Prestiti 2012. Intesa Sanpaolo: “Ecco perché rilanciamo”

Il mercato prestiti va male, si sa. Ma nonostante questo Intesa Sanpaolo ha appena lanciato una doppia offerta sui propri prodotti retail. Come mai? Cosa sta accadendo al settore? Luciano Ambrosone, responsabile Prodotti di Impiego della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, fa il punto della situazione e racconta a Of qualche chicca sui sistemi di scoring adottati
di: Elisa Vannetti
24 Maggio 2012
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Ha da poco lanciato una promozione sui prestiti personali. È a tempo determinato, è valida fino alla fine di giugno 2012. E ha un tasso di interesse che resta fisso per tutta la durata del piano di rimborso e pari all’8,49%. Intesa Sanpaolo, la banca numero uno in Italia, inoltre, pensa ai giovani con il Prestito Superflash, sempre promozionale, per chi ha meno di 35 anni. Superflash ha un tasso fisso del 7,49%, il secondo più basso sul mercato. Che vale all’istituto di credito il secondo gradino del podio nella top ten di Of 2012.
Luciano Ambrosone, responsabile Prodotti di Impiego della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, fa il punto sulla situazione del mercato odierno. Spiega come sta andando il settore, cos’è cambiato nell’ultimo anno, e come cambia l’offerta di conseguenza. E svela anche come funziona lo scoring di banche e finanziarie.

Of: Il mercato continua a non andare bene…
Ambrosone: È vero. C’è una contrazione da inizio anno, soprattutto per quanto riguarda i primi due mesi che hanno fatto registrare un -10% rispetto al pari periodo del 2011. Ne risentono in particolare i prestiti personali, ma anche i finalizzati e la cessione del quinto.

Of: E voi?
Ambrosone: Noi stiamo performando abbastanza bene.

Of: Cosa c’è dietro questa crisi?
Ambrosone: La riduzione va a sommarsi a quella registrata già negli anni precedenti. Nel 2008 i prestiti per la clientela retail avevano raggiunto la soglia dei 60,7 miliardi di euro di erogazioni. Dal 2008 in avanti la contrazione è stata continua, tanto che, nel 2011, le erogazioni hanno raggiunto un massimo di 51,7 miliardi.

Of: Crolla la domanda o manca l’offerta?
Ambrosone: È aumentata la percezione del rischio da parte delle famiglie. La fiducia nel sistema bancario è venuta meno, e si chiede meno credito. La domanda quindi cala. Ma mi lasci dire che il problema è un altro.

Of: E cioè?
Ambrosone: Guardi. Il debito delle famiglie italiane, in confronto con il reddito è rimasto sostanzialmente invariato. Ed è tra i più bassi d’Europa, intorno al 66%. Contro il 99%.

Of: Ma se il confronto debito/reddito è rimasto stabile, questo significa che ci si indebita di meno perché ci sono meno soldi?
Ambrosone: E’ così. Per molte famiglie questo non è il periodo per fare determinate scelte d’acquisto, magari importanti. Mentre chi richiede un finanziamento lo fa in modalità un po’ differenti rispetto a qualche mese fa.

Of: Cioè le caratteristiche del prestito-tipo sono mutate?
Ambrosone: Il capitale medio richiesto a prestito è rimasto pressoché invariato, intorno ai 12-13.000 euro. La durata, invece, si è leggermente allungata, arrivando ad una media di 60 mesi. In realtà, l’allungamento della vita di un finanziamento era un trend che iniziava a rendersi evidente anche negli anni scorsi. E a mio avviso non è una cosa necessariamente negativa.

Of: Mi spieghi meglio…
Ambrosone: Grazie alle opzioni di flessibilità di cui sono corredati molti dei finanziamenti odierni, compresi quelli di Intesa Sanpaolo, è possibile saltare una o più rate nel corso del piano di ammortamento, allungando di conseguenza anche la durata del prestito. In più, è anche possibile estinguere anticipatamente tutto il debito senza incorrere in penali eccessive. I finanziamenti diventano più flessibili, e la durata non è più una variabile fondamentale considerata dai sottoscrittori.

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Luciano Ambrosone, responsabile Prodotti di Impiego della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo



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