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USCITA DI VENERDì 21 APRILE 2017
COVER STORY
Il Sole 24 Ore
Il 62% in mano agli istituzionali, quasi interamente esteri, un altro 10% in mano ai fondi sovrani, tra cui Aabar che è unico socio oltre il 5%. Eccola qui la “nuova” UniCredit che si è palesata oggi in assembleaa Roma, due mesi dopo la conclusione dell'aumento di capitale da 13 miliardi. Che, con la sua valanga di nuova carta, ne ha modificato strutturalmente la fisionomia della proprietà: le Fondazioni, in passato padrone indiscusso della banca, oggi hanno in mano il 6% del capitale, mentre al retail - cioè i piccoli risparmiatori - è restato il 13% del capitale, meno della metà del 28,8% che veniva loro attribuito a fine novembre, secondo i dati che persistono sul sito della banca. Perso mezzo miliardo su Alitalia. Nei numerosi interventi dei soci a tenere banco è l'oneroso aumento da 13 miliardi, che peraltro ha assottigliato il nucleo dei soci storici, la partita dei Non performing loans e alcuni casi specifici, come Alitalia. «Abbiamo perso mezzo miliardo, tanti soldi», ha detto al riguardo il direttore generale, Gianni Papa: «Abbiamo sostenuto la compagnia in passato e vogliamo continuare a farlo in futuro, ma a patto che ci sia un piano sostenibile sul lungo periodo»
Milano Finanza
Al via l'assemblea di Unicredit chiamata ad approvare i conti del 2016, chiusi con una perdita netta di 11,4 miliardi da coprire attraverso la riserva sovrapprezzo azioni. Alla riunione è presente il 49,9% del capitale. Al libro soci sono iscritti 359mila azionisti. Aabar Luxembourg, il fondo sovrano di Abu Dhabi, resta il maggiore azionista con il 5,038%, anche dopo il recente aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Tra i soci di Unicredit post aumento di capitale ci sono investitori istituzionali al 62%, di cui 2% italiani, retail al 13%, fondi sovrani al 10%, Fondazioni al 6% e altri al 9%. E' quanto è emerso in tarda mattinata durante l'assemblea. Intanto il titolo Unicredit sale dell'1,25% questa mattina alle ore 11:06 a 13,8 euro per azione. "La qualità dell'attivo è in continuo miglioramento a conferma della nostra solidità". Lo ha detto questa mattina l'ad di Unicredit , Jean-Pierre Mustier. "Il gruppo ha conseguito una "riduzione significativa dei crediti deteriorati grazie ad azioni decise per ridurre il rischio, raggiungendo il livello più basso da metà 2010", ha aggiunto. L'ad ha ricordato che nel bilancio 2016 le sofferenze sono scese del 36% e le inadempienze probabili sono calate del 9%.
Il Sole 24 Ore
A meno di due mesi dalla chiusura dell’aumento di capitale da 13 miliardi, oggi in assemblea si scoprirà che cos’è la nuova UniCredit. O meglio, si avrà qualche elemento in più per identificare il nuovo azionariato, a trazione estera, che ha consentito a Jean Pierre Mustier di portare a casa la più grande ricapitalizzazione mai tentata in Italia. Un dato è certo: il capitale di oggi, dal punto di vista qualitativo oltre che quantitativo, è diverso da quello che il 12 gennaio - sempre in assemblea, sempre a Roma nell’ex sede Capitalia dell’Eur - aveva deliberato l’aumento quasi all’unanimità, nonostante i legittimi patemi di qualche socio, per lo più piccolo. La valanga di nuova carta ha travolto proprio loro, i cassettisti, ma anche buona parte dello storico nocciolo duro composto da Fondazioni e soci privati, che complessivamente si è assottigliato poco al di sopra del 5-6%. Tutto il resto è in mano ai fondi. Quali? Oggi si dovrebbe saperne qualcosa in più, visto che sul sito della banca l’unica presenza segnalata oltre il 5% sono gli arabi di Aabar, che in fase di aumento hanno difeso la loro quota; in autunno si era palesato Capital Research, salito fino al 6,5% e poi diluito.
