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USCITA DI MERCOLEDì 25 MAGGIO 2016
COVER STORY
L'Huffington Post
Quella “sufficiente fiducia” invocata ieri da Madrid come condizione per tenere insieme i propri destini ha retto poco più di 24 ore: tra l’amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni, e i soci del consiglio d’amministrazione non c’è più spazio per collaborare e andare avanti. Ghizzoni fa un passo indietro e prende atto di una sfiducia maturata oramai da tempo nei suoi confronti. Per UniCredit si chiude un ventennio caratterizzato da un elemento su tutti: la guida della banca affidata a un management nato e cresciuto all’interno dell’istituto. Prima gli anni d’oro dell’espansione con Alessandro Profumo, poi quelli tempestosi e difficili della crisi gestiti da Ghizzoni: il tratto che ha caratterizzato questa lunga stagione ora viene spazzato via. Reset. Da domani UniCredit sarà alla ricerca del suo nuovo condottiero che nelle intenzioni dei grandi soci, promotori del cambio di passo avvenuto durante la riunione del cda di oggi pomeriggio, dovrà avere uno standing internazionale di primissimo livello. Un nome di peso, in altre parole, capace di sostenere quel salto in avanti che la banca è chiamata a fare per accrescere la sua solidità patrimoniale e per non perdere il passo dei suoi competitor in Italia e all’estero. Uno sforzo che i mercati sollecitano e che passa per una doppia soluzione: l’aumento di capitale o la vendita di parte degli asset, cioè i gioielli di famiglia.
Il Sole 24 Ore
Tornando alla ricerca del successore, il comitato nomine - presieduto da Luca Cordero di Montezemolo e composto anche da Vita, dagli altri due vice presidenti, Vincenzo Calandra Buonaura e Fabrizio Palenzona, e dai consiglieri Alessandro Caltagirone, Clara Streit ed Elena Zambon - dovrebbe affidarsi a un head hunter. Tra le società papabili, già contattate in questi giorni, sembrano fuori Spencer Stuart (a fianco del cda per l’ultima autovalutazione) e Russell Reynolds (consulente di Assogestioni) e quindi rimarrebbero Egon Zehnder, storico partner della banca, o Korn Ferry che pare favorita. Se ancora mancano i selezionatori parrebbe prematuro ragionare dei candidati alla successione, ma anche in questo caso i contatti sarebbero in corso da giorni tra i soci e i papabili. Anche perché sulla carta i candidati in grado di prendere in mano le redini di una banca con 100mila persone e 892 miliardi di attivi sparsi per 17 diversi Paesi sono pochi. Tra questi, i nomi che risulterebbero più graditi agli azionisti sono quelli di Marco Morelli, attualmente vice presidente di Bofa-Merrill Lynch e Jean-Pierre Moustier, già capo del Cib, a cui si aggiungono Alberto Nagel (Mediobanca), Carlo Cimbri (UnipolSai) e Bruno Ermotti (Ubs), accomunati dall’aver respinto le prime avances ma considerati ancora in corsa visto il gradimento di alcuni soci
Il Sole 24 Ore
Unicredit vivace nella mattinata di Borsa aspettando l'esito del cda straordinario convocato per le 16 che dovrà dirimere la questione della guida operativa del gruppo: il ricambio del ceo Federico Ghizzoni sembra scontato ma, secondo Il Sole 24 Ore, il manager non si presenterà dimissionario in consiglio e potrebbe mantenere il timone fino all'individuazione del suo sostituto. L'ipotesi più accreditata dalle indiscrezioni di stampa è che i lavori del board si concludano avviando l'iter per la ricerca del nuovo ceo con un mandato a una società di headhunter. In Borsa il titolo fa meglio del Ftse Mib supportato anche dagli altri bancari visto che tra le migliori blue chip ci sono Mps, Mediobanca e Intesa Sanpaolo.
