare i risparmi dove sono, mantenerli stabili nei loro investimenti, e richiedere invece un finanziamento personale.

Of: E quale finanziamento sceglie di sottoscrivere il cliente-tipo?
Ambrosone: I clienti che richiedono un finanziamento alla propria banca privilegiano i prestiti personali, che non necessitano di motivazioni specifiche di acquisto, offrono condizioni convenienti e si possono ottenere molto velocemente. Il credito finalizzato, per acquistare beni o servizi appartenenti, ad esempio, a settori quali elettronica, ciclomotori, ecc., risulta invece appannaggio delle finanziarie. Una tendenza importante, che riguarda soprattutto i prestiti personali, è la richiesta di soluzioni personalizzabili e flessibili.

Of: Cioè?
Ambrosone: Oggi le famiglie apprezzano soluzioni di prodotto protette e flessibili. Questa evoluzione nei bisogni dei nostri clienti ha stimolato l’innovazione dell’offerta. I “nuovi” prestiti consentono di abbinare coperture assicurative, saltare il pagamento di alcune rate e di accodarle al termine del piano di rimborso. O di richiedere rinegoziazioni durante il piano di ammortamento. È un cambiamento strutturale, che resisterà nel tempo, anche se il mercato dovesse ripartire energicamente.

Of: E per ora non è così?
Ambrosone: Non direi. Nel 2013 il mercato dei prestiti, nel suo complesso, ha subito una ulteriore contrazione. Anche se è stata una flessione meno intensa rispetto a quella che è stata registrata l’anno precedente. Nel corso dell’anno le erogazioni sono tornate più o meno agli stessi numeri del 2005. Prima che la crisi divampasse.

Of: C’è anche da dire, però, che in questi anni i prestiti non li davate più a nessuno…
Ambrosone: Questo è vero solo in parte e, comunque, non dobbiamo generalizzare. La nostra banca, ad esempio, l’anno scorso ha incrementato di oltre il 10% le erogazioni di prestiti personali ai propri clienti. È vero che, a livello di sistema, i criteri di concessione sono diventati più selettivi. Alcuni operatori hanno sfruttato la crescita della domanda del periodo pre-crisi adottando strategie di selezione molto flessibili. Con la crisi la qualità di questi portafogli si è deteriorata e ha fatto aumentare le perdite. È naturale che questo abbia poi portato a una maggiore selettività.

---- Of: Quindi adesso le banche ricominciano a concedere finanziamenti?
Ambrosone: Negli ultimi mesi abbiano assistito a una forte ripresa delle dinamiche competitive di questo settore come dimostrano le campagne commerciali e le iniziative di comunicazione dei principali operatori. Certo è che permane comunque una maggiore attenzione rispetto ai tempi pre-crisi. Come dicevo prima, noi nel 2013 siamo cresciuti. Questo è dipeso dalla strategia equilibrata adottata nei momenti di crescita del mercato. Non abbiamo avuto la necessità di inasprire i criteri di selezione.

Of: Cosa accadrà quindi nei prossimi mesi?
Ambrosone: Stiamo assistendo ai primi segnali di ripresa della domanda di prestiti. Ma non si tratta, al momento, di una ripresa vigorosa. Il mercato ha ancora le gambe fragili. Serve per prima cosa una ripresa del potere d’acquisto e un miglioramento del clima di fiducia. Solo così le famiglie decideranno di anticipare la soddisfazione dei loro bisogni. Ma anche noi banche dovremo fare la nostra parte.

Of: In che modo?
Ambrosone: Sarà centrale non rifare gli stessi errori del passato. Il mercato non ha bisogno di operatori che operano con strategie di stop&go. Sarà centrale la capacità degli operatori di contenere la rischiosità con attente politiche di concessione ma anche con una gestione attiva e tempestiva delle criticità che possono emergere lunga la vita del prestito. L’obiettivo è un “circolo virtuoso” dove il cliente è tutelato nella sua capacità di sostenere nel tempo l’onere della rata e la buona qualità del credito sostiene la continuità e la fluidità delle dinamiche di offerta.

Of: E cosa accadrà ai tassi?
Ambrosone: Oggi i tassi sono al loro minimo, e credo che ne prossimi mesi resteranno su valori molto contenuti. Le politiche monetarie sono accomodanti, l’inflazione bassa. Tutto lascia pensare che questa situazione di tassi bassi non sia destinata a terminare nei prossimi mesi.

Of: Quindi è un buon momento per indebitarsi?
Beh, dipende. A mio avviso non si può dire che il momento è buono solo perché i tassi sono bassi.

Of: Intesa Sanpaolo cosa fa quindi?
Ambrosone: Dicevo all’inizio che già da tempo la nostra banca ha interpretato in modo innovativo il suo rapporto con la clientela relativamente ai prestiti proponendo il prestito personale come strumento per pianificare meglio le spese e per realizzare progetti che altrimenti sarebbero stati rinviati nel tempo. È solo con la consulenza personalizzata che possiamo aiutare la famiglia a comprendere se il ricorso al credito può essere uno strumento valido ed efficace.

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