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USCITA DI VENERDì 23 SETTEMBRE 2016
COVER STORY
Corriere della Sera
In Europa ci sono troppe banche e il loro affollamento sul mercato comprime i margini di guadagno, creando problemi all’intera industria del credito. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. «I bassi tassi di interesse tendono a comprimere i margini di interesse netti a causa della rigidità verso il basso dei tassi sui depositi. Ma anche l’overbanking è una causa dell’attuale basso livello di redditività delle banche» in Europa, ha detto Draghi presiedendo la conferenza annuale dell’Esrb (l’Autorità per il rischio sistemico). «La sovraccapacità in alcuni settori bancari nazionali, e la concorrenza che ne consegue, aggrava la pressione sui margini. Tale eccesso di capacità produttiva significa anche che il settore non funziona al massimo dell’efficienza», e questo è una delle ragioni del rapporto costi7ricavi alto in alcuni Paesi. Fra le altre ragioni della bassa redditività delle banche il presidente della Bce ha citato i bassi tassi di interesse, i cambiamenti tecnologici e demografici, la disuguaglianza di reddito, la scarsità di asset sicuri, tutti fattori che esercitano una pressione al ribasso dei tassi di interesse a lungo termine (in discesa da due decenni)
ECONOMIA & FINANZA
Reuters
Banca Generali sta lavorando con Goldman Sachs per trattare l'acquisto della quota di controllo di FinecoBank da UniCredit ma le parti restano distanti sul prezzo, a causa dell'elevato ammontare di emissioni UniCredit in portafoglio alla controllata. E' quanto riferiscono due fonti vicine alle situazione, secondo cui la controllata di Generali avrebbe contattato UniCredit, azionista del 55,4% di FinecoBank dopo che il nuovo Ceo Jean-Pierre Mustier ha ceduto il 10% della banca multicanale con un collocamento sul mercato a luglio. Se andasse in porto, la vendita valorizzerebbe l'intero business di FinecoBank oltre 3 miliardi di euro con UniCredit che punta ad una operazione tutta cash, secondo le fonti.
L'Huffington Post
Il salvataggio di Mps ora passa per i fondi sovrani e per i fondi di private equity. Dopo l’avvicendamento ai vertici di Rocca Salimbeni, con l’arrivo del nuovo amministratore delegato Marco Morelli al posto di Fabrizio Viola, è il momento del cambio di passo. Fonti vicine al dossier spiegano all’Huffington Post che si sta lavorando a una rimodulazione del piano approvato lo scorso 29 luglio dal cda della banca e dalla Bce. L’ammontare dell’aumento di capitale rimarrà pari a 5 miliardi di euro, ma adesso si punta a raccogliere solo una parte residuale sui mercati mentre per la fetta più grossa delle risorse da mettere in cassaforte si guarda appunto ai fondi. Quanti dei cinque miliardi necessari saranno garantiti dai cavalieri bianchi dipenderà dalla loro disponibilità, ma la consapevolezza di non poter contare sugli appetiti del mercato per blindare la ricapitalizzazione è oramai diventata una certezza granitica a Siena. Il piano attuale prevede un consorzio, guidato da JPMorgan e Mediobanca, che ha sottoscritto un accordo di pre garanzia: in caso l’avventura sui mercati si dovesse rivelare nefasta, tutti i componenti del consorzio, da Citigroup a Deutsche Bank, solo per citarne alcuni, sono pronti a sottoscrivere le nuove azioni emesse. Questa è l’extrema ratio perché in realtà l’obiettivo primario del consorzio è trovare investitori interessati all’aumento di capitale
Milano Finanza
Il problema dei crediti deteriorati va risolto con rapidità e se gli aiuti di Stato possono essere parte della soluzione "se ne faccia uso". Così il presidente dell'Eba, Andrea Enria, che in un'intervista apre a un possibile intervento pubblico per Banca Monte dei Paschi di Siena nel caso in cui il piano di JP Morgan e Atlante per la banca senese non funzioni. Enria ha poi sottolineato che "le regole europee garantiscono un certo grado di flessibilità", per poi aggiungere che "anche soluzioni private possono essere utili". Sul tema del bail-in, ha osservato che il principio è giusto e che deve essere gestito in maniera attiva dalle banche anche con esercizi di ricomposizione delle proprie passività. "Se si vuole evitare le conseguenze agli obbligazionisti al dettaglio, le banche possono sempre riacquistare i titoli e collocarne di nuovi presso la clientela istituzionale", ha concluso il numero uno dell'Eba. Mps è la banca europea uscita peggio dagli ultimi stress test dell'Eba e sta lavorando a un aumento di capitale da 5 miliardi di euro che però finora sembra aver attirato scarso interesse da parte degli investitori privati.