Il Sole 24 Ore
Fu a Varsavia, il 30 settembre 2010, al termine di un pomeriggio freddo e piovoso, che per UniCredit si chiuse definitivamente l'era di Alessandro Profumo, l'uomo che aveva creato e plasmato la banca, e si aprì quella di Federico Ghizzoni. Cornice ideale per il banchiere piacentino, classe 1955, trent'anni di carriera nell'istituto ma solo da un mese entrato a far parte della pattuglia dei vice ceo di Profumo, che contava già Roberto Nicastro, Sergio Ermotti e Paolo Fiorentino, perché Ghizzoni era “l'uomo dell'Est” di UniCredit, negli anni ai vertici della polacca Bank Pekao, direttore generale della controllata turca Yapi Kredi e infine responsabile di tutta la divisione Centro Est Europa del gruppo. Una scelta a sorpresa, quella di Ghizzoni, emerso solo nelle ore immediatamente precedenti alla riunione del board tra i candidati alla successione di Profumo e ancora all'inizio del cda dato in serrato testa a testa con Nicastro
Il Sole 24 Ore
L'uscita di Federico Ghizzoni dal gruppo bancario è solo il primo passo di una strategia tutta da ridefinire. (video)
ECONOMIA & FINANZA
la Repubblica
Nasce ufficialmente Banco-Bpm. Il doppio via libera del cda del Banco Popolare e del consiglio di gestione della Popolare di Milano ha sancito il rapporto di forza tra i soci dei due gruppi bancari. Ai soci veronesi, dopo l’aumento di capitale in corso, andrà il 54,626% della quote, mentre ai milanesi il 45,374%. Il progetto di fusione porterà anche ad un primo cda molto nutrito, 19 membri, che guideranno la holding quotata in borsa chiamata ufficialmente Banco Bpm e che coordinerà le due realtà bancarie. Presidente del Consiglio di Amministrazione sarà Carlo Fratta Pasini (ex Banco) e ad Giuseppe Castagna (da Bpm). Vice presidente vicario sarà Mauro Poloni, mentre vice presidenti saranno Guido Castellotti e Maurizio Comoli.
Il Sole 24 Ore
Fiammata di Banca Mpsa Piazza Affari, dove il titolo recupera ormai il 10% a 0,612 euro. La banca senese, secondo gli operatori, sale a ruota di tutto il settore europeo del credito con lo stoxx di settore del Vecchio Continente in rialzo del 2,3%, ma soprattutto per le dichiarazioni del vice ministro delle Finanze Enrico Morando che, in un'intervista a Bloomberg, ha ipotizzato un aumento della quota del Tesoro nella banca dal 4% al 7%. "Nel contesto attuale potremmo optare per le azioni” di Mps e “sono fiducioso sul rafforzamento di questa banca”, ha sottolineato Morando, spiegando che il Tesoro potrebbe salire al 7% a seguito del pagamento in azioni, e non in denaro, degli interessi sui "Monti Bond" ricevuti dalla banca senese negli scorsi anni.
Corriere del Veneto
Veneto Banca, il cda conferma il progetto Serenissima nelle mani di Carrus e fa partire le conciliazioni. E da Banca Apulia torna con i gradi di vicedirettore Dario Accetta. Cda-fiume lunedì a Montebelluna, partito alle 11 e chiuso dopo le 20, per sciogliere una serie di nodi decisivi. A partire dall’assetto di vertice, dopo il cambio del cda e la conferma dell’Ad uscente Cristiano Carrus come direttore generale, che siede però pur sempre in cda da consigliere di minoranza. A chiedere chiarezza è stata ancora una volta la Bce, con una lettera giunta nel fine settimana. Missiva che usava la formula della «conservazione della leadership». Formula che ha dato molto da discutere in consiglio, ma che pare rimandare alla volontà di vedere l’esecuzione del piano di ricapitalizzazione e quotazione saldamente nelle mani del manager. Così in ogni caso l’ha interpretata alla fine la banca, come dice la nota emessa lunedì sera da Montebelluna, che conferma la «conduzione del progetto Serenissima da parte del direttore generale».
