Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS clicca qui –
Per disattivarsi dalla mailing list OFNEWS1 clicca qui –
Per iscrivere un amico clicca qui –
Per comunicare con la redazione clicca qui
OF NEWS E' ORA IN VERSIONE MOBILE CLICCA QUI! Oppure visita dal tuo dispositivo mobile
www.ofnews.tv
Compatibile con iPhone, iPad, Android e BlackBerry. Se leggi questa newsletter in versione cartacea, puoi usare il qrcode per accedere alla versione mobile.
Il presidente dell'Unione europea Ue, Herman Van Rompuy, ha ufficializzato la firma del Trattato sul fondo salva-stati permanente, l'European Stability Mechanism (Esm). Il fondo diventerà operativo nel prossimo mese di luglio e avrà risorse iniziali per 500 miliardi, grazie a 700 miliardi di capitale sottoscritto dagli Stati dell'Eurozona. Una rivalutazione di tali risorse è però già programmata per i primi di marzo, quando ci sarà il prossimo vertice dei capi di Stato e di governo Ue. In quella occasione, come stabilito nel Consiglio del 9 dicembre scorso, "rivaluteremo l'adeguatezza delle risorse di Efsf e Esm", ha dichiarato Van Rompuy
Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit, e di altre 19 persone per una presunta maxi frode fiscale da 245 milioni di euro realizzata attraverso l'operazione di finanza strutturata denominata Brontos.
L'inchiesta "Brontos" riguarda una serie di operazioni che avrebbero permesso a Unicredit di pagare meno tasse. Sono 20 gli indagati, 17 tra manager ed ex manager del gruppo bancario italiano e tre dipendenti della banca inglese Barclays. La procura ipotizza il reato di dichiarazione fraudolenta aggravata da ostacolo alle indagini
Dopo anni di baruffe, talora scomposte, l'avvocato Gianpiero Samorì e la Popolare dell'Emilia Romagna potrebbero arrivare a un appeasement o quantomeno a una tregua.
Il ramoscello di ulivo potrebbe essere rappresentato da Romano Minozzi, l'imprenditore emiliano del settore ceramica, socio di Mediobanca e consigliere di Terna
La verità? «Forse sarebbe stato più facile non fare il contratto. Questo è stato un accordo fortemente voluto che ha portato ad una crescita reciproca delle parti nella negoziazione». Non è l'ammissione del giorno dopo, a caldo, ma quella ponderata, che arriva a due settimane dalla sigla del rinnovo del contratto dei bancari. Il presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro di Abi, Francesco Micheli parla di un accordo che ha avuto una preparazione molto lunga, «iniziata nel luglio del 2010», e «uno scambio vero: i sindacati hanno ottenuto ben 170 euro e tutele occupazionali».
Solo adesso, a distanza di due settimane, «con condizioni di scenario in ulteriore peggioramento, forse non sarebbe più stato possibile». I direttivi dei sindacati firmatari hanno approvato l'ipotesi di accordo, nei prossimi giorni cominceranno le assemblee dei lavoratori a cui spetta il via libera finale; solo allora l'ipotesi sarà trasformata in contratto vero e proprio
La joint venture Generali-Ppf non muterà fino alla scadenza degli accordi nel 2014: non ci sarà nessuna risoluzione anticipata. L'ad del gruppo triestino Giovanni Perissinotto ha ribadito nuovamente l'inconsistenza delle indiscrezioni provenienti dalla Repubblica Ceca circa le intenzioni del finanziere Petr Kellner di cedere il proprio 49 per cento. Voci suffragate dalla progressiva discesa dell'imprenditore nel capitale della compagnia con una partecipazione ridotta dal 2% di due anni fa all'1,1% circa
Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, rivendica la correttezza della linea «interventista» seguita dalla Commissione nell'accompagnare il progetto di salvataggio di Fonsai architettato da Unipol e approva la cancellazione della buonuscita da 90 milioni inizialmente accordata ai Ligresti. L'offensiva è avvenuta ieri pomeriggio al Senato. Dopo gli strali piovuti da più parti per il dialogo avviato dall'Authority con Unipol e Fonsai (accompagnate da Mediobanca e Unicredit) per modificare l'impianto originario ed evitare l'obbligo di Opa, Vegas ha negato che il nuovo piano assicuri ancora vantaggi alla famiglia Ligresti. Poi, bersagliato dalle domande dei senatori, ha detto che sull'acquisto della holding Premafin «non c'è» alcuna «proposta definitiva depositata» presso la Consob e che quindi il quadro potrà «ancora cambiare»
L'unica certezza è che la Borsa spera di strappare qualche euro in più per l'addio di Benetton a Piazza Affari. Per tutto il resto, l'ultima pagina non è stata ancora scritta. Ieri il titolo del gruppo tessile di Ponzano Veneto è tornato agli scambi e ha chiuso a quota 4,742 euro con un rimbalzo del 17,09% che ha portato le quotazioni al di sopra dei 4,6 euro dell'Opa volontaria di Edizione Holding.