ECONOMIA & FINANZA
First Online
Una mappatura esaustiva delle transazioni del mercato italiano dei crediti deteriorati, l’analisi dei trend, la clusterizzazione per segmento e per geolocalizzazione delle sofferenze italiane. Dati che Banca IFIS è in grado di analizzare in maniera complessiva grazie all’incrocio delle fonti, del database proprietario e di una leadership comprovata nel mercato italiano dei Non-Performing Loans e che sono raccolti di aprile 2017, nel nuovo osservatorio “Market Watch NPL – Italian Scenario”. L’osservatorio, che sarà a disposizione con cadenza trimestrale, evidenzia i principali dati relativi ai trend generali e di dettaglio dei NPLs, con particolare focus sulle transazioni realizzate e in pipeline che caratterizzano il panorama italiano. Il documento, redatto in lingua inglese, è composto da quattro sezioni: 1) general overview (trend delle varie tipologie di crediti deteriorati); 2) distribution by industry and segment of economic activity (distribuzione dei crediti deteriorati per settore economico produttivo secondo il codice ATECO); 3) distribution by customer location (divisione dei NPLs per area geografica dei debitori/clienti); 4) transactions on the Italian market (transazioni totali e divise per macro categorie di assets), completa di evidenziazione dei top buyers e originators.
Il Sole 24 Ore
Per ora il risultato è 1 a 0 a favore di Fininvest/Mediaset. E Pier Silvio Berlusconi rimanda la palla nel campo di Vivendi. «È stata accertata una violazione della legge: tocca a loro trovare una soluzione», dice l’ad del gruppo televisivo all’indomani della decisione dell’Agcom che ha imposto alla media company transalpina di rimuovere il problema nel giro di 12 mesi, scegliendo tra Mediaset e Telecom. Nessuna volontà - almeno per ora - a cavare le castagne dal fuoco ai francesi, acquistando le azioni che Vivendi potrebbe decidere di dismettere. «Fininvest non può comprare più del 5% all’anno, altrimenti scatta l’Opa », si è limitato a osservare Berlusconi jr. Per quanto riguarda Mediaset, ha ribadito l’ad, l’accordo di un anno fa (che prevedeva uno scambio azionario reciproco del 3,5% e il passaggio di Premium sotto le insegne di Vivendi) era «in assoluto il migliore sia per noi, ma soprattutto per loro, perchè individuava una direzione strategica chiara che oggi invece manca».
Il Sole 24 Ore
Apertura in forte calo per Mediaset in Borsa. Nei primi scambi il titolo ha ceduto fino al 4,12% a 3,398 euro, per poi velocemente recuperare gran parte del calo. Ora le azioni stanno viaggiando in ribasso di oltre l’1%. La performance arriva all'indomani dell'annuncio della maggior perdita di sempre per il gruppo del Biscione che comunque stima per il 2017 il ritorno all'utile. Un risultato, quello segnato nel bilancio appena archiviato, attributo dalla società all'effetto Vivendi che, non rilevando Premium nel 2016, ha determinato un impatto negativo di 341 milioni sul conto economico. Ora però l’attenzione è tutta rivolta alle possibili mosse che Fininvest e Vivendi metteranno in cantiere per sbrogliare la partita Mediaset. In proposito ieri l'amministratore delegato del Biscione, Pier Silvio Berlusconi ha rimandato la palla in campo d'Oltralpe: «E’ stata accertata una violazione della legge: tocca a loro trovare una soluzione». Il riferimento è alla decisione dell'Agcom che ha dato un anno di tempo a Vivendi per scendere sotto la quota di collegamento o in Mediaset o in Telecom Italia
Il Sole 24 Ore
La disputa fra Sky e Telecom Italia in Italia frena la crescita di abbonati della media company di casa Murdoch in Italia. Dopo gli incrementi per cinque trimestri consecutivi il dato degli abbonati torna infatti in calo a marzo. E questo perché, almeno questa è la spiegazione data da Sky, c'è un canale di vendita che non funziona più: quello finora assicurato da Telecom Italia in base ad accordi precedenti. La nota sui nove mesi dell'anno fiscale di Sky (i sei mesi del 2016 e i primi tre mesi del 2017) riporta questo - assieme al clima complessivo dell'economia, che ovviamente non sta premiando l'andamento del settore della pay tv in Italia - come il dato saliente che spiega i 7mila abbonati in meno a marzo (rispetto a dicembre) per Sky Italia.
