Intesa Sanpaolo scruta il futuro. Inflazione, tassi, mutui, prestiti: ecco cosa sta per accadere

Il mercato non è mai stato così instabile. La BCE ha in programma nuovi interventi: se l’inflazione non arriva al 2%, ad esempio, potrebbe ridurre ulteriormente il tasso sui depositi o ritoccare il volume mensili di acquisti di titoli. Il prezzo del petrolio influenza la ripresa. Che non è per niente solida. Cosa accadrà ai tassi di interesse dei mutui? Torneranno ad alzarsi? E quale finanziamento è più conveniente? Continueranno le promozioni sugli spread? Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo disegna uno scenario possibile dei prossimi mesi per mutui, prestiti e...
di: Elisa Vannetti
3 Febbraio 2016
Condividi

L’inflazione in tutta l’Eurozona non riparte, nonostante la politica “spinta” della Banca Centrale Europea. Il prezzo del petrolio continua a rimanere basso. E nell’area Euro i mercati non sono mai stati così instabili, con gli indici di riferimento che continuano a far registrare i valori più bassi di sempre. E con la conseguenza, quindi, che anche i tassi di interesse dei mutui e dei finanziamenti sono rimasti al loro minimo storico per parecchi mesi. Gli esperti l’hanno definita una situazione “straordinaria”. Ed è appunto per questa ragione che l’incognita sull’evoluzione dei mercati è pesante, con lo spettro ancora vivo dei maxi rialzi improvvisi che nel 2008 furono tra le conseguenze più gravose della crisi finanziaria.
Cosa accadrà, quindi, nei prossimi mesi? Quale sarà l’andamento dei tassi? Quando cominceranno a risalire? E, soprattutto, a quale velocità? Of-Osservatorio finanziario ha chiesto a Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo di fare il punto della situazione. Ecco le previsioni per il 2016.

Of: I parametri di riferimento sono ai loro minimi da parecchi mesi. Cosa accadrà nel 2016?
Lecce: Il pacchetto di misure approvato dalla Banca Centrale Europea a dicembre 2015 si poneva l’obiettivo di stimolare la crescita dell’area Euro. Nelle ultime settimane, però, sono emersi segnali di preoccupazione sui tempi del ritorno dell’inflazione all’obiettivo del 2% a causa del movimento del prezzo del petrolio. Riteniamo che l’andamento e le prospettive di inflazione siano cruciali per la determinazione della politica monetaria dei prossimi mesi.

Of: In che modo?
Lecce: Con questo scenario è ipotizzabile che le politiche accomodanti della BCE continueranno anche nel prossimo futuro.

Of: E in effetti Mario Draghi ha già annunciato che potrebbe intervenire nuovamente...
Lecce: Esatto. Ma è difficile prevedere cosa accadrà. Un ulteriore aumento del grado di stimolo della politica monetaria rimane condizionato a una stima di inflazione del medio periodo lontana dall’obiettivo del 2%. In tal caso la BCE potrebbe, ad esempio, ridurre ulteriormente il tasso su depositi o ritoccare il volume mensili di acquisti di titoli.

Pagine: 1 2 3 Avanti

Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo