SOMMARIO
L'era dei micropagamenti è iniziata. Oltre mezzo milione di persone avranno in tasca una carta di credito o prepagata senza contatto entro fine anno e potranno fare acquisti in oltre 700 negozi o grandi catene di distribuzione. Anche solo per prendere il caffè. Of ha intervistato Paolo Battiston, direttore generale MasterCard Italia.
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Entro fine 2009, saranno oltre mezzo milione gli Italiani ad avere in tasca una carta di pagamento "contactless", che funziona anche senza contatto, ovvero senza bisogno di essere strisciata o inserita nell’apposito lettore Pos. A consegnarla nelle mani dei clienti sarà un folto gruppo di banche composto da Banco Popolare (Credito Bergamasco), Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Cariparma, Credito Valtellinese, Gruppo Bper, Gruppo Veneto Banca Holding, Intesa Sanpaolo e FinecoBank. Basata sulla tecnologia PayPass di MasterCard, la nuova card contactless è già utilizzata ampiamente in Europa, ad esempio, in Francia nelle catene Auchan e Carrefour e comunemente oltreoceano e in Asia. Tra l'altro, proprio in questi giorni, in Canada è iniziata la sperimentazione per pagare senza contatto con tecnologia PayPass MasterCard, usando il proprio BlackBerry.
Il funzionamento di queste nuove carte senza contatto è semplice, quasi banale: l'esercente digita l'importo, il cliente avvicina la carta al lettore e il pagamento viene autorizzato in meno di un secondo trasmettendo i dati in modalità off-line, senza costi telefonici per l'esercente. La carta resta sempre nelle mani del titolare che, volendo, può richiedere la stampa dello scontrino anche per importi sotto i 25 euro. Pagare il caffè e la colazione al bar con la carta di credito è quindi oggi una realtà anche in Italia. Sopra i 25 euro, invece, la carta va usata come sempre, con stampa e firma dello scontrino.
Dopo molteplici esperienze pilota condotte in Italia già dal 2007, la prima a decidere di partire con un progetto su larga scala è Intesa Sanpaolo che ha reso disponibile nella versione contactless la sua carta di credito classica, Blu, e la nuova carta prepagata SuperFlash. Il Gruppo prevede di distribuire per tutto il 2010, oltre 100mila nuove carte contactless tra i clienti che abitano a Milano e provincia. I pagamenti con le nuove carte portranno essere effettuati presso tutti i punti vendita che espongono il marchio MasterCard e PayPass. Ad aver aderito all’iniziativa sono, per ora, 11 grandi catene presenti in tutto il territorio italiano, tra cui i gruppi Autogrill, Blockbuster, Brico, Decathlon, Esselunga, Feltrinelli, Mondadori, Prenatal-Chicco, Spizzico, Total, Zara per un totale di 240 esercizi convenzionati. "Abbiamo preferito partire con la sperimentazione su larga scala delle nuova tecnica di pagamento senza contatto per micro-pagamenti puntando sulla grande distribuzione", ha spiegato Orazio Palazzolo, direttore generale Setefi, la società di gestione carte del gruppo guidato da Corrado Passera durante la presentazione dell'iniziativa a Milano. "Il motivo è semplice: è più veloce coinvolgere quelle catene di negozi con un maggiore numero di clienti, che, come ad esempio Brico Center e Decathlon, vedono tra i clienti molti giovani, i più attenti alle novità tecnologiche che, come questa, semplificano la vita di ogni giorno". La graduale sostituzione delle carte tradizionali con le carte PayPass, oppure l’emissione ex novo delle carta per coloro che ne faranno richiesta, non comporteranno sgradite sorprese: la sostituzione è infatti gratuita e per i nuovi clienti le condizioni per la sottoscrizione della carta Blu PayPass e SuperFlash PayPass restano, almeno per ora, quelle previste per le rispettive carte tradizionali.
Quanto costerà l'iniziativa agli esercenti chiamati a sostituire i Pos? “I costi sono molto contenuti: per una transazione di 25 euro il costo per l'esercente è di circa tre centesimi; il canone è gratuito fino al 31 gennaio, poi è uguale a qualsiasi altro Pos di tipo tradizionale," precisa Palazzolo. "Mentre è utile sottolineare che il costo del contante ha normalmente un impatto ben più significativo, soprattutto su importi contenuti e in particolare per un piccolo commerciante. In caso di richiesta dell'esercente entro fine gennaio 2010, inoltre, il lettore POS verrà installato in forma gratuita". Un lettore di card senza contatto, ormai, ha costi piuttosto contenuti, la maggior parte viene prodotta in Cina: a quanto risulta a Of, si va da un massimo di 200 dollari (132 euro) a un minimo di poche migliaia di dollari.
Of ha chiesto a Paolo Battiston, Direttore Generale MasterCard Italia, di spiegare quale sarà il prossimo futuro nei sistemi di pagamento e in che modo la nuova tecnologia cambierà la vita quotidiana di milioni di persone anche in Italia.
Nel 2010, finalmente, i micro-pagamenti con carta di credito o prepagata "contactless" saranno una realtà per un numero crescente di persone. Eppure le sperimentazioni durano da almeno due anni: cosa ha frenato il loro sviluppo?
Battiston: Faccio solo un esempio: Bancoposta, che nel 2007 ha avviato la prima sperimentazione relativa alla carta PayPass, non è un soggetto autorizzato a installare i Pos, quelli che in gergo tecnico si chiamano "acquirer". Per questo Poste Italiane non ha potuto creare una rete di accettazione della carta composta da più esercizi commerciali, ovvero non ha potuto fornire ai suoi clienti occasioni concrete per l'uso della carta.
