logo-mini
È un conto. Ma sembra un abbonamento OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

I prodotti della next generation sono sempre meno conti correnti e sempre più abbonamento ai servizi della banca. Infatti, includono carte di pagamento, di credito, prepagate e revolving, ma anche mutui, assicurazioni, deposito titoli, consulenze personalizzate. Oltre a servizi extra bancari. Gli abbonamenti durano nel tempo, restano validi di anno in anno per tutta la vita del cliente, e permettono di pagare solo ciò che effettivamente si utilizza. E sono già arrivati

È un conto. Ma sembra un abbonamento

La nascita di una next generation dei conti correnti è fondata su due motivazioni, la prima contingente, la seconda di visione. La motivazione contingente è che oggi il denaro lasciato a giacere libero su un conto non offre remunerazione. I conti che danno un tasso creditore sulla giacenza si contano sulle dita di una mano e per lo più si tratta di offerte "a tempo" (leggi qui). In soccorso, ci sono i depositi dei conti fai-da-te (leggi qui), con remunerazioni interessanti rispetto alle altre formule di gestione del risparmio, ma comunque contenute. E, in più, ci sono da tener presente nel bilancio del dare e avere, i costi del conto, a parte ovviamente quelli delle banche dirette a zero spese. I più penalizzati, occorre dirlo, sono i correntisti “poveri”. E oggi, dal punto di vista della finanza, “povero” si intende anche chi ha un gruzzoletto di 10-15 mila euro.

Ed è quindi soprattutto per il correntista da “15mila euro in su”, che nasce il conto della “generazione futura”.
Nel futuro (ma in alcuni casi è uno scenario già visibile) chi "apre un conto" di fatto sottoscrive un “abbonamento” con la banca, un rapporto che l'istituto tenterà di mantenere valido di anno in anno per tutta la vita del cliente (se è un buon cliente). Nell'abbonamento, si paga un po' di tutto, dalla carta di pagamento, anche in modalità revolving (in pratica un prestito più caro di quello personale o libero) al mutuo, dall'assicurazione al deposito di titoli e, soprattutto, alla consulenza. Una consulenza che giustifica, da un lato, il prezzo dell'abbonamento e dall'altro è il punto di partenza per convincere il cliente a rischiare un po' di più e a tornare al risparmio gestito se non al trading anche per chi non lo ha mai fatto. Effetto collaterale, ma non secondario, dell’evoluzione del conto è che se si passa davanti alle filiali delle banche si vedrà che sono molte quelle che invitano ad entrare per fare un check up, oppure, in alcuni casi, per ritirare un omaggio. L'invito ad andare in filiale si ritrova anche nei siti ("prendi un appuntamento") per saperne di più, soprattutto dei conti correnti che nascono come funghi, con i brand più curiosi. E c’è chi offre un conto a canone zero, ma solo per un periodo brevissimo, fino a Natale (leggi qui). E poi ancora, ecco comparire regali, concorsi, sconti, pubblicità.

Il conto della nuova generazione ha poi una motivazione di lungo periodo, che nasce da una trasformazione storica della banca. Un futuro ormai prossimo in cui gli istituti gestiranno una serie di nuovi servizi non bancari: da quelli della Pubblica amministrazione e del cittadino a quelli informativi, cosa che parzialmente già stanno facendo per i clienti che investono somme riguardevoli (private banking). La tecnologia è ovviamente alla base di questa rivoluzione: la possibilità, per la banca, di gestire la firma digitale remotizzata del cliente, a costi contenuti, di fatto offre una grande opportunità, quella di potere gestire il cliente, dalla culla alla tomba e per qualsiasi bisogno.
Al centro di questo sistema web, telefonino, smartphone, pad, bancomat evoluti che eseguono numerose tipologie di operazioni, compreso accettare assegni e contante, Una volta aperto un "account" di nuova generazione, utilizzabile con ogni tipo di canale basterà un semplice click per soddisfare qualsiasi tipo di bisogno: serve un prestito per studiare, click; un motorino, click; un'assicurazione, click; un piccolo prestito per la vacanza, click. E ancora: un mutuo per la casa dei sogni, click. Tutto l'iter burocratico, la "carta" che oggi angoscia ciascuno di noi, sarà un ricordo del passato.

E' chiaro, in quest'ottica, che la next generation dei conti non può basare le scelte solo sul costo. Così come per il mutuo non è possibile scegliere solo in base al tasso. L'introduzione dell'Indice sintetico di costo (ISC) anche per i conti correnti è quindi un'ottima opportunità per fare chiarezza e anche per fare un po' di pulizia in un'offerta un po' datata con troppi conti simili, ma, incredibilmente, dai costi molto diversi anche in uno stesso gruppo bancario (leggi qui). Ma, forse arriva già troppo tardi: il conto corrente è già diventato un'altra cosa: qualcosa di molto simile a un “abbonamento” alla banca

© Of-Osservatorio finanziario - Riproduzione riservata

Torna alla homepage dello speciale

Leggi Anche:


Contatti

OF Osservatorio Finanziario

OfNews è una realizzazione di OF Osservatorio Finanziario. Leggi Privacy Policy (formato PDF)

Visita il sito