In ogni caso, tra i 30 giorni di preparazione del prospetto e i 15 a disposizione di Consob, qualcosa potrebbe cambiare. Non foss'altro perch´ l'Authority guidata da Giuseppe Vegas sta controllando attentamente i consistenti rialzi del titolo nelle due sedute precedenti la sospensione a Piazza Affari. Gli accertamenti, in questi casi, non sempre procedono speditamente giacch´ se gli acquisti sono stati effettuati su mercati esteri o in dark pools, occorrono le autorizzazioni da parte delle autorità internazionali. Eventualità molto probabile considerato che in Italia c'è minore know-how di queste pratiche sia a livello di software che di hardware
Lunedì, quando il titolo Benetton, fino a quel giorno poco movimentato e «tranquillo» rispetto al prezzo, ha guadagnato il 13,1%, gli scambi sono risultati triplicati in una seduta. E ieri mattina il copione si stava ripetendo con contrattazioni che in breve hanno raggiunto quelle dell' intera giornata precedente. Poche mani, dunque. E «forti»
Nel quarto trimestre del 2011 i criteri per la concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie in Italia hanno subito un significativo irrigidimento. È quanto risulta dell'Indagine sul credito bancario nell'area dell'euro, condotta, relativamente agli istituti italiani del campione, dalla Banca d'Italia.
L'irrigidimento, si legge nello studio di via Nazionale, è stato «determinato soprattutto dalle difficoltà di accesso al finanziamento sui mercati all'ingrosso e dai problemi di liquidità incontrati dagli intermediari nel trimestre, nonché dal deterioramento delle prospettive economiche». La stretta, spiega ancora Bankitalia, si è tradotto in un aumento dei margini di interesse, ma anche, per le imprese, in una revisione delle linee di credito.
Un'accentuazione delle tensioni sull'offerta, ma di minore intensità, è prevista anche per il trimestre in corso
Meglio non farsi illudere dai rialzi registrati dalle Borse nelle prime sedute dell’anno. La volatilità, dicono, gli operatori sta per tornare ad agitare le giornate di trading degli investitori. Molti degli elementi che hanno determinato movimenti repentini degli indici nel 2011 del resto, sono ancora sul tavolo: gli sviluppi della crisi del debito nell’Unione europea, la recessione del Vecchio continente, la situazione della disoccupazione negli Stati Uniti e i risultati macroeconomici della Cina.
Tutti fattori che guadagnano l’onore delle prime pagine e condizionano le strategie quotidiane dei trader. “I mercati mondiali, ancora una volta, assistono a quello che hanno visto ogni volta che c’è stata una fase di recupero dopo una crisi finanziaria”, spiega Bill Russo, amministratore delegato della società di consulenza Securus Financial Strategies (Sfs)
Si accentua la stretta al credito da parte delle banche dell'Eurozona, secondo i risultati del sondaggio trimestrale condotto dalla Banca centrale europea e relativo agli ultimi tre mesi dell'anno scorso.
Lo studio è stato condotto subito dopo la prima operazione di rifinanziamento a tre anni da parte della Bce alle banche e quindi probabilmente non tiene conto del tutto degli effetti dei 489 miliardi di euro di liquidità cui quasi 500 banche hanno avuto accesso all'1 per cento. La prossima operazione di questo tipo verrà condotta dall'istituto di Francoforte alla fine di febbraio: le stime sulla liquidità che le banche chiederanno variano da 300 a mille miliardi di euro.
