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Mutui. Mamma mia che spread! OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Veneto Banca +2,40%. Credem + 2%. Banca Popolare di Vicenza +1,90%. UniCredit +1,40%. Intesa Sanpaolo + 0,75%. Le banche, dalle grandi a quelle territoriali o solo online, aumentano gli spread applicati ai mutui. Effetto della crisi, che fa lievitare il costo di raccolta del denaro e incrementa il differenziale con gli altri paesi europei. Mentre anche le spese accessorie, di istruttoria e di perizia, in alcuni casi, schizzano verso l’alto. Per fortuna, a sorpresa, c’è anche chi le commissioni le riduce

Mutui. Mamma mia che spread!

Aumentano gli spread. Cioè la percentuale di guadagno della banca che, sommata al tasso di riferimento scelto come indice (Irs, Euribor o Bce) concorre a formare il Tasso Annuo Nominale Medio (detto Tan) di un mutuo. Ed è un incremento che non passa inosservato. Le banche, tutte o quasi, infatti, hanno rivisto nei mesi estivi le condizioni, fino ad arrivare ad un +2%, e anche oltre. Veneto Banca, la peggiore di tutte, aumenta gli spread del 2,40%. Sul secondo gradino del podio Credem, con incrementi del 2% tondo. Mentre in terza posizione si colloca Banca Popolare di Vicenza, che effettua maggiorazioni che vanno dall’1,90% all’1% a seconda dei prodotti.

Ma quali sono le ragioni di questo boom dei prezzi? Cosa sta succedendo al mercato dei mutui? I problemi sono sostanzialmente due.
Innanzitutto l’aumento degli spread è dovuto a un incremento del costo di raccolta del denaro. “Nell’attuale contesto, il visibile innalzamento dei tassi dei nostri titoli di stato e la situazione di tensione dei mercati finanziari ha determinato un sensibile incremento del costo della raccolta, sia di quella da clientela sia di quella interbancaria”, spiega Luca Vanetti responsabile Marketing di Banca Popolare di Vicenza, “questo, di fatto, rende non più sostenibile concludere nuove operazioni di mutuo agli stessi livelli di spread che era possibile praticare nei mesi scorsi. E’ una situazione generalizzata a livello di sistema, rispetto alla quale la revisione dei pricing è di fatto necessaria per continuare a sostenere l’accesso al credito da parte delle famiglie”.

Il secondo problema riguarda la crisi del debito. Voci provenienti dall’interno del sistema bancario, infatti, rivelano che l’Italia è un paese a rischio di default caratterizzato, quindi, da un alto differenziale nel costo del denaro rispetto ad altri paesi europei. Il differenziale tra Italia e Germania, tanto per fare un esempio, il più eclatante, balla intorno ai 4 punti percentuali. E l’aumento degli spread, fanno sapere gli addetti ai lavori, serve appunto per coprire questo dislivello. O almeno, una parte di esso.

Per fortuna non ci sono solo cattive notizie in arrivo. Infatti, non è detto che le rate incrementino a loro volta. Anche perché, dicono gli esperti, i tassi di riferimento, l’Euribor su tutti, stanno scendendo.
Of-Osservatorio finanziario ha analizzato pertanto le condizioni offerte dai mutui dei vari istituti di credito. Scegliendo, per l’analisi, oltre alle tre big del mercato (Intesa Sanpaolo, UniCredit e MPS), anche istituti di credito di medie e piccole dimensioni, banche territoriali e istituti solo online. E ha messo a confronto gli spread con quelli applicati fino a pochi mesi fa. Ecco chi aumenta. Ma c’è anche chi (a sorpresa) diminuisce.

