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USCITA DI LUNEDì 27 GIUGNO 2016
COVER STORY
Financial Times
The UK’s vote to leave the EU will not only break the ties between the UK and the bloc, and probably between Scotland and England — it has the potential to destroy the eurozone. This is not the issue at the forefront of people’s minds right now. But it is potentially the biggest impact of all. I am convinced Brexit’s consequences will be neutral to moderately negative for the UK but devastating for the EU.
ECONOMIA & FINANZA
La Stampa
Che fare? Non per citare il famoso pamphlet di Vladimir Ilyich Ulyanov, alias Lenin, ma è questa la semplice domanda che da venerdì si stanno ponendo Matteo Renzi, i suoi ministri e il governatore Ignazio Visco, di fronte a un problema enorme: mettere in sicurezza le banche italiane. Che fare se oggi proseguirà l’ondata di vendite che nell’ultima seduta ha affossato Piazza Affari (peggiore quotazione di sempre a -12,5%, con le Borse del pianeta che bruciavano 2 mila miliardi di dollari in valore) bastonando pesantemente tutti gli istituti di credito? Che fare di fronte a un nuovo attacco, magari prolungato su più giorni, a un sistema che lamenta carenza di capitale e per di più è ancora oberato da 200 miliardi di crediti in sofferenza o incagliati?
Milano Finanza
La Banca popolare Emilia Romagna questa mattina ha comunicato di aver ricevuto dalla Banca Centrale Europea l'autorizzazione a utilizzare i propri modelli interni (Airb) ai fini della misurazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito. Il perimetro di applicazione dei modelli Airb è relativo ai portafogli corporate e retail e include le seguenti banche commerciali del gruppo: Bper Banca, Banco di Sardegna e Banca di Sassari.
Milano Finanza
Nel venerdì nero per le borse mondiali, con l'indice Ftse Mib di Piazza Affari che ha registrato la peggior perdita della sua storia (-12,4%), i trader si sono scatenati. Non a caso FinecoBank , leader in Italia nel trading on line, ha registrato nella giornata il record storico di ordini eseguiti, pari a 216.560.
Corriere della Sera
Per Pier Francesco Saviotti doveva essere un week-end di riposo all’Isola d’Elba dopo la positiva conclusione dell’aumento di capitale da un miliardo di euro che spalanca le porte alla fusione tra Banco Popolare e Bpm. Invece, l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa ha richiamato i fantasmi più paurosi: le Borse venerdì sono crollate, da Milano a Londra a New York. Ed il crollo, in Italia, è stato guidato proprio dal settore bancario. Unicredit e Intesa hanno toccato il -20 per cento. Anche i titoli del Banco e della Popolare di Milano oscillavano tra -21 e -22 per cento.
Il Sole 24 Ore
«Le banche centrali hanno già fatto sapere con chiarezza che stanno monitorando attentamente la situazione e sono pronte a prendere le misure necessarie per assicurare l'ordinato funzionamento dei mercati. Nel passatohanno dimostrato di poter agire con rapidità e hanno a disposizione tutti gli strumenti per farlo anche ora». Lo ha detto il direttore generale della Banca dei Regolamenti...
La Stampa
«In Europa solo l’Unione commerciale può sopravvivere, quella politica è fallita, e quella monetaria rischia di franare». A dirlo è Eugene Fama, premio Nobel per l’economia nel 2013, e professore dell’Università di Chicago, il quale spiega che la volatilità sui mercati potrebbe permanere anche due anni. Cosa dobbiamo attenderci sul piano economico-finanziario? «Dipende da quello che Londra rinegozierà con l’Unione europea in base all’articolo 50 del trattato di Lisbona. ABBONAMENTO
il Fatto Quotidiano
Un'ipotesi è l'esistenza di connivenze illecite, in Italia mai da escludere. Un'altra è l'obiettivo di occultare la realtà. Di fatto l'Ape conduce a una rendita vitalizia che inizia prima, a fronte di alcune successive penalizzazioni. Cioè di fatto a un anticipo dell'età pensionabile, realtà che si vuole nascondere col marchingegno in corso di definizione. In realtà potrebbe provvedere direttamente l'Inps a corrispondere gli stessi assegni netti, senza tutto l'ambaradan previsto. Ipotesi ancora più inquietante è che si tratti invece di un primo cavallo di Troia per fare entrare società private anche nella previdenza pubblica, dopo avergli permesso di spadroneggiare in quella integrativa.
