SOMMARIO
Of ha verificato il funzionamento dell’Isc e ha fatto 5 prove. Il primo confronto è tra due conti solo online (Conto Corrente Websella di Websella.it e Conto Corrente Arancio di Ing Direct). Il secondo, analizza l’Isc calcolato per il profilo “famiglie con operatività elevata” dei 5 conti di punta di Unicredit, Intesa Sanpaolo, MPS, UBI, BNL-BNP Paribas. Il terzo è tra due conti per studenti: db Partner Studenti di Deutsche Bank e Genius Smart di Unicredit...E ha scoperto alcuni problemi. Primo: il costo non è l’unico parametro per scegliere un conto
Effetto Indice. Perché l’Isc non aiuta (molto) il cliente
L'ISC, l'Indice Sintetico di Costo, che “certifica” il reale costo di un conto corrente è la novità 2010 per rendere più facile la scelta del miglior prodotto, il più adatto alle esigenze di ogni singolo cliente. Il sito di Patti chiari di ABI propone la simulazione del reale costo di un conto sulla base di diversi profili di utenti (giovane, famiglia, pensionato), con la possibilità di confrontare, per ciascuna categoria, i conti più adatti. Per verificarne il funzionamento Of ha fatto 5 prove. E ha scoperto che…
Esempio numero uno
Il primo confronto riguarda due conti correnti online. Sono stati esaminati, i prodotti che tra i primi hanno offerto un foglio informativo aggiornato, secondo la nuova disposizioni di Patti chiari: conto corrente Websella e conto corrente Arancio di Ing Direct. Entrambi sono prodotti fai-da-te, a zero canone e con spese azzerate se si usano web e smartphone (nel caso di Ing Direct a partire dal prossimo anno). In effetti alla prova fatta utilizzando il foglio informativo risulta che il conto corrente di Ing Direct è a zero Isc per tutti i profili. Mentre quello di Banca Sella ha un costo a zero per tutti ad eccezione del profilo “giovane”. La “colpa” è della carta prepagata. Secondo le indicazioni di Patti Chiari, infatti, il profilo sociologico-anagrafico "giovane" deve include tra i servizi una carta pay-before con almeno 5 ricariche l’anno. Con la Carta prepagata Websella.it ogni ricarica da web costa 1 euro: da qui i 5 euro dell’Indice Sintetico di Costo. Meglio dunque optare per il conto corrente Arancio che è a zero ISC, anche per il “giovane”? A leggere Patti chiari, sembrerebbe di sì. Ma se si confrontano i fogli informativi dei due conti si scoprono alcuni particolari che potrebbero risultare decisivi. Il conto di Ing Direct, infatti, non ha una prepagata. Dà quindi meno servizi del suo competitors (per questo ha un Isc a zero). Ma offre un Pagobancomat e una carta di credito oro gratuiti. Mentre con Websella è necessario attendere almeno un anno dall'apertura del conto e accreditare stipendio o pensione per ottenere la carta di credito. E se invece si accredita stipendio o pensione sul conto corrente Arancio anche l'imposta di bollo di 34,20 euro è gratuita.
Esempio numero due
Per una persona adulta con famiglia che usa molto il conto (famiglia con operatività elevata), che ha un mutuo e un fido, e che usa il conto quasi esclusivamente con Internet e il cellulare, tra i gruppi principali (Unicredit, Intesa Sanpaolo, MPS, UBI, BPM, Banco Popolare, BNL-Gruppo BNP Paribas) Patti chiari seleziona una sessantina di opzioni. Dato che il data base di Abi non consente di confrontare più di 5 conti correnti alla volta, Of ha scelto Zerotondo (Intesa Sanpaolo), Genius One (Unicredit), BNL Revolution (BNL), Contoonline (MPS) e Duetto Click&Go di UBI Banca (Banca Commercio e Industria). A una prima lettura, sembrerebbe che a salire sul podio sia BNL Revolution, perché il suo ISC per l’online è a quota 42,10 euro, mentre tutti gli altri hanno Indici superiori. Attenzione, però, il costo calcolato per BNL Revolution vale solo se non si va mai in filiale. Se, al contrario, si valutano almeno 10 versamenti di contanti o con assegni allo sportello, (come previsto nelle simulazioni delle altre banche a confronto) l’ISC di BNL Revolution triplica a quota 147,40 euro.