Milano Finanza
La fusione fra Wind e 3, recentemente approvata dalla Commissione europea, non preoccupa Telecom Italia . "Assolutamente no", ha spiegato in merito il presidente di TI, Giuseppe Recchi. Anzi, ha aggiunto, "la concorrenza fa bene". Recchi ha fatto presente che il mercato europeo è molto frammentato rispetto a quello americano, dove sono presenti solo quattro operatori di telefonia mobile, che hanno quindi una grande concentrazione di clienti e capacità di investimenti. In effetti in Europa al momento ci sono 116 operatori. Facendo poi il punto sulla partita della banda ultralarga, Recchi, a New York per la Clinton Global Initiative, ha annunciato che la copertura in fibra ottica da parte di Telecom Italia ha raggiunto il 52% della popolazione, ma l'obiettivo è di arrivare all'84% al 2018 grazie a investimenti pari a 3,8 miliardi di euro l'anno
Il Sole 24 Ore
«Le dichiarazioni del Ceo di Vivendi che da due mesi dice pubblicamente di essere interessato a un accordo con Mediaset sono poco verosimili».Marco Giordani, Cfo di Mediaset, è appena uscito dallo studio Chiomenti in Piazza della Scala a Milano. E stavolta, intercettato dal Sole 24 Ore, piuttosto che opporre il “no comment” di rito il manager del gruppo di Cologno si lascia andare a considerazioni abbastanza nette sull'affaire che da luglio vede contrapposte Mediaset e una Vivendi che ha deciso di non voler più procedere all'acquisto di Premium. Di sicuro sono parole che stridono con quelle di Arnaud De Puyfontaine che due giorni fa ha parlato di «un piccolo disaccordo con Mediaset, ma “mai dire mai”».
Milano Finanza
Per il futuro di Premium i francesi stanno valutando un nuovo business plan. Tutto ruota sul ruolo della Iptv che deve sfondare anche in Italia. Per questo il piano 2018-2020 della pay tv oggetto dello scontro sta per essere rivisto. In vista dell’arrivo del terzo azionista. Evitare a tutti i costi una sorta di lodo Premium. È questo l’obiettivo, non dichiarato, di Mediaset e Vivendi. E anche della holding Fininvest, che a tre anni dalla conclusione del costoso lodo Mondadori non ha certo intenzione di ritrovarsi invischiata in una contesa legale che rischia di durare a lungo e compromettere in qualche modo il futuro industriale della stessa Premium. Nonostante i 570...[...]
