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Tutte le (cattive) sorprese dell'energia fai-da-te OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Ma il fotovoltaico è davvero un buon affare? A meno di due mesi dall’entrata in vigore delle nuove tariffe di Conto Energia, tanti sono i dubbi e le perplessità. I lettori di Of chiedono lumi su finanziamenti, voci di costo, progetti e spiegazioni sul funzionamento degli incentivi. E la buona notizia è che i contributi del GSE continueranno ad essere applicati anche nel 2011 (con 70 euro di meno). Of fa chiarezza interpellando Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella

Tutte le (cattive) sorprese dell'energia fai-da-te

Ci siamo quasi. Mancano meno di due mesi all’entrata in vigore delle nuove tariffe del Conto Energia della GSE, il Gestore dei Servizi Energetici (leggi qui). E anche se continua a ritmi sostenuti la corsa al fotovoltaico, tanti sono ancora i motivi di confusione e i dubbi in merito all’installazione degli impianti di energia pulita. Ma conviene davvero a una famiglia con consumi nella norma, prodursi energia in casa? Come funzionano gli incentivi? Quanto si spende veramente? Quale sarà il risparmio sulla bolletta? In quanto tempo si potrà ammortizzare il costo sostenuto per installare i pannelli solari?
Perplessità dimostrate anche dalle numerose lettere recapitate alla casella di posta elettronica della redazione di Le News di Of, nelle quali lettori dubbiosi, inviano dati di finanziamenti, progetti su carta, preventivi in attesa di essere firmati e proposte tecniche di installazione. Of-Osservatorio finanziario riporta di seguito una delle tante lettere recapitate, tra le più emblematiche giunte in redazione, e cerca di dare una risposta (o almeno ci prova), a tutti i principali interrogativi che ancora spingono a diffidare dell’energia fai-da-te. E per farlo interpella un esperto del settore, Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella.

“Mi chiamo Mario, ho 53 anni e vivo a Brescia in una villetta bifamiliare con mia moglie e i miei due figli adolescenti. Il consumo di energia annuo della nostra famiglia è di circa 3 Kwh e in un anno spendo sui 900, 1.000 euro in bolletta. In vista dei tagli al GSE ho fatto richiesta per un impianto fotovoltaico semi-integrato. Da preventivo è risultato che la spesa dell’impianto era di 15.000 euro per famiglia, compresa l’assicurazione per 20 anni di 1.500 euro.
Però mi è stato detto che, prima di posare i pannelli solari, era necessario controllare il tetto e procedere con eventuali manutenzioni. Considerando che il tetto della nostra bifamiliare ha 30 anni, ci è stato detto che era necessario provvedere ad un adeguamento della struttura, per una spesa aggiuntiva di ulteriori 13.000 euro per famiglia, che vanno a sommarsi ai 15.000 già previsti per sostenere il costo dell’impianto. Il finanziamento che ci è stato proposto dal costruttore, su un totale quindi di 28.000 euro per 15 anni (per famiglia), prevedeva un tasso fisso del 5,75%, con rata mensile di 235 euro. Che a conti fatti vogliono dire circa 42.000 euro totali al termine dei 15 anni di piano di ammortamento.
Ovviamente ci è stato detto che la GSE ci rimborsa una certa somma ogni anno, di circa 1.400/1.500 euro, a cui va ad aggiungersi un ulteriore risparmio annuo sulla bolletta di circa 200/250 euro.
Nella previsione più favorevole dunque avremmo avuto un rimborso annuo di circa 1.750 per 20 anni, per un totale di 35.000 euro. Mentre il costo totale per la manutenzione del tetto risulta di 7.000 euro.
Ma è davvero così favorevole? Una volta operativo l’impianto fotovoltaico, smetterò di pagare le bollette? O mi troverò invece ogni mese a dover pagare insieme rata del finanziamento e bolletta dell’elettricità? Inoltre, il prezzo dell’energia, mi è stato detto dall’impiantista, non resta fisso nel tempo. Cosa vuol dire? E soprattutto, come faccio a sapere che davvero la situazione favorevole prospettatami si realizzerà? Corro il rischio di non veder ripagato il mio impianto, oppure di vedere un ritorno non prima di 20 anni? E poi, perché rifare il tetto? 30 anni non sono poi molti...
@Mario”


---- Of: Allora dott. Zerbola, come rispondere al nostro lettore?
Zerbola: Innanzitutto diamo per scontato che il tetto sia da rifare, come indicazione dell’impiantista. Anche se si potrebbe verificare la necessità dell’opera di manutenzione attraverso esami tecnici che però non competono a noi.

