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Prepagata Ahi! Ahi! Ma quanto mi costi!

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Le spese non si limitano alla quota da versare per ottenere l’emissione della carta, ma si va dal prezzo della ricarica (diversi in filiale, al telefono e su internet) a quello di prelievo su Atm convenzionati e non, dalle spese da sostenere per ottenere una lista dei movimenti effettuati e il relativo saldo, a quelli necessari per avere il rimborso del credito residuo. Ecco tutte le cifre

28 Ottobre 2009

Mutui A Confronto
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Nel V e VI Rapporto Prepagate emergeva che le spese che il titolare di una carta prepagata deve sostenere sono spesso molto, anzi troppo alte, soprattutto in relazione al resto d’Europa. Se, infatti, negli altri paesi europei l’offerta di prepaid card si arricchisce di nuovi strumenti di pagamento completamente gratuiti e a zero spese per il cliente, la situazione in Italia, sembra essere ancora ben lontana dal raggiungimento di questi stessi standard qualitativi.
E i costi a cui il cliente deve sottostare non si limitano alla quota da versare necessariamente per ottenere l’emissione della carta, ma si tratta di orientarsi tra innumerevoli voci di spesa, dai costi di ricarica (diversi in filiale, al telefono e su internet) a quelli di prelievo su Atm convenzionati e non, dalle spese da sostenere per ottenere una lista dei movimenti effettuati con la prepagata e il relativo saldo, a quelle necessarie per ottenere il rimborso del credito residuo, non speso e rimasto inutilizzato sul conto carta.

La situazione fotografata dal VII Rapporto Prepagate mostra che, in Italia, le prepagate continuano ad essere troppo care. Anche se c'è una buona notizia: nella simulazione 2008, che considerava una spesa bassa annuale basata su 5 ricariche medie, 3 saldi e ricariche allo sportello della filiale e 3 prelievi all'ATM non della banca la spesa era di 21,94 euro. Nella rilevazione 2009, con la stessa simulazione, invece, la spesa è scesa a 18,08 euro, con un -17,6% su base annua. Questo dato sicuramente positivo, però, è dato soprattutto dai nuovi competitor quali CheBanca!, Lottomatica e Paypal (sempre emesse da CartaLis) e da Mobilamat e QN (Carta Pluton) oltre che grazie alle occasioni promozionali. Intesa Sanpaolo e UniCredit Banca, ad esempio, fanno ancora pagare rispettivamente 1 euro e 0,50 euro per una ricarica online dal proprio conto corrente, entrambe 2 euro euro nel caso si facciano prelievi da ATM non appartenenti a banche del Gruppo, 2 euro e 3 euro rispettivamente, se la ricarica è fatta in filiale.

Ma vediamo in dettaglio l'andamento delle spese voce per voce. Il primo problema riscontrato dagli analisti di Of-Osservatorio Finanziario, riguarda il costo che il cliente deve sostenere al momento della richiesta della carta stessa per ottenerne il rilascio. Quota che, fortunatamente, è stata ridotta nel 2009 anche grazie a lanci promozionali come quello di Poste Italiane ai nuovi sottoscrittori del conto BancoPosta Click a cui la Postepay era data gratuitamente o ancora a chi partecipava al SellaDay 2010 (9 del 9 del 2009) per la carta Sellapay. Considerando anche queste opportunità, nel 2009 sul campione considerato la media del canone di rilascio è di 5,62 euro in discesa del 1,23% dai 5,69 euro della media 2008, ma più del doppio rispetto alla media 2007 che era di soli 2,36 euro (+138%). Il motivo del rincaro 2007-2008 era l'aumento del numero di carte sostituisci-conto con plafiond elevati e servizi di home banking completi, tendenza che si è confermata nel 2009.
Inoltre il Rapporto evidenzia come nel 9% delle banche che costituiscono il campione, non sia ancora del tutto scomparsa la tendenza a rilasciare gratuitamente la ricaricabile prepagata, a fronte però del pagamento di un canone annuo (o mensile) necessario alla gestione e al mantenimento del conto e dell’operatività della carta stessa.