Il Sole 24 Ore
Atlantia starebbe contattando banche italiane e spagnole per organizzare un finanziamento di 10 miliardi di euro al servizio dell’offerta pubblica di acquisto e di scambio sul gruppo spagnolo Abertis. Le indiscrezioni, riportate stamane dal quotidiano iberico Expansion, confermano ulteriormente quanto i colloqui tra i due gruppi siano ormai in fase avanzata. Il gruppo Atlantia, interpellato dal Sole 24 Ore, non ha rilasciato commenti. I titoli in Borsa si stanno muovendo a due velocità. A Piazza Affari Atlantia cede quasi il 2% a 22,76 euro. Direzione opposta alla Borsa di Madrid per Abertis, in forte rialzo: +3,20% a 16,30 euro. A muovere i mercati anche le speculazioni sul possibile prezzo di una eventuale offerta di acquisto e scambio, cash più azioni, di Atlantia su Abertis. Da quanto chiarito dalle due società sono state esaminate diverse ipotesi preliminari sulla possibile struttura dell'operazione ma al momento non c'è alcuna proposta concreta
AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
A Piazza Affari sono state gettonate le azioni delle banche, conUbi Banca in prima fila, balzata in avanti del 3%. Sono andate bene anche leUnicredit, nel giorno dell’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio del 2016, chiuso con una maxi perdita da oltre 11 miliardi. Oggi inoltre si è dimesso il vicepresidente, Luca Cordero di Montezemolo.Nel corso dell’assise dei soci l’ad, Jean Pierre Mustier, ha dichiarato che la crescita prevista per l’istituto è pienamente organica e che dunque per l'istituto sono finite le cessioni. «Non c'è più niente da vendere o da acquisire», ha dichiarato il manager. LeBanco Bpmsono salite del 2,8%, beneficiando dell’ipotesi riferita dal Sole 24 Ore che la banca avrebbe individuato la shortlist dei pretendenti intenzionati ad acquistare 700/800 milioni di sofferenze garantite, mentre le BiPer hanno recuperato l’1,4%. Mediaset sbanda dopo maxi-perdita 2016, ma chiude in rialzo. Mediaset, dopo una partenza in calo, ha rialzato la testa anche se ieri la società ha annunciato di avere chiuso il 2016 con una perdita record da 294 milioni, a causa di svalutazioni per 267 milioni per le attività pay.
Cor.Com
Orange lancerà a luglio la sua banca: sarà 100% mobile e senza spese o commissioni per i clienti. L’annuncio ufficiale arriva da Stéphane Richard, amministratore delegato della telco francese, salito sul palco dell’evento Show Hello per presentare le novità che riguardano il gruppo. L’ex monopolista francese delle telecomunicazioni farà debuttare Orange Bank in piena estate, precisamente il 6 luglio. L’Ad ha definito la nascita della banca mobile di Orange “un nuovo capitolo importante della nostra storia che si apre. Orange è adesso anche una banca, con l'esperienza del cliente al centro del suo modello”. Zero spese e cuore digitale - Il conto mobile di Orange Bank non richiederà garanzie di reddito per aprire il conto, con spese ridotte e operatività dal cellulare tramite app: pagamenti, bonifici e richieste di prestiti quando sarà disponibile anche questo servizio. Zero spese di gestione e prelievi gratis. L'offensiva di Orange, che lo scorso anno aveva acquistato la banca online Groupama, sfida le banche tradizionali e quelle online. Il conto si potrà aprire tramite telefono ma sarà possibile avere assistenza in 140 punti vendita in Francia da assistenti abilitati. Dal 15 maggio Orange Bank sarà disponibile per i dipendenti, mentre da luglio i conti potranno essere sottoscritti da tutti.