«Ci aspettiamo un miglioramento nell'accesso alla raccolta sui mercati da parte delle banche nel prossimo trimestre - spiega in una nota la Bce - come potenziale riflesso dell'efficacia delle misure prese». Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato la settimana scorsa a Davos che con le sue operazioni la banca ha evitato un gravissimo credit crunch nell'Eurozona
Potete leggere questo grafico come il film dell’orrore che è passato sotto i nostri occhi a partire dalla scorsa estate. Il contagio che, come era fin troppo facile prevedere, si è diffuso dalla Grecia agli altri paesi europei, ha letteralmente spaccato l’Europa: Italia e Spagna hanno visto schizzare verso l’alto i loro tassi di interesse (perché gli investitori pretendono un compenso per il rischio crescente mentre Germania e Regno Unito vedono addirittura i loro tassi scendere nettamente perché – essendo considerati molto meno rischiosi – sono sempre più richiesti (in gergo, si chiama flight to quality, corsa al titolo sicuro). In mezzo, la Francia che a cavallo del recente declassamento registra oggi una differenza di oltre un punto percentuale (oltre 100 punti base)
Come questa crisi sta cambiando il modo di percepire il denaro? Come si tenta di mantenere il proprio stile di vita? Quanto ha inciso e incide Internet nel rapporto con i soldi? Cosa ci aspetta ancora? Come cambierà il modo di fare banca? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Luigi Campiglio, sociologo, professore ordinario di politica economica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E' la quarta delle interviste su I dieci anni dell'home banking. E riserva alcune sorprese
Aoife Brennan mi mostra gli annunci di gennaio: «Vede questo appartamento? - chiede mostrandomi l'opuscolo con la foto di un piccolo bilocale in stile moderno - Un soggiorno camera da letto,cucina e bagno,35 metri quadrati in pieno centro vicino Grafton Street, lo stiamo proponendo a 95 mila euro», spiega con un sorriso amaro, tirandosi indietro i lunghi capelli biondi. E'il momento peggiore per vendere casa qui a Dublino, ma quello migliore per acquistare e investire. Da Lisney, una delle più grandi agenzie immobiliari irlandesi, lo sanno bene e lo sa pure Aoife che qui lavora come agente e che in una mattinata piovosa, nell'angolo break dell'agenzia, cerca di spiegarmi come stanno le cose: «Tra il 1996 e il 2006 i prezzi delle case a Dublino sono aumentati talmente tanto che gli appartamenti erano piu'costosi qui che a Londra», dice. Ma oggi il vento e' pericolosamente cambiato. «Chi vende ora lo fa per estrema necessità - spiega -. Debiti ad esempio. Molti irlandesi emigrati all'estero ne stanno approfittando e stanno comprando, ma in generale la situazione è drammatica»
La Bce il suo «bazooka» per combattere la deriva dei mercati l'ha messo sul tavolo e i banchieri adesso sono un po' più sereni. Lo dimostra l'inchiesta trimestrale condotta ieri dagli analisti di Francoforte, la «Bank lending survey» di cui si parla in modo più approfondito a pagina 22.
Fra le domande poste agli istituti di credito nel periodo fra la fine di dicembre e i primi di gennaio, cioè dopo la maxi-asta di rifinanziamento a 3 mesi, ce ne sono alcune che riguardano le condizioni della raccolta bancaria. Le risposte dimostrano che l'opera di Mario Draghi sta dando i propri frutti, perché le previsioni sul funding per i mesi a venire sono in miglioramento.
Non altrettanto si può dire in merito alle indicazioni per le famiglie e le imprese, perché sul fronte dei finanziamenti la visione è decisamente pessimista: le condizioni di accesso al credito sono peggiorate negli ultimi tre mesi del 2011 e continueranno a farlo almeno fino a primavera
La partita si gioca in Europa: l'Italia ce la fa con l'Europa o, da sola, non ce la fa. L'Europa è fatta di certe regole e noi dobbiamo dimostrare di averle acquisite nella «spina dorsale e nel cervello».
