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SOMMARIO

La rata viene detratta direttamente dal cedolino dello stipendio o della pensione. E sono richiedibili senza garanzie aggiuntive. I prestiti cessione del quinto, per dipendenti e pensionati costano di norma tra il 9 e il 12% in meno rispetto ai finanziamenti personali standard. Ma hanno un rovescio della medaglia: per esempio, l’assicurazione è obbligatoria per legge. Ecco cosa serve per sottoscriverli. Quanto convengono. E quali condizioni extra impongono per poter essere rilasciati

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In gergo tecnico si chiamano Cessioni del Quinto. E sono prestiti personali a tutti gli effetti. Ma con una modalità diversa di rimborso. Le rate, infatti, sono fisse e predeterminate, corrispondono (al massimo) a un quinto dello stipendio o della pensione percepita mensilmente, e vengono detratte direttamente dal cedolino. Così, in fase di stesura del contratto, basta solo scegliere rata mensile e durata. Senza dover per forza essere titolari di un conto corrente.

Hanno l’indubbio vantaggio di poter essere sottoscritti senza il bisogno di fornire garanzie extra, patrimoniali o immobiliari, perché fa fede solo il cedolino dello stipendio, o della pensione. Si possono acquistare se si hanno già altri finanziamenti in corso. E sono concessi anche a chi ha un contratto a termine, purché il finanziamento duri almeno quanto il lavoro. Di norma, poi, sono più economici dei corrispettivi prestiti personali ad ammortamento standard. Costano, infatti, in media, il 12,1457% in meno in versione cessione del quinto dello stipendio. Mentre si risparmia l’9,3117% se si sottoscrive il quinto della pensione.

Ma hanno anche un rovescio della medaglia. Per poter essere rilasciati, richiedono l’acquisto di una polizza assicurativa sulla vita e i rischi legati all’impiego (obbligatoria per legge). Anche se alcuni finanziamenti, come quelli di Poste Italiane, per esempio, la includono a costo zero.

Ma quanto costano davvero? A quanto ammonta il tasso applicato? Difficile scoprirlo, a meno che non ci si rechi in filiale per sottoscriverne uno. Of-Osservatorio finanziario ha calcolato rata, montante e tasso applicato a due diverse tipologie di clienti. Il primo è un lavoratore dipendente, impiegato di 40 anni, con 15 anni di anzianità lavorativa, che percepisce uno stipendio netto mensile di 1.800 euro. Il secondo, invece, è un pensionato Inps di 60 anni, con una pensione mensile netta che si aggira sui 1.200 euro. Per ciascuno dei due sottoscrittori-tipo, poi, è stato calcolato il costo necessario a richiedere a prestito un massimo di 16.000 euro da restituire in 6 anni, e la spesa mensile di un finanziamento di 5.000 euro con durata massima di 4 anni. Le due tipologie di finanziamento più richieste in tempo di crisi.

Per i dipendenti
UniCredit pensa ai dipendenti pubblici, e offre CQSolution. Il finanziamento, che può durare tra i 24 e i 120 mesi, garantisce un erogato massimo fino a 22.000 euro, da rimborsare con un tasso annuo nominale del 7,25%. Così, nel caso ipotetico di Of di un finanziamento di 16.000 euro da restituire in 72 rate, si avrà una spesa mensile di 295 euro (pari al 16,38% dello stipendio netto da 1.800 euro), per un montante da restituire alla banca al termine dei 6 anni di 21.240 euro. Il Taeg finito è pari al 10,21% e include i 295 euro necessari ad avviare l’istruttoria della pratica. Non sono previste, invece, spese di incasso della rata mensile. Mentre resta applicata una penale dell’1% in caso di estinzione anticipata del debito.

Anche il finanziamento di Intesa Sanpaolo per dipendenti prevede una rata mensile di 295 euro, per un montante che, al termine dei 6 anni di durata del contratto, comporta una spesa complessiva di capitale più interessi di 21.240 euro. Il tasso annuo nominale, però, in questo caso, risulta pari al 9,78%. Per un Taeg finito che, a conti fatti, non supera quota 10,30%. L’istruttoria, infatti, è gratuita, così come le commissioni per l’incasso della rata mensile. Mentre resta all’1% la penale per l’estinzione anticipata.

---- Ha un Tan minimo che varia dal 7,16% all’8,40% Salary Power di BNL-Gruppo BNP Paribas, sempre per dipendenti pubblici e statali. Il finanziamento consente di ricevere a prestito fino a 104.000 euro, da restituire in un minimo di 12 e in un massimo di 120 rate mensili. Ma solo a patto che il dipendente non abbia più di 65 anni allo scadere del finanziamento. Così, supponendo di poter sottoscrivere un prestito cessione del quinto con un Tan minimo del 7,16%, si avrà una rata mensile di 274,02 euro (vale a dire: il 15,22% dello stipendio netto mensile), per un montante da restituire alla banca di 19.729,44 euro.

Poste Italiane ha a catalogo un finanziamento pensato per i dipendenti pubblici, con un Tan fisso per tutta la durata e pari al 10,63%. La rata, in caso si chiedessero a prestito 16.000 euro da restituire in 6 anni, ammonterebbe a 301,52 euro. Pari cioè al 16,75% dello stipendio. Per un totale, comprensivo di capitale più interessi, di 21.709,44 euro.

