logo-mini
E’ caccia al Bond, societario e governativo. Ma attenzione a... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Con le obbligazioni è necessario correre alcuni rischi aggiuntivi per spuntare uno due punti al di sopra dei guadagni offerti dai titoli pubblici italiani. In questo articolo ecco soltanto le alternative che offrono le maggiori garanzie di sicurezza. E per i bond aziendali, soprattutto quelli bancari, c’è l’interessante caso delle perpetuità

E’ caccia al Bond, societario e governativo. Ma attenzione alle delusioni

Mai come in questo momento i titoli di Stato, - Bot, Cct e Btp - sono stati così avari con i sottoscrittori. Risale ad appena due mesi fa, a inizio gennaio 2010, la notizia che i Bot trimestrali, al netto delle commissioni, hanno raggiunto un rendimento negativo. Una anomalia che è stata prontamente sanata con la rinuncia a una quota delle commissioni applicate dalle banche, in modo quantomeno da azzerare (!) il rendimento nel caso in cui l’assurdo di una cedola negativa dovesse ripresentarsi in futuro. Ma il colpo d’occhio sui redimenti di oggi, fine marzo, continua a non essere entusiasmante. Al netto di imposte e commissioni i Bot annuali pagano circa lo 0,5%, i Cct - cedola indicizzata al rendimento dei bot semestrali maggiorata di un premio di 30 centesimi - veleggiano su una remunerazione annua dello 0,97%. Molto generosi, al confronto i Btp decennali, la cui cedola si attesta ancora intorno al 4%.

Di fronte a questo scenario di cedole ai minimi termini è logico che si apra la caccia a rendimenti superiori. Tuttavia le alternative praticabili e ragionevolmente sicure non sono numerosissime. E vanno dalle obbligazioni societarie (corporate bond) ad alta sicurezza (investment grade), che offrono mediamente una cedola con rendimenti compresi tra lo 0,5 e l’1,5% al di sopra delle emissioni pubbliche di pari scadenza. Fino ai titoli governativi in euro lanciati dai paesi più indebitati dell’eurozona – Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna – il cui acronimo, Pigs (maiali), ha dominato le cronache finanziarie delle ultime settimane. In questi casi il differenziale di rendimento (spread) rispetto al bund tedesco variano tra lo 0,50% della Spagna e il 5% della Grecia, per le scadenze a due anni. E passano da un +0,80% rispetto al bund tedesco per i titoli della Spagna, al +3% circa per le emissioni a 10 anni della Grecia.

Prima di iniziare la caccia agli alti rendimenti i risparmiatori faranno bene a soffermarsi su due considerazioni di base. La prima riguarda il basso livello dell’inflazione attuale, e gioca a favore degli investitori. Se è vero che le emissioni pubbliche rendono poco è altrettanto innegabile che i prezzi sono sostanzialmente freddi. Di conseguenza una cedola dell’1%, ai tassi attuali di inflazione, è sufficiente per preservare l’integrità del capitale. La situazione non dovrebbe modificarsi molto nei prossimi due anni, visto che la maggioranza degli istituti di ricerca prevedono un’inflazione media a livello europeo compresa fra l’1 e l’1,5%. Mentre alcune stime ipotizzano una crescita dei prezzi inferiore all’1% annuo.

L’altra considerazione da tenere a mente non gioca invece a favore degli investitori che privilegiano la sicurezza. Perché per spuntare uno due punti al di sopra dei guadagni offerti dai titoli pubblici italiani è necessario correre alcuni rischi aggiuntivi. In questo articolo esaminiamo soltanto le alternative che offrono le maggiori garanzie di sicurezza. Per le emissioni societarie, per esempio, è necessario considerare soltanto le obbligazioni investment grade (che scendono fino al rating BBB delle due principali agenzie internazionali di valutazione del rischio, Standard & Poor’s e Moody’s). Al di sotto di questa soglia ci sono i titoli high yield, noti anche come junk bonds (titoli spazzatura), che possono fruttare rendimenti a doppia cifra ma che lasciano dubbi sulla capacità di rimborsare cedole e capitale nel lungo termine. Le obbligazioni high yield, tuttavia, meritano attenzione. Secondo alcune importanti banche d’affari americane, come Morgan Stanley e Goldman Sachs, questa categoria di titoli potrebbe essere la classe di investimento capace di portare le migliori performance nel corso del 2010, con rendimenti medi superiori al 10%. Tuttavia, a chi volesse puntare su questa tipologia di obbligazioni è assolutamente sconsigliato l’investimento fai-da-te. Mentre è validissima l’opzione dei fondi comuni specializzati, i soli in grado di gestire correttamente il rischio.