Vince, allora, Zerotondo con 43 euro. La concorrenza di MPS e Unicredit Banca non sembra scalfire l’eccellenza di Zerotondo: Contoonline ha un ISC a quota 58,20 euro, mentre il conto online di Unicredit arriva a 80,20 euro. Un caso a parte rappresenta il Duetto Click&Go che, pur essendo descritto come conto per il canali alternativi, poi riporta solo l’ISC per la filiale che è ovviamente molto più caro della concorrenza (196,16 euro).
Tutto bene, dunque? Palma d'oro a Intesa Sanpaolo? Niente affatto. Occorre infatti avere molta pazienza e leggere in dettaglio le schede di ciascun conto. Per scoprire che la simulazione di Patti chiari prevede il canone della carta di credito. Ma nell'ISC di Zerotondo non si considera il costo di alcuna carta. Fatti due calcoli si scopre che con la propria carta, il costo del conto di Intesa Sanpaolo salirebbe a 72 euro, non molto lontano da quello di Unicredit e superiore all'ISC del conto MPS e di BNL, il cui costo della carta di credito è già nella simulazione di Patti chiari.
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Così, a scorrere le voci di spesa del BNL Revolution, si scoprono alcuni vantaggi: prima di tutto il canone azzerato al primo utilizzo della carta di credito base, che invece in Zerotondo rimane fissata a 29 euro. Inoltre, usare i bancomat BNL non costa nulla ovunque in tutta Europa, mentre per Intesa Sanpaolo e anche per Unicredit e MPS la spesa lievita, in media di 2 euro a prelievo in bancomat di altre banche. Da ultimo una considerazione non trascurabile, ma non evidente nel confronto di Abi: il tasso creditore. Tra i 5 conti a confronto l’unico che offre una remunerazione è Contoonline di MPS (0,020%). Senza dimenticare che per questa categoria di utenti rimangono sempre validi i conti delle banche dirette a zero Isc che hanno anche depositi remunerati (vedi esempio precedente).
Esempio numero tre
Il giovane studente fa un confronto tra il nuovo conto db Partner studenti di Deutsche Bank e Genius Smart di Unicredit Banca. I prodotti gli sono stati proposti all’Università con pubblicità mirata. Dal sito di Patti Chiari viene a sapere che, il primo è un prodotto a canone zero che Include un numero illimitato di operazioni, oltre ai principali servizi bancari e alla carta pago bancomat. Conto db Partner studenti offre, inoltre, condizioni vantaggiose per numerosi servizi in particolare per gestione della liquidità. A sua volta il conto di Unicredit ha un canone di 6 euro al mese (72 euro l’anno) che si azzera se si usano altri servizi. L’Isc del conto DB se si usa online è di soli 12,70 euro che salgono a 17,90, se si usa anche la filiale, mentre il conto Unicredit è più caro pari a 102,90 (online) e ben 134,82, euro se si va in filiale. Ovviamente la scelta in base al costo pone il conto della banca tedesca al primo posto. Tutto bene, dunque? Anche qui, sì e no. Prima di tutto, il conto DB non prevede carta prepagata, dato che non ne ha una propria. Mentre il Genius Smart include i costi di una Genius Card: 5 euro l’emissione, 1 euro al mese il canone, azzerato per chi ha meno di 27 anni come nel caso del nostro ipotetico studente. Secondo: il conto db Partner studenti non include la carta di credito che costerebbe se richiesta 15,49 euro il primo anno, 10,33 euro dal secondo anno, mentre il conto Unicredit la prevede, gratuita, il primo anno e ancora gratuita negli anni a venire se i pagamenti tramite la carta nei 12 mesi precedenti raggiungeranno l’importo complessivo di almeno 2000 euro (la carta di credito altrimenti costerà 31 euro l’anno). D’altra parte Unicredit non prevede un bancomat, che nel caso del conto DB è incluso nel canone gratuito. E ancora: l’home banking di Genius Smart è gratis, mentre lo è anche per il conto della banca tedesca, ma attenzione, solo fino a marzo 2011. E poi? Quanto costerà? Non è dato sapere. Il canone decrescente di Genius Smart può essere valutato solo se il giovane fa una simulazione d’uso tutta sua: ad esempio, se sul conto fa affluire i risparmi fatti dalla sua famiglia sui tipici libretti di risparmio aperti per i figli fino a 15mila euro, il canone diventa di soli 2 euro il mese che scendono di altri 2 euro fino ad azzerarsi se ogni mese accredita almeno 1500 euro.
