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Risparmi. E ora? OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

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"Quello di oggi è il rimbalzo del gatto morto". Il commento del banchiere americano sintetizza in una battuta quello che tutti sappiamo. Tempi difficili ci attendono e il risparmio delle famiglie sarà messo a dura prova nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Ecco qualche ipotesi sulle possibili scelte utili per minimizzare il danno per ognuno di noi

Risparmi. E ora?

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"Quello di oggi è il rimbalzo del gatto morto". Il country manager di una importante banca americana (che chiede l'anonimato) commenta con queste parole la ripresina delle quotazioni di Piazza Affari (+ 1,7% alle 10 del 2 novembre) e il leggero calo del differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari durata (lo spread è diminuito da 440 a 425 centesimi di punto), che si è registrato dopo la giornata drammatica del giorno dei Santi.

Una seduta di Borsa in cui - ricordiamolo - le quotazioni del listino milanese sono scese del 6,80%, con perdite a doppia cifra per i titoli bancari, e il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani e tedeschi è balzato al massimo assoluto di 459 centesimi di punto (punti base), facendo registrare per il Btp decennale con scadenza 1 settembre 2021 il record di rendimento del 6,22%, un valore che non si osservava dal 1997.

Un'epoca in cui con fatica e con dure politiche di controllo del deficit pubblico l'Italia intraprendeva la strada che l'avrebbe portata ad aderire alla moneta comune europea. Il commento del banchiere americano sintetizza in una battuta quello che tutti sappiamo. Tempi difficili ci attendono e il risparmio delle famiglie sarà messo a dura prova nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Prima di fare qualche ipotesi sulle possibili scelte utili per minimizzare il danno per ognuno di noi, è bene ricordare la dichiarazione che l'economista Nouriel Roubini della New York University, famoso per aver previsto con anticipo la crisi finanziaria globale esplosa nel settembre del 2008, ha pronunciato nel corso di una trasmissione televisiva. "Il fatto che l'Italia sia governata da un primo ministro screditato e deriso a livello internazionale costa al paese almeno 50-100 punti base di spread in più sugli interessi dei titoli di Stato".

Le possibili strategie
Prendersi una pausa.
Di solito non fare nulla in un momento di grave difficoltà è la peggiore delle scelte possibili. Tuttavia la situazione è talmente incerta e confusa che probabilmente è meglio attendere qualche giorno prima di prendere qualsiasi decisione in merito alla composizione del proprio portafoglio. In particolare il 3 e il 4 novembre, con il vertice del G20 di Cannes, verranno esaminate le possibili soluzioni globali al problema della debolezza strutturale dell'euro e della crisi dei debiti sovrani, in particolare quello greco e quello italiano. A partire dalla settimana prossima si avrà qualche elemento in più per valutare la situazione e per prendere decisioni appropriate.

Rimanere liquidi
La scelta della liquidità rimane in questo momento la meno rischiosa. Il gruppo elvetico di asset management Lemanik, arriva a suggerire ai suoi clienti una percentuale del 70% del portafoglio in strumenti di liquidità. Pronti contro termine, ETF di liquidità e depositi sui conti correnti online, sono da molti punti di vista le scelte meno rischiose. I conti correnti online, soprattutto se vincolati ad almeno 12 mesi, riescono a garantire in molti casi interessi netti superiori al 3,5%, un livello capace di battere il tasso di inflazione che a settembre ha toccato in Italia il 3,4%.

I conti deposito, inoltre, a partire da gennaio, godranno di una riduzione dell'imposta sugli interessi maturati dal 27 al 20% il che ne aumenta la convenienza. Un possibile rischio rispetto a una strategia difensiva basata sul detenere somme rilevanti in conto corrente o in conti di deposito è data dalla pressione del fisco. Tra le tante misure prive di un disegno unificante che il Governo sta tentando di mettere insieme in questi giorni si è affacciata l'ipotesi di un prelievo una tantum sui depositi.

Accorciare le scadenze dei titoli pubblici in portafoglio
La crisi di questi giorni ha colpito in modo diseguale i Btp a seconda delle scadenze. I più penalizzati sono stati i titoli con durata medio-breve, a 3 e a 5 anni. Nel caso del Btp a tre anni lo spread rispetto al Bund di pari durata è salito a 539 punti base. In pratica il Btp italiano offre un rendimento del 5,93%, contro una cedola pari allo 0,54% del corrispondente titolo tedesco. I Btp a cinque anni registrano un differenziale leggermente inferiore, 519 punti base.

Tale sperda tuttavia è superiore di quasi 80 centesimi rispetto al valore di chiusura di martedì del Btp decennale, il cui spread è stato di circa 440 punti. Secondo alcuni gestori di portafoglio chi ha titoli a più lunga scadenza, ad esempio a dieci o a 15 anni, potrebbe vendere (registrando una perdita) le emissioni in portafoglio, e contestualmente riacquistare emissioni - svalutate - a più breve termine.

Questa strategia di vendita delle emissioni a scadenza più lunga e di contestuale riacquisto dei titoli con vita residua più breve (2-3 anni) ha il vantaggio di non monetizzare le perdite e di accorciare la durata media di un portafoglio in titoli di stato. Il lato negativo di questa strategia è dato dal fatto che anche in futuro i titoli con durata medio-breve potrebbero subire un calo delle quotazioni (e un innalzamento dei rendimenti) più accentuato rispetto alle obbligazioni decennali.

Diversificare al massimo il portafoglio
Per le scelte di diversificazione di portafoglio si veda il recente articolo di OF sui "Beni rifugio" (Leggi: Ma quanto proteggono i beni rifugio?). Le oscillazioni del cambio del 1 novembre, con l'euro sceso contro dollaro di oltre il 2,6% in una sola seduta e passato da una parità di 1,40 a un cambio di 1,36, confermano che la strategia della diversificazione valutaria è in grado di stabilizzare il valore di portafoglio nei momenti di massima incertezza. L'oro, invece, continua a mostrare debolezza. E nonostante il panico dei mercati le quotazioni del metallo sono scese da circa 1.720 dollari l'oncia a 1.699.

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