Buone notizie: arrivano nuovi fondi. Sempre più verdi

Perché la finanza etica è destinata a crescere anche in Italia? Aumenta l’attenzione verso l’investimento etico. Sempre più gestori utilizzano criteri di responsabilità sociale e ambientale nella definizione del portafoglio titoli. E nel mercato italiano sono in arrivo nuovi prodotti d’investimento socialmente responsabile. Ma c’è chi rimane scettico sul futuro del Socially Responsible Investing
di: PierEmilio Gadda
25 Marzo 2009
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Si tratta di un processo che, secondo Mauro Costantini, responsabile Paesi emergenti azionari e fondi etici di Monte Paschi Asset Management dovrebbe essere favorito anche da altri fattori: “Rallentamento dell'attività produttiva, taglio dei costi da parte dell'imprese e conseguente ridimensionamento delle strutture aziendali con un forte ricorso ai licenziamenti, stanno iniziando a provocare forti effetti anche sul comportamento di tutti i giorni della gente: questo porta ad una forte riflessione dell'attività di investimento e ad una maggiore presa di coscienza dei propri investimenti, dell'effettivo utilizzo dei risparmi che vengono destinati ai mercati azionari ed obbligazionari. Tutto ciò” conclude Costantini “dovrebbe tradursi con un interesse maggiore verso gli “investimenti etici” che richiedono un approccio un po' diverso rispetto al classico investimento: la focalizzazzione non deve essere concentrata solo sul "ritorno" ma anche su "come" il ritorno viene realizzato". Giordano Beani, direttore investimenti di BNP Paribas Asset Management, e responsabile della gestione di portafoglio del fondo BNL per Telethon, chiama in causa quella che definisce “la crisi di un intero modello di business”: “il perseguimento del mero profitto economico può portare alle conseguenze nefaste registrate nel sistema bancario americano; le stesse che alla fine ricadono su tutti gli stakeholders: azionisti, fornitori, dipendenti ecc. Per questo credo che la crisi possa accrescere l'attenzione verso il tema della responsabilità sociale, incoraggiando certe imprese, nel contempo, ad abbandonare l'ossessione per la massimizzazione degli utili trimestrali". E su questo tema, anche Pezzolato (Vigeo), ha qualcosa da dire: “Durante la crisi, diverse società hanno tagliato i costi delle consulenze, e tra questi quelli legati all’adozione di politiche socialmente responsabili all’interno dell’azienda. Ma da parte di chi è andato avanti o ha ricominciato a chiedere la nostra consulenza sui temi della CSR, abbiamo riscontrato un atteggiamento diverso, più serio e consapevole: orientato a fare della responsabilità socio-ambientale una strategie per gestire e prevenire i rischi più che uno strumento di marketing”.

C’è chi, nonostante tutto, non nasconde un po’ di scetticismo sul futuro della finanza etica: “Questo non è un bel periodo per l’investimento socialmente responsabile”, premette Fiorini (Aletti Gestielle): “in un momento in cui le performance sono molto limitate, il fattore etico viene messo da parte; l’atteggiamento del risparmiatore è mediamente orientato a massimizzare la performance piuttosto che al rispetto dei criteri di responsabilità sociale e ambientale. Soprattutto in presenza di commissioni che sono leggermente più elevate rispetto a quelle applicate nei fondi comuni tradizionali”. Qualcun altro, si dimostra più possibilista “L'investimento etico rappresenta una nicchia di mercato”, riconosce Beani (BNP Paribas AM) “e non credo che nel 2009 ci saranno forti discontinuità rispetto al passato. Tuttavia, nel lungo periodo, la tendenza è sicuramente quella di una crescita dei fondi socialmente responsabili a livello globale”. Non mancano gli ottimisti: "L'investimento etico ha successo anche perché ha molte valenze: non riguarda solo temi "politicamente corretti" - l'energia pulita, la salute, l'ambiente - ma anche, più pragmaticamente, temi "finanziariamente corretti", come la comunicazione, la trasparenza, il rispetto delle norme, la governance e, al negativo, la corruzione, l'abuso di posizione dominante e cosi' via. Una cosa e' certa però”, conclude Mario Baronci, Responsabile Mercato Obbligazionario di Sella Gestioni Sgr: “è assodata la funzione di potente ed efficace filtro dell'approccio SRI: un attento screening etico avrebbe scremato sia Enron che Parmalat, per citare casi storici. Per non parlare della cronaca e dei recentissimi casi di frode finanziaria…”.

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