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A determinare la direzione di Piazza Affari oggi non è stato il settore bancario, ma il comparto ha comunque dato il suo apporto positivo al listino, con Bpm che ha segnato un +0,89% nel giorno in cui il consiglio di gestione della popolare milanese ha approvato lo scorporo della rete degli sportelli a favore della Banca Popolare di Mantova, nell’ambito del processo che porterà alla fusione con il Banco Popolare (+1,54%). In lieve rialzo anche Mps (+0,1%), con Azione Mps , l'associazione di piccoli azionisti della banca aderente al Conapa, che ha denunciato le "manovre oscure e preoccupanti" sulla banca culminate con la discontinuità al vertice. I piccoli azionisti, secondo quanto dichiarato da Azione Mps , sono tenuti oggi all'oscuro sulle manovre in corso da parte delle banche d'affari del consorzio di garanzia e attendono la convocazione della prossima assemblea straordinaria per avere conoscenza dei piani concreti. In particolare, Azione Mps "chiede al Governo e alla Consob se sia ravvisabile che la public company Mps sia oggetto di attenzioni da parte di entità che intendono, di concerto, assumerne il controllo attraverso un aumento di capitale, eludendo le normative in essere sull'Opa". Segno più su Intesa Sanpaolo (+1,28%). Quanto a Banca Generali (+0,55%), secondo alcune fonti sta lavorando con Goldman Sachs per rilevare da Unicredit (+0,47%) il controllo di FinecoBank (+1,54%), ma le parti sarebbero ancora lontane dal trovare un accordo sul prezzo
Morningstar
“Se non puoi batterli fatteli amici”. L’esortazione, attribuita a Giulio Cesare, viene seguita alla lettera dai gestori di fondi che, in un periodo di tassi di negativi (generati dalle politiche di riduzione del costo del denaro e dai programmi di Quantitative easing delle banche centrali che hanno spinto le curve dei rendimenti al ribasso) sono stati spinti a spostarsi verso la parte lunga della curva per andare a caccia di rendimenti. Secondo i calcoli di Morningstar (che ha utilizzato i dati di Barclays e Citgroup, i due fornitori dei maggiori indici obbligazionari utilizzati come benchmark dai gestori) sul mercato c’è carta con rendimento negativo per un ammontare di circa 13mila miliardi di dollari. La maggior parte è formata da debito giapponese, che rappresenta la quota maggiore presente nei portafogli obbligazionari internazionali. Il resto è composto, fondamentalmente, da titoli di debito francesi e tedeschi. Come usare i tassi negativi Bisogna preoccuparsi se si hanno bond con yield negativi? “Non necessariamente”, risponde Jarin Anderson, responsabile delle strategie obbligazionarie di Morningstar. “Il caso dei bond nipponici in questo senso è illuminante. Molti gestori li usano come strumento di ribilanciamento quando nei portafogli hanno un rischio di credito troppo alto. Lo yen, tra l’altro, si è dimostrato un buon sistema di difesa nei momenti di stress di mercato”
Morningstar
In un mercato avaro di rendimenti, chi investe a breve termine si toglie qualche soddisfazione in più se sceglie i bond short term rispetto a chi punta su quelli di liquidità. Soprattutto se guarda al nord Europa. L’analisi delle categorie Morningstar mostra che fra i segmenti dedicati allo short term investing le performance migliori, per un investitore in euro, sono state quelle dei prodotti specializzati in bond in valuta norvegese (+6,2% in euro da inizio anno, +2,17 in divisa locale) e in corone danesi (+2,25% e +2%). In territorio negativo, invece, sono finiti tutti gli strumenti dedicati alla liquidità. La differenza fra i fondi di liquidità e quelli dedicati ai bond short term è minima, ma per chi va a caccia di rendimenti si rivela fondamentale. In generale, per quanto riguarda i primi, l’Esma (associazione europea delle autorità di vigilanza sui mercati) ha definito due segmenti: quello dei fondi monetari a breve termine e quello dei Money market fund. I primi sono caratterizzati da un portafoglio con scadenza media di 60 giorni (o meno) e vita residua media dei titoli non superiore ai 120 giorni. La qualità del credito deve essere elevata (pari ai più alti gradi di giudizio delle agenzie di rating). I secondi hanno titoli con scadenza media di sei mesi (o meno) e una vita residua che non ecceda l’anno
Morningstar
Il mordi e fuggi in Borsa? Più facile dirlo che farlo. L’errore più comune è quello di lanciarsi a corpo morto sull’asset sbagliato, intendendo con questo termine uno strumento di investimento non adatto né alle condizioni di mercato che si stanno attraversando né agli obiettivi dell’investitore. “Un risparmiatore può convincersi che l’equity, siccome negli ultimi cinque ha avuto rendimenti migliori di altri strumenti, possa correre ancora”, spiega Christine Benz, responsabile della ricerca sulla finanza personale di Morningstar. “Sulla sponda opposta, quella più prudente, ci sono quelli per cui, al fine di ottenere rendimenti in breve tempo, conviene orientarsi su strumenti più sicuri come, ad esempio, i titoli di debito o gli strumenti monetari. Soprattutto con i secondi prodotti l’idea non è del tutto sbagliata. Ma se l’orizzonte temporale di investimento di un operatore è superiore ai due anni, allora il nostro ipotetico risparmiatore si troverebbe a dover fare i conti con gli effetti erosivi dell’inflazione”.
