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“Sarebbe stato meglio che Internet non ci fosse stata?” si chiedeva Mario Derba quando lo intervistammo per Banking quasi un anno fa sul tema: "La banca del futuro". Quella che riportiamo è quell'intervista, mai pubblicata per ragioni tecniche, ma che conserva in maniera forte idee e promesse che oggi iniziano a diventare una realtà.
L'idea era ed è capire cosa stanno cucinando gli chef di Redmond, soprattutto nel settore sicurezza per le banche, considerato che il pubblico si sta disaffezionando al web per le operazioni che implicano pericoli di essere truffati e/o perdere i propri soldi abboccando all’amo del phishing. Sono quattro anni che Bill Gates ha annunciato che l’intera Microsoft ha come missione principale la sicurezza dei suoi sistemi. E prodotti e risultati si cominciano a vedere anche se c’è ancora tanto da fare, visto che le minacce continuano a diventare più sofisticate.
Dal 2003, il Microsoft Security Response Center (MRSC) ha ridotto in modo considerevole i tempi di risposta tra il momento in cui si scopre una vulnerabilità ed il lancio dell’allarme ai clienti, che avviene nel giro di meno di due ore, mentre gli strumenti per eliminare la minaccia sono distribuiti dopo pochi giorni invece dei mesi che occorrevano precedentemente. E questo può ridurre anche il rischio dei cosiddetti zero-day exploit, che sono il lancio di attacchi costruiti appena dopo che è stata annunciata una vulnerabilità, sfruttando il tempo che passa fra la scoperta ed il necessario tempo per creare, distribuire e applicare le correzioni. Di solito questo tipo di attacchi viene lanciato lo stesso giorno dell’annuncio e fa degli smanettoni, che scoprono come utilizzare subito la vulnerabilità, delle vere e proprie star nel sottobosco degli hacker. E la gloria è un grosso driver.
E poi, in Italia, c'è anche l'annuncio di qualche giorno fa della prima banca del futuro, "Banca Infinita" firmata dal gruppo MPS, con tecnologia Microsoft: la firma digitale è conservata su dispositivi USB che una volta collegati a un computer, anche poco protetto, mettono al riparo da intrusioni e una volta scollegati chiudono la porta dietro di sè senza lasciare alcuna traccia del passaggio dell'utilizzatore.
Intanto Mario Derba è stato da poco nominato amministratore delegato di Microsoft Italia. Dal luglio 2005 è Enterprise & Partner Group Director di Microsoft Italia e succede a Marco Comastri, che è stato recentemente nominato Vice President MEA (Middle East & Africa), con responsabilità per il business di tutta l’area Microsoft MEA. Derba, che è il quarto manager che si avvicenda al timone di Microsoft Italia, dopo Umberto Paolucci, che la fondò nel 1985 e della quale è oggi Presidente, entrerà in carica il prossimo 1 settembre.
Domanda: Si diceva, i mainframe sono come il carcere, nessuno esce e nessuno entra senza permesso. Adesso che Microsoft vuole abolire i mainframe per passare tutto quanto verso i sistemi .NET cosa succederà? Come pensate di garantire la massima sicurezza soprattutto nelle banche?
Mario Derba: La sicurezza è la nostra assoluta priorità. Il nostro modello è differente da quello di IBM e dei mainframe e rende il PC una macchina di elaborazione molto potente e decentralizzata. Sicuramente in questo modello, i punti di attacco aumentano. E’ pur vero che nel corso degli ultimi anni, Microsoft grazie all’iniziativa Trustworthy Computing e agli investimenti su questo fronte il cui primo risultato è stato la SP2 di Windows XP, ha compiuto un salto di qualità rispetto al passato. Il rilascio di Windows Vista ha costituito un considerevole passo avanti, dove si è tenuto soprattutto in considerazione il mercato enterprise, per il quale l'aggiornamento e la distribuzione del software hanno costi proporzionali alla popolazione di macchine.
Domanda: Ecco mi dica un po' se Vista, finalmente, non ci costringerà ogni giorno a temere il peggio...
