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Generazione Z: così gestiscono le loro finanze OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Rispetto ai fratelli maggiori e ai genitori, la Gen Z è più cauta nella gestione del denaro e delle spese. E’ meno legata al concetto di “banca”, ricerca servizi innovativi e hi-tech, guarda con interesse alle fintech e agli investimenti che rispettano l’ambiente. Ecco come cambia il rapporto con il denaro per i ragazzi d’oggi

Generazione Z: così gestiscono le loro finanze

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Comprendere il rapporto che le nuove generazioni hanno con il denaro e il risparmio è sempre stato uno degli obiettivi più ricercati dall’industria finanziaria. Ma mai pienamente raggiunto. Se, infatti, attrarre i giovani in filiale oggi è difficile, trattenerli e fidelizzarli per il futuro, in modo da crescere i loro risparmi in vista di futuri investimenti, appare ancora più complicato. Abbiamo visto che i “nuovi giovani” sono diversi dalle generazioni che li hanno preceduti (leggi qui). Ma quello che le ricerche di tutto il mondo evidenziano, forse un po’ sorprendentemente, è che hanno anche un rapporto completamente diverso con il denaro. Ricercatori e uffici studi, quasi in coro, sembrano dire che tutto quello che finora abbiamo imparato sui Millennials, lo dobbiamo dimenticare. Perché la nuova Generazione Z, di giovani e giovanissimi, gestisce il denaro in modo molto più responsabile.

I GIOVANI E IL DENARO


La Gen Z, infatti, ha imparato dagli errori commessi dalla generazione che li ha preceduti. Se i Millennials erano meno oculati nella gestione delle spese e più propensi a contrarre debiti, i nati tra il 1995 e il 2005 si dimostrano al contrario molto più responsabili. Secondo i ricercatori americani i Gen Zers, come vengono definiti oltreoceano, stanno adottando un approccio molto più pragmatico al mondo della finanza personale: cercano posti di lavoro stabili e ben retribuiti, preferiscono il lavoro dipendente a quello autonomo, una continuità nelle entrate mensili a discapito della carriera, e puntano a far crescere i loro risparmi nel tempo per garantirsi un futuro migliore, piuttosto che spendere subito soldi che non hanno.

Lo confermano anche gli ultimi dati disponibili e relativi a una ricerca effettuata da DoxaKids per Feduf con la collaborazione di American Express, su un campione di 500 ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni. I Gen Z, quando si tratta di spendere i propri soldi, sono meno disinvolti di quanto normalmente si creda. Anche se hanno risorse a disposizione, compresi i giovanissimi che accantonano paghette, regali di compleanno o i soldi ottenuti in dono in occasione di qualche festività, tendono, infatti, a commisurare gli acquisti in modo molto più consapevole. Preferendo di gran lunga forme di risparmio e accantonamento, come il salvadanaio, al tradizionale conto corrente.

BANCHE VS FINTECH


Non stupisce, poi, che siano anche meno legati al concetto di “banca”, che smette di essere nel loro immaginario, l’unica istituzione deputata a gestire i loro soldi. Sono più flessibili di tutte le generazioni che li hanno preceduti, orientati a soluzioni che offrano loro una maggiore convenienza, non solo in termini economici, ma anche operativi. Hanno la necessità di utilizzare servizi che consentano di fare tutto e subito direttamente dallo smartphone, che siano semplici, intuitivi, veloci e istantanei. Proprio come i social network che sono abituati a utilizzare.

Vogliono servizi mobile-only e on-demand. E spesso ritengono che quelli offerti dal tradizionale sistema bancario siano troppo complessi, ripetitivi e carichi di informazioni di cui loro non hanno bisogno. Ecco perché, secondo un recente rapporto dell’americano The Center for Generational Kinetics, mentre il 21% dei Gen Zers ha un conto bancario dall'età di 10 anni, sottoscritto dai genitori, il 48% di loro ha già installata sullo smartphone un'applicazione di pagamento.
Significa, quindi, che c’è molto più spazio d’azione per le nuove società FinTech, che mettono a disposizione servizi finanziari a volte alternativi a quelli del tradizionale sistema bancario, ma improntati su una distintiva componente tecnologica.

In effetti, almeno oltreoceano, i primi effetti già si vedono e contagiano anche i Big Tech che hanno lanciato, con risultati più o meno soddisfacenti, i loro wallet di pagamento mobile (da Apple a Google). Amazon, intanto, già un anno fa, aveva annunciato l’intenzione di creare i primi conti Prime per adolescenti, dopo aver avviato una serie di colloqui con le banche tradizionali per creare un conto specificamente orientato alla Gen Z. Walmart, invece, dal canto suo, ha avviato una partnership con American Express per offrire carte prepagate ai ragazzini.

INVESTIMENTI: MEGLIO ESG


Ma c’è anche un altro tratto distintivo che accomuna la nuova generazione: l’amore per l’ambiente. I giovani di oggi sono attenti alle tematiche ambientali e dell’inquinamento, e questa loro passione e sensibilità si trasmette anche al mondo finanziario e degli investimenti. Nei prossimi decenni, prevede Merrill Lynch, le aziende con elevati punteggi in termini di sostenibilità ambientale, sociale e del buon governo, che rispondo ai criteri Esg, vedranno le loro risorse crescere tra i 15 e i 20 triliardi di dollari.
Stando ai dati di una recente ricerca condotta dal Sustainability Lab di Sda Bocconi per Banca Generali, infatti, i ragazzi sono maggiormente orientati a investire i propri risparmi in strumenti etici e socialmente responsabili. Anche a parità di rendimento atteso con gli strumenti finanziari tradizionali, o nel caso di rendimento inferiore.

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