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SOMMARIO

La domanda di prestiti personali e finalizzati da parte delle famiglie italiane nel mese di maggio conferma il trend negativo in atto da tempo, con un decremento di -5% a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2009. “La contrazione della domanda di prestiti nel mese di maggio 2010 è da imputare prevalentemente ai prestiti finalizzati", spiega Enrico Lodi

Si conferma anche a maggio il trend negativo dei prestiti: -5%

La domanda di prestiti personali e finalizzati da parte delle famiglie italiane nel mese di maggio conferma il trend negativo in atto da tempo, con un decremento di -5% a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2009.
Di seguito sono riportati i dati di dettaglio rilevati su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 74 milioni di linee di credito, con le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sia in valore assoluto sia ponderato, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi.

PRESTITI

Var. % su anno precedente

Giorni lavorativi: differenza su anno precedente

Var. % su anno precedente ponderata
(a parità di gg. lavorativi)

Totale 2008

-3%

0

-4%

Totale 2009

-5%

1

-5%

Gennaio 2010

-8%

-1

-3%

Febbraio 2010

-7%

0

-7%

Marzo 2010

-4%

1

-9%

Aprile 2010

-3%

0

-3%

Maggio 2010

0%

1

-5%



La domanda relativa agli ultimi 12 mesi consente di comprendere meglio l’andamento di variazione della domanda.

“La contrazione della domanda di prestiti nel mese di maggio 2010 è da imputare prevalentemente ai prestiti finalizzati – illustra Enrico Lodi - che da un -4% del mese di aprile sono passati ad un -6% (ponderato sui giorni lavorativi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre l’andamento dei prestiti personali registra un calo più contenuto, pari a -3%”.

Il grafico seguente mette a confronto l’andamento della domanda di prestiti personali e di prestiti finalizzati degli ultimi 12 mesi (dati ponderati sul numero dei giorni lavorativi) rispetto ai 12 mesi immediatamente precedenti.


Ugualmente, la ripartizione per fasce di importi non presenta variazioni di rilievo rispetto ai primi mesi del 2009, pur facendo registrare una crescita della quota dei prestiti finalizzati nelle fasce di importo cosiddette small ticket. Al contrario i prestiti personali si stanno lentamente spostando verso le classi di importo più elevato.

Andamento delle domande di prestiti personali + finalizzati per fascia di importo
primi 5 mesi 2009

primi 5 mesi 2010

fino a 5.000 €

41,20%

42,70%

da 5 a 10.000 €

23,80%

22,70%

da 10 a 20.000 €

24,20%

23,80%

da 20 a 35.000 €

9,10%

9,20%

oltre 35.000 €

1,70%

1,60%

100%

100%



Una differenza emerge invece dall’analisi degli importi medi. In particolare, quello dei prestiti finalizzati continua ad essere in calo, tanto che nei primi cinque mesi dell’anno è stato pari a 5.900 €, contro i 6.400 € dello stesso periodo del 2009.


Al contrario, l’importo medio dei prestiti personali richiesti continua ad essere in crescita dall’inizio dell’anno e a maggio ha segnato un +2% rispetto allo stesso mese del 2009. Complessivamente l’importo medio dei prestiti personali richiesti nei primi cinque mesi dell’anno è stato pari a 12.600 €, contro i 12.400 € dello stesso periodo del 2009.


“Nel complesso – conclude Lodi - la crisi finanziaria dell’autunno 2008, la conseguente recessione e le recenti difficoltà dell’Euro stanno probabilmente inducendo le sane e responsabili famiglie italiane a ragionare come se questi 18 messi non fossero stati caratterizzati da una semplice congiuntura (come è venuta, la crisi passerà…), ma come se fosse la fine di un’epoca: il modello di sviluppo in cui siamo cresciuti (più istruiti e benestanti dei nostri genitori, a loro volta più istruiti e benestanti dei nonni) non è più scontato. Questa aspettativa, naturalmente, tornerà a volgere al positivo quando la fase acuta della crisi sarà definitivamente alle nostre spalle. La domanda, piuttosto, è cosa si possa fare per accelerare l’uscita dalla crisi e ridare fiducia alle famiglie, senza andare in contrasto con le politiche di bilancio che debbono essere necessariamente messe in campo.

Restando sul terreno del credito alle famiglie, sarebbe già sufficiente semplificare l’accesso al credito, senza che questo significhi togliere diritti ai prenditori o rendere più difficoltoso il lavoro degli intermediari finanziari. Proprio in queste settimane è in corso di recepimento la Direttiva sul Credito al Consumo: è una occasione da non perdere per semplificare e rendere più flessibile il settore del credito, contribuendo così a ricostruire più rapidamente un clima di fiducia.
Occorre rendere il credito più disponibile e flessibile, capace di arrivare a più famiglie, in modo più diretto, dove e quando serve. Anche a beneficio di coloro i quali sono spinti a rivolgersi al credito informale o, peggio ancora, illegale, a causa della scarsa flessibilità del modello attuale di credito alla famiglia.
Non faccio riferimento solo a certe rigidità sui tassi o sul collocamento del credito presso i punti vendita ma, piuttosto, ad aspetti più elementari, come la disponibilità delle informazioni necessarie per la valutazione del merito di credito. Il nostro Paese tende sovente a fissare regole più rigide del necessario, in nome di principi spesso astratti. Dovremmo invece partire dalla pratica: le aspettative sono influenzate dai fatti concreti ed è su questo fronte che probabilmente molte famiglie italiane (famiglia “formiche” e non “cicale”, ricordiamolo sempre) stanno aspettando un segnale in grado di ripristinare il clima di fiducia”.

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