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Mutui usurari? Come farsi restituire le rate pagate. Occhio ... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Da un lato ci sono le associazioni dei consumatori, che avviano azioni legali collettive. Dall’altro, invece, le società di consulenza. Che si occupano di scovare irregolarità nei contratti di mutuo, e avviano un tavolo di trattative con la banca. Tenendosi per sé, in caso di esito positivo, il 20-25% dell’eventuale rimborso. Ma c’è anche una terza via: si può agire autonomamente. Ecco cosa bisogna sapere per fare causa alle banche. E, soprattutto, a quale costo

Mutui usurari? Come farsi restituire le rate pagate. Occhio ai trucchi delle agenzie

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N.C., 30 anni, operaio, vive a Brescia in un appartamento, non troppo distante dal centro, acquistato 6 anni fa. Il mutuo, sottoscritto con una banca locale appartenente a un noto gruppo bancario pluriregionale, lo terrà impegnato per i prossimi 24 anni. Il tasso è fisso, e la rata, di circa 600 euro, non gli richiede grandi rinunce. Tutto prosegue liscio. N.C., nonostante la crisi economica, non ha mai saltato il pagamento di una mensilità. E, a fine mese, riesce anche ad accantonare qualcosa sul conto corrente. Per le emergenze, non si sa mai.

Poi, però, N.C. incontra a un matrimonio un consulente finanziario (i procacciatori di nuovi clienti sono scatenati, si trovano ovunque). Che gli spiega che, forse, potrebbe smettere di pagare alla banca tutta la quota di interessi prevista nella sua rata mensile. Ottenendo al contempo anche il rimborso totale degli interessi già versati nel corso dei primi 6 anni di contratto. Come? "Semplicemente" facendo causa all’istituto di credito per l’applicazione di tassi usurari al suo mutuo. N.C., incuriosito, decide di avviare le pratiche (gratuite) per verificare se davvero questa strada è percorribile. Concede al consulente una copia del suo contratto per una perizia gratuita. E scopre che, in effetti, nei 6 anni trascorsi ha pagato più del dovuto. La procedura prende ufficialmente il via. N.C. attende fiducioso di vedersi rimborsare i 40.000 euro incriminati. Il consulente, dal canto suo, aspetta di riscuotere la sua commissione sulla percentuale (il 25%) che sarà riconosciuta all’agenzia per la quale lavora.

È un fenomeno che è passato un po’ sotto silenzio. Eppure a Brescia, così come in tante grandi altre città d’Italia, è una pratica che si sta diffondendo a macchia d’olio. Le società finanziarie e di consulenza che si occupano di scovare irregolarità nei contratti dei mutui casa (leggi qui) sono in continuo aumento. I consulenti sul territorio che hanno lo scopo di procacciare nuovi clienti, riescono ad avviare un numero sempre più elevato di cause. Per un giro d’affari, non stimato ufficialmente, ma che dovrebbe coinvolgere centinaia di migliaia di euro, forse di più.

Anche la rete pullula di agenzie più o meno conosciute, che si affiancano a studi professionali di consulenza per lo più locali. Il loro obiettivo è sempre lo stesso: aprire con la banca un tavolo di trattative al posto del cliente. La spesa, inizialmente, è nulla. La perizia che serve a valutare se il rimborso è dovuto oppure no, viene fatta (di solito) a costo zero. Ma va comunque messa in conto una spesa iniziale, da riconoscere all'agenzia in questione per avviare concretamente le pratiche, che si aggira generalmente intorno ai 2-3.000 euro. Da sommare a un'ulteriore esborso necessario a pagare la parcella dell'avvocato, qualora fosse necessario procedere con i gradi di giudizio, di circa 1.000 euro. Se la richiesta va a buon fine, poi, l'agenzia si tiene parte del rimborso, per una quota che, nella maggioranza dei casi, è compresa tra il 20-25% del capitale. Mentre, in caso di esito negativo, è prevista quasi sempre un'assicurazione gratuita che restituisce al cliente tutto lo speso per l'avvio della procedura.

---- Bisogna però fare attenzione a chi si contatta. Perché non è infrequente imbattersi in società che magari richiedono una somma variabile, generalmente intorno ai 300 euro solo per valutare il caso. Cioè per effettuare una prima perizia dei contratti di mutuo o di conto corrente sottoposti. Salvo, poi, scomparire senza esporre i risultati al cliente.

A chi rivolgersi quindi? A chi chiedere aiuto? Tra le agenzie di consulenza più famose in Italia, vi è per esempio, SDL Centrostudi, con sede a Brescia, nata nel 2010 dalla fusione di consulenti, avvocati e commercialisti. E che oggi, a distanza di circa tre anni, vanta un fatturato di 4,5 milioni di euro. Lo scopo della società è quello dichiarato di trovare anomalie finanziarie nei contratti firmati con la banca. Estendendo quindi a tutto tondo l’attività di consulenza. Si parte dai mutui ipotecari per l’acquisto della casa e si arriva ai finanziamenti concessi a imprese e aziende. Passando, poi, per i fidi di conto corrente e fidejussioni oltre i limiti di legge. I consulenti, formati gratuitamente, lavorano in completa autonomia, e hanno lo scopo di cercare nuovi clienti. Spiegando loro come funziona il risarcimento, e valutando, per primi, se i contratti sottoposti dai potenziali clienti contengono davvero qualche clausola o voce di costo “sospetta”. Poi intervengono gli esperti del settore, che attuano sui contratti di finanziamento una perizia gratuita. Se l’esito della perizia è positivo, cioè se sussistono le condizioni per richiedere l’annullamento del contratto si prosegue con l’azione legale contro la banca. Il cliente si trova così a dover sborsare i soldi previsti dalla società di consulenza per portare avanti la pratica. Che vanno poi sommati, in caso di esito positivo della sentenza, ad una spesa ulteriore pari al 25% del capitale restituito.