Of: Ok, e per quanto riguarda l’impianto proposto invece?
Zerbola: Si tratta di un impianto standard, con le stesse caratteristiche che noi verifichiamo nel 95% delle famiglie che ci inoltrano richieste di finanziamenti.

Of: E il prezzo è congruente?
Zerbola: Il prezzo dell’impianto è allineato con i prezzi che normalmente rileviamo per impianti analoghi. Nel caso di un finanziamento risulta fondamentale valutarne il ritorno economico e la sostenibilità.

Of: In che modo?
Zerbola: Bisogna tener conto di tre diversi fattori.

Of: Partiamo dal primo.
Zerbola: Innanzitutto bisogna valutare il vantaggio certo, dato dagli incentivi del Conto Energia, cioè il ricavo annuo che viene riconosciuto dal GSE, che varia da una regione all’altra per ragioni di maggiore o minore soleggiamento.

Of: A Mario è stato detto che resterà fisso per tutta la durata del finanziamento...
Zerbola: Beh, in realtà non è proprio così. La tariffa incentivante rimane fissa per 20 anni ma la produzione di energia ovviamente varia con il trascorrere degli anni per un fisiologico decadimento di produttività dell’impianto. Ecco perché noi valutiamo la produzione media posizionata al decimo anno in modo da tener conto delle riduzioni di produzione. Per il caso in esame, potremmo indicare un ricavo medio di circa 1.470 euro con tariffe 2010.

Of: Il secondo fattore invece?
Zerbola: È rappresentato dal costo del risparmio sulla bolletta. Un impianto fotovoltaico permette di utilizzare “in tempo reale” l’energia autoprodotta, in modo da non doverla acquistare dalla rete per soddisfare i propri bisogni. E questo ovviamente produce uno sconto sulla bolletta.

Of: Cosa vuol dire “in tempo reale”?
Zerbola: Che si può autoconsumare l’energia nel momento in cui l’impianto la produce e utilizzarla per il proprio fabbisogno energetico. Ovviamente questo può avvenire solo durante il giorno e con la presenza di sole. Nel senso che di sera o di notte è necessario comunque prelevarla dalle rete.

Of: Ma quindi la bolletta continua ad arrivare?
Zerbola: Certo. L’energia prelevata dalla rete in orario serale o notturno deve essere pagata. Quindi la bolletta arriva comunque a casa tutti i mesi. Anche se sicuramente avrà un peso inferiore.

Of: Però la bolletta mensile è compensata dall’incentivo del GSE...
Zerbola: In realtà no. Il pagamento degli incentivi del Conto Energia avviene bimestralmente o almeno al raggiungimento della soglia minima di energia autoprodotta di 250 euro.

Of: E se non si raggiunge tale soglia?
Zerbola: Si passa direttamente al bimestre successivo. Ovviamente al Nord in inverno è più difficile che si riesca a raggiungere questa cifra nel primo bimestre nel caso di impianti di potenza non superiore ai 3 kw.

Of: Quindi Mario pagherà ogni mese rata del finanziamento e bolletta, mentre l’’incentivo certo arriverà ogni due o quattro mesi?
Zerbola: Nel caso di rimborso mensile è esatto. Per ovviare a queste sfasature temporali tra entrate e uscite noi generalmente suggeriamo il rimborso semestrale del finanziamento.

Of: Il terzo fattore?
Zerbola: Va valutato il rimborso che potrebbe derivare dall’energia prodotta dall’impianto e consumata solo parzialmente. Questa, infatti, viene re-immessa nella rete e retribuita dal GSE.