Milano Finanza
EasyJet ha lanciato un profit warning sull'esercizio corrente a causa delle ripercussioni della Brexit sulle sue attività operative. Il vettore low-cost inglese, come già segnalato dalla holding International Consolidated Airlines Group, ha in particolar emesso in preventivo un effetto negativo sulle sue attività a causa del rallentamento economico generato dalla decisione dell'elettorato britannico di lasciare l'Unione Europea.
Corriere della Sera
In una seduta di cauto recupero del listino, dopo il tonfo di venerdì causa Brexit, si stacca il titolo di Rcs, la società che controlla Il Corriere della Sera.
AFFARI PERSONALI
Corriere della Sera
I segnali positivi delle Borse asiatiche (indice Nikkei di Tokyo che ha chiuso in rialzo del 2,39% e borse cinesi in recupero sia a Shanghai, +0,86% che a Shenzhen +1,34%) trovano parziale conferma nelle Borse europee, per lo meno nelle prime battute della seduta odierna dopo il grande crollo di venerdì, seguito al voto inglese che ha deciso per la Brexit bruciando 637 miliardi di euro nelle piazze continentali. I primi scambi allontanano il timore di un nuovo crollo epocale: la Borsa di Londra ha aperto in calo dello 0,5%, quella di Francoforte dello 0,4% e quella di Parigi dello 0,8%.
Il Sole 24 Ore
Solo Madrid si riscatta nettamente dal venerdì nero che ha bruciato 411 miliardi di euro sui listini azionari del Vecchio Continente. In apertura di settimana i principali indici europei viaggiano in ordine sparso e non seguono l'esempio di Tokyo (+2,4% il Nikkei): se Parigi, Francoforte, Zurigo e Lisbona sono deboli, Piazza Affari oscilla tra un rialzo timido e allunghi arrivati anche a +1% per il Ftse Mib. Negativa Londra (-0,7% il Ftse 100): il ministro delle Finanze britannico George Osborne ha raffreddato le richieste di chi da Bruxelles chiede un'uscita dall'Ue in tempi rapidi dopo l'esito del referendum favorevole all'addio all'Unione spiegando che l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona avverrà "al momento opportuno" quando Londra avrà una "chiara visione del nuovo regime da instaurare con i nostri vicini europei".
Il Sole 24 Ore
TOKYO - L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in recupero del 2,39% a 15.309,21 punti. Dopo lo shock della Brexit che ha provocato venerdi' un crollo del 7,9% del Nikkei e poi in Europa e America, il mercato azionario giapponese ha avviato la settimana con un tentativo di recupero fin dall'inizio degli scambi (un rimbalzo iniziale intorno all'1,5%), dopo una riunione di emergenza convocata prima dell'apertura dei mercati dal premier Shinzo Abe con il ministro delle Finanze Taro Aso e il governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda. Anche altre Borse asiatiche hanno mostrato cenni di relativa stabilizzazione, pur in uno scenario inevitabilmente di accentuata volatilita' e di pressioni al ribasso su varie valute di Paesi emergenti.
Il Sole 24 Ore
cora effetto Brexit sui mercati dei cambi. Lo yuan cinese è sceso ai minimi contro il dollaro dalla fine del 2010,
Il Sole 24 Ore
Puntano in rialzo i futures sull'azionario europeo dopo il venerdì nero che ha bruciato 411 miliardi di euro sui listini del Vecchio Continente. I contratti sull'indice tedesco Dax mostrano un rialzo di mezzo punto percentuale, mentre quelli sull'Eurostoxx50 segnano +0,1%. In rialzo di quasi un punto percentuale il future sul londinese Ftse 100.
