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Quarantenne, cinquantenne o sessantenne: ecco i tuoi investi... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Ogni età ha il suo portafoglio ideale. E per capire quali potrebbero essere le proporzioni giuste tra rischio, sicurezza e rendimento Of si è rivolto a Claudio Izzo, un consulente indipendente con una lunga esperienza di gestione alle spalle e fondatore di B&I Consulting, che propone tre diverse soluzioni. Combinando Etf (fondi indice a basso costo di gestione) e fondi di investimento con i rating più elevati all'interno delle rispettive categorie, obbligazioni e titoli di stato. E passando dal mercato azionario giapponese, capace di grandi performance (+50% lo scorso anno) e di brusche cadute (-15% da gennaio a oggi) alle emissioni ad alto rendimento di Telecom Italia e di Astaldi. Ecco dunque cosa devono fare i Quarantenni all’assalto, i Cinquantenni riflessivi e i Sessantenni vivaci

Quarantenne, cinquantenne o sessantenne: ecco i tuoi investimenti su misura

Investire in base alle esigenze che sono proprie dell'età di ciascuno. Un approccio che vanta una lunga storia (il primo a identificare le fasi del ciclo di vita del risparmiatore fu l'economista italiano Franco Modigliani), ma che si basa soprattutto su necessità molto pratiche.

Un investitore di 40 anni (o meno) generalmente non dispone di grandi capitali, ha più voglia di rischiare, sa che sul lungo periodo i guadagni prima o poi arriveranno. All'opposto chi ha compiuto (o superato) i 60 anni si trova generalmente in una condizione economica – e psicologica – molto diversa.

A questo risparmiatore/investitore, che probabilmente avrà anche una maggiore disponibilità di risorse finanziarie, interessa soprattutto la stabilità, un buon flusso di cedole in grado di integrare la pensione, affrontare un rischio limitato e calcolato. Al 50 enne (che ai nostri tempi si sente ancora ragazzino) converrà optare per un approccio intermedio fra questi due.

OF, per capire quali potrebbero essere le proporzioni giuste tra rischio, sicurezza e rendimento nelle diverse fasce di età si è rivolto a Claudio Izzo, un consulente indipendente con una lunga esperienza di gestione alle spalle e fondatore di B&I Consulting (www.biconsulting.it), una società indipendente specializzata nell'analisi e nella costruzione di portafogli finanziari.

Quarantenni all’assalto
“Un rendimento medio annualizzato compreso fra il 5 e il 7% è un guadagno realistico per i prossimi tre anni anche senza voler correre rischi esagerati”, esordisce Izzo. Nel portafoglio costruito su misura per un investitore giovane, infatti, il peso del capitale di rischio – azioni europee, globali e dei paesi emergenti – è preponderante ma la componente obbligazionaria, che ha lo scopo di stabilizzare i rendimenti di portafoglio rimane molto importante e si attesta al 42,6% del totale.

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“Nel costruire questo portafoglio abbiamo ipotizzato un patrimonio medio di centomila euro, ma ne possono bastare anche solo diecimila perché tutti gli strumenti indicati hanno tagli minimi bassi, anche di poche centinaia di euro”, precisa Izzo. In questo modo, anche per un investitore con risorse limitate è possibile salvaguardare il fondamentale principio della diversificazione.