Morningstar
Tutti quanti la cercano, ma nessuno sa darle una definizione precisa. E’ la liquidità. Che si faccia riferimento a un mercato o a un asset è senza dubbio il principale requisito richiesto dagli investitori, in quanto garanzia di efficienza e di basso livello di rischio. La definizione è piuttosto semplice: un titolo è liquido se è possibile scambiarlo, in qualsiasi momento e con bassi costi di transazione, in cambio di denaro. Dire con sicurezza, invece, se ci troviamo davanti a un asset molto liquido o poco liquido è cosa più difficile. Tale valutazione, infatti, dipende da una serie di fattori. L’ampiezza del mercato Più operatori comprano e vendono un determinato strumento finanziario, più sarà facile che le esigenze di domanda e offerta si incontrino. In caso contrario il venditore potrebbe avere difficoltà a liquidare il suo asset e quindi essere costretto ad accettare un prezzo di vendita più basso pur di liberarsene (costi di transazione). I listini regolamentati come il Mot (Mercato telematico delle obbligazioni), ad esempio, sono più liquidi del mercato over-the-counter (OTC), dove il numero di trader attivi è inferiore.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Seguire la Federal Reserve come di consueto o piuttosto prestare maggiore attenzione alla Banca del Giappone? Alla vigilia del gran giorno delle Banche centrali il dubbio aleggiava fra la maggior parte degli operatori che guardano all’Europa: a Washington si stava per riunire l’organismo forse più influente a livello mondiale, ma a Tokyo si doveva decidere il futuro di una politica monetaria che assomiglia di più a quella della Banca centrale europea, proprio perché alle prese con i problemi tipici di una fase di espansione (e non di normalizzazione come per la Fed). La risposta del mercato è arrivata puntuale il giorno successivo, cioè ieri, ed è evidente soprattutto nel comportamento dei titoli di Stato dell’Eurozona. Per BTp, Bund e soci è stata infatti la miglior seduta almeno dal giorno della Brexit, ma questo non racconta certo tutta la storia, perché a ben vedere il movimento è stato particolarmente accentuato sulle scadenze più lunghe (10 centesimi in meno su rendimenti dei decennali) e minore, se non addirittura inesistente, su quelle a corto raggio.