Derba: Vista, in un certo senso funziona un po' come una matrioska, la bambola russa, dove all’interno di una principale ce ne sono altre nascoste. Il nuovo sistema è distribuito come una “single image”, evitando di dover distribuire copie appositamente tagliate per ogni installazione. In questo modo ogni utenza potrà estrarre dalla “single image” quelle parti che le sono necessarie per la sua configurazione. Ogni installazione aprirà solo il numero di “bambole” e quindi configurazioni necessarie, cioè i servizi utili a quella macchina, anche se la distribuzione sarà fatta con un solo pacchetto del sistema. E questo in termini di costi è un risparmio, perché chi gestisce il parco macchine non deve pre confezionare tante distribuzioni quante sono le configurazioni esistenti nella stessa azienda. Inoltre, Vista, nella sua versione Enterprise, contiene funzioni per bloccare il disco per evitare che i dati siano utilizzati da persone diverse dal suo legittimo proprietario.
Domanda: Per risparmiare di solito nelle grandi imprese e nelle banche si consiglia di consolidare i tanti server esistenti nelle aziende su mainframe dove girano: Unix, Linux e Java. La politica Microsoft, seguita anche da alcune banche, è di abbandonare i mainframe e fare downsizing sui server. Qual è la vostra valutazione?
Derba: Siamo per un downsizing selettivo, che può anche essere totale come ha fatto il London Stock Exchange che ha portato le sue applicazioni su piattaforma Microsoft. D’altra parte questa è la nostra filosofia: mettiamo al centro l’uomo con le sue necessità e le sue capacità che è differente dal mondo dei mainframe che vede tutto centralizzato e tutto pianificato, senza possibilità rapida di adattarsi alle esigenze locali.
Domanda: Con qualche problema d'integrazione e quindi anche di business continuity?
Derba: Nonostante la diffusione della banda larga, credo ci sarà sempre la necessità per le aziende molto diffuse sul territorio, non solo nazionale, di avere architetture a due o tre livelli dove al centro può rimanere un mainframe, mentre le filiali avranno i loro server così come li potranno avere le agenzie per trasmettere dati in modo più veloce e sicuro, migliorando la business continuity. Inoltre, è necessario mettere disposizione di disporre di dati distribuiti per applicazioni locali che supportino i ruoli degli operatori "teller" o "seller" bancari nell'essere più vicini alle esigenze della clientela. E lavoriamo per rendere l'integrazione di diversi sistemi più semplice e meno costosa possibile. Questa nostra filosofia è la nostra rivoluzione copernicana dove l’uomo è il centro di tutto ed è anche quella che ci fa mettere a disposizione degli utenti di 2007 Office system funzioni integrate di creazione e gestione di work-flow, dei processi e delle procedure.
Domanda: Alt. Un momento. Cosa c'entra un'applicazione lato utente come Office con i sistemi di gestione centralizzati?
Derba: L'idea è questa: portare i dipartimenti IT delle banche, a disegnarsi da soli, grazie alle funzionalità native nel nostro software, applicazioni che supportino i processi bancari degli uffici di tesoreria o degli sportelli. In questo modo, le persone che oggi lavorano all'help desk piuttosto che negli uffici di tesoreria avranno strumenti tecnologici realmente disegnati per soddisfare le loro esigenze lavorative. Questa è la caratteristica di tutti i nostri prodotti quelli che oggi lavorano a della serie Office, che non sono rivolti agli specialisti ma all’utente comune. Questo permetterà di costruire applicazioni che gestiscano flussi che vedono il documento come nodo centrale per le operazioni di un ufficio o di uno sportello.
Domanda: IBM punta molto anche su Java mentre voi su .NET. Chi ha ragione? E cosa deve fare secondo lei una banca: avere fiducia in uno o nell'altro oppure optare per avere due sistemi?
Derba: Java è un’ottima tecnologia, ma noi riteniamo che lo sviluppo applicativo con le nuove versioni dei nostri strumenti .NET sia molto più veloce ed anche molto più gestibile.
Domanda: Ma il software sviluppato con Java, C++, e forse anche con i vostri strumenti è poco gestibile in termini di manutenzione. Oggi che il software sviluppato con i nuovi strumenti .NET ha raggiunto quasi le dimensioni di quello sviluppato con il Cobol, se fosse necessario mettere mano in maniera massiccia ai programmi per un evento tipo Anno 2000 o passaggio all’euro, lei pensa che ci sarebbero problemi o no?
