L'immobiliare non si riprende. L’allarme di Dondi (Nomisma)

I prezzi non sono ancora stabili. La richiesta di mutui è ancora irrilevante. E non c’è molto da sperare in decreti legge salvifici. “Per assorbire l’edilizia già realizzata ci vorranno anni e una parte rischia di diventare vecchia prima si essere utilizzata. L’eccesso di offerta riguarda anche il settore commerciale e industriale”, rileva il direttore generale di Nomisma. Intanto il mattone non è più interessante per gli investitori, per via del carico fiscale. “E la sperequazione interna del prelievo è molto maggiore che all’estero”, denuncia Dondi. In altre parole: non sempre a maggior valore corrisponde maggior prelievo. Per i prossimi mesi…
di: Elisa Vannetti
8 Settembre 2014
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Di recente si è tornato a parlare di un ritorno dell’immobiliare, accompagnato da un incremento della domanda di mutui per l’acquisto della prima casa. E c’è chi pensa che la crisi che ha colpito il settore abbia finalmente svoltato la china e sia in fase discendente. Secondo Of-Osservatorio finanziario in realtà la ripresa della domanda di finanziamenti è irrilevante. Ma come sta andando veramente tutto il comparto? E che cosa ci si deve aspettare per i mesi a venire? Lo spiega Luca Dondi, Direttore Generale di Nomisma, la società indipendente che realizza attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni. Che ha svelato, senza mezzi termini, che la fine del tunnel non è vicina. Di chi è la colpa. E quali misure (drastiche) devono essere intraprese per riuscire a superare la recessione.

Of: Da alcune parti si saluta la ripresa dell’immobiliare …
Dondi: È vero che nei mesi scorsi, soprattutto a fine 2013, si era diffuso un po’ di ottimismo rispetto agli anni più cupi della crisi. Si pensava ad un’inversione di tendenza dei volumi di compravendita e ad una dinamica recessiva dei prezzi in via di esaurimento. Anche se si trattava comunque di un cauto ottimismo: non ci si aspettava una vera e propria ripresa.

Of: Invece poi cosa è successo?
Dondi: C’è stato un peggioramento della situazione economica generale del Paese. Siamo tornati in recessione e si è aggiunto il problema deflazione. La domanda è necessariamente ancora molto debole.

Of: Anche se la disponibilità di credito per famiglie è leggermente migliorata…
Dondi: Ma è ancora insufficiente.

Of: Anche la pressione fiscale contribuisce però…
Dondi: Certo. Ma, in realtà, questo è un aspetto che va influire più che altro sulla componente di investimento.

Of: Cioè?
Dondi: Chi deve acquistare per utilizzo diretto nella maggior parte dei casi lo farebbe a prescindere dalle tasse applicate. Il problema, semmai, è un altro.

Of: Ce lo dica…
Dondi: La sperequazione interna del prelievo, che è molto maggiore rispetto a quanto accade all’estero, soprattutto rispetto agli altri paesi europei. C’è una elevata disparità nella ripartizione del carico fiscale che non è distribuito in modo coerente e equilibrato, sia tra territori diversi che all’interno della stessa città. In altre parole: non sempre a maggior valore corrisponde maggior prelievo.

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