Il Sole 24 Ore
iudicare dalla reazione delle Borse di ieri, si direbbe che la Fed americana e la Bank of Japan siano state accolte dai mercati finanziari come Babbo Natale fuori stagione. È vero che le banche centrali hanno offerto qualche piccolo regalo inaspettato agli investitori. Ma questo basta per generare tale entusiasmo? E soprattutto: questo basta per lanciare i listini in una nuova fase di rinnovato ottimismo? È possibile che la risposta a entrambe le domande debba essere negativa. Il balzo in avanti potrebbe durare ancora qualche settimana (come credono alcuni gestori) o avere fiato davvero corto (come pensano altri), ma in ogni caso in pochi sono pronti a scommettere che il trend rialzista sia destinato a durare davvero. O che sia strutturale. Perché i motivi su cui il rally delle Borse si poggia sono deboli. Troppo deboli. E perché i rischi che la festa finisca sono ben più forti. Le ragioni del rally. Ieri le Borse hanno corso e tutti i titoli rischiosi hanno registrato flussi in acquisto (a partire dai bond ad alto rendimento) perché le banche centrali sono state più accomodanti del previsto
Il Sole 24 Ore
Il bicchiere del debito pubblico è mezzo pieno e mezzo vuoto, dipende da dove lo si guarda. Sicuramente il calo dirompente dei rendimenti dei titoli di Stato, dovuto prima al what-ever-it takes di Mario Draghi a metà del 2012 e poi dalla QE della Bce dalla fine del 2014 (e in maniera minore grazie al ritorno della crescita, alle politiche di risanamento dei conti pubblici e al programma di riforme strutturali del Governo Renzi), ha fatto crollare in questi ultimi tre anni il costo medio alla raccolta del Tesoro italiano (allo 0,50% nei primi otto mesi di quest'anno, un record straordinario) e sta trascinando all'ingiù la spesa per gli interessi sul debito pubblico (si veda il grafico in alto con le stime dell’Ocse per il triennio 2015-2017). Ma questa buona notizia non deve focalizzare l'attenzione sul bicchiere mezzo pieno perchè un problema di fondo grave resta: lo stock del debito pubblico italiano è troppo elevato rispetto al Pil e questo è il bicchiere mezzo vuoto sul quale vanno concentrate tutte le attenzioni.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Marco Onado
Ancora nubi sul sistema bancario europeo. Dopo le polemiche sul problema dei crediti deteriorati dei Paesi periferici, ieri Mario Draghi ha detto che abbiamo un problema di capacità produttiva in eccesso e che ci sono ancora troppe banche. Dunque sono necessari processi di ristrutturazione e di consolidamento. La diagnosi è severa, ma difficilmente contestabile. Lo ha detto l’anno scorso senza mezzi termini l’European Systemic Risk Board in una ricerca del suo comitato scientifico in cui si dimostra che il sistema bancario è «sovrappeso» (testuale) perché è cresciuto troppo nei decenni precedenti la crisi, sia in termini di dimensioni complessive rispetto al prodotto lordo dei vari Paesi, sia per aver concentrato tutta la crescita nel segmento delle grandi banche. Una situazione che è sembrata sostenibile finché ci si è illusi che una crescita trainata dai debiti potesse durare all’infinito. La Bce ha aggiunto nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria (pubblicato a maggio) che la razionalizzazione delle strutture operative è molto diversificata da un Paese all’altro, tanto che ci sono ancora molti casi in cui il numero degli sportelli e dei dipendenti è diminuito di poco o è addirittura aumentato: ovviamente sono quelli in cui il rapporto di efficienza economica per eccellenza (il rapporto fra costi operativi e ricavi totali: il cost-income ratio) è rimasto pressoché invariato
Il Sole 24 Ore — Mario Platero
Prepariamoci: se l’Irlanda potrebbe incassare controvoglia 13 miliardi di dollari dalla Apple Computer, molti prodotti italiani potrebbero subire penalizzazioni tariffarie sulle esportazioni negli Usa. Per una parte di quei 5 miliardi di dollari all’anno in ritorsioni concesse dalla Wto all’America per la questione sussidi Airbus. In entrambi i casi il pallino è stato in mano del dicastero europeo per la Concorrenza guidato da Margrethe Vestiger. Nel primo caso dicono i critici per eccesso di zelo nell’interpretare i codici con dubbio effetto retroattivo, nel secondo caso per aver invece chiuso un occhio su codici e regole che la signora e la sua squadra conoscono a menadito. Due pesi e due misure? Possibile che tutto ciò sia il risultato di una guerra commercial/fiscale per “proxy” fra Stati Uniti e Unione Europea? In effetti Washington ha gioito ieri per la decisione della Wto di “condannare” l’Unione Europea per aver glissato sugli enormi sussidi concessi a Airbus. E le ritorsioni autorizzate dalla Wto per 5 miliardi all’anno saranno spalmate su vari prodotti , anche italiani