Però, l'Europa deve anche cambiare in fretta: è necessario che si doti di tutti quegli strumenti utili per stendere una cintura di sicurezza intorno alle nuove emissioni di titoli pubblici dei singoli Stati (a partire dal Portogallo) che si annunciano complessivamente rilevanti per quantità e qualità. È bene, direi doveroso, sottolineare questo dato di fatto nel giorno in cui la fiducia sul titolo Italia ha consentito di tornare ad abbattere il muro dei 400 punti di differenziale dello spread BTp-Bund. L'errore più grave che potremmo commettere è quello di ritenere che ce l'abbiamo fatta. Dobbiamo prendere atto che una parte degli italiani continua a non comprendere fino in fondo la gravità della situazione e – anche se emergono tante, nuove e mature consapevolezze – persiste un gioco pericoloso (non solo politico) che porta a scherzare con il fuoco
La realtà è questa: in Italia ci sono oltre 10 milioni di persone, tra cui moltissimi giovani, che vivono situazioni di lavoro inesistenti oppure estremamente precarie. E per precarie, sia ben inteso, non si intende semplicemente un contratto a tempo determinato, ma si intende una posizione di lavoro in cui non si ha alcuna forma di tutela, dove non ci si può permettere di ammalarsi né tantomeno una gravidanza, dove non ci sono ferie pagate né indennità di fine rapporto e dove, come nel caso delle migliaia di persone costrette ad aprirsi una partita Iva pur non essendo professionisti, bisogna anche pagarsi da soli i contributi che normalmente paga il datore di lavoro. Per queste persone il miraggio non è tanto il posto fisso, ma condizioni di lavoro degne di questo nome, e un qualche supporto che le aiuti quando un contratto finisce e hanno bisogno di tempo o di nuova formazione per trovarne un altro. Milioni di giovani di fatto chiedono questo. Quello che già hanno gran parte dei loro coetanei nel resto d’Europa
An oft repeated phrase over the past two years (yes, that’s how long the European debt crisis has been keeping us entertained) is that it’s a solvency crisis, not a liquidity crisis.
Of course, there are shades of both at play, especially when it’s come to Europe’s banks, which largely lost access to financing (liquidty).
For some, the European Central Bank’s 3-year LTRO program for banks (give us all that junk on your books and we’ll give you really cheap loans) is seen as enabling banks to avoid going from a liquidity crisis to a solvency crisis
Yields are falling on Spanish and Italian government bonds as fears ease that the euro zone's two-yeardebt crisis could spread to its larger economies.
The same can't be said for Portugal, which in 2011 became the third of the 17-member bloc to accept an international bailout. Yields on its benchmarkbonds soared to euro-era highs this week on fears that the economy will contract more than expected, making it harder for the government to repay its debts and perhaps force it to seek another bailout.
The upturn in the health of some battered bond markets comes down to two major points: cheap European Central Bank cash made available for three years through a special financing operation in December and increased confidence that the restructuring of Greece's debt will be orderly, allowing the country to finalize a second bailout. In addition, there have been signs that parts of the region's economy are starting to stabilize
The rainy-day funds that U.S. banks have been tapping to boost their earnings could soon begin to dry up, and that doesn't bode well for bank profits.
Many banks have been "releasing" reserves against bad loans since the worst of the crisis passed and the economy began recovering. That money flows to the bottom line, helping some banks boost earnings at a time when lending and trading profits have been soggy.
But with loan-loss cushions now receding toward precrisis levels, some analysts doubt banks can afford to keep up the pace of reserve releases. Lowering reserve releases could increase pressure ...
(abbonamento)
Outgoing Deutsche Bank CEO Josef Ackermann presided over his final annual press conference on Thursday. His legacy will be that of transforming Germany's largest financial institution into a profit machine. But in the end, he lost control of the specters he unleashed
Sono due mercati diversi, due differenti velocità. Con un unico punto in comune: un Natale che, al netto della crisi economica, ha segnato l'avvio della prima vera diffusione di massa di tablet e lettori di libri digitali. Con vendite raddoppiate quasi ovunque.
Negli Stati Uniti gli ebook viaggiano ad una quota che per altri è fantascienza. Stando all'ultima ricerca commissionata alla A. T. Kearney da Bookrepublic - che viene presentata oggi a Milano al convegno IfBookThen 1 - la quota di mercato dei libri digitali in America ha raggiunto il 20 per cento, contro lo scarso 2,4 dell'Asia e l'1,1 dell'Europa
L'e-book, finalmente, si sta affermando. Anche in Italia. Merito di Banana Yoshimoto, Amos Oz e Stefano Benni. E di Zoom, collana Feltrinelli che con un click permette di scaricare a 99 centesimi le novità. Volendo c'è anche l'oroscopo. Primi commenti in Rete: "Era ora. Così scaricare un libro in digitale conviene". Ok, il prezzo è basso, mentre la qualità degli autori è alta (in arrivo saggi, seppur brevissimi, di Diamanti, Lerner, Saviano). Tutto va bene? No. "Con 99 centesimi ti arriva sul tablet in alcuni casi la preview di un romanzo, in altri casi pillole, raccontini". Rivolta on line dei lettori, disposti a pagare, e non a scaricare illegalmente, ma per l'intero testo. Il vero nodo però è il seguente: con l'arrivo di Amazon e di Apple si compra ormai con molta facilità. Gli editori quindi abbassano i prezzi. Mondadori ha una politica aggressiva: tutte le novità a 6,99 o a 9,99 euro con un occhio a Newton Compton che, grazie a una simile politica, dopo il boom sul cartaceo, anche sul digitale vende bene
METTIAMOLA così: c'è chi sottolinea i propri libri con evidenziatori, biro o senza dimenticare qualche post-it fra le pagine e chi, invece, non oserebbe sfiorare il testo nemmeno con una matita. Da oggi, per gli uni e per gli altri potrebbe esserci però una via di mezzo.