Il Sole 24 Ore
Le elezioni presidenziali francesi sono da tempo considerate il principale fattore di rischio per i mercati quest’anno. A pochi giorni dal voto del primo turno tuttavia non pare che i timori di disintegrazione dell’euro (legati all’avanzata dei partiti populisti anti-euro) abbiano condizionato più di tanto le scelte dei grandi investitori. Il 48% dei grandi gestori che hanno partecipato al consueto sondaggio mensile condotto dalla banca americana BofA Merrill Lynch ha dichiarato in questa fase di voler sovrappesare (cioè aumentarne il peso nel portafoglio) le azioni europee. Da 15 mesi a questa parte non si riscontrava un interesse tanto elevato per l’equity continentale. Il dato è in netto contrasto con l’orientamento dei grandi gestori rispetto al mercato azionario americano. Il 20% degli intervistati ha infatti dichiarato di voler sottopesare la componente equity Usa. Gli analisti di BofA Merrill Lynch segnalano che, quella in atto, è la quinta maggior rotazione dall’azionario Usa all’azionario Europa dal 1999. Questa rotazione ha varie ragioni. Quella più importante è sicuramente il prezzo: Wall Street è troppo cara rispetto all’Europa. Oggi il rapporto prezzo/utili attesi dell’indice S&P500 è in media di 18 volte. Nettamente più alto, sia rispetto alla sua media storica (15.7 nell’ultimo quinquennio) sia rispetto alla media delle blue chip europee che fanno parte dell’indice S&P Europe 350 il cui rapporto prezzo utili attesi è di 15 volte
Morningstar
Le incertezze che si registrano a livello economico e geopolitico in giro per il mondo stanno dando una mano al reddito fisso. L’indice Morningstar dedicato ai bond globali nell’ultimo mese (fino al 19 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,5%. L’andamento del paniere è sostanzialmente in linea con quello, nello stesso periodo, della categoria Morningstar che raccoglie i fondi dedicati ai global bond. “Gli elementi che gli investitori stanno prendendo in considerazione in queste settimane quando ragionano sulle obbligazioni sono diversi”, spiega Sarah Bush, responsabile della ricerca sul reddito fisso di Morningstar. “Nell’elenco vanno inserite le incertezze sulle prossime mosse di politica economica dell’amministrazione Trump negli Usa, le preoccupazioni legate agli attacchi militari in Siria e in Afghanistan e le incognite relative alle prossime chiamate elettorali in Europa. In una situazione del genere non è strano che gli investitori cerchino un po’ di riparo in quello che viene considerato un porto sicuro”.
Morningstar
Finora abbiamo avuto un assaggio della reazione dei mercati alla presidenza di Donald Trump, ma nessuno può dire cosa accadrà in futuro. I settori ciclici, in particolare i titoli finanziari, sono stati i preferiti tra novembre 2016 e gennaio 2017, tuttavia ci sono molte incertezze sui trend futuri, per le molte questioni aperte, dai trattati commerciali internazionali, all’immigrazione, alla deregulation, alla riforma fiscale e alle spese per la difesa. Quante promesse elettorali si trasformeranno in realtà è difficile dirlo: la bocciatura della legge per mandare in soffitta l’Obamacare è una prova del fatto che la strada appare in salita. Strategia e tattica. Come si sono comportati i migliori fondi, ossia quelli con Morningstar Analyst rating pari a Bronze, Silver o Gold, di fronte alle incognite dell’amministrazione Trump? L’analisi svolta sugli Azionari Usa disponibili in Europa rivela una tendenza a cogliere le opportunità che si sono presentate a Wall Street, senza mai perdere di vista l’orizzonte di medio-lungo periodo.
