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Mutui in fiore

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Unicredit con Opzione Sicura permette di rivedere tasso e durata. Ubi Banca e WeBank hanno presentato i nuovi variabili con Cap. Cariparma ha lanciato il finanziamento che rivede l’interesse ogni due anni. E Credem punta su spread promozionali sotto l’1%. Intanto, Barclays prolunga la promozione sui tassi, e Ing Direct offre denaro cash. Ecco le novità per la primavera 2010.

21 Aprile 2010

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Fisso, variabile o misto? E ancora: variabile Euribor o variabile Bce? Come scegliere il tasso più adatto alle proprie esigenze? La risposta nel 2010 sembra essere: nessuna scelta. Sì perché i nuovi prodotti lanciati da poco in occasione dell’arrivo della primavera, sono caratterizzati tutti (o quasi) da un alto grado di flessibilità. Si può infatti optare per soluzioni che alternano periodi a tasso fisso e periodi a tasso variabile. Oppure si può decidere di avvalersi della facoltà di cambiare idea (e tasso di interesse) ogni due anni. O ancora, è possibile scegliere un tasso variabile sfruttando il periodo di tassi bassi, fissando però un limite massimo (Cap) oltre il quale l’interesse non può salire. Garantendosi così la tranquillità che offre il fisso, anche in caso di rialzi record degli indici di riferimento.
Unicredit ad esempio punta su un misto che permette di modificare durata del piano di ammortamento e tasso applicato. Ubi Banca e WeBank, invece, optano per la soluzione variabile con Cap, introducendo a inizio 2010 due nuovi prodotti dedicati. Mentre Cariparma punta su un ibrido, che permette al mutuatario di rivedere ogni due anni la sua scelta tra fisso e variabile.
Nuota controcorrente solo Credem, che preferisce invece un mutuo con tassi promozionali ridotti e spread in offerta sotto l’1%, da affiancare al già esistente variabile con Cap.
E oltre ai prodotti freschi di lancio, la primavera 2010 si arricchisce di altre novità. Da Ing che estende le operazioni finanziabili dal suo Mutuo Arancio introducendo nuove finalità, come la liquidità pura. A Barclays che prolunga la promozione ‘Tranquillità su misura’ sui tassi applicati a tutta la gamma fino al 30 giugno prossimo. Per l’estate, si vedrà.
Continuano a mantenere attive le loro offerte invece altri due big del mercato italiano. Intesa Sanpaolo ad esempio, punta ancora su Domus Block, il variabile con Cap, e Domus Mix Multiopzione che permette di scegliere gratuitamente ogni 3 o 5 anni la tipologia di tasso preferita. Mentre Mps mantiene attivo il suo variabile con tetto massimo, Mutuo Protezione, premiato dagli analisti di Of come Miglior Mutuo del 2009.

I nuovi mutui
Tra le novità dell’ultima ora c’ è Mutuo Opzione Sicura di Unicredit. Il prodotto a tasso misto dura da un minimo di 5 a un massimo di 25 anni, finanzia fino all’80% del valore dell’immobile e offre la possibilità, dopo due anni di pagamenti regolari, di allungare il piano di ammortamento fino a 60 rate, portando la durata a un massimo di 30 anni. Si può iniziare indifferentemente con un variabile o con un fisso. Se si sceglie di partire con l’opzione a tasso variabile, in qualsiasi momento si può passare al fisso o cambiare l’indicizzazione da Euribor a Bce (ma solo per la prima casa). Se, invece, si parte con il fisso, bisogna aspettare 5 anni prima di decidere se continuare con lo stesso interesse per altri 5 anni, oppure se passare al variabile. Inoltre, con l’opzione sicura è possibile monitorare costantemente l’andamento della rata e richiedere la rinegoziazione senza spese aggiuntive. Gli spread applicati variano da un minimo del 2,10%, se il tasso applicato è agganciato a Euribor o Eurirs, a un massimo del 2,40%, se l’interesse è agganciato al Bce, mentre per le spese di istruttoria bisogna mettere in conto una commissione aggiuntiva pari all’1% dell’importo finanziato, con un minimo di 750 euro.
Per fare un esempio, considerando l’ipotesi di un mutuo di 100.000 euro da corrispondere in 25 anni, se si volesse partire da un variabile Bce con Taeg al 3,40%, si avrebbe una rata mensile pari a 495,28 euro. Mentre la rata mensile si riduce a 463,87 euro se si opta per l’opzione indicizzata all’Euribor, con Taeg al 2,80%. Sale infine a quota 561,52 euro se si sceglie di partire con un fisso con Taeg al 4,60%.



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