Milano Finanza
Sono positivi i giudizi dei broker sul piano allo studio del governo, che prevede il passaggio di una quota del 30-35% di Poste oggi in mano al Mef alla Cdp per poi procedere alla vendita della restante quota del Tesoro (che attualmente detiene il 64,6%). Se nelle prossime ore sarà trovata la quadratura del cerchio, l'operazione potrebbe essere discussa nel cda di Cdp convocato per domani. Intanto per oggi è in programma a Roma l'assemblea degli azionisti del gruppo guidato dall'ad Francesco Caio, convocata per approvare il bilancio 2015. "L'operazione sarebbe propedeutica a un successivo piazzamento, da realizzare in tempi non immediati, della quota residua del Mef (30-35%) sul mercato. Al termine del'operazione quindi l'assetto azionario di Poste sarebbe speculare a quello di altre società che gestiscono reti di distribuzione, come Snam e Terna , in cui la Cdp controlla il 30%", sottolinea Equita, che sul titolo ha ribadito il target a 8,4 euro e la raccomandazione buy
Milano Finanza
Bsi nella bufera per il coinvolgimento nello scandalo del fondo malese 1Malaysia Development Bhd. La private bank di Lugano fino a poco tempo fa controllata da Generali e passata a Btg prima e a Efg poi nel giro di quattro mesi, rischia pesanti sanzioni. Innanzitutto la banca centrale di Singapore ha ordinato a Bsi di fermare tutte le attività della filiale locale Bsi Bank Ltd. Il fondo 1Malaysia Development Bhd, istituito nel 2009 dal premier della Malesia, Najib Razak, è accusato di essersi appropriato indebitamente di oltre 650 milioni di dollari di capitali di aziende pubbliche per dirottarli su conti offshore intestati allo stesso premier. Le autorità di Singapore hanno inoltre imposto a Bsi Singapore una sanzione di 9,7 milioni di dollari per avere violato le normative contro il riciclaggio di denaro sporco. Inoltre la banca centrale ha inviato alle autorità giudiziarie i nominativi di sei dirigenti senior della banca per verificare eventuali coinvolgimenti in reati penali.
la Repubblica
«L a gestione degli npl sarà un tema cruciale in l’Italia ancora per diverso tempo e in questo ambito siamo convinti di poter giocare un ruolo da protagonisti, alla luce dell’expertise maturata ». Riccardo Serrini, direttore generale di Prelios, racconta così il nuovo posizionamento della società già Pirelli Re. L’assemblea di giovedì scorso ha fatto calare il sipario sulla lunga stagione (tre anni) del turnaround, che ha portato allo spin-off delle attività di investimento, alla ristrutturazione del debito e al rafforzamento patrimoniale, con l’ingresso di nuovi soci come Fulvio Conti, Daniel Buaron e Massimo Caputi (che proprio nuovo non è da queste parti, avendo ricoperto fino alla scorsa estate il ruolo di vice-presidente), accanto agli storici Pirelli, Intesa San Paolo e Unicredit. Dunque, niente più investimenti diretti, ma gestione degli asset altrui
La Voce