Si chiama "social reading" e, nemmeno a dirlo, è una delle tante possibilità che offrono gli ebook, ovvero i libri digitali. Ne è convinto Javier Celaya, amministratore delegato della spagnola Dosdoce 1, società specializzata nell'uso delle nuove tecnologie nel settore culturale, sbarcato oggi a Milano per parlare alla conferenza internazionale ifBookThen 2 promossa da Bookrepublic.
"La lettura di un testo può avvenire individualmente così come si è sempre fatto, ma da oggi può diventare un'esperienza collettiva", riassume Celaya. Come? Il meccanismo è semplice. "Negli Stati Uniti - spiega Celaya - piattaforme come Thecopia 3, Findings 4, Readmill 5, Readsocialapi 6, Smalldemons 7 o lo stesso lettore di ebook di ultima generazione di Amazon, basato sul browser Silk 8, permettono già di condividere con altri lettori le proprie riflessioni a bordo pagina"
Amazon.com, il colosso americano delle vendite online basato a Seattle, ha chiuso il quarto trimestre con un fatturato in crescita del 35% a 17,35 miliardi di dollari (12,95 miliardi nel 2010) e un utile netto in calo del 58% a 177 milioni (416 milioni) o 38 centesimi per azione contro 91 centesimi del quarto trimestre 2010. Il giro d'affari è inferiore a quello stimato dagli analisti (18,5 miliardi) ma l'utile è nettamente superiore (17-19 centesimi).
Molto incerta la guidance del primo trimestre 2012 a causa di vari fattori: fluttuazione dei cambi, andamento dell'economia e dei consumi, sviluppo di internet e del commercio online, altri fattori difficili da prevedere. Amazon stima un fatturato tra 12 e 13,4 miliardi con un incremento tra 22% e 36% rispetto al primo trimestre 2011, mentre sul fronte del risultato le stime oscillano tra una perdita operativa di 200 milioni (-162%) ed un utile di 100 milioni (-69%). I risultati sono stati diffusi ieri sera dopo la chiusura di Wall Street
Boom della musica legale e pirateria in calo su internet: è uno scenario che sembrava impossibile solo fino a poco tempo fa quello che si sta realizzando anche nel mercato italiano. E il merito è soprattutto delle nuove offerte per gli utenti. Lo dicono i dati ufficiali che Fimi (Federazione industria musicale italiana) presenterà oggi: il fatturato del 2011 è salito del 22 per cento, a 275 milioni di euro, molto di più della media globale, che è stata del +8 per cento. Si riduce così un gap tra l'Italia e gli altri Paesi: adesso il digitale equivale al 21 per cento del mercato discografico italiano. Un dato doppio rispetto a quello del 2010, anche se ancora lontano dalla media globale. Nel mondo, infatti, ormai il 32 per cento del fatturato musicale dipende da internet
A trasformare Facebook in una macchina da soldi è la pubblicità: nella prima pagina dove arrivano gli aggiornamenti dagli "amici" mostra, sulla destra, gli annunci pagati dalle aziende e da altri inserzionisti. Sono grandi quanto un francobollo, da moltiplicare per 800 milioni di utenti attivi nel mondo. Ma fin dall'inizio era chiaro a Mark Zuckerberg, cofondatore del social network, che non voleva i tradizionali banner.
L'ultima evoluzione sono le "storie sponsorizzate": i consigli per gli acquisti vengono accompagnati dai voti del "mi piace". E rivelano il passaggio a una pubblicità dove i portavoce sono gli iscritti nel social network. Di recente, Facebook ha varato anche promozioni nella sua prima pagina, all'interno del "news feed". Chiunque può progettare un'inserzione e scegliere a chi mostrarla, ad esempio soltanto agli abitanti di una città all'interno di una fascia d'età predeterminata
All'inizio non era chiaro che cosa sarebbe diventato Facebook in otto anni: a rivelarlo è una conversazione in chat tra Mark Zuckerberg e il suo migliore amico del liceo, Adam D'Angelo. È il 2004 e discutono su internet. Insieme avevano progettato tra i banchi di scuola un software per gestire brani musicali. Nei testi pubblicati sul sito per tecnoappassionati Business Insider, è Zuckerberg, diventato in seguito amministratore delegato di Facebook, a raccontare i suoi dubbi.