Il Sole 24 Ore — Donato Masciandaro
a banca centrale americana (Fed) balbetta, quella giapponese (BoJ) alza la voce; due strategie opposte, un problema comune: essere credibili. Per entrambe una sfida: essere credibili, come condizione necessaria per essere efficaci. Una sfida dall'esito tutt’altro che scontato. La Fed non ha modificato le decisioni sui tassi di interesse, lasciando però nel contempo intendere che un innalzamento dei tassi di interesse entro la fine dell'anno è oggi più probabile; allo stesso tempo, il dissenso interno si è manifestato in modo esplicito, con tre voti contrari. Nello stesso giorno, la BoJ ha invece annunziato un ulteriore svolta in senso espansivo della politica monetaria, segnato da due decisione: l’andamento dell’inflazione potrà superare il tradizionale obiettivo del due per cento; la politica di schiacciamento dei tassi di interesse riguarderà non solo i tassi a breve termine, ma anche quelli a più lunga scadenza. Da un parte del Pacifico, la politica monetaria espansiva sembra agonizzante, ma intanto continua; dall’altra parte dell’oceano, l’azione monetaria espansiva diventa vieppiù aggressiva. Due scelte assai diverse, accomunate da una radice comune: le banche centrali hanno un problema crescente di credibilità. Ed un problema di rilevanza epocale, che ha radici lontane
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
Federal Reserve Chairwoman Janet Yellen will speak before the House Financial Services Committee on Wednesday at its semiannual hearing on the central bank’s supervision and regulation of the financial system. The supervision and regulation hearings are required under the 2010 Dodd-Frank law. The law also called for the president to nominate a Fed vice chairman for supervision. The Obama administration hasn’t nominated anyone to that position, forcing Ms. Yellen to stand in instead. Lawmakers are likely to ask the Fed chief about the Wells Fargo scandal ...
The Wall Street Journal
Too much capacity in some areas is causing intense competition and squeezing margins, says Mario Draghi FRANKFURT—European Central Bank President Mario Draghi said Thursday that overcrowding in Europe’s banking sector is hurting profitability, pushing back somewhat against critics who blame the central bank for putting pressure on Europe’s banks. “A number of reasons have been mooted as the causes of this low profitability, including low interest rates,” said the ECB president. He said that long-term real rates have been falling for two decades and he listed technological changes, demographics and inequality as “just a few of the factors exerting downward pressure” on long-term rates.
The Wall Street Journal
Mark Fedorcik replaces Paul Stefanick as head of U.S. corporate and investment bank Deutsche Bank has reshuffled leadership of its investment bank, its second shake-up in a year, focusing on its strengths amid a cloud of uncertainty over its overall business and balance sheet. (ABBONAMENTO)
Financial Times
US banks have achieved a clean sweep of the top five places in global investment banking for the first time in at least six years after Deutsche Bank retreated to sixth place in the industry’s benchmark league table. The data, compiled by industry monitor Coalition, includes revenue banks make from markets activities, such as equities and fixed income, as well as the traditional investment banking business of advising clients and helping them access finance. Morgan Stanley’s rise to fifth place marks the first time that US banks have monopolised the league tables since Coalition began the series in 2011, and highlights the country’s dominance of investment banking since the financial crisis.
The Wall Street Journal
International Development Association secures triple-A rating; shift could blunt U.S. influence over bank WASHINGTON—The World Bank has begun a game-changing overhaul of its development financing for the poorest countries by leveraging the private sector. The bank’s International Development Association arm that provides financing to the world’s neediest nations secured a triple-A issuer rating on Thursday, as the first step to tap private debt markets to finance its loans and grants. The lender also said it plans to finance private-sector projects directly, a break from its six-decade history of lending through governments. “This is probably going to be a major paradigm change for the development finance,” World Bank vice president Axel van Trotsenburg said.