Anche Cofi Srl, una società attiva a livello nazionale con sede ufficiale ad Ancona e 30 dipendenze distribuite in buona parte delle regioni, si occupa di monitorare e controllare i contratti bancari, stipulati per lo più con aziende di grandi e piccole dimensioni. Verificando che non siano presenti eventuali anomalie in materia di mutui, finanziamenti, leasing e conti correnti. Chi è interessato a richiedere una consulenza specifica può compilare il form preimpostato direttamente online. Mentre una volta avviata la procedura, l’azienda si preoccupa di analizzare tutti i contratti firmati dal cliente, per verificarne la legittimità. Ponendosi anche come intermediario nei confronti della banca. Mentre al cliente non resta che aspettare l'esito, positivo o negativo, delle contrattazioni avviate.

Oltre alle società specializzate nel settore, però, si sono attivate anche le associazioni dei consumatori. L’Adusbef, per esempio, ha messo online sul suo sito ufficiale un modulo ad hoc per chi preferisce agire autonomamente, senza utilizzare la mediazione delle società specializzate. Così, basta scaricare una lettera di diffida apposita da inviare alla banca, specificando di quanto i tassi di interesse complessivi applicati si sono discostati rispetto al tasso d’usura. In questo caso, però, è necessario conoscere bene la materia. E saper calcolare autonomamente il Teg, cioè il tasso effettivo globale del finanziamento.

---- Ecco perché, sul portale di Altroconsumo è presente un calcolatore, che consente di verificare se effettivamente sussistono le condizioni per intraprendere un’azione legale contro la banca. Così, basta compilare tutte le voci di spesa inserite nel form precompilato, specificando a quanto ammontano tan, spese di perizia, istruttoria, commissioni di incasso rata e interessi di mora. Aggiungendo anche l’eventuale spesa sostenuta per il mediatore finanziario, e il costo delle polizze assicurative per incendio e scoppio dell’immobile, o a protezione della vita del mutuatario. Va poi specificato l’importo richiesto a prestito, e il mese esatto in cui il mutuo è stato sottoscritto. A questo punto, il software calcola se sussistono interessi di mora, calcolando il Tasso Effettivo Globale (TEG) da confrontare poi con i tassi di usura in vigore nel trimestre in cui è stato rilasciato il finanziamento.
Se il risultato ottenuto mostra tassi di usura, allora il sistema invita a compilare il form con i dati personale per poter ricevere tutte le indicazioni necessarie a procedere con il reclamo.

La Codacons, invece, ha avviato un’azione legale dedicata a tutti i soci. Per partecipare basta iscriversi come socio aggregato, pagando la quota associativa di 50 euro. In questo modo si ha la possibilità di inviare all’associazione il contratto di mutuo, con il documento di sintesi e le rate di ammortamento. Mentre lo staff legale si preoccuperà di analizzarlo gratuitamente. In caso di tassi usurari, poi, si potrà decidere se agire con il Codacons, senza quindi dover anticipare compensi per gli avvocati. O se, invece, si preferirà intraprendere un’azione autonoma con un legale di fiducia.

Come procedere autonomamente?
Se non si vuole rischiare di perdere parte del rimborso a cui si potrebbe aver diritto c'è un'altra via da percorrere: agire autonomamente. Come? Il primo passo, una volta verificato che il mutuo sottoscritto contiene irregolarità, cioè che ha un tasso di interesse superiore rispetto al tasso soglia fissato dalla Banca d'Italia (leggi qui) è necessario contattare la banca, inviandole una raccomandata contenente un reclamo formale. In pratica si tratta di una lettera, all'interno della quale andranno specificate tutte le anomalie riscontrate.

Se la banca non risponde entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo, poi, si hanno 12 mesi di tempo per rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario, o ABF. Quel sistema di risoluzione delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche o gli altri intermediari finanziari in materia di operazioni e servizi bancari. Il costo da sostenere è pari a 20 euro, da riconoscere come contributo spese. Ma anche questa somma può essere recuperata, in caso di decisione positiva. A questo punto, una volta avviata la procedura, spetta all'ABF decidere. Anche se le sue decisioni non sono vincolanti. Se, infatti, l'arbitro si pronuncia in favore del mutuatario, la banca non ha alcun obbligo a rimborsare il capitale conteso. Anche se, qualora l'istituto di credito si rifiutasse di pagare, il suo nome verrebbe pubblicato online sul sito ufficiale, nell'apposita sezione destinata agli inadempienti.

Attualmente non esistono stime in grado di quantificare il numero di decisioni favorevoli ai mutuatari. E non è nemmeno possibile stabilire una percentuale approssimativa che dia conto del numero di richieste di rimborso andate a buon fine. Eppure, navigando sul portale dell'ABF nella sezione dedicata agli inadempienti, non sono pubblicati nomi di banche in merito a controversie di questo tipo.

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