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SOMMARIO

Risparmiare sulla bolletta elettrica e farsi il proprio impianto fotovoltaico completamente (o quasi) a costo zero grazie agli incentivi statali del Conto Energia del GSE. Of-Osservatorio finanziario mette a confronto i prestiti e i mutui dedicati alla realizzazione e all’implementazione di pannelli solari. Ecco come sfruttare gli incentivi per ottenere il rimborso della rata mensile, e quali sono le offerte, le promozioni e le condizioni più vantaggiose per produrre energia fai-da-te.

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“Con l’energia fai-da-te prodotta con un impianto fotovoltaico si soddisfa il bisogno familiare e quindi si risparmia completamente sulla bolletta”, spiega Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella. Che annuncia, “e in più i kWh prodotti vengono incentivati dal GSE attraverso il pagamento di una tariffa stabilita. In questo modo si recupera anche il costo dell’impianto”. Basta fare due calcoli e trovare il finanziamento giusto. Perché tutto può funzionare così. La GSE (Gestore dei Servizi Energetici) riconosce una tariffa per ogni kWh di energia prodotto in eccesso. Questa tariffa varia in base a tre parametri. Primo parametro: la provincia in cui è situato l’impianto (è più bassa al Nord e più elevata al Sud). Secondo: l’impatto ambientale e architettonico sul territorio. Terzo e ultimo fattore: la potenza scelta.
Un esempio può chiarire meglio come il tutto può diventare conveniente per una famiglia. Consideriamo di installare un impianto fotovoltaico semi integrato, cioè costituito da pannelli solari installati su tetti inclinati o terrazze. L’impianto ha due caratteristiche: uno scarso impatto estetico e architettonico ed è in grado di supportare un fabbisogno energetico di 3 kWh. E, infine, è localizzato nella provincia di Milano. I pannelli e la loro installazione costano 15.000 euro. In questo caso, il contribuito medio annuo derivante dall’energia rivenduta alla GSE sarebbe di 1.363,48 euro. Ma se la bolletta a questo punta è già stracciata, occorre valutare il finanziamento per il costo dell’impianto. “Supponendo di dover finanziare l’80% del valore dell’impianto, con un finanziamento a tasso fisso del 6,50%”, continua Zerbola (Banca Sella), “si avrebbe un esborso annuo pari a 1.260 euro. Completamente coperto dal contributo GSE, con uno scarto positivo di ben 103 euro l’anno che restano nelle tasche del cliente”.
Cambia però la situazione (e la spesa) se ci si sposta più a sud. Il contributo della GSE, infatti, per un impianto delle stesse caratteristiche installato ad esempio a Roma, aumenta fino a quota 1.705,30 euro l’anno. “Ciò vuol dire che è possibile finanziare fino al 100% del valore dei pannelli”, conferma ancora Zerbola, “ perché l’esborso del finanziamento pari a 1.572 euro, viene del tutto coperto dagli incentivi del Conto Energia, con una differenza positiva di 133 euro annui”. Zero spese dunque, per la bolletta, e per l’impianto.

I prodotti
Ma come scegliere tra le tante offerte sul mercato il finanziamento più adatto? “Ormai quasi tutti gli istituti di credito sono convenzionati con la GSE”, spiega infatti Zerbola, “il trucco sta nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità per riuscire a ottimizzare i vantaggi del Conto Energia”.
Of ha analizzato 10 prodotti di altrettanti istituti di credito, studiati ad hoc per farsi l’energia in casa. Ecco cos’ha scoperto.

Con i suoi 150.000 euro finanziabili Banca Popolare di Milano offre a prestito la somma più alta del mercato. Credito Fotovoltaico può essere restituito al massimo in 15 anni, con rate mensili, trimestrali o semestrali, mentre il tasso applicato è a scelta del cliente. Si può optare per il fisso, calcolato sommando all’indice Irs uno spread di 1,25 punti percentuali. Oppure si può puntare sul variabile, calcolato sommando all’Euribor a 3 mesi (media del mese precedente) uno spread pari all’1%. Per l’istruttoria della pratica va messa in conto una spesa aggiuntiva pari a 100 euro, mentre non è prevista nessuna penale in caso di estinzione anticipata del debito.

Seguono con importi massimi fino a 100.000 euro Intesa Sanpaolo e BNL Gruppo BNP Paribas. Prestito Ecologico di Intesa Sanpaolo è destinato a finanziare oltre agli impianti fotovoltaici, anche pannelli solari o termici, caldaie di ultima generazione, finestre e infissi per migliorare la coibentazione degli stabili, automezzi ecologici e a trazione elettrica. Dura da un minimo di 2 a un massimo di 15 anni, anche se la durata massima è riservata solo alla progettazione e all’installazione di impianti fotovoltaici. Mentre per le altre finalità il limite temporale massimo è fissato alla soglia di 8 anni. Il tasso nominale annuo applicato, fisso per tutta la durata del finanziamento, è pari al 6,95%, non sono previste spese di istruttoria e di incasso rata, ma resta una commissione extra dell’1% per l’estinzione anticipata del debito. L’installazione dei pannelli solari, inoltre, è agevolata dal Conto Energia., a copertura delle rate di rimborso del finanziamento.