Esempio numero quattro
Ecco un esempio che funziona bene per la famiglia che usa molto il conto, che ha anche qualche risparmio da parte e che utilizza carte di credito, deposito titoli, fido e così via. Conto MPS Zip e Conto Sconto della Banca delle Marche, sono due prodotti "a pacchetto" adatti alla famiglia. Sono nuovi (leggi qui) e confrontabili, perché offrono più o meno gli stessi servizi. Quanto costano? Una famiglia che usa molto la banca (operatività elevata) e che ha più di 80 mila euro di risparmio, aprendo MPS Zip pagherebbe 130,70 euro l'anno (72,20 euro se si usa soprattutto internet), mentre sottoscrivendo conto di Banca delle Marche si accollerebbe 104,96 euro l'anno (94,96 euro online). Meglio quindi optare per il Conto Sconto? Forse. Ma attenzione: mentre l'internet e il phone banking di Banca MPS, compresa anche la nuova applicazione per Smartphone e iPhone, sono servizi completamente gratuiti, Banca delle Marche fa pagare 12 euro il suo servizio di home banking (84 euro l'anno per chi usa anche il trading). In MPS è più caro prelevare con la carta di debito o di credito negli sportelli di altre banche (2 euro alla volta contro 1,87 euro di BdM), ma d’altra parte MPS ha un numero di sportelli più elevato. E ancora: mentre MPS Zip non offre alcuna remunerazione sulla giacenza, Conto Sconto dà lo 0,05% se si tengono meno di 2.582,00 euro, che sale allo 0,15% oltre questa somma e fino a un massimo di 10.330,00 euro. Oltre questa soglia, il tasso creditore arriva a quota 0,40%, sempre su base annuale e con pagamenti trimestrali. Tutto questo mentre MPS fa pagare il fido con un tasso dell'11,70% e BdM con uno dell'8,10%. Qual è quindi il punto di forza, se c'è, del nuovo Conto Zip di MPS rispetto al concorrente? Che in pratica il canone si riduce, fino all’azzeramento, per chi attiva altri prodotti della banca. Chi accredita lo stipendio paga 1 euro in meno, meno 1 euro se si usa la carta di credito con almeno un totale di 5.000 euro di pagamenti fatti nel corso dell’anno, meno 2 euro per pagamenti superiori a 6.000 euro l’anno, altri 2 euro in meno per un patrimonio gestito pari o superiore a 15.000 euro. Ma ovviamente questo dal confronto nel sito di Patti Chiari non si capisce. E anche per la prova fatta in filiale ci sono voluti più di 30 minuti di spiegazione.D'altra parte anche Conto Sconto adotta un sistema di "autoricarica" con canone scalare e una serie di sconti per servizi diversi (Leggi qui)
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Esempio numero cinque
Il pensionato è l’oggetto di desiderio delle banche. Almeno facendo il conto di quanti sono i prodotti bancari a sua disposizione. Se si seleziona il profilo “pensionato con operatività media” sul sito di Patti chiari, si trova ad esempio, che BNL-BNP Paribas offre ben 14 prodotti, MPS 10, Banca Sella otto, e sei a testa BPM e Unicredit. Solo cinque per Intesa Sanpaolo. Tra tutti questi prodotti come scegliere il migliore? A parte l’evidente errore di mettere nel paniere anche BNL Revolution U27, che sta per under 27, età ormai molto lontana per chi è in pensione, si segnalano almeno tre conti correnti con la parola “pensione”: conto “Pensione Corrente” di MPS, conto “Pensione Protetta” di BNL-BNP Paribas, conto “Tuo Pensione” di Banca Sella. Aggiungiamo anche un altro prodotto in odore di pensione che è il “Facile Senior” di Intesa Sanpaolo. Vediamo nel dettaglio le 4 offerte. Prima constatazione: i conti per pensionati sono cari, anche rispetto all’offerta per la famiglia con operatività elevata. Il prodotto che costerebbe di meno nel confronto tra i 4 conti scelti per la prova risulta il “Facile Senior” di Intesa Sanpaolo con 103,40 di media (85 euro se si usa soprattutto il web). Il più caro è “Conto Pensione Protetta” di BNL-BNP Paribas con 164 euro (sportello) e 150 euro (web). Come mai? Il prodotto BNL è quindi da scartare? E cosa dire del conto di MPS a quota 138,50 euro (114,50 euro online) e di quello di Banca Sella a 134,55 euro (118,55 euro online)?