Il Sole 24 Ore
"E' ora di essere razionali, non emotivi». Quello dato ieri dagli strategist di Lombard Odier Investment Managers ai propri clienti è il tipico consiglio che si offre in casi di tensioni estreme sui mercati come quelle provocate da un evento che in fondo pochi si aspettavano veramente come la Brexit. E, per quanto sia a volte terribilmente complicato da seguire in certe fasi convulse
La Stampa
Gli operatori con più esperienza sulle spalle raccontano che ieri è stata una di quelle giornate di Borsa in cui ci sono stati passaggi di ricchezza e distruzioni di capitali. Il venerdì nero post-Brexit, una delle peggiori sedute di tutti i tempi, ha visto Milano inabissarsi di un disastroso -12,4%. Le prospettive sono incerte. Che cosa succederà adesso ai soldi delle famiglie? Con la Brexit sono in pericolo? Molti piccoli risparmiatori italiani hanno in portafoglio titoli di Stato, come i Btp, e temono una nuova crisi dello spread.
SPECIALI
Milano Finanza
Col senno di poi non ci voleva proprio il recupero dei mercati azionari e della sterlina a partire dal 16 giugno. Dopo l’assassinio della deputata laburista britannica Jo Cox, la convinzione sempre più forte che il referendum avrebbe visto la vittoria del Remain, supportata dalle quote dei bookmaker oltre che dai sondaggi, ha spinto gli investitori a giocare d’anticipo riaprendo il rubinetto degli...[...] ABBONAMENTO
Milano Finanza
Non si può dire che con il risultato, grandemente sorprendente per alcuni, previsto per altri, del referendum inglese si sia infranto il sogno dei Padri fondatori dell’Europa, considerato che il Regno Unito ha goduto ab origine di uno status particolare nell’Unione. Tuttavia il colpo è forte e le conseguenze rilevanti. Ora sarà cruciale l’azione della Bce con il possibile ricorso alla leva delle operazioni...[...] ABBONAMENTO
Milano Finanza
La Brexit ha scatenato la bufera sui titoli bancari nella giornata di venerdì 24 giugno. In Italia il comparto ha perso il 22% (-15% l’indice europeo di settore Stoxx 600), dopo alcune sedute in cui i titoli avevano guadagnato in vista di una vittoria del Remain, ipotizzata da alcuni sondaggi. La volatilità sui titoli di Stato è stata limitata dalla presenza sul mercato della Bce, così le maggiori...[...] ABBONAMENTO
Corriere della Sera
Da decenni i banchieri centrali hanno avuto sempre una risposta pronta ogni volta che l’economia rallentava: tagliare i tassi d’interesse. Anche per questo negli ultimi tempi hanno segretamente sperato che una ripresa robusta permettesse loro di rialzarli, se non altro per disporre di margine di manovra alla prossima recessione. Tassi più alti li avrebbero tolti dall’imbarazzo della scelta, ma dal 2011 le condizioni non li hanno mai permessi. Per questo sopra i palazzi della Bank of England, della Federal Reserve a Washington, della Banca centrale europea e della Banca del Giappone fino a giovedì aleggiava un interrogativo: cos’altro avrebbero potuto fare i signori del denaro se un’altra crisi si fosse scatenata quando i tassi sono ancora a zero. Tra poco lo si potrebbe scoprire.
