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SOMMARIO

Hanno sostenuto il mercato del credito nel 2014. E gli addetti ai lavori si aspettano un numero consistente di richieste anche per il 2015. Sono i prestiti cessione del quinto. Che hanno la particolarità di poter essere richiesti anche senza garanzie. Basta avere un contratto di lavoro o un cedolino della pensione. Ma quanto costano? Of-Osservatorio finanziario ne ha messi a confronto 6. Ecco i risultati. Ma attenzione: l’assicurazione che protegge il credito è obbligatoria (lo dice la legge)

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Sono prestiti personali a tutti gli effetti. Ma hanno il vantaggio aggiuntivo di poter essere richiesti anche senza garanzie accessorie. Cioè basta avere uno stipendio o una pensione per avere diritto al credito. Mentre la rata mensile è detratta direttamente dal cedolino ed è pari, al massimo, a un quinto dell’assegno mensile. I finanziamenti in modalità cessione del quinto, nel corso degli ultimi anni di crisi hanno contribuito a risollevare le sorti del mercato del credito al consumo. Primo, perché possono essere rilasciati anche a chi non ha un conto corrente. Secondo, perché li può richiedere anche chi ha un contratto a termine (purché il prestito duri almeno quanto il contratto di lavoro) o, magari, ha un’età troppo avanzata per poter avere accesso a un tradizionale prestito personale.

Ma attenzione: spesso per ottenerne l’erogazione ci vuole molto più tempo rispetto a un prestito tradizionale. Ed è anche necessario sottoscrivere un’apposita polizza assicurativa sulla vita che tuteli l’importo del prestito anche dai rischi legati all’impiego. In modo che il rimborso del credito sia garantito, anche qualora alcuni imprevisti (come la scomparsa prematura o la perdita del lavoro) ne compromettessero la restituzione.

Ci sono due tipologie di prestiti per la cessione del quinto. Quelli per dipendenti (per lo più pubblici) e quelli per pensionati, più cari, che richiedono (in media) circa il 12% in più per essere sottoscritti.
Of-Osservatorio finanziario ha messo a confronto 3 finanziamenti di altrettanti istituti di credito per ciascuna tipologia. E, ipotizzando un importo medio di 16.000 euro da restituire in 6 anni, ha calcolato per ciascuno rata e montante nel caso in cui il richiedente fosse un dipendente con 40 anni di età (e 15 anni di anzianità nello stesso posto di lavoro), e uno stipendio netto mensile di 1.800 euro, o un pensionato di oltre 60 anni con una pensione netta che oscilla intorno ai 1.200-1.400 euro.

Per chi lavora
Pensa ai dipendenti pubblici, per esempio, Intesa Sanpaolo con il finanziamento dedicato in modalità cessione del quinto erogato dalla società Intesa Sanpaolo Personal Finance, facente sempre parte del gruppo. Che permette di ottenere da un minimo di 4.800 a un massimo di 75.000 euro da restituire in piani di ammortamento compresi tra i 2 e i 10 anni. Il tasso di interesse, per un prestito di 16.000 euro da restituire in 6 anni ammonta all’8,11%, per un Taeg dell’8,48%. E implica una rata mensile di 281,69 euro e un montante di 20.281,68 euro.

---- Anche il prestito cessione del quinto dello stipendio CQSolution di UniCredit si rivolge esclusivamente ai dipendenti pubblici. E applica un tasso annuo nominale del 5,95% per prestiti di 16.000 euro da restituire in 6 anni, pari cioè a un Taeg dell’8,56% che include anche le commissioni di istruttoria fisse a 295 euro. L’importo complessivo erogato, considerando uno stipendio mensile di 1.800 euro, quindi, ammonta a 19.658,36 euro per una rata mensile che non supera i 347 euro. Mentre il montante, che include oltre al capitale anche gli interessi maturati, arriva a 24.984 euro. Il finanziamento, inoltre, offre fino a un massimo di 22.000 euro. E prevede un ammortamento che arriva fino ai 10 anni.

Prevede un tasso annuo nominale finito del 7,97% per un Taeg del 10,89% invece UBI Banca con Creditopplà Quinto, dedicato a tutti i lavoratori dipendenti . Si può chiedere a prestito fino a 75.000 euro da restituire in piani di rimborso che arrivano fino a 10 anni. Mentre, nel caso ipotetico indagato da Of di un finanziamento di 16.000 euro da restituire in 6 anni, si ha una rata mensile di 299,51 euro per un montante che arriva a 21.564,72 euro, se si includono anche i 1.078,24 euro di commissioni di collocamento.

Per chi è in pensione
Ha un costo dell’8,54% il prestito cessione del quinto per pensionati Inps di Intesa Sanpaolo Personal Finance. Che richiede un taeg dell’ 8,95% nel caso ipotetico in cui si richiedessero a prestito 16.000 euro da rimborsare in 6 anni. La rata mensile ammonta a 285,11 euro. Mentre, al termine dei 6 anni di ammortamento, la spesa massima è di 20.527,22 euro, comprensiva di capitale più interessi.

Prestito Pensione Quinto Più di UniCredit, invece, applica un Tan del 7,55% per un importo erogato complessivo di 13.584,77 euro. Mentre la rata mensile richiede un esborso totale di 240 euro, per un montante che, trascorsi i 6 anni di ammortamento, arriva a 17.280 euro. Non sono previste commissioni per l’avvio dell’istruttoria della pratica, e non è applicata alcuna commissione aggiuntiva per l’incasso della rata mensile.

Il finanziamento di UBI Banca, Creditopplà Relax, sempre per pensionati Inps, invece, permette di ottenere a prestito da un minimo di 5.000 a un massimo di 70.000 euro, da restituire in non più di 120 mesi. Ad un tasso annuo nominale che varia in base all’età che il richiedente avrà al termine del piano di rimborso. Così, è previsto un Tan fisso del 7% tondo per tutti i clienti che, a fine prestito, non raggiungeranno la soglia limite di 60 anni. Ma il costo sale all’8,60% e al 9,90% al raggiungimento rispettivamente dei 70 e degli 80 anni.
Così, nel caso ipotetico indagato da Of, si avrà un Tan dell’8,60% per un finanziamento di 16.000 euro e piano di ammortamento spalmato sui 6 anni. Per una rata di 287,79 euro e un montante di 20.720,88 euro.

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