Con la contro-Opa su Rcs Mediagroup lanciata il 15 maggio da alcuni soci storici del gruppo editoriale, si profila una battaglia per la conquista della società che pubblica il Corriere della sera e che versa da anni in una grave crisi non solo finanziaria. Tutto inizia l’8 aprile con l’offerta pubblica di sottoscrizione di Cairo Communication a 0,12 azioni per ogni azione Rcs con una valorizzazione implicita del titolo di 0,55 euro. Il mercato apprezza e nei giorni seguenti i due titoli salgono. O forse, tutto era iniziato ancora prima, con l’annuncio del disimpegno Fiat dal Corriere e l’integrazione della Stampa col Gruppo Espresso. Arriva poi la contromossa di Diego Della Valle, Unipol, Pirelli e Mediobanca che coinvolgono Andrea Bonomi per un’Opa in contanti a 0,71 euro per azione. Il gruppo Rcs viene valutato 360 milioni, più i 411 di debiti. Condizione di ambedue le offerte è una moratoria sui debiti da parte delle banche creditrici che duri fino alla presentazione del bilancio 2017. Il principale creditore – Intesa Sanpaolo (162 milioni) – è schierato con Cairo, mentre Mediobanca (in credito di 17 milioni) fa parte del gruppo della contro-Opa. E siccome la moratoria del debito va approvata all’unanimità, ambedue gli istituti hanno potere di veto sull’offerta dell’avversario
il Fatto Quotidiano
Il numero uno dell'autorità di vigilanza si è lanciato - a mercati aperti - in bizzarre previsioni su possibili rilanci estivi delle offerte sul tavolo per Rcs. Dichiarazioni poco opportune e ai limiti dell'aggiotaggio, che potrebbero costargli care. A meno che, in vista della scadenza del mandato, non voglia approfittarne per cercare un altro posto al sole
L'Huffington Post
Tra Chicago, Los Angeles e la Virginia si sta giocando una partita che ricorda da vicino quella alla quale stiamo assistendo in Italia con in palio la proprietà di Rcs. Oggetto della possibile vendita dall'altra parte dell'Atlantico è Tribune Publishing, che controlla un pacchetto di giornali carichi di storia e di Pulitzer come il Los Angeles Times, il Chicago Tribune, l'Orlando Sentinel, l'Hartford Courant e il Baltimore Sun. A voler concludere l'acquisto - ma forse non a ogni costo - è il principale editore statunitense, Gannett, che dal quartier generale di Tysons Corner, 25 chilometri da Washington, governa un impero di 107 testate in 34 Stati più una miriade di siti di notizie locali anche in Gran Bretagna
Corriere della Sera
Secondo l’accusa Coppola si sarebbe reso responsabile della «sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per un ammontare complessivo pari ad oltre 320 milioni», importo per il quale è stato disposto il sequestro preventivo «per equivalente» su beni immobili e conti riconducibili all’immobiliarista. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Livio Cristofano su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e dei Pm Mauro Clerici e Giordano Baggio. L’indagine ha «consentito di ricostruire le dinamiche relative a complesse operazioni, anche a carattere transnazionale, di distrazione del patrimonio di alcune società facenti capo all’indagato, che ne hanno cagionato il dissesto economico-finanziario». Da qui la contestazione delle accuse di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Banche in volo ieri a Piazza Affari in scia alle dichiarazioni del responsabile della vigilanza della Bce, Daniele Nouy, secondo la quale la Banca Centrale Europea sta lavorando a nuove proposte per velocizzare la soluzione del problema delle sofferenze. E così la borsa milanese ha chiuso in rialzo del 3,3%, mentre Parigi è salita del 2,5%, Francoforte del 2,1%, Londra dell’1,3%. Piazza Affari, come accennato, è stata spinta dal grande rimbalzo dei titoli bancari, capitanati da Mps (+10,5%), Bper (+7,9%) e Mediobanca (+6,1%). Forti gli acquisti anche su Intesa Sanpaolo (+6,1%), Credem (+6%) e Unicredit (+4,9%).