Morningstar
L’Europa emergente è ancora un’area di opportunità per gli investitori o va affrontata con cautela? Il dubbio viene guardando i dati che mostrano una certa difficoltà della regione a tenere il ritmo dell’anno scorso. L’indice Morningstar dedicato alla parte in via di sviluppo del Vecchio continente nel 2016 è salito del 34,2% (in euro) mentre da gennaio (fino al 18 aprile), ha portato a casa +0,5%. La categoria Morningstar dedicata ai fondi specializzati sull’Europa emerging nel 2016 ha guadagnato il 27,4% mentre da inizio anno ha segnato +1%. “Il Vecchio continente - nel suo complesso e nel breve - termine può essere considerato una zona a rischio, ma ci sono alcune aree che offrono opportunità di lungo periodo”, spiega Dan Kemp, responsabile degli investimenti di Morningstar Investment Management. “Noi siamo postivi sull’Europa emergente come lo eravamo nel 2016. Certo, si può dire che altre regioni, come ad esempio gli Stati Uniti, danno un altro livello di sicurezza. Ma là le valutazioni sono ormai troppo alte”.
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Siete preoccupati che un tweet dell’incontenibile Trump vi mandi in rovina azzoppando l’euro «perché il dollaro è troppo forte» o facendo implodere le azioni General Motors «perché fabbrica le auto in Messico e non negli States»? Tranquilli: tre ragazzi statunitensi con in tasca una laurea in informatica della Cornell University hanno creato un’app pensata proprio per proteggere il piccolo investitore dagli eventi negativi. Si chiama Trigger Finance ed è una startup newyorchese che segnala gli eventi o le news più importanti (appunto i trigger, i “grilletti”) in grado di muovere i mercati. «La nostra missione è costruire una piattaforma di investimento di nuova generazione su mobile che usi un linguaggio semplice, i big data e l’intelligenza artificiale per aiutare i risparmiatori a investire sui mercati con maggior razionalità e disciplina» spiega la giovane co-fondatrice e chief executive officer Rachel Mayer, una ragazza venezuelana che ha studiato al Mit di Boston e lavorato nella divisione di trading algoritmico di Morgan Stanley. Ed è proprio all’interno della banca d’affari americana che la Mayer si è resa conto di quanto sia ampio il gap tra i sofisticati strumenti a disposizione degli investitori istituzionali e quelli per il piccolo risparmiatore
La Voce
La legge di contabilità e finanza pubblica 196/2009 illustra, all’art. 10, i contenuti obbligatori del Documento di economia e finanza. In particolare, il comma 10 prevede che: “In apposito allegato al Def, in relazione alla spesa del bilancio dello Stato, sono esposte, con riferimento agli ultimi dati di consuntivo disponibili, distinte tra spese correnti e spese in conto capitale, le risorse destinate alle singole regioni, con separata evidenza delle categorie economiche relative ai trasferimenti correnti e in conto capitale agli enti locali, e alle province autonome di Trento e di Bolzano”. Queste spese non riguardano quindi semplicemente i trasferimenti che lo stato attribuisce alle singole regioni, bensì ogni flusso che affluisce a vario titolo alle stesse. Beninteso, è esclusivamente spesa statale, regionalizzata ove possibile secondo il luogo fisico in cui avvengono i pagamenti, escludendo quindi quella delle regioni e degli enti locali stessi. Ne emerge un quadro da un lato molto variegato e dall’altro ancora molto poco esplicativo, mentre sarebbe utile conoscerne qualche dettaglio in più. Le tabelle contenute nel Def sono tre e operano diverse distinzioni. Innanzitutto, vengono presentati i flussi totali per ogni singola regione e provincia autonoma; viene anche riportato il totale dei pagamenti attribuiti alle regioni, ma di cui è impossibile una esatta allocazione territoriale (cosiddetta spesa non regionalizzata; ad esempio, pagamenti destinati all’estero e quote di ammortamenti, nonché le risorse non attribuite direttamente dallo stato ma versate in fondi del bilancio o attribuite a enti “intermedi” e poi riallocate). Infine, i flussi sono distinti per categoria economica, distinguendo parte corrente e parte in conto capitale.