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Vai alla classifica dei prestiti meno cari ---- Per fare un esempio, supponendo di voler finanziare un impianto di 10.000 euro e di voler estinguere il debito in 5 anni, la rata mensile sarebbe pari a 197,78 euro. Che all’anno significano un esborso di 2.373, 36 euro.
Prestito Energia di BNL-Gruppo BNP Paribas, invece, è dilazionabile, a scelta, in un massimo di 120 o 180 mesi, al tasso fisso di 5,95%. Sfrutta le agevolazioni statali offerte da Conto Energia, e mantiene una commissione destinata a coprire le spese di istruttoria della pratica pari allo 0,50% del capitale finanziato, fino a un massimo di 299 euro. Mentre per l’estinzione anticipata del debito, bisogna mettere in conto una commissione extra pari all’1% del capitale residuo. Facoltativa l’assicurazione a protezione del credito, che permette di sospendere le rate in caso di sinistri o eventi inattesi che possono compromettere, anche temporaneamente, la capacità di rimborso. Per sottoscriverla serve una spesa aggiuntiva pari allo 0,60% del capitale finanziato, per anno. Mentre con ulteriori 100 euro, i sottoscrittori di un prestito volto a finanziare la costruzione di pannelli solari, possono sottoporre a una verifica tecnica il progetto del loro impianto, in modo da valutarne la congruenza con i bisogni effettivi.
Segue Ubi Banca che, con ForzaSole, non supera la soglia massima di 70.000 euro. Il prestito, destinato esclusivamente a finanziare l’implementazione di impianti fotovoltaici, mantiene il tasso fisso a quota 6,75% per tutta la durata del piano di rientro, pari ad un massimo di 15 anni. Mentre vanno messe in conto commissioni extra pari rispettivamente all’1% del capitale finanziato per l’istruttoria, e allo 0,90% del capitale residuo per l’eventuale estinzione anticipata del debito. ForzaSole, inoltre, permette di saltare una rata ogni 24 corrisposte regolarmente, differendone il pagamento al termine del piano di rimborso.

Si fermano a quota 50.000 euro Cariparma, BCC Roma, UniCredit e MPS.
Fiducia Contante Energia Solare di Cariparma ha un piano di rientro fino a 180 mensilità, richiede una commissione extra pari all’1% dell’erogato per coprire le spese di istruttoria, e mantiene una spesa aggiuntiva per l’estinzione anticipata fissata a quota 1% del capitale residuo. Inoltre permette di sottoscrivere una polizza di copertura rischi (Protezione Fiducia Contante) ad un costo aggiuntivo pari al 4,50% del finanziato, con l’inserimento diretto di questa spesa nel piano di rimborso rateale. Nell’ipotesi considerata, per finanziare 10.000 euro in 5 anni al tasso annuo nominale fisso a quota 6,50%, serve un esborso di 2.347,92 euro all’anno, mentre la rata mensile è di 195,66 euro. Non è un prestito ma un mutuo chirografario invece Sistema Energia di BCC Roma, destinato a finanziare oltre alla realizzazione di impianti fotovoltaici, anche alcuni strumenti di produzione di energia a basso impatto ambientale, come energia eolica, solare, geotermica, idraulica, biomasse, biogas. Il tasso applicato è a scelta tra variabile e fisso, calcolato sommando all’indice Irs di periodo uno spread del 2%, mentre il piano di ammortamento non può superare la soglia massima di 12 anni. Non sono previste spese aggiuntive per chi decidesse di estinguere il debito anticipatamente, mentre per avviare l’istruttoria della pratica vanno messi in conto 120 euro al massimo. Anche UniCredit con il suo prodotto di punta Chirografario Fotovoltaico offre a debito un massimo di 50.000 euro. Il finanziamento, rimborsabile in non più di 10 anni, permette di scegliere tra tasso fisso o variabile, calcolati sommando rispettivamente agli indici di riferimento Irs e Euribor, uno spread del 2,50%. Il debito può essere estinto prima del termine del piano di rimborso senza nessuna penale, mentre resta applicata una commissione pari all’1% dell’erogato iniziale per gestire le spese di istruttoria. E' facoltativa, infine, la polizza a protezione del credito. Per cui, se si optasse per il tasso fisso con Tan al 5,75%, applicato ad un prestito di 10.000 euro rimborsato in 60 mensilità, si avrebbe una rata di 191,94 euro.
PrestiSole di MPS, invece, offre da un minimo di 10.000 a un massimo di 50.000 euro, ed è rimborsabile in non più di 15 anni, se si opta per la rata semestrale. Mentre se si sceglie un piano di rimorso con rata mensile, la durata massima del finanziamento scende fino a 10 anni. Il tasso, a scelta tra fisso e variabile, è calcolato sommando agli indici di riferimento (Irs per il tasso fisso, Euribor per il variabile) uno spread fisso a quota 1,90%, mentre per l’istruttoria va messa in conto una spesa massima di 200 euro. Facoltativa invece “Eco Energy” di AXA Mps Danni, la polizza assicurativa protezione completa del credito.

Scende a quota 30.000 euro, infine, l’offerta di Banca Sella e di Banca Popolare di Vicenza. Banca Sella inserisce in una linea interamente dedicata al finanziamento di soluzioni ecologiche (Sella Ambiente) il mutuo chirografario Casa Impianto Fotovoltaico. Il finanziamento dura fino a 15 anni, è convenzionato con il Conto Energia della Gse, e applica un tasso di interesse agevolato fisso a quota 5,95%. Mentre la rata, nell’ipotesi di un impianto dal costo di 10.000 euro con piano di ammortamento quinquennale, resta fissa a quota 190,79 euro.
Dura al massimo 15 anni anche Credito Solare di Banca Popolare di Vicenza. Il tasso di interesse applicato è a scelta tra fisso (Irs+ spread tra 1% e 2,50%) e variabile, serve una commissione extra per avviare le pratiche di istruttoria, pari all’1% dell’erogato iniziale, mentre per chi desidera estinguere il debito anticipatamente è prevista una spesa aggiuntiva pari all’1% del capitale residuo.


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