Lavorava a due progetti: un sito per gli appuntamenti online commissionato da tre studenti dell'università di Harvard e "la cosa Facebook", come viene descritta nel dialogo. Era convito che le due iniziative avrebbero debuttato insieme su internet, ma voleva concentrare il suo impegno sul social network, anche se non aveva ancora chiaro che forma avrebbe avuto. Adam D'Angelo immagina che poteva ispirarsi a Friendster, una rete sociale online californiana già decollata nel 2004. E Zuckerberg si chiede come spiegare a chi gli aveva commissionato il progetto del sito di appuntamenti che avrebbe privilegiato "la cosa Facebook". Il seguito è raccontato nel film "The social network" e sarà il motivo di una lunga battaglia legale con i tre allievi di Harvard.
Quanto vale una carriera da rockstar mondiale? Più o meno quanto un investimento (azzeccato) su un sito web. È la risposta (forse poco rock, ma molto redditizia) che è arrivata mercoledì a Paul David Hewson, meglio noto come Bono: che in prossimità della quotazione a Wall Street di Facebook vedrà gonfiarsi notevolmente il suo portafoglio (potenziale: se Bono voglia davvero fare cassa vendendo le sue azioni non è ancora noto). Che c’entrano gli U2 con il social network da 800 milioni di utenti? Meglio fare un passo indietro
As investors dug into the company's freshly released financials Wednesday, analysts and investors began circulating a range of values—from as little as $50 billion to as much as $125 billion—for the social-networking website.
It will be months before the market sets a final price, but already the valuation question has become a tug of war over two essential questions: Just how fast can the company continue to grow? And can it extract value from advertising in the way it plans?
The company views itself through a relatively conservative lens, pegging its value for employee stock grants ... (abbonamento)
Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta
Sicuramente non sta granché bene. La domanda cala. Le erogazioni si riducono drasticamente. E le nuove offerte? Quelle scompaiono del tutto. La Bussola di Of di gennaio 2012 nella casellina riservata alle novità in materia di finanziamenti per la casa spicca per essere per la prima volta drammaticamente vuota. Cosa rivela questo dato? Cosa stanno facendo realmente le banche? Of ha interpellato 5 esperti del settore. Ecco le loro risposte
Quali sono le aspettative di rendimento delle principali classi di investimento per l'anno appena iniziato? Qual è la composizione ottimale di un portafoglio? Quale rendimento è ragionevole attendersi da un paniere ben diversificato di attività finanziarie? Le risposte degli specialisti spesso sono discordi. Tuttavia ci sono alcuni punti fermi che raccolgono la maggioranza delle opinioni degli operatori qualificati
Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta
I fondi etici non sono tutti uguali ma, mediamente, hanno performato meglio rispetto ai fondi comuni tradizionali. È quanto emerge dal Secondo Rapporto sui Fondi Etici in Italia, che classifica i migliori prodotti d’investimento socialmente responsabili in Italia ed include un’analisi sulle performance dei fondi realizzata in collaborazione con Morningstar.
Sono (quasi) 11 milioni. E sono sempre più simili a un conto corrente. OfMigliorPrepagata 2012 è in versione sostituisci-conto, ha l’Iban, si usa si internet per fare acquisti e per i giochi online. Of-Osservatorio finanziario presenta la IX Edizione del Rapporto Prepagate. Vince Superflash di Intesa Sanpaolo. Secondo gradino del podio per Carta Corrente Prepagata di Banca Sella. Terzo classificato per Carta Paypal di CartaLIS IMEL. Ecco la top ten 2012
CONNESSI AL MONDO DELLE NEWS Rassegna stampa da 100 siti. OfNews è la prima Rassegna Stampa e Tv online. Ogni mattina online o anche via email ti offre una selezione ragionata, realizzata da una redazione di giornalisti, delle principali notizie apparse sul web e firmate da oltre 100 siti di news e tv, italiani e internazionali. OfNews ti informa su economia, finanza e tecnologia (web, cellulari e hitech)