Il Sole 24 Ore
Azione e reazione. In Venezuela la tensione è altissima. Una grande manifestazione dell'opposizione, con scontri e proteste; il bilancio è di 3 morti, due giovani di 17 e 23 anni e una guardia nazionale. Decine i fermati. La manifestazione è stata organizzata in risposta a quella del governo di Nicolas Maduro, pochi giorni fa, una parata militare interpretata come una esibizione di forza. Maduro, in serata, ha dichiarato in televisione che «ancora una volta, le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare un tentativo di golpe». Gm chiude dopo l’esproprio. Non solo, ma il gigante automobilistico americano General Motors ha annunciato la sospensione di tutte le sue operazioni nel Paese dopo che le autorità di Caracas hanno «inaspettatamente sequestrato» il suo stabilimento. Gm parla di una «misura arbitraria e di una confisca illegittima dei suoi asset in totale disprezzo della legalità». Il mercato auto venezuelano è collassato del 92% in marzo poiché la scarsità di dollari ha spinto i prezzi alle stelle. Gm impiega 2678 persone nel Paese e ha accordi con 79 concessionari.
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Marco Onado
Mentre la ripresa economica mondiale si sta confermando più robusta del previsto, si accentuano le incertezze collegate a quando e come abbandonare le politiche monetarie eccezionali adottate da tutte le banche centrali per sostenere l’economia e il sistema finanziario. Se la Fed ha già annunciato la svolta, che peraltro verrà realizzata con grande prudenza, l’Europa e l’area euro in particolare si segnalano, tanto per cambiare, per l’asprezza del contrasto di opinioni. L’esempio più clamoroso è di questi giorni: in un’intervista Jens Weidmann membro dell’esecutivo della Bce, ha affermato che prima si interrompe il Quantitative easing tanto meglio è, dopo aver detto che l’euro si sarebbe salvato anche se non fosse stato comprato un solo titolo pubblico. In un’altra intervista, Andreas Dombret, consigliere della Bundesbank ha invece dichiarato che tassi di interesse più elevati, inevitabilmente legati all’abbandono degli acquisti della banca centrale, potrebbero mettere a rischio 800 banche tedesche, quasi la metà dell’intero sistema bancario.
Il Sole 24 Ore — Tony Smith
Gli interrogativi legati agli eventi tra l’aprile del 1917 e l’aprile del 1919 – dall’entrata dell’America nella Prima Guerra mondiale fino alla proclamazione della Convenzione della Società delle Nazioni Unite – sono all’incirca gli stessi interrogativi cui ci troviamo di fronte oggi, mentre ci avviciniamo ai centenari di quegli eventi. Si tratta di domande sulla rilevanza dell’internazionalismo liberale per il futuro, e diventano più delicate ogni giorno che passa dall’inizio della presidenza di Donald Trump. Il fascismo è morto con la Seconda Guerra Mondiale nel 1945 (sebbene sopravviva in alcuni Paesi sotto mentite spoglie), così come il comunismo è morto come ideologia vivente con la caduta del Muro di Berlino nel 1989. E ora nelle mani dell’amministrazione Trump stiamo forse assistendo alla fine di una struttura che ha superato due dei massimi sistemi totalitari del ventesimo secolo e che ha portato un relativo ordine a un mondo violento e caotico? Se così fosse, è probabile che sia il risultato di questioni molto simili a quelle che hanno definito l’ascesa dell’internazionalismo liberale un secolo fa.
INTERNAZIONALE
The New York Times
WASHINGTON — World finance leaders on Thursday defended globalization against an assault from President Donald Trump and European populists. They argued that blocking free trade would hobble economic growth instead of saving jobs from foreign competition. World Bank President Jim Yong Kim told journalists that freer trade and more openness were "critical for the future of the world." Christine Lagarde, the managing director of the International Monetary Fund, said that the answer to the wave of populism gaining support in many countries was to work for "more growth and better growth" in the world economy.