Tra le scelte qualificanti di questo portafoglio, realizzato interamente attraverso Etf (fondi indice a basso costo di gestione) e fondi di investimento con i rating più elevati all'interno delle rispettive categorie, lo strategist ricorda Lemanik Sicav, un fondo specializzato su Piazza Affari ai vertici delle classifiche di rendimento e Henderson Horizon Japanese Smaller Cap, che punta sul difficile e molto volatile mercato azionario giapponese, capace di grandi performance (+50% lo scorso anno) e di brusche cadute (-15% da gennaio a oggi). ---- Questo è il rischio, questa è la volatilità, per chi volesse un esempio concreto. “Piazza Affari, su del 15% da inizio anno, potrebbe continuare a far bene per tutto il 2.014 e anche oltre, se la ripresa andrà a consolidarsi”, spiega ancora Izzo. Il fondo di Schroders specializzato sui mercati di frontiera punta invece a cogliere i trend di crescita delle nuove economie emergenti dell'Africa e del Medio Oriente, mentre il fondo tematico relativo al comparto salute (Polar Capital Healthcare Opportunities) sfrutta la crescita di un settore, il farmaceutico, che si sta rivelando in pieno recupero dopo anni di crisi.

La componente a reddito fisso del portafoglio è concentrata sui Btp a lunga scadenza (gennaio 2029), sugli high yield (alto rischio, alto rendimento) e sulle obbligazioni con rendimento agganciato al tasso di inflazione, oggi è bassissima ma che sul lungo termine potrebbe riaccendersi.

Cinquantenni riflessivi
“Nel portafoglio dedicato a investitori più maturi, ma ancora relativamente giovani, cresce la componente obbligazionaria che raggiunge il 51,3% del totale”, spiega Izzo. In questo caso si ipotizza un patrimonio investibile di 400mila euro, ma la stessa allocazione è possibile anche per somme molto inferiori (o superiori) grazie alla flessibilità offerta dai tagli minimi di ogni categoria di investimento.

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La funzione di stabilizzazione dei rendimenti di portafoglio, in questo caso, è svolta dal fondo Oyster Sicav Corporate Bond, che permette una diversificazione sulle obbligazioni societarie ad alta sicurezza (e rendimento, ovviamente, piuttosto basso). Le altre componenti del reddito fisso, fondi high yield in euro, dovrebbero garantire uno sprint di rendimento compreso fra il 3 e il 5%.

“Uno dei prodotti migliori in questo portafoglio è il fondo BlackRock Strategic Fund, che da anni genera risultati superiori alla media di mercato e con grande stabilità delle performance”, dice Izzo. Puntando sul lungo termine e su strumenti più rischiosi fanno capolino un Etf sulle materie prime (Lyxor Etf Commodities) e un fondo immobiliare di Henderon Investments. “Il settore immobiliare è uno di quelli in maggiore ripresa negli ultimi sei mesi”, nota lo strategist. Obiettivo di rendimento? Il 5-6% annualizzato su un orizzonte triennale è una ipotesi credibile.

Il vivace sessantenne
I sessantenni, nelle più recenti classificazioni demografiche calcolate per fascia di età, rientrano a pieno titolo nella maturità. Solamente al di là dei 65 anni si è definiti “giovani anziani”, mentre l'orizzonte della vecchiaia viene spostato oltre i 75. Una premessa confortante che tuttavia non esime i sessantenni più vivaci dal porsi il problema di una maggiore attenzione ai fattori di rischio e alla necessità di ridurne la portata.

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“In termini di portafoglio finanziario questo significa far scendere la quota di investimento in azioni e destinare la parte prevalente delle risorse, diciamo l'85%, alla categoria del reddito fisso”, spiega il vivacissimo Izzo.

In questo portafoglio a prevalente componente obbligazionaria entrano due emissioni ad alto rendimento di Telecom Italia e di Astaldi. Corporate bond di durata inferiore ai dieci anni che pagano una generosa cedola netta vicina al 4%. Unico neo di queste emissioni è il taglio minimo pari a 100mila euro per Astaldi e a 50mila per Telecom Italia.

“Chi volesse ridurre questo importo, o non disponesse di una somma così rilevante, potrebbe puntare sui Btp con scadenza gennaio 2029 che abbiamo già visto in altri portafogli. Il taglio minimo è di mille euro e il rendimento netto superiore al 3%”, conclude. Rendimento atteso nei prossimi tre anni: una forchetta fra il 4 e il 5%.

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