Immobiliare. Cosa prevedono i sapientoni del mattone

+3,6% di compravendite nel settore residenziale a fine 2014. +9,8% di mutui erogati nei primi mesi dello scorso anno. L’immobiliare sembra aver svoltato la china. E dopo 7 anni di valori negativi torna a crescere. Ma è davvero l’inizio della ripresa? Cosa aspettarsi per i mesi a venire? Gli esperti del settore sono concordi: le compravendite aumenteranno. E per il 2016, 2017 i prezzi …
di: Elisa Vannetti
27 Aprile 2015
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La fiducia sembra palpabile: dopo 7 lunghi anni di crisi finalmente il mercato immobiliare (per il comparto residenziale) ha iniziato a risalire. È un dato di fatto. Lo dicono i numeri delle compravendite concluse che, anche se di poco, per la prima volta hanno raggiunto il segno più (+3,6% a fine 2014). E lo confermano i dati relativi alle erogazioni dei mutui per l’acquisto della casa concessi dalle banche (+9,8% per Bankitalia nei primi 9 mesi del 2014). Ma è un’euforia giustificata? I dati positivi che giungono dal settore sono sinonimo di un vero cambiamento di tendenza che andrà rafforzandosi nei prossimi mesi? Oppure si tratta di un eccesso di ottimismo dovuto al fatto che è la prima volta da quando è scoppiata la crisi che si è tornati a non vedere un segno negativo?

Of-Osservatorio finanziario ha chiesto ai principali esperti del settore previsioni e andamenti per i prossimi 2 anni. Ci sono gli ottimisti e ci sono i prudenti. Ma tutti concordano su un fatto: il peggio ormai è alle spalle. La china è stata svoltata. E anche se la ripresa potrebbe non essere propriamente dietro l’angolo, metaforicamente parlando, mancano comunque ancora pochi passi. Ecco cosa accadrà al mercato immobiliare nei prossimi mesi. Come si chiuderà il 2015. E cosa, soprattutto, ci si dovrà aspettare da qui al 2017.

Le compravendite: i numeri del prossimo biennio
È un argomento sul quale tutti gli esperti del settore concordano: le compravendite nel corso dei mesi risaliranno. Ma di quanto? Stando alle previsioni dell’Ufficio Studi di Tecnocasa a fine anno il totale delle compravendite per quanto riguarda il comparto residenziale non dovrebbe superare la soglia massima di 430-440.000 (contro le 415.000 del 2014). Scenari Immobiliari, l’istituto indipendente di studi e ricerche, invece, prevede il raggiungimento della soglia limite di 450.000 , per un incremento del fatturato del +3,7% e pari a 84 miliardi di euro.

È dello stesso avviso anche l’Ufficio Studi di Gabetti che preannuncia, per l’anno in corso, un incremento degli acquisti di abitazioni ad uso residenziale che si discosterà di poco dalla percentuale di crescita del 3,6% registrata nel 2014. Mentre è più ottimista Nomisma, la società di consulenza fondata a Bologna, nel suo Osservatorio 2015, infatti, ipotizza un incremento del 12%, per un totale, dicono gli analisti, che a dicembre 2015 dovrebbe aggirarsi intorno alle 468.000 operazioni di acquisto.

A trainare la ripresa, però, spiegano gli analisti, saranno soprattutto le grandi già che già nel 2014 hanno avviato un’inversione di trend sugli scambi conclusi. Milano, Firenze, Roma, Bologna, Torino e tutte le altre città capoluogo di provincia, per esempio, dice l’Ufficio Studi di Gabetti, nel loro complesso hanno chiuso il 2014 con un incremento ben più consistente del 3,6% medio rilevato a livello generale, e pari al 7,4%. Ma la percentuale sale ancora e si assesta al 9,2% se si prendono in considerazione solo le prime 8 città italiane per importanza. Come Bologna, quella che sta andando meglio, che nel solo 2014 ha fatto segnare un aumento del 18%. Genova e Roma, invece, hanno rispettivamente raggiunto il +15% e il +14%. Mentre Firenze si è assestata sul +13%.

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