The New York Times
President Trump said on Thursday that he would not give the American military a direct role in helping stabilize war-ravaged Libya, rejecting years of pleading by Italy for more assistance in stemming African migrant traffic into Europe. Mr. Trump’s comments came during a White House news conference with Prime Minister Paolo Gentiloni of Italy, who implored the United States to step up its “critical” involvement in Libya, a former Italian colony. “We need a stable and unified Libya,” Mr. Gentiloni, who has been in office since November, said, discussing a conflict that has sent thousands of asylum seekers across the Mediterranean to Italy and other European countries. “A divided country, and in conflict, would make civility worse.”
Forbes
Signature Bank and New York Community Bank both saw their year-over-year commercial real estate lending decrease in New York City in 2016, which makes sense given that multifamily lending – the focus of the commercial real estate portfolios of both local NYC banks – dropped even more than overall commercial real estate lending in that time. But though the multifamily origination by both lenders might have been expected to decline by roughly the same rate, that’s not what happened.
Marketwatch
The price tag for global bank misconduct linked to the financial crisis is a steep $5 trillion in lost lending, said Bank of England Governor Mark Carney on Thursday. “Global banks’ misconduct costs have now reached over $320 billion—capital that could otherwise have been used to support up to $5 trillion of lending to households and businesses,” Carney said in a speech to the Institute for International Finance in Washington. Carney said regulators are determined to address the root causes of misconduct, which leaves the global financial system is at a crossroads.
Financial Times
Figures released by the biggest US banks in recent days show the industry is finally starting to profit from higher rates. Lending margins, which last year reached their lowest level in six decades, rose in the first quarter by the most in seven years. If the eight basis point margin increase were to hold up across the sector, Autonomous analyst Brian Foran estimates the US banking industry would net an additional $11bn of interest income per year.
TECNOLOGIA
Milano Finanza
Secondo persone al corrente dei piani della società, Google ha intenzione di introdurre una funzione di ad-blocking nelle versioni mobile e desktop del proprio browser web. La funzionalità di blocco della pubblicità, che potrebbe essere attivata come impostazione predefinita all'interno di Chrome, filtrerebbe determinate tipologie di annunci ritenute responsabili di un’esperienza negativa nell’ambito della navigazione degli utenti sul web. La novità potrebbe essere annunciata ufficialmente nell’arco di qualche settimana, ma il colosso della Silicon Valley sta ancora mettendo a punto i dettagli e potrebbe decidere di non procedere con il piano, hanno specificato le fonti. Quelle considerate inaccettabili sarebbero le pubblicità recentemente indicate dalla Coalition for Better Ads nell’elenco di standard pubblicato a marzo. In base a questi criteri, formati quali i pop-up, i video con audio che partono automaticamente e i "prestitial" con timer di conto alla rovescia sono ritenuti “al di sotto della soglia di accettabilità del consumatore”. In un possibile scenario, Google potrebbe scegliere di bloccare tutta la pubblicità visualizzata nei siti che veicolano annunci lesivi, anziché i singoli annunci definiti tali. In altre parole, i proprietari dei siti potrebbero essere tenuti a garantire che tutte le inserzioni soddisfino gli standard altrimenti la pubblicità sui loro siti risulterebbe bloccata su Chrome
Il Sole 24 Ore
Dopo dieci giorni intensi di uso esclusivo di Samung Galaxy S8 plus abbiamo due certezze. La prima è che il nuovo smartphone coreano è con un piede nel futuro per design, display e performance. La seconda è che però non ci entra (nel futuro) e non si può parlare di rivoluzione ma solo per qualche piccola imperfezione e per un assistente vocale (Bixby) ancora bimbo rispetto ai Siri e Cortana. Ma andiamo con ordine. Le forme contano. Cominciamo con il dire che se i manager di Samsung volevamo farsi perdonare il disastro del battery-gate con questa nuova serie sono sulla buona strada. I Galaxy S8 e S8+ sono i migliori telefoni Android che si possano acquistare in questo momento. I bordi dello schermo con gli angoli smussati e l'assenza quasi totale di cornici li rendono gli smartphone più avanzati e moderni, geneticamente parenti evoluti e chic dei telefoni in commercio. A confronto l’iPhone 7 Plus sembra nelle forme e nelle curve un telefono di una categoria diversa.
