Investimenti. Che fare se finisce male. E se...

Di fronte a un futuro in cui le probabilità che accada il peggio appaiono quasi identiche a quelle di un deciso miglioramento della situazione, OF propone due portafogli opposti, adatti a cogliere i maggiori benefici a seconda che venga imboccata la via del risanamento oppure quella di una ulteriore disgregazione. Sta ai risparmiatori capire il più in fretta possibile verso quale equilibrio si sta dirigendo. E preferire l’uno o l’altro
di: Alberto Farina
20 Giugno 2012
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Il voto della Grecia - positivo per i partiti europeisti e per la linea del risanamento imposta dalla “Troika” (Fondo Monetario internazionale, Unione europea, Bce) – non ha risollevato il morale dei mercati e degli investitori. E lunedì 18 giugno, il giorno dopo le tanto attese elezioni greche, i listini di tutta Europa hanno ricominciato a precipitare , con gli spread tra Bund/Btp e Bund/Bonos iberici, nuovamente orientati al rialzo.
Lo scenario non è dei migliori e le scadenze delle prossime settimane, - eurogruppo dei ministri delle finanze dell’eurozona e vertice europeo di Bruxelles - daranno inevitabilmente qualche segnale importante. Vuoi in direzione di una ripresa e di un vero salvataggio dell’euro, oppure di un ulteriore peggioramento della situazione.

Di fronte a un futuro così illogicamente dicotomico, in cui le probabilità che accada il peggio appaiono quasi identiche a quelle di un deciso miglioramento della situazione, OF propone due portafogli opposti , adatti a cogliere i maggiori benefici a seconda che venga imboccata la via del risanamento oppure quella di una ulteriore disgregazione. Sta ai risparmiatori capire il più in fretta possibile verso quale equilibrio si sta dirigendo la situazione generale dell’eurozona. E scegliere di conseguenza se puntare sul portafoglio a massima sicurezza oppure su quello pronto a cavalcare il possibile rimbalzo dei mercati.

Per l’elaborazione di questi panieri OF si è rivolto a Claudio Izzo, esperto di finanza e socio fondatore di B&I Associati (www.biconsulting.it), una società indipendente di consulenza agli investimenti che nelle proprie scelte utilizza largamente lo strumento degli Etf. Gli exchange traded funds, quotati alla Borsa italiana, sono infatti lo strumento più efficace e meno costoso per cogliere rapidamente le tendenze generali del mercato e puntare a realizzare performance attraverso le scelte di asset allocation, ovvero di diversificazione tra le grandi classi di investimento.

Si salvi chi può
Nello scenario peggiore - quello in cui il contagio della crisi greca si diffonde a macchia d’olio a Spagna, Italia e forse altri paesi (Francia?), senza che le autorità politiche e monetarie europee riescano a costruire argini sufficientemente alti per contrastare l’ondata di panico - occorre puntare su obbligazioni ad alto rating (tripla A), sulle valute (principalmente il dollaro) e su strumenti “ribassisti”, che si muovono in direzione opposta rispetto alle tendenze del mercato. E infine sull’oro .

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Claudio Izzo, esperto di finanza e socio fondatore di B&I Associati



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