Corriere della Sera
La Gran Bretagna aveva deciso di esercitare l’«opt out» in materia di immigrazione e quindi di non partecipare ad alcuna politica comune per l’accoglienza degli stranieri che arrivano in Europa. Si tratta della possibilità - di cui godono anche Irlanda e Danimarca
la Repubblica
Parla il capo economista di Intesa Sanpaolo secondo cui l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea non sarà una nuova Lehman Brothers e anzi potrebbe servire a rilanciare la costruzione di una Ue "maggiormente orientata alla crescita" ...Molti analisti vedono la speculazione volteggiare sulle banche europee più deboli. Già a inizio anno un colosso inviolabile come Deutsche Bank era stato messo a dura prova dai mercati. Lei rappresenta una delle istituzioni finanziarie più importanti in Italia: come state rispetto al 2008 e quali rischi ci sono per l'intero sistema? Intesa Sanpaolo è nelle prime posizioni in Europa in termini di capitalizzazione, livello di leverage, liquidità e rapporto tra costi e ricavi. La nostra attuale situazione è quindi di gran lunga migliore rispetto al 2008. Il sistema complessivamente è gravato da un ammontare di crediti deteriorati dovuti da un lato alle lentezze del nostro sistema giudiziario e dall'altro alla recessione particolarmente lunga. A fronte di queste sofferenze ci sono consistenti accantonamenti e solidi collaterali. Le riforme delle banche popolari, del credito cooperativo, il fondo Atlante e le misure a favore di un più rapido smaltimento dei crediti deteriorati rappresentano fattori importanti a favore del rafforzamento del sistema.
Milano Finanza
Le enormi reazioni dei mercati, immediatamente successive alla scossa del voto britannico, invitano all’uso dei superlativi. La sterlina è scesa al livello più basso dal 1985, anno in cui un bambino di nome Wayne Rooney nasceva a Liverpool e una serie chiamata "EastEnders" faceva il suo debutto nella televisione britannica. Un’alta percentuale dei trader oggi scioccati sui loro desk valutari non era neppure nata.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Anche i Paperoni mondiali piangono dopo la scelta inglese di abbandonare l’Unione europea. Il venerdì nero dei mercati dopo l’esito a sorpresa del referendum su Brexit è costato un conto salato per i 400 super-ricchi a livello globale: 127,4 miliardi di dollari.
La Voce
Tra poche settimane verranno resi noti i risultati del nuovo round di stress test delle grandi banche europee. L’edizione 2016 prevede scelte metodologiche in parte differenti dal passato. È un bene o un male? Per cominciare, perché si fanno gli stress test bancari? Perché le banche, rispetto alle altre imprese, soffrono di una maggiore opacità, nel senso che i loro attivi (si pensi ai prestiti) sono più difficili da valutare dall’esterno. L’opacità aumenta nelle fasi di crisi, e qui intervengono gli stress test. Verificando la vulnerabilità delle singole istituzioni a uno o più scenari futuri e rendendo noti i risultati, si punta a ridurre l’incertezza degli investitori, stabilizzare i prezzi azionari ed evitare il panico. L’opacità si riduce e con essa, si spera, il premio al rischio richiesto dai mercati.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Fabio Pavesi
Lo smottamento sulle Borse è stato talmente ampio e profondo - quanto inaspettato - che nessuno può azzardare previsioni degne di senso sul day after del venerdì nero dei mercati. Stamane alla riapertura delle contrattazioni può accadere davvero di tutto. Un nuovo scivolone, una nuova scossa di assestamento al ribasso, o addirittura un rimbalzo ovviamente del tutto tecnico.
Corriere della Sera — Francesco Giavazzi
Domattina, quando riapriranno i mercati, corriamo un rischio solo, ma potenzialmente esplosivo. Che gli investitori perdano fiducia nelle nostre banche — quella poca che è loro rimasta. È vero che il debito pubblico (il secondo più grande nell’eurozona dopo la Grecia) rimane il nostro tallone d’Achille, ma nulla accadrà ai titoli dello Stato fin tanto che la Banca centrale europea acquisterà ogni mese circa 10 miliardi di Btp. Ma non c’è quasi nulla che la Bce possa fare per le nostre banche: né per i 200 miliardi di crediti incagliati o in sofferenza scritti nei loro bilanci, né per la loro carenza di capitale. Non tutte le banche sono nelle medesime condizioni. Anzi. Intesa Sanpaolo, ad esempio, la maggiore, ha capitale più che sufficiente. Il problema sono solo alcune, in primis Monte dei Paschi di Siena. E non perché la banca perda denaro:
Corriere della Sera — Enrico Marro
Dopo il voto a favore della Brexit le conseguenze che spaventano di più sono quelle immediate, ma quelle più importanti sono quelle di medio-lungo periodo. Vale per tutti i Paesi e vale per l’Italia. Il crollo dei mercati era previsto e prevedibile. Le autorità monetarie nazionali e internazionali si sono preparate da tempo a fronteggiare questa eventualità. E c’è quindi da ritenere che verranno prese le decisioni opportune, se la situazione non si normalizzerà da sé, per riportare sotto controllo gli andamenti della borsa e dei cambi. Un grande peso avranno le variabili politiche. È importante che i capi di governo e i vertici dell’Unione europea impostino immediatamente la gestione dell’uscita del Regno Unito. Che sarà un processo lungo e negoziale. Durerà almeno due anni, nei quali bisognerà contrattare le relazioni tra l’Ue e un Paese esterno.
