Attacco alle banche. O a Renzi?

Cosa sta accadendo in Borsa? Le tesi dei quotidiani nazionali sono diverse. Alcuni pensano sia, in realtà, un attacco al governo Renzi. Altri che sia opera di speculatori stranieri. Altri ancora danno la colpa ai crediti deteriorati, alle aggregazioni tra popolari non ancora avvenute e all’introduzione del bail-in. Mentre per il New York Times…
di: Eleonora Riva
20 Gennaio 2016
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Il crollo delle banche italiane in Borsa, in primis Monte dei Paschi di Siena che ha lasciato sul terreno un terzo della propria capitalizzazione (arrivando sotto i 3 miliardi) è il principale tema di dibattito sui quotidiani nazionali. Con tesi molto contrastanti su di chi sia la colpa di questo attacco alle banche e sulla reale situazione del sistema bancario italiano.

L’entourage di Matteo Renzi e alcuni quotidiani come Il Corriere della Sera e Milano Finanza parlano di un attacco “velato” alle banche ma che in realtà ha l’obiettivo di colpire il governo. “Oggi nel mirino c’è Matteo Renzi” scrive Milano Finanza, “reo di avere alzato la testa, rivendicando i progressi dell’Italia e bacchettando a più riprese i burocrati della Commissione di Bruxelles che con l’Italia sembrano avere una questione personale. E giù fendenti sull’anello più debole della catena: le banche e i loro crediti problematici. Prima l’ostracismo totale alla bad bank poi il corto circuito sul salvataggio delle banche e i pseudo aiuti di Stato, poi ancora la normativa sul bail-in che sembra cucita addosso al sistema italiano e, alla fine, il bombardamento a tappeto in borsa scatenato dagli hedge e da alcuni portafogli internazionali impegnati in manovre speculative long/short sui rumor di nuova crisi di Mps e sul monitoraggio, peraltro annunciato il 12 gennaio, delle sofferenze da parte della Vigilanza Bce, quella stessa Vigilanza che non più tardi di un mese fa ha condotto l’indagine Srep sulle grandi banche certificandone la solidità patrimoniale”.

Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha commentato che sulla caduta a picco del titolo di Mps “ci sono mani italiane ed estere” ma continua a ritenere “poco spiegabile” l’andamento delle banche in borsa. Ed è seguito da diverse testate che non escludono che “qualche hedge fund legato a qualche nazione, particolarmente sensibile alle tensioni Italia-UE, abbia dato una grossa mano alla speculazione ribassista di oggi sul comparto bancario italiano”.

Altri, invece, come Repubblica puntano l’attenzione sulle “sofferenze degli istituti di credito italiani che appaiono sempre di più come un peso insostenibile”. E secondo il Sole 24 Ore c’è una “tripla zavorra sui titoli di tutte le banche italiane”. La prima sono i crediti deteriorati (Non Performing Loans), eredità della crisi economica che l’Italia si è lasciata alle spalle, che valgono oltre 350 miliardi di cui 45 riconducibili a Mps. E proprio sul portafoglio di questi crediti deteriorati la Bce ha richiesto maggiori informazioni a istituti come UniCredit, Mps, Banco Popolare, Bpm, Carige e Bper.
La seconda sono le aggregazioni: Mps è ancora alla ricerca di un partner, così come le popolari a seguito della riforma. Ultima zavorra è il bail in, perché tra gli investitori è cresciuto l’allarme su cosa potrà accadere ai loro risparmi in caso di crisi.

Ma leggendo il New York si scopre che anche in Polonia…

Per conoscere al meglio tutte le questioni riguardanti la crisi delle banche italiane in borsa, e le diverse tesi, leggi la rassegna stampa di Of-Osservatorio finanziario.

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