La Voce
Chi vuole comprare una casa ha oggi a disposizione vari modi per farlo. Ma i benefici fiscali non sono uguali per tutti: i vantaggi maggiori li ha chi acquista con la locazione finanziaria. La mancanza di una strategia di intervento nel settore produce spesso risultati che deludono le attese
Il Sole 24 Ore
Il canone «concordato» avanza: complici la tassazione ridottissima (aliquota speciale del 10 per cento), la durata un po’ più breve (3 anni più 2 di rinnovo aut0matico alla prima scadenza contro il 4+4 del contratto a libero mercato) e, soprattutto, che in questi ultimi anni le soglie si sono un poco alzate, rendendoli più appetibili per i proprietari. A suscitare interesse sulla formula contrattuale (che esiste dal dicembre 1998) è un’indagine di Solo Affitti, il franchising di agenzie immobiliari dedicate alle locazioni. Per Solo Affitti il canone concordato cresce dal 37,1% del 2014 al 53,5% del 2015, con punte vicine alla quasi totalità dei contratti di affitto stipulati (evidentemente presso le agenzie del network) a Grosseto, Bolzano, Asti e Forlì
Morningstar
L’America deve ancora dimostrare che cosa è capace di fare. E non importa, dicono gli operatori, se gli ultimi numeri prodotti dalla prima economia del mondo mostrano segni di miglioramento. Per convincere gli investitori ad acquistare con decisione asset Usa ci vuole altro. L'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è salito dello 0,4% mese su mese ad aprile, in linea alle attese del consenso. L’indice dei prezzi al consumo core comunicato dal Dipartimento del commercio è salito dello 0,2% su base mensile, anche in questo caso come da previsioni. Inoltre, i prezzi energetici, sempre ad aprile, sono aumentati del 3,4%, mentre quelli alimentari dello 0,2%. A livello annuale l'indice dei prezzi al consumo ha segnato +1,1% (2,1% quello core). La produzione industriale è aumentata dello 0,7% in aprile, l’incremento maggiore degli ultimi 17 mesi. Il risultato è anche superiore alle attese degli analisti (+0,3%). Il livello di utilizzo della capacità produttiva è salito al 75,4% dal precedente 74,9%. Rispetto allo stesso mese del 2015, comunque, la produzione industriale è scesa dell’1,1%.
Morningstar
Spiragli di primavera per l’economia americana. I dati di aprile e maggio hanno mostrato un miglioramento della congiuntura rispetto al primo trimestre ma, dicono gli analisti di Morningstar, questi numeri non modificano le previsioni per il 2016. La crescita dei consumi, gli incoraggianti segnali mandati dal comparto manifatturiero e la conferma del buono stato di salute della domanda immobiliare, oltre a non aver cambiato le stime future, non hanno neanche entusiasmato gli operatori. Come dimostra la performance dell’indice Morningstar Usa che ha ceduto oltre il 2% nell’ultimo mese (+0,27% da inizio anno). Le azioni della regione continuano a essere scambiate a prezzi poco vantaggiosi, con un Prezzo/Fair value (P/FV) medio pari a 0,94. Ma le occasioni di investimento non mancano
Morningstar
Settimana poco movimentata per le stock globali, non solo per le loro quotazioni di mercato. Poco significativa è stata la variazione dell’indice Msci World, che nel periodo ha guadagnato appena l’1% (in euro), come limitati sono stati i cambiamenti alle stime dei fair value operati dagli analisti di Morningstar. I più rilevanti hanno riguardato il settore finanza che, nell’ottava presa in considerazione, ha guadagnato il 2% (indice Msci World Financials, in euro). Qui si è assistito ai downgrade di Credit Suisse e della banca giapponese Sumitomo Mitsui Financial Group.
Corriere della Sera
1. Versamento volontario per gli anni dell’università È una specie di flessibilità fai da te. E avrebbe il vantaggio, importante, di non richiedere una vera e propria copertura, cioè risorse fresche stanziate dallo Stato. Le novità sul riscatto della laurea potrebbero arrivare con un collegato alla legge di Bilancio, cioè un provvedimento da approvare in un secondo momento ma con dei principi da fissare subito. Come funziona oggi? Chi vuole riscattare la laurea decide di versare i contributi anche per gli anni passati all’università in modo da avvicinare il momento della pensione. Qual è il problema? Il calcolo dei contributi viene fatto sulla base dello stipendio che si prende al momento della domanda. Quindi, chi fa questo passo quando è vicino alla pensione, si vede presentare un conto molto alto perché alto è lo stipendio a fine carriera, almeno in media. Il riscatto sarebbe meglio chiederlo quando si è appena iniziato a lavorare: si guadagna meno e l’operazione è più conveniente
