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Conti/Mutui. Quando la Bce taglia i tassi OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

La Banca Centrale Europea porta il costo del denaro a quota 1,25%. I correntisti vedranno pagato meno il denaro. Mentre i mutuatari si troveranno (teoricamente) una rata più bassa (attenzione all'aumento delle commissioni). Ecco un po' di conti sugli effetti nei portafogli. E le prime indiscrezioni su come alcune banche muteranno le loro offerte

Conti/Mutui. Quando la Bce taglia i tassi

A meno di un mese dall’ultimo intervento la Banca Centrale Europea, riunita oggi a Francoforte, ha operato un nuovo taglio al saggio di sconto, portando il costo del denaro a quota 1,25%, il nuovo minimo storico finora registrato. Una politica aggressiva quella della Bce, con 6 interventi consecutivi in meno di 7 mesi, e una riduzione drastica dei tassi di ben 3 punti percentuali rispetto al 4,25% registrato lo scorso ottobre. E non sembra essere finita.
“Il livello raggiunto oggi dai tassi in Eurolandia non è il minimo possibile”, ha detto, infatti, Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, a margine della conferenza stampa, aggiungendo, “possiamo scendere ulteriormente, in modo molto, molto misurato”. E a maggio la Bce deciderà su eventuali ulteriori misure di riduzione del costo del denaro.

Per il momento, le conseguenze di questo nuovo intervento al ribasso si faranno sentire soprattutto sui rendimenti, già ridotti all’osso, di quei conti correnti che, come WeBank, Iwbank, Finecobank e CheBanca! , indicizzano, proprio al Tasso Bce, le remunerazioni delle giacenze. Si prospettano, dunque, periodi di magra anche per i titolari dei conti di deposito, quelli a tutta remunerazione che, necessariamente, dovranno provvedere ad una revisione al ribasso dei tassi attivi proposti, diventando meno appetibili.

Sono dunque prossimi ad un ribasso i rendimenti a regime di Conto@me di Webank, agganciati al tasso Bce e per ora fissati a quota 1,40% lordo (bce-0,10%) o 1,75% (bce+0,25%) se si effettuano almeno 18 eseguiti di borsa nel trimestre. E anche la promozione al 5% lordo per 6 mesi, destinata ai nuovi clienti, ha vita breve, destinata a scadere dal prossimo 4 aprile.
IwBank, con tassi per ora ancorati all’1,50% perderà altri 0,25 punti percentuali, così come Fineco che ha appena adeguato le remunerazioni di Conto Fineco al taglio dei tassi di marzo. A partire dall’11 marzo infatti, la banca online del Gruppo UniCredit offre un rendimento dell’1,25% per giacenze eccedenti i 2.000 euro, mentre per i primi 2.000 euro la remunerazione non supera lo 0,25%. E a breve il tasso creditore scenderà ancora fino ad un tondo 1%.

Anche Websella.it, pur non indicizzando i rendimenti dei depositi al Tasso Bce, adeguerà la sua offerta di conti correnti e conti di deposito al nuovo saggio di sconto. “Il tasso attivo lordo del nostro conto corrente, e di Websella Deposito, non è agganciato automaticamente al Bce”, spiega, infatti Luca Ferrarese, Responsabile Websella.it che anticipa, “per adesso è fisso e resta garantito. Poi a maggio si vedrà”. Intanto, a partire dal prossimo 14 aprile, il conto corrente che attualmente prevede un tasso attivo fissato a quota 1,75%, si adeguerà al ribasso del saggio di sconto deciso lo scorso 5 marzo, scendendo ad un più ridimensionato 1,25%. Mentre permane, almeno fino al prossimo 5 maggio 2009, la promozione riservata ai nuovi clienti e valida per 6 mesi dal momento di sottoscrizione del conto, che ffissa un rendimento lordo al 4,50%.

Stessa sorte toccherà anche ai più remunerativi (di norma) conti di deposito. CheBanca! , ad esempio, lo scorso 13 marzo ha rivisto al ribasso il rendimento record fissato da un anno a quota 4,70% lordo, passato indenne agli aggiustamenti di prezzo degli ultimi mesi e ora fissato a quota 4,10% per i depositi a 12 mesi. Mentre Banca IFIS, dal primo aprile applica un tasso al 4%, ridotto di ben 0,75 punti percentuali dal tasso record, il più alto sul mercato, pari a 4,75%.
“Comunque noi abbiam mantenuto un tasso fisso al 4,75% a partire dall’estate scorsa e abbiamo resistito fino ad ora nonostante i numerosi interventi della Bce”, ricorda Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS che anticipa, “se il Tasso Bce scenderà ancora un po’, come si presume, noi adegueremo nuovamente l’offerta”.

---- Ma ci sono anche buone notizie. Prima di tutto per i mutuatari che hanno sottoscritto un mutuo agganciato al tasso Bce e che si vedranno ridurre il tasso di interesse applicato con effetto immediato, con una conseguente riduzione della rata mensile.
Se, infatti, prima del taglio dei tassi, ipotizzando il caso di un mutuo del valore di 150mila euro a 20 anni, agganciato al Bce a 1,50% e considerando uno spread medio pari a 1,80%, la rata mensile (per un tasso complessivo pari a 3,3%) risultava pari a 854,60 euro, ora a seguito della riduzione del costo del denaro, la rata per la stessa tipologia di mutuo, segna una riduzione pari a 18,94 euro. Perchè il tasso di interesse effettivo applicato al finanziamento si riduce fino a quota 3,05% e la rata mensile cala fino a 835,66 euro.

Ma l’effetto positivo derivato dal taglio del saggio di sconto avrà ripercussioni anche sui sottoscrittori di mutui a tasso variabile agganciati all’indice Euribor. Anche se ci vorrà qualche settimana prima che l’Euribor si riallinei al taglio del costo del denaro, portando come conseguenza una riduzione del tasso di interesse applicato anche a questa tipologia di mutui. Ad esempio, se prima del taglio dei tassi, l’interesse massimo di un mutuo variabile Euribor ventennale da 150mila euro era pari a 3,04% (se si considera la media dell’Euribor a 3 mesi pari, per il mese di marzo, a 1,69% e uno spread medio a quota 1,35%) con una rata mensile di 834,90 euro, ora, supponendo un riallineamento della media mensile dell’Euribor a 3 mesi con il saggio di sconto attuale a quota 1,25%, il tasso applicato al mutuo cala fino al 2,6%. Mentre la rata mensile si assesta a quota 802,18 euro, segnando una riduzione pari a 32,72 euro.

E buone notizie ci sono anche per i correntisti che hanno visto ridursi le remunerazioni associate ai loro conti correnti. Perché se i tassi creditori precipitano sull’onda di tagli che diventano sempre più consistenti, alcuni istituti, quelli più virtuosi, provvedono anche a ridurre il costo dell’indebitamento. Così le banche che, oltre ad agganciare al tasso Bce i loro tassi attivi, indicizzano anche i tassi debitori al medesimo indice, provvederanno, a breve a ridurre il costo del debito. È il caso, ad esempio, di CheBanca! , che ad oggi registra il tasso debitore più basso sul mercato e pari a 4,50%, Fineco, con un tasso passivo pari a 8,95% (Bce+6,95%) e IwBank, con un costo di indebitamento pari a 6% (Bce+4,5%).

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