I big del mercato
Delle tre principali banche sul mercato solo MPS mantiene le condizioni dei mutui così com’erano a inizio estate. Mentre grandi sommovimenti investono UniCredit Banca. Innanzitutto, scompaiono tutti i fogli informativi relativi ai mutui con CAP, cioè con tetto massimo, sia in versione a tasso variabile Euribor, sia in versione variabile BCE. Mentre per gli altri prodotti lo spread subisce aggiustamenti al rialzo, con incrementi che superano il punto percentuale. Così, ad esempio, Mutuo One Tasso Fisso 5-20 e Mutuo One Acquisto variabile Euribor e BCE, a settembre 2011 fa salire lo spread dal 2,10 al 3,50%. Mentre Opzione Sicura Acquisto (con inizio a tasso fisso applicato per 5 anni) ha un ritocco più contenuto, e passa dal 2,10% di giugno 2011 al 3,30% attuale.
---- Intesa Sanpaolo rivede lo spread per tutti i mutui, compreso quello con il tetto massimo, di una percentuale che varia, in base ai prodotti, dallo 0,40% allo 075%. Domus Block, infatti, passa dal 2,70% di giugno 2011 al 3,10% di settembre dello stesso anno. E anche il tasso massimo applicato, il cosiddetto tetto, sale dal 6,30% fino al 6,70%. Domus Variabile BCE arriva al 2,45% dall’1,90% di inizio estate. Mutuo Variabile Euribor passa dall’1,65% al 2,30%. Mentre a Domus Mix Multiopzione Quinquennale è applicato l’incremento maggiore, con spread che dall’1,45% arriva ad un massimo del 2,20%.

Le altre banche. Chi aumenta...
Anche le banche di medie e piccole dimensioni, comprese le territoriali, hanno rivisto gli spread al rialzo. Poste Italiane ha apportato un incremento contenuto sui mutui della linea BancoPosta a partire dal 6 settembre 2011. Gli spread applicati a tutti i mutui, infatti, sono saliti di 10 punti base, passando dall’1,35% all’1,45%, per finanziamenti a tasso fisso e variabile Euribor per la finalità di acquisto. Mentre il variabile BCE va dall’1,95% di agosto al 2,05% attuale.
Banca delle Marche incrementa di 20 punti base lo spread previsto per Mutuo Swimm Stile Libero Variabile Classico, che passa dal 3 al 3,20%, e per Mutuo Swimm Farfalla Fisso con Ammortamento Differito, che sale da 3,60 a 3,80%.
Sale di 25 punti base lo spread di BNL, Gruppo BNP Paribas, per i mutui a tasso variabile Euribor e BCE. Mentre Banca Carige apporta una maggiorazione pari allo 0,40% per il suo finanziamento a tasso fisso, che dall’1,70% di inizio estate arriva, infatti, al 2,10% di settembre 2011. Anche Mutuo variabile con Tetto vede aumentare lo spread da 1,90% a 2%, mentre il Cap massimo fisso al 4%, si ferma alla soglia del 4,15%.
Banca Sella arriva al tondo 3%, dal 2,50 di pochi mesi fa per Ambra Variabile Euribor o BCE. Anche Cariparma ha ritoccato dello 0,50% lo spread previsto per Gran Mutuo Cambio Scelta, passato a settembre dal 2,10 al 2,60%. Mentre Gran Mutuo Chiaro e Certo con Cap cresce dello 0,10% rispetto al 2,30% di qualche mese fa.
Seguono, con un + 0,75%, Banco Popolare e BPM, entrambe passate dal tondo 2% al 2,75% odierno. In particolare, Banco Popolare applica l’incremento a tutti mutui della linea Geniale, a tasso fisso e tasso variabile Euribor o BCE. Mentre la seconda fissa la maggiorazione per tutti i finanziamenti a tasso fisso e variabile Euribor.

Rimbalza di un punto percentuale tondo lo spread applicato da Banca Popolare di Vicenza al mutuo con Cap, che passa da 1,95 a 2,95%. Mentre anche il CAP aumenta a partire dal 31 agosto e passa dal 6,35%, solo promozionale, al 7% di settembre 2011. Ma la maggiorazione quasi raddoppia per Mutuo Facile Variabile Euribor o BCE: lo spread va dal 2% al 3,80% per il variabile Euribor e arriva al 3,90% per il variabile BCE. Per una maggiorazione totale pari rispettivamente a 1,80 e 1,90 punti percentuali.
Segna un 2% in più Credem, che in pochi mesi ritocca il 2,50% di Mutuo ProTetto con CAP e di tutta la linea Casa Variabile a tasso Euribor e BCE, e lo porta a quota 4,50%. Anche il finanziamento a tasso fisso sale di 2 punti percentuali, mentre il tasso misto Multiswitch si assesta a quota 4,50% dall’originario 3,40%.
Infine, Veneto Banca, applica la maggiorazione più consistente del mercato, pari al 2,40%, per lo spread di Mutuotutto Casa 40 Ipotecario a tasso variabile. Mentre lo stesso prodotto a tasso fisso, sempre a settembre 2011, aumenta lo spread dal 2,85% al 4%.