American Banker
Receiving Wide Coverage ... Round Two: Congress isn't through with Wells Fargo CEO John Stumpf just yet. Following his pummeling before the Senate Banking Committee Tuesday, Stumpf has been asked to testify before the House Financial Services Committee next week on the bank's phony accounts scandal. The New York Times' Gretchen Morgenson says Wells' recent behavior was no surprise to attorneys who battled the bank in mortgage foreclosure cases after the housing meltdown. "During the financial crisis,…
The New York Times
Bankers love the phrase “cross-sell.” I don’t. As a matter of fact, I propose a moratorium on using the phrase as a way to stop future abuses like the creation of 1.5 million accounts at Wells Fargo that may or may not have been authorized by customers. I feel so strongly about this that I never once used it during my decade-long career as the head of a major wealth management business. Cross-selling was made a financial services mantra — one analyst actually saw fit to call it a “religion” in an article in The Wall Street Journal — by Richard Kovacevich, the former chief executive of Wells Fargo, who also called his bank’s branches “stores.” How many times do we have to learn this lesson? Any time a financial institution talks about the investments, services and advice it offers as “products” that can be sold and cross-sold to customers, trouble isn’t far behind.
TECNOLOGIA
la Repubblica
Cresce la fiducia nei sistemi di sicurezza online e crescono di pari passo i pagamenti effettuati sul web senza il timore di truffe e furti di dati. Anche nel 2015 si è registrato un incremento delle transazioni e stavolta è stato anche superato il record delle 387 miliardi di operazioni che aveva fatto brindare al miracolo nel 2014. Lo scorso anno, infatti, il volume globale dei pagamenti digitali ha continuato la sua corsa verso l'alto grazie ad una crescita annua prevista del 10% che nel 2015 ha consentito di raggiungere i 426,3 miliardi di transazioni, con un ulteriore incremento rispetto alla crescita record dell'8,9% registrata nel 2014 (387,3 miliardi). Questi dati, pubblicati nel World Payments Report 2016 (WPR) da Capgemini (società che si occupa di consulenza, tecnologia e outsourcing) e il gruppo bancario Bnp Paribas mostra un forte incremento delle transazioni di pagamenti digitali che in gran parte, spiega la ricerca, "è dovuto alla forte crescita economica dei maggiori Paesi in via di sviluppo, alla diffusione di misure di sicurezza più efficaci come ad esempio l'EMV e la biometria, e alle iniziative dei governi volte a favorire i pagamenti elettronici nei mercati emergenti
il Fatto Quotidiano
L’annuncio ufficiale è arrivato: almeno 500 milioni di account Yahoo sono stati rubati nel 2014. La conferma arriva dallo stesso colosso californiano dei servizi online, che spiega come il furto di informazioni causato dal cyberattacco includa nomi, indirizzi email, numeri di telefono, data di nascita e password degli utenti. La “massiccia violazione di dati” – “la più grande mai avvenuta” secondo il crittografo Bruce Schneier – secondo Yahoo è stata compiuta da quelli che appaiono con ogni probabilità hacker “sponsorizzati da Stati” stranieri. Le indiscrezioni sulla falla nel sistema di Yahoo erano state diffuse inizialmente dal portale di web-informazione Recode, ma l’azienda aveva dichiarato già nell’estate scorsa che erano in corso delle indagini interne su una possibile violazione dei dati, dopo che un hacker noto con l’appellativo “Peace” aveva rivendicato di esser entrato in possesso degli account di 200 milioni di utenti e di esser pronto a venderli online. Ora l’entità del danno si rivela ancora maggiore: mezzo miliardo di account violati
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Nicolas Christin, ricercatore della Carnegie Mellon University in uno studio ha provato a misurare le dimensioni di business di Silk Road, l'eBay delle droghe online, nascosto nelle darknet e chiuso nel 2014 dall'Fbi. Dopo otto mesi di indagine e l'esame di oltre 24.400 articoli il ricercatore ha calcolato che il fatturato totale realizzato da tutti i venditori ammonterebbe a poco più di 1,2 milioni di dollari al mese. In commissioni agli “operatori” della Silk Road sono andati nelle tasche 92mila dollari. Perlopiù le transazioni riguardano droghe sintetiche e farmaci illegali. La chiusura di Silk Road non ha minimamente intaccato questo genere di commercio che continua a prosperare sotto il Deep Web ovvero sotto quella parte di internet non indicizzata dai motori di ricerca alla Google. Il termine più usato per descrivere questi ambienti è oggi Darknet e con esso si intendono quelle reti dove utenti e operatori di siti e servizi sono protetti dall'anonimato. I siti della darknet più nota, Tor, hanno lo pseudo-dominio di primo livello .onion. E si chiamano anche “servizi nascosti” (hidden services).
