Azioni: su quali settori puntare nel 2017?

I mercati finanziari hanno abituato a stupirci. La lezione del 2016, con la pesante correzione (non prevista) di inizio anno e le errate previsioni circa le ricadute dei grandi eventi politici che hanno scandito il corso dell’anno (dalla Brexit all’elezione di Donald Trump), impongono agli investitori cautela nel definire le classi di attivo sulle quali orientare i propri investimenti nei prossimi mesi. I nuovi rischi geo-politici che accompagnano gli appuntamenti elettorali del 2017 in Europa, infatti, secondo gli strategist, potrebbero portare a situazioni di volatilità dei mercati. A questi potenziali “pericoli”, vanno poi ad aggiungersi le incognite relative aspettative di crescita dell’inflazione e la nuova ventata di rialzi dei tassi di interesse operata dalle banche centrali (vedi domanda 2).

In una situazione ancora così ricca di incognite, dunque, conviene tornare a investire nell’azionario? La risposta degli strategist, quasi unanime, è positiva: il contesto è ampiamente favorevole agli asset ad alto rischio. Anima Sgr, per esempio, suggerisce di privilegiare la classe azionaria a discapito di quella obbligazionaria, sostenendo che la volatilità data dall’incertezza riguardo le prossime mosse delle banche centrali può essere considerata come un’opportunità di ingresso, o di aumento dell’esposizione, all’interno del mondo azionario. “Trump può rappresentare un catalizzatore positivo per i mercati azionari, in quanto alcuni settori ciclici”, spiega Armando Carcaterra, Direttore Investimenti di Anima Sgr, “tra questi, in particolare, gli industriali, le infrastrutture, le materie prime e l’energia potrebbero beneficiare della possibile espansione fiscale, dell’aumento della spesa pubblica statunitense e della crescita dell’attese inflazionistiche”.

Meglio, però, puntare sull’Europa. Secondo Goldman Sachs, una delle più grandi banche d'affari del mondo, infatti, l'azionario europeo trarrà particolare beneficio da una riduzione del rischio politico, e potrebbe terminare l'anno con guadagni doppi rispetto alla concorrenza americana. Ad influire su questa situazione, poi, potrebbero concorrere anche altri fattori, come la debolezza dell'euro, il rafforzamento della crescita globale e la ripresa dei prezzi del petrolio. Lo Stoxx Europe 600 Index, l’indice che rappresenta le grandi, medie e piccole società europee, prevede la banca d’affari newyorchese, dovrebbe quindi registrare nei prossimi 12 mesi rendimenti complessivi dell'8%. Una performance doppia rispetta a quella attesa dallo S&P 500, l’indice rappresentativo delle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione: secondo la banca statunitense, infatti, dovrebbe chiudere l'anno con un rialzo del 4%. Ecco perché sui dodici mesi Goldman Sachs invita a sovrapesare i titoli delle società europee, e a sottopesare l'azionario statunitense.

Dello stesso avviso è anche Société Generale che ha stilato una lista dei titoli che potrebbero recuperare terreno nel prossimo futuro sulla piazza europea. Ecco allora che nella top list compare Iliad, l’operatore telefonico francese che capitalizza 10,8 miliardi di euro, pronto a sbarcare anche in Italia. Il prezzo obiettivo è di 241 euro, per un rialzo del 31% rispetto alle quotazioni attuali. Sulla piazza di Parigi hanno rating positivo il titolo del gruppo industriale francese Vinci, con un target price di 74,9 euro superiore del 16% superiore rispetto alle quotazioni recenti, e quello di Total, la compagnia petrolifera con oltre 116 miliardi di euro di capitalizzazione, e un prezzo obiettivo fissato a 55 euro (+13%). La multinazionale attiva nel settore alimentare, Danone, ha un prezzo obiettivo di 73 euro con margini di crescita del 21%. Mentre l’inglese Associated British Food ha un target price di 3150 pence, pari al 21% in più delle quotazioni odierne.

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