Corriere della Sera — Sergio Rizzo
«Impressive». Proprio così il Fondo monetario internazionale ha definito l’elenco delle riforme messe in cantiere da Matteo Renzi: «impressionante». Nessun altro governo italiano in tempi recenti è stato destinatario di una tale apertura di credito da parte di Washington. Anche se per ora è tutto molto limitato, appunto, alle impressioni. Per esempio, al pari della lista delle riforme è impressionante quella delle palle al piede che la nostra economia ha ancora rispetto al resto dell’Unione Europea. Con o senza la Gran Bretagna. Entrando a Palazzo Chigi all’inizio del 2014 Renzi aveva promesso una scalata vertiginosa alla classifica dei Paesi dove è più facile fare impresa, che collocava l’Italia in un’avvilente casella numero 65: il proposito era di guadagnare 50 posizioni entro il 2018. Per ora l’Italia ne ha recuperate 20.
INTERNAZIONALE
Bloomberg
Italy is considering injecting capital into some lenders after the U.K.’s vote to leave the European Union sparked a selloff among banks already hurt by investor concerns tied to their bad loans, according to people with knowledge of the discussions.
Fortune
Britain’s vote to leave the EU triggered massive volatility in financial markets. It’s hardly a great day for any kind of stocks today, but bank and other financial stocks are getting trashed more than most in the wake of the U.K.’s decision to leave the European Union.
Bloomberg
Italian and Spanish lenders were the biggest participants in the European Central Bank’s latest new loan program, increasing their net borrowings by more than 25 billion euros ($28 billion).
TECNOLOGIA
La Stampa
Sono in arrivo altri cambiamenti sostanziali per WhatsApp. Da mesi ormai la piattaforma di messaggistica istantanea nelle mani di Mark Zuckerberg ha intrapreso un percorso di rinnovamento costante, ma secondo alcune informazioni emerse in Rete nelle ultime ore le novità per i suoi utenti non sono terminate: prossimamente sugli schermi di smartphone, tablet e computer dovrebbero infatti arrivare gruppi pubblici, emoticon più grandi, condivisione della musica in ascolto e la possibilità di richiamare l’attenzione di un membro di una conversazione con una menzioni specifiche.
Milano Finanza
I più famosi sono i colossi americani Uber e Airbnb, ma in realtà la sharing economy, ossia le piattaforme che fanno incontrare privati che offrono servizi o beni con i potenziali utenti, sta prendendo sempre più piede anche in Europa. La Commissione Ue ha stimato che nel 2015 i servizi condivisi hanno generato reddito lordo per 28 miliardi, il doppio rispetto al 2014. E la stessa la Commissione nei...[...] ABBONAMENTO
La Stampa
Ha due occhi vivaci e attenti per sorvegliare il viavai nel portone, un comodo vassoio per consegnare posta, pacchi e magari anche la spesa, muovendosi sicuro sulle ruote, un cravattino colorato come uniforme: è il primo robot per il condominio, una sorta di portinaio hi-tech realizzato e sperimentato in Italia. Il prototipo è stato presentato a Pisa, nel convegno sulle tecnologie al servizio dell’ambiente in cui si vive (Ambient Assisted Living), organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
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