È il caso ad esempio di Conto Tascabile di CheBanca! che concede l’emissione gratuita della carta, compensando però l’azzeramento dei costi di rilascio con un canone mensile pari a 1 euro (12 euro annui). O ancora di Spider di Banca MPS che prevede un canone annuo pari a 10,00 euro. E ancora di Perfecto Mastercard con un canone mensile pari a 0,99 euro (11,88 euro l’anno). E infine di Carta Ricaricabile Fineco, con un canone di abbonamento annuale pari a 5,95 euro e della nuova nata in casa UniCredit, Genius Card che prevede un canone di 1 euro al mese oltre ai 5 euro del rilascio una tantum. A questo costo iniziale o ricorrente vanno poi a sommarsi le successive spese di ricarica della prepagata ricaricabile che comportano un costo aggiuntivo medio pari a 1,46 euro per ciascuna, ulteriormente aumentate, anche se di poco, rispetto all’1,42 euro medio registrato da Of nell’ultimo rapporto, con un incremento percentuale pari al 2,81%.

Le spese di ricarica prendono in considerazione di una media dei costi necessari a ricaricare la prepagata attraverso ciascuna delle modalità disponibili (tramite addebito sul conto corrente, tramite accredito di contante da filiale, da Atm convenzionato e non, da internet o tramite telefono e call center), tenendo presente che generalmente i costi più elevati si hanno nel caso di ricariche cash effettuate da ricevitorie Sisal, che comportano, infatti, una spesa pari a 5 euro per operazione. Dal 2009, anche Postepay si ricarica dalle ricevitorie Sisal e questo fa aumentare la media delle sue ricariche, ma anche la versatilità e portabilità della carta di Poste Italiane che si apre al nuovo mercato del gioco online (di cui si tratta ampiamente nel Rapporto Prepagate Premium).

Tra le voci di spesa aggiuntive, non comprese nella quota di rilascio iniziale della carta, o nel canone annuale di gestione della stessa, vanno poi considerati anche i costi che il cliente deve sostenere nel caso di operazioni effettuate allo sportello della filiale, come ricarica o richiesta di saldo ed elenco movimenti. In questo caso bisogna annoverare una spesa media aggiuntiva per operazione pari a 1,98 euro (+17,85% sul 2008). Se poi si considera anche che a questi costi vanno ad aggiungersi necessariamente quelli relativi al prelievo di denaro contante da sportelli ATM di altre banche, non appartenenti al circuito del gruppo emittente, i costi necessari alla gestione della carta ricaricabile saranno soggetti ad un ulteriore incremento, dovendo infatti annoverare una spesa media aggiuntiva (ottenuta dall’analisi dei costi riportati dalle banche facenti parte del campione analizzato) pari a 1,80 euro in più (+31,38% sul 2008). Naturalmente c'è chi sottolinea il fatto che una prepagat non dovrebbe servire come bancomat per il contante, ma spesso è proprio così.

A fronte dell’analisi dei costi medi necessari al mantenimento della ricaricabile prepagata, ottenuti analizzando le voci di costo delle carte costituenti il campione oggetto d’indagine, è così possibile giungere ad una simulazione costi su base annua. Partendo dalla simulazione base utilizzata già nel VI Rapporto 2008 che prevede oltre ai costi iniziali di rilascio una tantum della carta prepagata anche quelli necessari a gestire il proprio saldo con una media ipotetica di cinque transazioni di ricarica annue, di tre richieste di saldo presso lo sportello della propria filiale e di tre operazioni di prelievo di denaro contante presso ATM non convenzionati con la banca emittente, si otterrebbe un costo annuo necessario a gestire la propria cartaprepagata pari a 18,08 euro (nel 2008 erano 21,94 euro medi.). Questa buona notizia, però è annullata dalla ulteriore verifica di uso medio-alto di una prepagata, considerata ormai una specie di conto corrente portatile ovunque anche in viaggio. Da qui la scelta per una nuova simulazione 2009, su cui poi di fatto si basa la classifica finale della migliore carta prepagata 09. Una simulazione che premia la portabilità. La simulazione prevede: 12 operazioni di ricarica media (online, da sportello, da cellulare, da carta, da Atm), a cui si aggiungono 12 prelievi presso ATM non del gruppo bancario di appartenenza, e 1 prelievo in area non UE. In questa simulazione di uso medio alto la spesa media registrata sale a 49,01 euro l'anno. Per stilare la classifica, però, sono stati aggiunti punteggi in base a dei bonus sui servizi quali sms gratuiti di alert, sito o portale proprio, sistema di sicurezza aggiuntivo, servizi mobile banking e di pagamento, grafica personalizzata, versione etica, raccolta punti e così via.

©Of-Osservatorio finanziario, Riproduzione riservata (Tabelle con classifica completa, schede con prove e descrizione di "ciò che piace" e "ciò che non piace" per ciascuna carta, scenario e previsioni triennali 2010-2011, sono a disposizione nel VII OFReport Prepagate
Vedi qui la scheda PDF)




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