Tra i quattro quello che offre un maggiore numero di servizi a indice contenuto è proprio quello di Intesa Sanpaolo, anche se il canone è tra i più elevati (Banca Sella è a canone zero, BNL fa pagare 24 euro l’anno, MPS 48 e Intesa Sanpaolo 40 euro). Ma è nei tassi creditore e debitore che si vede la prima differenza: MPS offre un tasso creditore più elevato pari allo 0,250% lordo (poco si dirà, ma BNL e Intesa Sanpaolo partono da 0,010% lordo e in Banca Sella è un piatto zero per cento). Mentre il tasso per lo scoperto in conto è piuttosto salato: massimo 11,70% per Intesa Sanpaolo, 12,3% per BNL e 12,25% in Banca Sella, mentre in MPS consente di andare in rosso fino a 6 mensilità al tasso BCE, cioè a uno scarso 1%. Non male per un pensionato che magari non ce la fa ad arrivare a fine mese. Tutto questo ovviamente l’indice di costo non lo rivela. Certo MPS fa pagare il fido 0,50% dell’importo accordato mentre Intesa Sanpaolo non fa pagare nulla. E ancora: il conto copn Isc meno caro, quello di Intesa Sanpaolo, se si va in rosso senza avere un affidamento arriva a far pagare al massimo 17% sull’importo utilizzato (bisogna quindi andare in banca a trattare), mentre MPS richiede un più contenuto 11,70% e BNL solo l’8,75%. Da ultimo, però, attenzione a BNL-BNP Paribas che fa pagare un canone se si chiude il conto (spese di liquidazione) di 8 euro. Attenzione, inoltre, ai servizi internet che sono orami usati da un numero sempre maggiore di anziani: gratuito per BNL e Intesa, il servizio costa 12 euro al Monte dei Paschi di Siena, mentre Banca Sella fa pagare l’attivazione del dispositivo di sicurezza (token) 3 euro alla consegna, dispositivo che hanno tutte e tre le altre banche. Per quanto riguarda il risparmio gestito una voce per tutte: un deposito per i titoli di stato non costa nulla in MPS, mentre si pagano 10 euro sia alla BNL che all’ Intesa Sanpaolo. A Banca Sella il conteggio diventa un po’ più complesso: 1,03 euro fino a 516,46 euro, oltre si va da 5 a 20 euro.
In conclusione, detto che l’Indice sintetico di costo non può essere l’unico indicatore della bontà di un prodotto, come utilizzare il servizio Patti Chiari? Non in modo veloce e superficiale. Bisogna prima di tutto armarsi di pazienza e avere un bel po' di tempo a disposizione. Poi è bene avere ben chiaro quante operazioni si sono fatte nell'anno e quali sono le previsioni di utilizzo del conto corrente. Con un foglio di calcolo (Excel va benissimo) se si usa il computer o una calcolatrice tascabile si fanno rapidamente i conti di quanto può costare il nuovo conto. Come? Leggendo le voci del foglio informativo. In questo modo si calcola l'indice sintetico di costo personale. Per ogni dubbio è bene chiedere al call center della banca (in questo modo già si sperimenta l'efficienza e la cortesia del servizio clienti). Il data base di Patti Chiari è un buon punto di partenza, ma purtroppo, almeno a una prima analisi, leggermente sfasato se non in ritardo rispetto all'uscita di nuovi prodotti.
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