la Repubblica
UN GIORNO, non troppo lontano, ogni password sarà un ricordo. E no, non per le soluzioni biometriche a disposizione, che pure già sovrintendono l'accesso ai nostri smartphone, dall'iPhone 7 al neonato Samsung S8, ma per quello che riguarda il collegamento ad aree riservate di siti, app e servizi. Facebook vuole infatti diventare il nostro "mastro di chiavi", almeno stando a quello che si è sentito sul palco dell'F8 chiuso oggi a San Jose, in California. Nel corso dell’evento riservato agli sviluppatori è stata infatti lanciata la versione beta di Delegated Account Recovery, un modo all'apparenza sofisticato ma nella realtà piuttosto semplice con cui la piattaforma di Mark Zuckerberg vuole trasformarsi in una sorta di passepartout digitale. In grado al contempo di custodire ogni nostra password e sostituirsi ad esse. L'idea è la seguente: se dimentichi la parola magica necessaria ad accedere a un sito o un'applicazione potrai utilizzare Facebook come ingresso di sicurezza. Quell'app o quel sito ti consentiranno di accedere – e cambiare più facilmente la password evitando i noiosi passaggi via email, che fra l’altro sono poco sicuri in termini di cybersicurezza – attraverso una verifica proposta da Facebook.
Wired
i tratta di un piccolo elicottero senza equipaggio, collegato con fibra ed energia, pronto a intervenire in zone danneggiate o comunque inutilizzabili. La “Tether-tenna”, come spiegato in un post per gli sviluppatori, una volta completata, potrebbe essere implementata immediatamente ed essere capace di funzionare in autonomia per mesi a ogni intervento, per portare la connessione in casi di emergenza, per fare in modo che la popolazione resti connessa anche mentre vengono riparate le infrastrutture fisiche.
Wired
Un aeroplano senza coda. Suona strano, ma così doveva essere. Perché tutto ciò che appesantiva il jet nella sua fase di decollo verticale, doveva sparire. Per questa ragione il fondatore di Lilium Aviation, Daniel Wiegand, quando con la sua squadra ha costruito il primo aeromobile a propulsione elettrica del mondo, in grado di decollare e atterrare verticalmente e volare con le sue ali, ha deciso che della coda si poteva tranquillamente fare a meno. All’inizio di aprile, la startup di Monaco ha fatto fare al suo Vtol-Jet (Vertical Landing and Take off – atterraggio e decollo verticale) il volo inaugurale. Ora è certo: il jet può passare senza soluzione di continuità, e soprattutto senza problemi di sorta, dal decollo verticale al volo lineare.
la Repubblica
Nei giorni scorsi la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha smentito una notizia falsa che riguarda la sorella morta da anni. Che cosa rischia chi l'ha creata? Si tratta di una notizia falsa diffamatoria, cioè diretta a offendere la reputazione altrui. La persona offesa - o, nel caso specifico, i suoi eredi - potrebbe rivolgersi non solo al giudice civile ma anche a quello penale. Essenziali, in questo caso, diventano dolo e colpa del soggetto che commette l'illecito: voleva ottenere quel risultato, oppure ha accettato il rischio di ottenerlo non verificando la notizia che stava dando con la necessaria attenzione. Il reato cui si fa riferimento è disciplinato dall'articolo 595 del codice penale che per la diffamazione a mezzo stampa, pubblicità, o atto pubblico prevede la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro. "Anche se, per fortuna, è raro che la condanna imponga il carcere", precisa Scorza.
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