Investimenti in bilico. Rischi e opportunità del reddito fisso

I rendimenti non sono mai stati così bassi. E con i Buoni del Tesoro che sono arrivati a offrire cedole negative, quali chance restano all’investitore privato? Conviene ancora cercare di ottenere un guadagno dal reddito fisso? La risposta è sì, ma con alcune accortezze. Ecco dove investire e come portare a casa il 3% da qui alla fine dell’anno
di: Elisa Vannetti
22 Marzo 2016
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I risparmiatori sono scossi. Dopo i Bot a 12 mesi (rendimento medio -0,11%), adesso anche i Btp a tre anni sono arrivati a offrire una cedola negativa. Perché di fronte al rischio di una caduta dei prezzi (l’inflazione a febbraio ha segnato un -0,3% su base annua), la Banca centrale europea ha portato il tasso di interesse pagato alle banche per i loro depositi presso la Bce stessa al -0,4% allo scopo di disincentivare i depositi improduttivi. Gli effetti di questa misura non si sono fatti attendere. E nella giornata successiva, all’asta dei Btp italiani, il titolo a tre anni è sceso fino a un rendimento del -0,05%. Un paradosso che si determina quando la domanda di titoli è così elevata che il prezzo di acquisto sale al di sopra del valore di rimborso maggiorato di tutte le cedole che verranno pagate nel periodo di vita del titolo stesso.

A questo punto per spuntare un rendimento lordo di almeno l’1% bisogna allungare la scadenza fino a una durata di dieci anni (il Btp rimborsabile nel 2026 offre circa l’1,3% di rendimento), con tutti i rischi in conto capitale che questa scelta comporta. “Eppure il 2016 potrebbe essere un anno interessante per il mondo del reddito fisso”, afferma Marco Palacino, Managing Director per l’Italia di BNY Mellon Investment Management, una delle più importanti società statunitensi di gestione del risparmio che, a marzo, ha organizzato a Milano la conferenza internazionale per gli investitori, proprio per parlare delle alternative del reddito fisso. “Anche se i tassi sono molto bassi i mercati periferici, tra cui l’Italia, che nelle settimane passate avevano perso in termini di quotazioni, hanno prontamente recuperato dopo le decisioni della Banca Centrale Europea”, sottolinea Palacino.

Quali scelte?
In un contesto di depressione così estrema dei rendimenti quali chance di guadagno restano all’investitore privato? “Se l’economia reale continuerà a registrare una crescita inferiore alle aspettative, ed è questo lo scenario più probabile, i titoli di Stato saranno sempre in forte domanda e i rendimenti per quanto modesti, si manterranno positivi”, spiega Palacino. Tanto più che le alternative sono poche. Infatti, chi investe nei Bund tedeschi deve superare la durata dei 7 anni per riuscire a vedere un rendimento positivo. E secondo gli osservatori sarà difficile una inversione di tendenza a breve. Lo spread Btp-Bund, cioè il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi oscilla attualmente intorno ai 105 punti base, e potrebbe scendere ancora, portando quindi il prezzo del Btp italiano a salire, visto che il rendimento del titolo tedesco è previsto sostanzialmente stabile anche per il prossimo futuro. Non dimentichiamo infatti la regola aurea del mercato del reddito fisso: quando i rendimenti scendono il valore (le quotazioni sul mercato secondario) dei titoli già emessi sale. Viceversa, quando i tassi e i rendimenti salgono, il valore dei bond già presenti nei portafogli degli investitori si deprezza.

Diverso, invece, il caso del Btp Italia, il titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione nazionale e pensato per il risparmiatore individuale, lanciato nel 2012 e in arrivo, con una nuova emissione, il prossimo aprile. Ma OF tornerà al momento opportuno a parlare di questa emissione.

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