Casa dolce casa. Ma quanto vali tra dieci anni o più?

Il valore reale di un immobile, non solo al momento dell’acquisto ma soprattutto negli anni a venire è il fattore cruciale da tener presente per chi chiede un mutuo (in particolare per i giovani e i lavoratori a tempo determinato). Lo stabilisce il Decreto legislativo 72/2016, entrato in vigore nella sua interezza dall’inizio dell’anno. Ecco cosa è cambiato e perché è meno importante l’alternativa tra tasso fisso e variabile
di: Teo Baldosan
6 Febbraio 2017
Condividi

Quanto vale davvero il mio immobile? è questa la domanda davvero importante oggi, quando si affronta il tema “crediti immobiliari”. Dal luglio 2016, con il Decreto legislativo 72/2016, infatti, per i mutui non solo in Italia, ma in Europa, è cambiato quasi tutto (leggi qui).

E dall’inizio di quest’anno ancora di più. Da quando, cioè, è entrata in vigore anche quella parte della legge, stralciata inizialmente, che regola l’eventuale inadempimento del mutuatario (120-quinquiesdecies). Dopo 18 rate non pagate la casa va all’asta. E la questione è: a quella data quanto vale davvero? Infatti, se il suo valore è cresciuto e si riesce a venderla, la parte aggiuntiva va al mutuatario. In caso, contrario, invece, a rimetterci sarà il creditore, la banca, perché l’incaglio e la messa all’asta estinguono il debito. Non è quindi un caso che oggi le banche siano estremamente prudenti quando devono concedere un mutuo. E che capiti soprattutto a giovani e con contratto a tempo indeterminato (e in particolare se single), di sentirsi dire di no. La valutazione del reale valore della casa, non il suo prezzo, infatti, sta anche alla base della concessione o meno del finanziamento e soprattutto del Taeg applicato, cioè quell’indice che considera oltre ai tassi, Euribor per i variabili e IRS per i fissi, lo spread applicato e tutte le spese. Fare un discorso solo sui tassi, oggi, ha quindi un significato meno decisivo ai fini della reale comprensione del mercato e per confrontare le offerte.

Chi valuta la tua casa?
La valutazione della casa, secondo il decreto (Art. 120-duodecies ) deve essere affidata a “soggetti terzi” secondo “standard affidabili”. E qui sorge il primo problema: oggi è estremamente difficile capire quali siano questi standard, perché la realtà cambia rapidamente, anche per fattori ambientali e sociali, come ad esempio l’influenza che può avere l’insediamento di cittadini stranieri. Le “persone competenti” richieste dalla legge dovrebbero quindi avere a disposizione moltissime informazioni, non solo quelle fornite da ISTAT e dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, ma anche e soprattutto dati sensibili su come stia cambiando realmente un territorio nel periodo medio-lungo previsto dal finanziamento: oggi la durata media di un ammortamento si è allungata dai 15 ai 20 anni.

Pagine: 1 2 Avanti






















CONTI CORRENTI

Banche e Tabacchi

Teo Baldosan230 giorni fa