INCHIESTE
la Repubblica
Agli Internazionali di tennis di Roma, chiusi domenica 15 maggio con la vittoria di Andy Murray, hanno assistito 205.471 spettatori, 30mila in più del 2015. Sono stati venduti biglietti per 11,7 milioni contro 10,6. A Rimini Wellness, evento del fitness e dello star bene che si apre il 2 giugno, sono attesi 300mila visitatori dopo i 260mila del 2015. Perfino per Spoleto Running dell'11 e 12 giugno sono stati prenotati 30mila pernottamenti negli alberghi. Gli eventi sportivi "tirano" come non mai, e hanno sempre più effetti positivi sull'economia del territorio di riferimento. Non è un caso se Banca Intesa ha deciso per la prima volta di sponsorizzare il Concorso ippico di Piazza di Siena (Roma, 25-29 maggio), manifestazione gloriosa (è all'84esima edizione) ma finora limitata agli appassionati e di interesse solo delle aziende in qualche modo coinvolte nel mondo elitario dell'equitazione come il cachemire di Loro Piana
Il Sole 24 Ore
La recessione economica in corso è di grave intensità. Il presidente ad interim Michel Temer cercherà di invertire una tendenza avviata da alcuni anni. La stessa che ha provocato il crollo di consensi verso Dilma Rousseff, attualmente sospesa dall’incarico di presidente a causa dell’avvio del processo di impeachment. La contrazione del Pil è evidente: -3,8% nel 2015 e - 3,5% le stime del 2016. Il consumo familiare, volano della crescita vigorosa che ha segnato gli anni dell'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, è sceso del 4,4%, «nessuno compra, nessuno vende», scrive Valor economico, il principale settimanale economico del Paese. Soprattutto perché la disoccupazione è salita all'8% e i timori sono di un'ulteriore accelerazione. Le esportazioni avrebbero dovuto beneficiare della svalutazione del real rispetto al dollaro e invece non sono cresciute. Soprattutto a causa della minore domanda proveniente dalla Cina. L'agricoltura pareva un'inesauribile fonte di ricchezza e ora patisce un forte rallentamento. Infine le costruzioni, un'altra importante componente del Pil, cadono a picco, registrando un -6,3% nel 2015 rispetto al 2014.
l'Huffington Post
L'Eurogruppo dà l'ok ai nuovi aiuti alla Grecia e raggiunge un compromesso di massima che (dal 2018 come chiedeva la Germania) taglierà il debito di Atene. L'intesa è arrivata nella notte dopo quasi 12 ore di negoziati. L'ex Troika garantirà al governo di Alexis Tsipras 10,3 miliardi di aiuti in due tranche, la prima a giugno di 7,8 miliardi, la seconda probabilmente dopo l'estate. L'Esm invece, il fondo europeo di stabilità, studierà un piano a breve, medio e lungo termine "da introdurre gradualmente" destinato a ridurre l'onere dell'esposizione (311 miliardi) di Atene. Nessun taglio immediato, dunque e nessuna promessa di condono sui futuri pagamenti. Ma l'impegno a ridurre gli oneri per il servizio del debito (leggi gli interessi da pagare) a meno del 15% del pil a medio termine e meno del 20% a lungo termine
Corriere della Sera
Studiare conviene. In alcune università più che in altre. E si tratta, come prevedibile, degli atenei delle maggiori città, quelle con i nomi più altisonanti e dalla tradizione consolidata. Nel nuovo “University Report 2016” di JobPricing (tool gratuito disponibile su http://bit.ly/cfrstipendio) vengono messi a confronto titolo di studio conseguito, ateneo frequentato, stipendio e carriera lavorativa. Il primo dato evidente è che la retribuzione annua lorda (Ral) media dei non laureati è nettamente inferiore a quella dei laureati (27.129 euro contro 39.493 euro) e la forbice si amplia maggiormente quado si va a considerare la retribuzione globale annua, comprensiva di un’eventuale quota variabile (si passa da 27.880 euro vs. 41.480 euro).