Ha un tasso fissato al 10,10% anche il finanziamento personale di Deutsche Bank Easy per dipendenti pubblici. Per un Taeg, calcolato utilizzando la simulazione ipotetica di Of di un prestito di 16.000 euro da restituire in 6 anni, del 10,68%. Rata e montante risultano quindi pari rispettivamente a 297,97 euro e 21.453,84 euro. Mentre non sono previste spese di istruttoria o per l’incasso della rata mensile.
Si può richiedere a prestito da un minimo di 500 a un massimo di 75.000 euro. Per piani di rimborso modulati su rate mensili che vanno dai 24 ai 120 mesi.

Per i pensionati
Costano un po’ di più (di solito) rispetto ai loro corrispettivi per i dipendenti. Hanno tassi più elevati soprattutto rispetto ai finanziamenti per gli statali e i dipendenti pubblici. E permettono di richiedere a prestito somme generalmente inferiori, ma solo a patto che si acquisti una polizza sulla vita. Mentre la concessione del finanziamento è legata all’età. Vale a dire che bisogna modulare la durata del contratto in modo che, alla scadenza, il cliente non abbia più (di norma) di 80 anni.

UniCredit, per esempio, richiede un Tan che resta fisso per tutta la durata di Prestito Pensione Quinto Più, all’8,80%. Il finanziamento eroga al massimo 69.000 euro. Si può rimborsare tra i 24 e i 120 mesi. E il Taeg è pari al 9,99%, sia nel caso in cui si richieda un prestito di 16.000 euro da rimborsare in 6 anni, sia qualora si sottoscrivessero al massimo 5.000 da restituire in 5 anni. Non sono previste spese di istruttoria e di incasso della rata mensile. Mentre, per l’estinzione anticipata del credito, resta prevista una spesa pari all’1%. Così, utilizzando la simulazione di Of di un prestito di 16.000 euro da restituire in 6 anni, si avrà una rata di 240 euro (il 20% esatto della pensione) , per un montante di 17.280 euro.
Mentre per finanziamenti di 5.000 euro e durata 4 anni, si avranno rate mensili di 126 euro, e un totale da rimborsare alla banca di 6.048 euro.

---- Ha un finanziamento riservato ai pensionati Inps BNL-Gruppo BNP Paribas. Con tassi applicati che variano a seconda dell’età del richiedente al momento della scadenza del contratto. Prestito BNL Pensione Dinamica, infatti, mantiene un Tan compreso tra il 5,85% e il 6,79% per chi non ha più di 59 anni al termine del rimborso. Per i pensionati con età tra i 60 e i 65 anni il Tan applicato va dal 7,27% all’8,18%. Mentre sale tra il 7,71% e l’8,41% per chi ha tra i 66 e i 69 anni. Tra i 70 e i 79 anni si può ottenere dal 9,06% al 9,94%. Mentre chi arriva a 85 anni si vedrà applicato un tasso minimo del 12,70% che può arrivare fino al 14,53%. Si può ottenere a prestito fino a un massimo di 90.000 euro. Per un piano di rimborso che parte da un minimo di 24 e arriva a un massimo di 124 mesi.

Così, considerando il caso ipotetico di Of, un pensionato di 60 anni potrà avvalersi di un tasso annuo nominale del 7,68%. Sono previste 300 euro di spese di istruttoria, ma non sono applicate commissioni di incasso della rata mensile. Mentre la polizza sulla vita è a carico di BNL.

Intesa Sanpaolo offre Cessione Pensione con un Tan del 9,69%. Per una rata, calcolata nel caso ipotetico di un finanziamento di 5.000 euro da rimborsare in 5 anni di 126,51 euro (pari al 10% circa della pensione) e un montante di 6.072,48 euro. L’istruttoria è pari a zero, così come la commissione di incasso rata. Mentre il Taeg complessivo di tutte le spese risulta fisso al 10,39%. Non è, invece, possibile richiedere a prestito 16.000 euro da restituire in 6 anni. In questo caso, infatti, considerando il Tan del 9,69%, si avrebbe una rata mensile di 293,92 euro, pari al 24,4% del reddito mensile. Superiore, dunque, rispetto al limite di un quinto previsto.

Il finanziamento di Poste Italiane offre la polizza sulla vita a costo zero. E prevede un tasso fisso del 9,68%, in offerta fino a fine giugno. E non consente quindi di richiedere a prestito una cifra complessiva pari a 16.000 euro da restituire in 6 anni. In questo caso, infatti, si avrebbe una rata pari a 293,84 euro, superiore rispetto al 20% massimo della pensione percepita.
Utilizzando, invece, il caso ipotetico di Of-Osservatorio finanziario di un finanziamento di 5.000 euro da rimborsare in 4 anni, si avrà una rata di 126,05 euro. Pari a un montante complessivo di 6.050,40 euro.

Infine, Deutsche Bank Easy, mantiene un Tan del 6,58% che, a conti fatti, utilizzando il caso ipotetico di Of, implica una rata mensile di 270,25 euro per un montante di 19.458 euro. Le spese sono per l’incasso della rata mensile e l’avvio dell’istruttoria della pratica sono sempre a zero. Mentre il Taeg massimo applicato, comprensivo di tutte le commissioni accessorie, risulta pari al 6,88%.

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