Of: La barriera deriva dal numero esiguo di esercizi dotati di Pos adatti al pagamento senza contatto, quindi?
Battiston: Esatto. Di sperimentazioni ne abbiamo lanciate molte: da un anno e mezzo, è in corso, ad esempio, il primo progetto italiano su scala ridotta condotto dalla Banca di Credito Cooperativo di Treviglio, che, dopo aver convenzionato circa 100 esercenti, in particolare farmacie, bar e tabaccherie, ha distribuito ai propri clienti le carte PayPass. A inizio 2009, Banca delle Marche, in collaborazione con CartaSi, ha lanciato un progetto analogo su Pesaro, mentre a settembre è stata la volta del gruppo Banca Popolare di Vicenza che ha coinvolto 250 esercizi a Vicenza e 300 a Milano, insieme alle banche del gruppo. A partire dal 30 novembre, inoltre, è possibile richiedere, presso tutte le agenzie del Creberg (Banco Popolare), anche la nuova CartaSi Free Touch con la nostra tecnologia MasterCard Paypass. Sono tutte iniziative nate su base locale e condotte da banche piccole su scala nazionale, ma ben radicate a livello territoriale. Il fenomeno pertanto attesta quanto le piccole banche italiane possano essere propense a investire nell’innovazione.
Of: L'iniziativa di Intesa Sanpaolo è quindi interessante proprio perché c'è un investimento finalizzato a creare una rete di Pos adatti al contactless. Ma come funzionano concretamente?
Battiston: I pagamenti in modalità “contactless” si effettuano avvicinando semplicemente la carta al Pos abilitato, fino a 25 euro non c’è la necessità di dover firmare lo scontrino o digitare il PIN, e sono sicuri come i tradizionali pagamenti con carta di credito. Se la carta è utilizzata per un numero consecutivo di transazioni “contactless”, al titolare può essere chiesto di inserire la carta e digitare il codice PIN, indipendentemente dall’ammontare della spesa. Questa precauzione conferma che l’utente è effettivamente il legittimo proprietario.
Of: E' vero che questa tecnologia potrebbe anche fare a meno delle carte ed essere utilizzata con altri dispositivi, oltre ovviamente al cellulare?
Battiston: PayPass è una tecnologia interessante appunto perché non si limita al formato tradizionale della carta di credito. MasterCard infatti continua ad aprire nuove strade verso l’innovazione ‘contactless’ con dispositivi come portachiavi, orologi, polsini/braccialetti e telefoni cellulari. Questi sistemi offrono al consumatore una vasta gamma di alternative di pagamento e sono adatti a quelle situazioni in cui la velocità è essenziale, come ad esempio i taxi, i parchimetri, i pedaggi stradali, le pompe di benzina, i distributori automatici,i cinema e i trasporti pubblici.
Of: Quella di Intesa Sanpaolo è ad oggi la più vasta sperimentazione in Italia per questo tipo di tecnologia. Ma cosa sta accadendo ad esempio in Francia e in altri Paesi in Europa?
Battiston: In base agli ultimi risultati finanziari, nel mondo sono state emesse 964 milioni di carte MasterCard e più di 66 milioni di carte e dispositivi PayPass in uso. La tecnologia ‘mobile’ è in crescita e questo è un fattore chiave per PayPass, in quanto i consumatori scelgono sempre più i dispositivi ‘mobile’ non solo per le telecomunicazioni. A livello globale l’accettazione dei pagamenti contactless è in aumento anche nel settore dei trasporti. In Europa, MasterCard, Akbank e Turkcell hanno lanciato uno dei primi pagamenti mobile pilot in Europa. Tutte le operazioni eseguite con carte di credito PayPass Axess di Akbank sono effettuate tramite telefoni GSM con linee Turkcell dotate di tecnologia MasterCard PayPass. Questa applicazione permette di ridurre notevolmente i tempi delle transazioni, poiché non sono necessari numeri Pin o firme per pagamenti inferiori a 35 Lire Turche.
Of: Tra i nuovi “territori” che MasterCard si prepara a conquistare attraverso la tecnologia PayPass, vi sono le aziende municipalizzate, molto attente alle nuove modalità di pagamento. Recentemente avete collaborato con l'Azienda di Trasporti di Ravenna per l'emissione di una nuova chip card. Farete lo stesso con l'ATM di Milano?
Battiston: In questo caso la carta emessa dalla Società di Trasporti di Ravenna e lanciata nel mese di ottobre possiede una doppia veste: è un abbonamento con chip card alla rete di trasporti ATM Ravenna e nel contempo è una carta prepagata Poste Pay utilizzabile presso gli esercenti convenzionati MasterCard. Non si tratta ancora di una carta PayPass ma potrebbe diventarlo presto. La complessità tecnologica dello strumento, e in particolare dell'applicazione sottostante, non ne pregiudica la semplicità d'uso: anzi, l'aver coniugato più funzioni su una stessa carta di pagamento, ribattezzata non a caso "PostePay & Go", semplifica la vita all'utente finale e risponde meglio a quello che è un bisogno diffuso di velocità e praticità nella vita quotidiana. Nel prossimo futuro, lavoreremo per lo sviluppo di altre applicazioni simili a quelle di Ravenna.
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