INTERNAZIONALE
The New York Times
FRANKFURT, Germany — European banks are likely to struggle to make profits in months ahead and may need to cut costs, merge or change their business strategies to return to solid health, the European Central Bank said Tuesday. The banks' woes present a hurdle for the economy of the 19-country eurozone, where lenders are the source of most financing for business, unlike the United States, where companies more often issue debt on capital markets. In its review of financial stability in the currency union, the ECB said the region's banking system had weathered volatility in markets at the start of the year, and remained stable. However, it said that "most risks have increased" since the last such review in November, 2015. It said "euro area banks continue to be confronted with an outlook of low profitability," weighed down by low interest rates, a tepid recovery in the euro countries, and by large numbers of bad loans in some countries.
Forbes
Negative interest rates are all the rage at central banks, a symptom of the deflation that is slowing spreading worldwide. The Bank of Japan, European Central Bank, and Swiss National Bank already peg rates below zero. Even if the Federal Reserve doesn’t formally join them, US rates are solidly negative in real terms. Explicit or not, negative rates have odd and counterintuitive consequences. Imagine the entire banking system trying to stand on its head, and that’s kind of how a deflationary, NIRP-driven world will look. Here are three early signs. Everything’s Price Will Fall The Bank Pays You to Borrow Banks Demand Free Money
Forbes
I’m not one normally for bloodcurdling predictions of imminent doom for most economic decisions and actions are going to have only marginal effects at that margin. A higher minimum wage is going to mean that some people just won’t be able to get jobs but probably not enough people will be affected for it to be really visible. Rent control will mean some people not being able to find somewhere to live in their favoured place and many people living in slightly worse accommodation than could be possible. But they’re not going to cause outright disaster.
The Wall Street Journal
The specter of rising litigation charges is once again haunting the biggest U.S. banks. After years of posting huge litigation charges and paying enormous penalties and fines, big banks had finally moved beyond the fallout from the financial crisis. In recent quarters, banks reported quarterly results that didn’t include big charges for expected legal costs. Monday’s decision by the Court of Appeals for the Second Circuit is likely to bring this brief golden era to an end. The court reversed a lower court’s dismissal of antitrust claims against the banks in connection with manipulating the London interbank offered rate, or Libor. Bank of America, Citigroup and J.P. Morgan Chase are defendants in the affected lawsuits, along with other banks.
The Wall Street Journal
WASHINGTON—U.S. banks lost the ability to shift some of their swaps business overseas under rules adopted Tuesday that aim to close a legal loophole. The Commodity Futures Trading Commission approved tighter restrictions over certain swaps booked by overseas branches of U.S. firms. The rules require the offshore units of U.S. banks to adhere to CFTC rules even in cases where the units’ American parents aren’t explicitly on the hook for the trades. CFTC Chairman Timothy Massad and Sharon Bowen, the two Democrats on the commission, voted in favor of the final rule. J. Christopher Giancarlo, the CFTC’s sole Republican commissioner, voted “no.”
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Dealroom che puntualmente segue l’andamento degli investimenti in startup rileva che nel Regno Unito sono stati investiti nei soli ultimi sei mesi circa 2,4 miliardi di dollari. In Italia nel medesimo periodo la cifra rilevata è di poco superiore ai 72 milioni di dollari. L’Italia investe oltre trenta volte meno della Gran Bretagna quando si tratta di aziende innovative. Insomma è come se si giocasse in due campionati diversi e basterebbe solo questo per spingere un qualsiasi neo imprenditore italiano a riflettere doppiamente prima di decidere dove aprire la sua azienda. Non è solo la quantità di investimenti a rendere il Regno Unito il Paese europeo più favorevole alle startup, ma anche la facilità con la quale si apre e si gestisce un’azienda, la leggerezza della burocrazia e i costi relativi. Il vero motivo che dovrebbe spingere a scegliere un Paese come la Gran Bretagna per una nuova venture dovrebbe essere soprattutto, se non esclusivamente, quello di mercato
