L'Italia è malata di credito. Cosa cambia con la cura Bce, Bankitalia

Sono stati erogati 82,6 miliardi di euro a 255 banche europee. Contro i 170 attesi. Di questi, 7,7 sono andati a UniCredit, 4 a Intesa Sanpaolo e 3 a MPS e Iccrea. L’obiettivo è quello di rilanciare il credito alle imprese. E da ottobre, fornire liquidità anche per garantire i mutui ai privati. Ma in cosa consistono queste operazioni? Funzioneranno? Le premesse non sembrano lasciare spazio all’ottimismo. Paolo Guida, Responsabile del Retail Research del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo spiega come cambieranno mercato e prodotti. Ma avverte che…
di: Elisa Vannetti
22 Settembre 2014
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UniCredit ha richiesto (e ottenuto) alla Bce, pochi giorni fa, 7,7 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo ne ha presi solo 4, ma già pensa, a dicembre, di ampliare la somma ottenuta. MPS ha intascato 3 miliardi. Così come Iccrea Banca. Bper e Banco Popolare hanno rispettivamente ottenuto 2 e 1 miliardo di euro. Credem ne ha portati a casa 735 milioni. Banca Popolare di Bari si è fermata a 293 milioni. Mentre UBI Banca e BPM si dicono pronte ad avanzare la loro richiesta per l’asta di dicembre.

I finanziamenti erogati dalla Banca Centrale Europea in occasione della prima operazione di immissione di liquidità (detta TLTRO) in favore degli istituti di credito europei sono stati avviati il 18 settembre. E si sono rivelati una delusione. Soprattutto se confrontati con le attese. L’erogato (basato sulle richieste delle stesse banche) ha raggiunto un totale di 82,6 miliardi, suddivisi su 255 istituti di credito in tutta Europa. Contro i 170 miliardi che ci si aspettava alla vigilia. E, intanto, cresce l’attesa per la seconda tranche di finanziamenti, in programma per dicembre.

Non è la prima volta che la Bce fornisce alle banche finanziamenti a lungo termine. Con lo scopo, sempre lo stesso, di rilanciare il credito alle aziende. Vale a dire: fare in modo che le banche abbiano soldi sufficienti nelle loro casse per poter finanziare le imprese.
Non solo. L’obiettivo, ben più ambizioso, e che dovrebbe realizzarsi ad ottobre, coinvolgerà anche i mutui per i privati. Perché prevede l’acquisto da parte della Bce di Abs, cioè titoli con sottostante composto proprio da finanziamenti. Che dovrebbero, almeno nelle intenzioni, consentire alle banche di avere più liquidità da sfruttare proprio per erogare mutui finalizzati all’acquisto della casa.

Ma in cosa consistono queste operazioni? Cosa implicano per i consumatori? E ci sarà davvero la ripresa del credito? Le nuove misure adottate dalla Banca centrale europea serviranno a rilanciare il credito a famiglie e pmi? E come trasformeranno il mercato? Ci saranno nuovi mutui? I tassi di interesse si ridurranno? Gli interrogativi sono molti. Così come i dubbi sull’effettiva validità dell’operazione. Alimentati, soprattutto, dal fatto che la prima immissione di liquidità del 18 settembre non ha portato i risultati sperati. Paolo Guida, Responsabile del Retail Research del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo spiega a Of in cosa consistono le nuove operazioni adottate. In cosa si differenziano rispetto alle immissioni precedenti, anch’esse deludenti. Quale effetto avranno sui prodotti. E come influiranno sull’andamento dell’economia.

Of: Le banche non hanno preso soldi dalla Bce. Cosa vuol dire per i clienti?
Guida: Come previsto, l’operazione è risultata attraente soltanto nei paesi della ‘periferia’, dove peraltro rimane ancora molta liquidità legata alle LTRO del 2011 e del 2012 da rimborsare nei prossimi mesi (circa 150 miliardi in Italia). Le banche italiane infatti sembra abbiano sottoscritto 23 miliardi (circa il 28% del totale), le banche spagnole 14,6 miliardi. Al contrario, le banche austriache non hanno chiesto fondi in asta e anche la partecipazione delle banche tedesche e olandesi dovrebbe essere stata esigua.

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Paolo Guida, Responsabile del Retail Research del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo



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