Il Sole 24 Ore
Prevenire le minacce, calcolare i rischi, mitigare gli effetti di attacchi e intrusione nei dati sensibili. Lavoro da intelligence? Non proprio: sono le competenze richieste agli specialisti di cyber security assunti da Walmart, il colosso Usa del retail che ha chiuso il 2015 con 482 miliardi di ricavi e una serie di scandali sulla violazione delle carte di credito dei suoi clienti. Sarà, forse, che gli specialisti di sicurezza informatica non sono esclusiva dell'It: la domanda, fissata dalla società di software Symantec a 6 milioni di posizioni entro il 2019, spazia dalla finanza alle catene commerciali, dal business in ascesa delle auto connesse alle piattaforme di pagamento online. E le retribuzioni vengono proiettate dal portale Usa PayScale a un valore medio di quasi 70mila dollari Usa l'anno, con una forbice che oscilla fino a picchi ben superiori per le figure senior.
la Repubblica
NON E' MAI stato così facile subire il furto della propria vita privata, in forma di foto intime sottratte al nostro account iCloud, al nostro cellulare o computer. Già, perché gli esperti sono concordi: sono numerose le trappole in cui possiamo cascare quando si tratta di protezione di dati personali. Sono tanti i passi falsi che possono far cadere password, account e foto nelle mani sbagliate. Un rischio che riguarda tutti, non solo le persone famose, come Diletta Leotta che ha denunciato il furto dell'account iCloud (il servizio Apple). Spazio di memoria su internet dove aveva archiviato foto intime (processo che sappiamo automatico, con tutti i normali smartphone: basta autorizzarlo all'inizio, nella prima configurazione del modello e quello metterà sullo spazio online foto e video che trova sul cellulare)
La Stampa
I principali operatori di telefonia americani hanno ripreso la vendita del Samsung Galaxy Note 7. Il telefono, oggetto di un richiamo globale dovuto ai difetti della batteria, era stato rimosso dagli scaffali in attesa che la Commissione Federale per la sicurezza dei prodotti di consumo approvasse una nuova versione del dispositivo che monta nuove unità di alimentazione sicure. Il nulla osta è finalmente arrivato. Verizon, Sprint, AT&T e T-Mobile hanno confermato che i Samsung Galaxy Note 7 sono già presenti in magazzino e si possono acquistare nei punti vendita o ordinare online.
La Stampa
Insieme al documento anche e-mail personali attribuite a dipendenti che hanno lavorato con la campagna presidenziale di Hillary Clinton Un’immagine presentata come la copia scannerizzata del passaporto di Michelle Obama è stata pubblicata online insieme ad alcune e-mail personali presentate come appartenenti all’account Gmail di un impiegato dello staff della Casa Bianca che ha lavorato per la campagna presidenziale di Hillary Clinton, Ian Mellul. Si tratta dell’ultima pubblicazione di materiale sensibile da parte di hacker che l’intelligence Usa sospetta siano legati alla Russia. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha detto che l’amministrazione sta prendendo la questione sul serio. E in conferenza stampa la ministra della Giustizia, Loretta Lynch, ha affermato: “Siamo consapevoli di queste notizie di stampa ed è qualcosa che stiamo verificando”.
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