---- Le banche solo online
Gli incrementi che stanno investendo i finanziamenti per la casa non risparmiano nemmeno i prodotti delle banche online pure. A partire da ING Direct che a settembre ha riposizionato lo spread del mutuo a tasso variabile BCE di 15 punti base, dall’1,70% di giugno 2011, all’1,85% attuale. Mentre il variabile Euribor e il tasso fisso restano invariati.
Arriva ad un massimo di 25 punti base anche CheBanca! , la banca online e multicanale del Gruppo Mediobanca. Il finanziamento a tasso variabile con Tan massimo, infatti, passa dall’1,65% al tondo 1,90%. Ma si assesta alla soglia dell’1,85%, per un incremento totale che non supera i 0,20 punti percentuali, per i finanziamenti fissi e variabili.
Webank, infine, raddoppia lo spread applicato a mutuo a tasso variabile Euribor che passa dall’1,40% al 2,90%. Mentre, sempre a settembre 2011, il mutuo con tasso fisso per tutta la durata vede aumentare la percentuale di guadagno della banca di 67 punti base, dal 2,13% al 2,80%. Invariate, invece, le condizioni del Mutuo con CAP, cioè con tetto massimo.

...e chi no
MPS è la prima a non intervenire al rialzo sugli spread. Almeno per adesso. Seguono il suo esempio anche UBI Banca, che mantiene le condizioni invariate per Mutuo Prefix con CAP, ma anche per i finanziamenti a tasso fisso, variabile e misto. E Banco Desio, che non prevede alcuna modifica per Mutuo Cap & Floor variabile BCE.
Banca delle Marche, invece, riduce anche se di pochissimo lo spread di Swimm Farfalla Variabile con Ammortamento Differito, che passa dal 3,46% al 3,35%. Mentre anche il mutuo con CAP vede diminuire il valore del tetto massimo previsto dal 5,80 di giugno al 5,60% attuale, per un totale dello 0,20%.
Scende dello 0,30%, dall’1,70 all’1,40% anche lo spread fissato da Banca Popolare di Bari per Mutuo Tasso variabile con Rate di soli interessi per i primi 2 anni.
Barclays, infine, opera la riduzione più consistente del mercato: dal 2,85% al 2,14% per Mutuo Acquisto Fisso. Mentre l’offerta collegata al Variabile Tasso protetto con Cap, con tasso massimo al 5,99% e spread dell’165%, è stata prolungata fino al 30 settembre 2011. Ma solo a patto che venga sottoscritto un conto corrente presso la banca e la polizza Futuro Protetto che prevede per 10 anni la copertura in caso di decesso, infortunio o malattia.

Altre spese extra
Ma non peggiorano solo gli spread. Alcune banche, infatti, sono intervenute anche sulle spese di istruttoria. Cariparma, per esempio, ha aumentato per tutti i mutui a catalogo le spese di istruttoria da 800 a 1.000 euro. Banca delle Marche ha portato la spesa da 300 a 500 euro per un importo totale di 100.000 euro. Mentre Banca Sella, sempre a settembre, ha aumentato il costo da 500 a un massimo di 850 euro. Banca Popolare di Bari passa dai 1.400 euro ai 1.900 standard per tutti i mutui a catalogo. E Banca Popolare di Vicenza prevede un incremento da 510 a 860 euro. Infine, Deutsche Bank, è intervenuta sulle spese di perizia, incrementate da 210 a 390 euro per tutti i mutui Pratico a tasso variabile, fisso e misto.

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