Sommario Magazine

Caccia al rendimento

di Francesca Tedeschi
La recente corsa alle obbligazioni, per cui si è tornati a paventare un altro sboom, dopo la bolla di internet e quella immobiliare, ha di fatto riaperto una corsa al rendimento causata dai tassi troppo bassi, prossimi allo zero di Bot e depositi. Il risparmio, come ricordano gli analisti, è pur sempre merce deperibile se lasciata a dormire sul conto corrente. Ma in tutti c'è una voglia di sicurezza, che, nel caso degli invesimenti mobiliari, è un ossimoro: chi investe e spera di guadagnare deve rischiare. E' il gioco della finanza.

Professionisti della finanza internazionale intervistati da Business Week, hanno sintetizzato in una parola la novità post-crisi: trasparenza. E non sono i soli. Recentemente The Financial Times ha dedicato un ampio speciale al futuro dell'investimento e anche qui la parola chiave di economisti come l'ormai notissimo Nouriel Roubini o Leigh Skene, economista dell'istituto di ricerca Lombard Street Associate, è sempre la stessa: trasparenza. La ripetono banchieri come Mario Draghi, Governatore di Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board (Fsb), che la usa come un mantra in ogni suo discorso

La richiedono i governi, ma soprattutto la invocano a gran voce coloro che vogliono tornare a investire e a guadagnare. Ecco perchè c'è chi auspica che le banche d'investimento assomiglino d'ora in avanti sempre di più a istituzioni governative d'investimento che devono rendere conto ai cittadini di quello che fanno. D'altra parte lo Stato ormai è entrato nel sistema finanziario a iniziare da quello degli Stati Uniti d'America. Ultimo caso quello di Cit, la società finanziaria Usa specializzata nel credito alle piccole medie imprese, che ha chiesto la protezione fallimentare attraverso il ricorso al famoso Chapter 11 per evitare il ripetersi del caso Lehman di un anno fa. La procedura serve infatti ad evitare che il flusso di credito finisca

La trasparenza richiede prima di tutto regole capaci di imbrigliare la finanza e farle scoprire i suoi trucchi: questo comporta subito due problemi. Il primo riguarda i tempi: le regole richiedono molto tempo che manca alla finanza, la quale è per sua natura frenetica, oggi più che mai a causa della sua informatizzazione e globalizzazione. Secondo: più regolamenti comportano un aumento dei costi. Tutto questo mentre le persone che investono sono spinte, anche grazie a Internet, a pretendere sempre di più a costi sempre più contenuti e prossimi allo zero. La ricerca di nuove regole, inoltre, alimenta un vasto mercato di lobbying che si danno battaglia sul piano internazionale

Un esempio è l'attuale battaglia che stanno giocando le agenzie di ratings, quelle verso le quali la comunità internazionale punta il dito come una delle principali cause della crisi avendo letteralmente "toppato" la valutazione di titoli come appunto quello della Lehman. Ebbene, oggi sono oltre 100 le società di ratings che offrono servizi sul mercato, ma solo cinque sono ad oggi garantite dal NRSRO che sta per Nationlly Recognized Statistical Rating Organizations. Di fatto nulla sembra essere cambiato rispetto a queste agenzie a dispetto dei loro macroscopici errori. Ciò che sembra essere cambiato semai è l'atteggiamento dell'investitore che guarda poco ai ratings e molto di più ad altre cose. Ma a cosa?

Prima di tutto al rendimento, che sembra essere tornato, vista la corsa alle obbligazioni e agli Etf, ma anche ai fondi azionari. D'altra parte, le banche hanno ricominciato a macinare utili e a distribuire bonus grazie soprattutto agli aiuti pubblici. Nel secondo trimestre del 2009, il 59 per cento dei ricavi delle prime 12 banche europee e statunitensi sono arrivati da attività di trading, da dividendi e da commissioni. E se è vero che a guadagnarci sono soprattutto i manager e gli azionisti, è anche palese che di guadagni potrebbero essercene per tutti. Non è un caso che ci sono azioni di banche popolari italiane che danno un rendimento superiore al 9%. E che si sono fatti affari anche acquistando azioni di gruppi under performance quando erano a un livello molto prossimo allo zero rivendendole quando hanno recuperato, anche grazie all’effetto annuncio degli ormai famosi TBond
continua...