L’altra categoria di obbligazioni a rendimento più elevato e ragionevolmente sicure è quella delle emissioni dei paesi più indebitati di area euro. In questo caso chi compra bond greci, spagnoli o portoghesi affronta un maggior rischio di tasso. E nel caso della Grecia anche un rischio di default (piccolo ma non nullo). Si evita invece l’incognita del cambio, che può giocare a favore ma che può anche causare gravi perdite, perché tutte questi emissioni sono denominate nella divisa comune europea.

Obbligazioni societarie
Generalmente i corporate bond più apprezzati per le loro caratteristiche di rischio e rendimento sono quelli emissi dalle utilities (società elettriche, acqua e gas) e dalle compagnie di telecomunicazioni. Per rimanere in Italia, un’emissione come il bond Telecom Italia con scadenza 24 gennaio 2013 (codice Isin XS0161101679) rende a scadenza circa il 3%, un punto abbondante in più del Btp di durata corrispondente. In questo caso il taglio minimo di investimento è di soli mille euro. Ma sono sempre più frequenti le emissioni societarie con taglio minimo di 50mila euro, consentono una buona diversificazione del rischio solo per patrimoni molto ingenti. Scadenza e rendimento pressoché identico ha anche l’emissione di Portugal Telecom (vedi tabella), il cui taglio minimo è appunto di 50mila euro. In questo momento sono interessanti le obbligazioni bancarie dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Il titolo a due anni, con scadenza 17 settembre 2009 (vedi tabella) di Pireus Bank, una importante banca greca con rating A2 offre uno stellare 7% di rendimento. Ma i prezzi e i rendimenti delle emissioni delle banche greche rispecchiano fedelmente il rischio del paese e non soltanto dell’emittente societario cui sono riferite.

I Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna)
Le obbligazioni pubbliche dei Pigs danno rendimenti di circa 50 centesimi al di sopra delle cedole offerte dai Btp di pari scadenza per le emissioni di Irlanda e Portogallo. Sostanzialmente allineati con i rendimenti italiani, invece, i bond pubblici spagnoli.

Il caso del momento è quello della Grecia. Secondo i gestori obbligazionari diversificare il 5-10% del proprio portafoglio a reddito fisso in emissioni elleniche può essere una scelta che permette di aumentare le performance medie di portafoglio e di tenere sotto controllo il rischio. Le oscillazioni dei prezzi, e di conseguenza dei rendimenti, (non dimentichiamo che quando i prezzi scendono i rendimenti salgono, e viceversa) delle obbligazioni elleniche sono violentissime e i differenziali di guadagno rispetto al Bund tedesco (e rispetto al Btp) possono variare in modo significativo ogni giorno, in relazione alle notizie sull’evoluzione della crisi e sulle misure, interne e internazionali, che vengono adottate per fronteggiarla. In questo momento lo spread è massimo sulle scadenze più brevi (due anni) dove raggiunge i 4-5 punti percentuali al di sopra di Bund e Btp e di circa il 3% sulle emissioni a dieci anni. In sostanza una scommessa di diecimila euro a due anni sulla tenuta e sulla capacità di rimborso del debito greco può portare un guadagno aggiuntivo per interessi di 1000 euro in 24 mesi.

Tra i bond aziendali, soprattutto quelli bancari, c’è l’interessante caso delle perpetuità. Titoli a scadenza così lontana, 50 o più anni, da poter essere considerati “perpetui”. Nella tabella è riportato un esempio di perpetuità, quello dell’obbligazione Siemens con scadenza 14 settembre 2066. Legarsi per una vita alle sorti di una delle maggiori aziende tedesche? Non è detto che sia questo il destino di chi investe nel bond Siemens. Le obbligazioni perpetue, infatti, sono sempre dotate di una opzione “call”, che permette all’emittente di “richiamare”, e quindi rimborsare, il titolo molto prima della scadenza alla pari. Nel caso della perpetuità di Siemens l’opzione “call” è fissata al 14 settembre 2016, ben cinquant’anni prima della scadenza prevista contrattualmente. Generalmente le opzioni di richiamo vengono esercitate dalle aziende, ma non si può avere una certezza assoluta che ciò avvenga. A premiare i risparmiatori che se la sentono di rischiare su una perpetuità c’è una cedola molto corposa, che nel caso di Siemens vale il 5% annuo, con un rating A3 della società, un merito di credito sicuramente buono.

Torna alla homepage del magazine

© Of-Osservatorio finanziario - Riproduzione riservata

Leggi Anche:


Contatti

OF Osservatorio Finanziario

OfNews è una realizzazione di OF Osservatorio Finanziario. Leggi Privacy Policy (formato PDF)

Visita il sito