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Investire nel mattone? Ora è meglio all’estero. Ecco dove e perchè

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L’interesse degli italiani all’investimento immobiliare all’estero non è una novità. A essere in una certa misura “inedita” è invece la dimensione del fenomeno tanto più che l’acquisto su piazze europee o extraeuropee sembra essere alla portata di tutte le tasche, non solo di quelle più affuent. Quanto c’è di vero in questa percezione? E quanto conviene? E a quali rischi?

10 Marzo 2010

Mutui A Confronto
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In attesa della ripresa del mercato immobiliare italiano nel secondo semestre di quest’anno, molti italiani si stanno guardando intorno gettando lo sguardo anche al di là dei confini nazionali. Non tanto per acquistare il “tetto sopra la testa” quanto piuttosto per mettere in salvo parte dei propri risparmi in un bene tradizionalmente considerato rifugio, il mattone. C’è chi poi ha pensato bene di unire l’investimento sicuro con la casa per le vacanze da cui godersi il mare e le spiagge più o meno lontane dalla nostra Penisola.

L’interesse degli italiani all’investimento immobiliare all’estero d’altra parte non è un fenomeno nuovo. A essere in una certa misura “inedita” è invece la dimensione tanto più che l’acquisto su piazze europee o extraeuropee sembra essere infatti alla portata di tutte le tasche, non solo di quelle più abbienti. Quanto c’è di vero in questa percezione? I dati rilevati dagli intermediari immobiliari parlano chiaro. Secondo la rete di agenzie immobiliari Professione Casa, che attraverso la Divisione Prestige International opera anche su numerose piazze europee ed extraeuropee, sono 29mila gli immobili residenziali situati all'estero acquistati nel 2008 da italiani con un incremento del 15% rispetto all'anno precedente contro i 26mila acquistati nel 2007. Negli ultimi dieci anni l'incremento medio annuo oscilla tra il 12 e il 14%.
Tra le location più "gettonate" nel Mediterraneo al primo posto figurano Francia, a seguire Spagna e Grecia che assorbono insieme il 25% della domanda, Turchia, Slovenia, e Croazia. Sempre in Europa resiste l'appeal di mete "classiche", ovvero Londra e la Svizzera, mentre Oltreoceano New York, Miami e California si confermano le più amate dagli italiani con il 12% della domanda complessiva. Tra le new entry nella classifica, invece, vi sono i Paesi dell'Est con il 22% complessivo di richieste: Romania, Bulgaria, Polonia e Repubblica Ceca.

Occhio al prezzo
Mentre gli investimenti speculativi nelle piazze ad alto rischio si riducono, aumentano gli acquisti di immobili situati nelle città e nelle località turistiche europee in grado di offrire rendimenti interessanti e, soprattutto, un più elevato grado di sicurezza. A tracciare il quadro più dettagliato sull'andamento del mercato residenziale è Scenari Immobiliari che ha raccolto le informazioni relative agli acquisti degli italiani presso le autorità dei diversi Paesi e le organizzazioni degli operatori immobiliari locali. Secondo l'istituto di studi e di ricerche, nel 2009 sono stati acquistati 34.200 immobili oltrefrontiera, il 16,7 per cento in più rispetto al 2008. A dimostrare l'elevato grado di flessibilità del mercato, che offre "taglie" su misura per le diverse fasce di reddito, i dati sulla spesa media che registrano un lieve aumento: da 120 mila euro del 2008 è passata agli attuali 130 mila. Ma, budget alla mano, su quali piazze cogliere le migliori opportunità?
Fino a poco tempo fa, la crisi immobiliare statunitense, accompagnata dalla debolezza del dollaro rispetto all’euro ha reso interessante l'investimento negli Stati Uniti, nazione che da sola ha attirato il 27 per cento degli acquisti da parte delle famiglie italiane. New York concentra la quota maggiore di investimenti speculativi, dal momento che il ciclo di mercato dovrebbe avere raggiunto il punto più basso e per il 2010 è attesa una ripresa del dollaro rispetto alla moneta europea. La Grande Mela resta tuttavia una delle mete più costose: nelle zone di pregio si va da un minimo di 8.850 a un massimo di 15.100 euro/ mq (dati a dicembre 2009, fonte Scenari Immobiliari).



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