Of: Retribuita, quanto?
Zerbola: Non si può quantificare. Il fatto è che le tariffe a cui viene remunerata l’energia prodotta in eccesso e non utilizzata, sono molto più basse rispetto a quelle a cui la stessa energia viene acquistata ad esempio per il fabbisogno serale.

Of: Si spieghi meglio...
Zerbola: In pratica si acquista dalla rete energia ad un prezzo all’incirca pari a 20 centesimi. Mentre si rivende energia auto-prodotta ad un prezzo non superiore a 9 centesimi al Kwh.

Of: Ma così ci si perde!
Zerbola: Beh, dipende. Ovviamente se autoconsumiamo l’energia prodotta dal nostro impianto casalingo il vantaggio percepito è molto maggiore di 9 centesimi per kwh.

Of: Come mai tariffe tanto diverse?
Zerbola: Il GSE riconosce, per ciascuna ora, il prezzo di mercato riferito alla zona in cui è collocato l’impianto con un prezzo minimo garantito. Attualmente rileviamo una tariffa di remunerazione di 9 o 10 centesimi. Per ora sono le più basse in assoluto, ma è un prezzo che comunque non rimane fisso.

Of: Cioè potrebbe scendere?
Zerbola: Difficile che accada, dato che oggi si trova a valori minimi. Ma il meccanismo di remunerazione cambia nel tempo, e il GSE valuta il prezzo da applicare di volta in volta in base al prezzo più basso registrato.

Of: Quindi Mario come può valutare preventivamente il vantaggio economico derivante dall’impianto?
Zerbola: A fini prudenziali noi andiamo a quantificare il ricavo medio derivante dal conto energia a cui sommiamo il ricavo medio dell’energia prodotta e re-immessa in rete. In pratica calcoliamo il ricavo che si ottiene vendendo energia autoprodotta e non il risparmio che si avrebbe sulla bolletta consumando solo l’energia fotovoltaica.

Of: Per fare un esempio?
Considerando le dimensioni dell’impianto richiesto da Mario, situato a Brescia, si può stimare un risparmio medio di circa 340 euro.

Of: Tornando al finanziamento, come può Mario sapere se è congruente con i suoi bisogni?
Zerbola: Considerando solo il ricavo certo del GSE pari a 1.470 euro per il 2010 e supponendo di voler finanziare ad un tasso fisso del 5,75%, come quello proposto al lettore, il 100% del valore commerciale dell’impianto, si avrà un esborso annuo di 1.506 euro. Ma in questo caso il ricavo certo non copre l’esborso medio.

Of: Quindi?
Zerbola: L’ideale è che Mario disponga un anticipo, pari ad esempio al 10% del valore dell’impianto, quindi a 1.500 euro, e finanzi il resto. In modo che le rate annuali siano del tutto coperte dal Conto Energia. Questa simulazione però è stata calcolata solo nel caso in cui si dovesse finanziare esclusivamente l’impianto fotovoltaico. Per quanto riguarda il tetto, ritengo non sia opportuno ipotizzare un unico finanziamento.

Of: Cioè?
Zerbola: È possibile suddividere la spesa, e aprire un altro finanziamento ad hoc per pagare i lavori di manutenzione, chiedendo magari un prestito alla banca. In questo caso si potrebbe anche spendere meno.

Of: Cambierà la situazione nel 2011?
Zerbola: Sì. Se si realizza il fotovoltaico entro il 2010 gli incentivi del GSE sono maggiori rispetto a quelli previsti a partire da gennaio 2011.

Of: Maggiori di quanto?
Zerbola: Considerando un impianto di 3 Kwh, situato nella provincia di Brescia, con previsioni medie e prudenziali di produzione l’incentivo annuo è di 1.470 euro nel 2010 e a 1.400 euro nel 2011.

Of: Cioè la differenza è solo di 70 euro l’anno?
Zerbola: Proprio così. Gli impianti di piccole dimensioni di fatto non vengono penalizzati dai nuovi incentivi.

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