Derba: Sicuramente ci sarebbero minori problemi con il software sviluppato con i nostri strumenti che sono pensati anche per la manutenzione; inoltre è dimostrato che lo sviluppo applicativo con i nostri strumenti costa molto meno di quello con Java. Così come le soluzioni basate sui nostri sistemi operativi offrono un costo totale di possesso ridotto o equiparabile rispetto a quelli basati su Linux, come è stato dimostrato da molti benchmark indipendenti quali quello condotto da Bearing Point o da Meta Group. Linux inoltre può essere un problema per la sicurezza, perché è un sistema che, essendo stato sviluppato e gestito da una comunità eterogenea, non può dare nei settori mission critical, quali sono le banche, quelle garanzie che può fornire un sistema creato da un produttore che esiste da anni, Inoltre, i sistemi Microsoft rispetto a Linux offrono garanzie sul corretto utilizzo della proprietà intellettuale contenuta nei prodotti. Infatti, Microsoft, per contratto, manleva i suoi clienti da azioni legali per eventuali porzioni di software che fossero di proprietà di altri e inseriti nei sistemi Microsoft.
Domanda: In Italia le vendite Itc sono in calo anche perché le aziende del settore non sanno comunicare con i loro clienti il nuovo che avanza e ci troviamo nella situazione paradossale che il pubblico vorrebbe soluzioni nuove, ma nessuno è in grado di spiegare cosa fanno le nuove tecnologie e che vantaggi portano. Questo anche nel campo bancario dove sembra che regni una certa confusione. Fra chi attende il verbo da IBM e chi aspetta la luce da Microsoft, che sono rimasti i soli due player sul mercato dal tempo in cui c’era Biancaneve, IBM ed i sette nani ormai tutti spariti dal mercato. Cosa ne pensa?
Derba: Probabilmente è vero che c’è un difetto di comunicazione che si deve sanare. Microsoft tiene molto al rapporto con le imprese di grande dimensione come sono le banche e forse pochi sanno che il 50% del nostro fatturato viene proprio dal settore enterprise. Per noi sono strategici i settori finance e telecomunicazioni, dove recentemente abbiamo ottenuto un notevole successo con Telecom Italia che ha basato su tecnologia Microsoft la nuova “Supercasella Alice” che consente di memorizzare fino a 60.000 email ed è già disponibile sugli oltre 27 milioni di linee mobili TIM e sui circa 4.3 milioni di accessi diretti broadband del Gruppo. In questi settori la nostra missione è di contribuire ad abbattere i costi hardware e software, ma anche aiutare a sviluppare nuove applicazioni.
Domanda: In Italia ci sono decine di migliaia di aziende che avrebbero dei vantaggi dall’utilizzo delle nuove tecnologie quali i web service. Siccome vediamo poca comunicazione in questo campo innovativo abbiamo malignato che, siccome queste tecnologie tendono ad eliminare il personale perché permettono comunicazioni da sistema a sistema, Microsoft potrebbe non essere troppo entusiasta perché potrebbe anche significare una diminuzione di personal computer e relative licenze software.
Derba: La Service-Oriented Architecture (SOA) non deve fare diminuire necessariamente posti di lavoro. Li cambia e in meglio. Voglio dire che le persone possono essere utilizzate in compiti di più alto livello strategico. Microsoft supporta pienamente le Service-Oriented Architecture.
Domanda: In Italia c’è stato negli anni passati un notevole successo degli AS400 IBM che hanno soddisfatto una notevole platea di aziende manifatturiere piccole e medie. Come pensate di approcciare questo mercato che è uno dei più interessanti anche per le banche?
Derba: Le vendite delle nostre soluzioni per le imprese sono in notevole crescita sia perché affidabili, moderne, basate sulle piattaforme MS che hanno la maggior quota di mercato e, soprattutto, perché sono meno costose di altre soluzioni. Inoltre, abbiamo intenzione di servire il mercato delle Pmi con un’offerta ASP basata sulle nostre soluzioni ERP grazie a un gruppo di lavoro creato con Finsiel e Unicredit Banca d'Impresa. Naturalmente noi non vogliamo sostituire necessariamente le soluzioni consolidate dove esiste SAP, ad esempio, ma vogliamo offrire le nostre soluzioni gestionali che offrono gli stessi vantaggi delle piattaforme tecnologiche Microsoft più diffuse: semplicità di utilizzo, elevate prestazioni e costo totale di possesso ridotto.
© BANKING - a cura di Roberto Marsicano
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