la Repubblica
Mercoledì prossimo il Consiglio dei Ministri europeo darà il via a due novità: la portabilità in tutta Europa degli abbonamenti alla pay tv e un primo smantellamento dei blocchi che impediscono ai cittadini Ue di fare acquisti online su portali di altri paesi membri. E' l'avvio del Digital Single Market, il mercato unico digitale europeo che la Commissione guidata da Jean-Claude Juncker ha varato lo scorso anno e su cui punta per creare 415 miliardi di euro l'anno aggiuntivi al Pil dell'Unione. Un piano ambizioso che tocca tutti i punti vitali del tessuto economico, dalla banda ultralarga all'abolizione del roaming dei telefonini. Dall'Iva alle gare europee per gli appalti, dalla Pa alla giustizia. Bisogna unificare e armonizzare norme, burocrazie, documenti. E come sempre accade nell'Unione, tutto si muove lentamente. Anche perché ci sono ben tre passaggi prima che una riforma diventi effettivamente operativa
la Repubblica
NON SOLO ferraglia e matematica, chip e algoritmi, dietro l'intelligenza artificiale c'è anche tanta poesia. Letteralmente, in svariate forme. Perché se è vero che Google pensa che i tempi per l'interazione uomo-macchina siano ormai maturi, e a proposito ha annunciato importanti novità durante l'annuale conferenza dedicata agli sviluppatori, è anche vero che questo dialogo è ancora molto farraginoso. Troppo. Gli esempi sono a portata d'orecchio: basta scegliere le parole sbagliate e Siri, giusto per fare un esempio noto, non capisce la nostra richiesta. Ci fraintende, al punto che dobbiamo riformulare la domanda, fare attenzione ai termini e al tono di voce. Così il dialogo s'interrompe. Il meccanismo si inceppa.
la Repubblica
A Google Home potremo chiedere di sbrigare per noi incombenze come attivare la musica, spegnere le luci, impostare il timer del forno. Oppure ottenere risposte semplicemente parlando in modo naturale: trovami un volo, prenotami un’auto, fai una ricerca sul web. Google Home interagisce con gli utenti grazie a Google Assistant, il sistema di intelligenza artificiale di Mountain View destinato a essere integrato in telefoni, orologi, auto e altri device di Big G, superando l’attuale assistente vocale virtuale Google Now
la Repubblica
È difficile oggi immaginare Gill Pratt, un uomo molto alto di 55 anni nonché uno dei massimi esperti mondiali di robotica e intelligenza artificiale, accovacciato per terra in una biblioteca a sfogliare i libri di Isaac Asimov. Succedeva da bambino, "andavo nella sezione della lettera A e leggevo di fila tutti i suoi libri, è il mio autore preferito". Pratt ora deve fare tesoro sia del miliardo di dollari che la Toyota gli ha appena affidato per sviluppare nei prossimi cinque anni il progetto dell'auto a guida autonoma del colosso giapponese, sia della prima legge sulla robotica di Asimov che dovremo ricordare a memoria quando al volante della nostra auto ci sarà presto un software: "Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno".
la Repubblica
R obot, droni, casseforti e valigette intelligenti, identificazioni biometriche: la rivoluzione digitale si diffonde e fa salire la febbre da acquisizioni nel mondo della sicurezza. A trainare le operazioni non ci sono, come ci si aspetterebbe, i produttori di sistemi di allarme, antincendio e videosorveglianza, ma c’è il “vecchio” piantone, quel settore dei servizi della vigilanza privata, spesso bistrattato e ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1931, di cui si parla solo a margine delle scene del crimine: tra assalti di portavalori, rapine alle sale corse e scassi di Bancomat. Oggi i vigilantes puntano a trasformarsi in campioni della sicurezza privata integrata, avanzati tecnologicamente, e con una stazza da media e grande impresa. Per compiere il grande salto è scattata l’ora degli investimenti in hi-tech e delle aggregazioni in quel mondo pulviscolare che conta 1.800 aziende e 70 mila addetti. Prendiamo il caso di Battistolli di Vicenza, 160 milioni di euro di ricavi, tra i leader nel trasporto valori e specializzato anche nella vigilanza privata con la controllata Rangers. Negli ultimi 12 mesi la società veneta ha stretto due alleanze strategiche: la prima con la startup friulana CardTech per dotare il trasporto e la consegna di contante di sistemi di identificazione con l’impronta digitale, una misura che blinda a doppia mandata i portavalori.
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