Magazine


Scenario: come cambia la caccia al rendimento dopo il credit crunch

di Francesca Tedeschi 2487 giorni fa
Sotto la grande cappa del credit crunch, l’asfissia del credito, come cambia la caccia al rendimento di chi ha piccoli o grandi patrimoni da investire? Come cambia il modo di pensare e di agire dei piccoli risparmiatori? La famiglia continuerà a lasciare liquidità sul conto di deposito al più arrischiando sui Pronti contro termine oppure su assicurazioni a premio garantito?

Grandi ritorni: è l’ora dei fondi di investimento? Ecco i dubbi su una ripresa ancora fragile

di Zara Stein 2487 giorni fa
Offre dati e informazioni su più di 325.000 strumenti di investimento. Oltre a dati quantitativi e sui rendimenti, elabora analisi e articoli realizzati da esperti e giornalisti. Morningstar ha 19 sedi in tutto il mondo. E per questo è uno dei consulenti indipendenti più ascoltati di investitori privati, consulenti finanziari e istituzioni in tutto il mondo. All’amministratore delegato di Morningstar Italia, Davide Pelusi, Of ha chiesto di analizzare e spiegare l’attuale situazione del risparmio

Risparmio. L’avvertimento del professore. Attenzione, tutto è come prima. Anzi, peggio

di Teo Baldosan 2487 giorni fa
Beppe Scienza, docente di Metodi e modelli per la pianificazione finanziaria presso l’Università degli Studi di Torino e autore del volume "Il risparmio tradito", spiega, senza mezzi termini, perchè si continua a tradire il rispamio. E riguardo all’informazione economica e finanziaria…


Grandi ritorni/2 Riecco il trading. Ma ora si fa chiamare home trading

di Elisa Vannetti 2487 giorni fa
Niente più fanatici del Forex. Basta con la clic-mania: 20 ore al giorno passate al pc a comprare e vendere sui mercati di tutti il mondo. A vincere (ma soprattutto a perdere) intere fortune in un altalena sfibrante. Oggi il trading punta al piccolo risparmiatore domestico. E proliferano le nuove piattaforme web-based, con costi più contenuti e operatività più semplice. Incominciamo a scoprirle da vicino, mettendo a fuoco proprio il loro costo

Come scalare il cielo dei rendimenti con il trading online

di Elisa Vannetti 2487 giorni fa
Prima domanda: è davvero possibile fare trading online senza stare attaccati al computer 8 ore al giorno? Seconda domanda: e quanto oggettivamente si può pensare di ricavarne? Secondo Gianni Lupotto, consulente finanziario la risposta al primo quesito è: si può. Ma per rispondere al secondo fa un esempio concreto: come guadagnare il 7% con solo 6 operazioni di compravendita di obbligazioni. Seguiamolo ( e ognuno può trarre le sue conclusioni)

Diario giornaliero di un trader (alle prime armi)

di Elisa Vannetti 2487 giorni fa
Enrico, 46 anni, trader alla prima esperienza, investe 100 mila euro di giovedì. Il giorno dopo, venerdì, è euforico: sul conto ci sono già 224 mila euro. Ma mercoledì gliene sono rimasti appena 54 mila. E’ una tragedia. Alla fine della sua prima settimana di compravendita al computer Enrico ha sul conto poco più di 92 mila euro. Ecco cosa può succedere a chi per la prima volta accede a una piattaforma di trading online

Ora è tutto un altro trading. Parola di trader

di Elisa Vannetti 2487 giorni fa
Guadagnare con il trading online? Per scoprire se e possibile e come si fa, Of ha incontrato Lorenzo Tajana, trader di professione da 22 anni per almeno 8 ore al giorno. Ecco, secondo il parere di uno dei maggiori esperti italiani, come muovere i primi passi. E poi: su quale mercato puntare all’inizio, su cosa investire. E in più, una dritta da superspecialista: ecco i prodotti su cui scommettere oggi

E ora i bond si acquistano dal telefonino

di Elisa Vannetti 2487 giorni fa
Comprare e vendere titoli, controllare l’andamento della borsa, ricevere news sui mercati mentre si è in mobilità? Si può. Grazie ai cellulari di ultima generazione, sempre connessi a internet. Ma sono ancora poche le piattaforme mobile che permettono un’operatività completa





Videointervista ad Andrea Cardamone
Leggi la trascrizione del video di Andrea Cardamone
Tutte le altre videointerviste