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Bankitalia fa il check alle Banche OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

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Le banche sono più lente del solito? Un motivo? Banca d'Italia le sta analizzando da cima a fondo, per ridisegnare lo scenario del sistema creditizio italiano. E nelle Casse di risparmio, Popolari eccetera tutti a chiedersi quale sarà il loro futuro. Intanto il mercato dei mutui si sta riprendendo e nascono nuove proposte.

Bankitalia fa il check alle Banche

Stop. Fermi tutti. C'è un motivo in più che spiega l'incredibile lentezza delle banche. Che non rinegoziano; surrogano con il contagocce; non restituiscono il denaro in più pagato dai numerosi correntisti con mutuo a tasso variabile. Quelli che dovevano essere rimborsati già da fine febbraio in base all'accordo sul tasso massimo al 4%. Non c'è solo il problema della liquidità che le banche devono riuscire a trovare, anche e soprattutto con la raccolta fatta con conti correnti remunerati e strumenti di investimento sicuri. Non c'è solo il problema del costo del denaro che, almeno a quanto dicono le banche stesse, risulterebbe ancora molto caro anche in presenza di un calo, anzi di un crollo dei tassi (Leggi qui). Non c'è solo una serie d'incombenze normative, non ultima Sepa, lo standard europeo dei pagamenti che, a quanto pare, farebbe perdere alle banche fino al 40% dei guadagni sulle transazioni da qui al 2012. C'è che Banca d'Italia ha avviato la stagione delle ispezioni a raffica su tutte le banche italiane, per capire il loro futuro e valutare anche il loro presente. Un' indiscrezione relativa all'Ufg, ex UnipolBanca, è uscita su "Panorama", ma a quanto mi risulta i controlli sono numerosi e stanno mettendo le banche, in generale, in una situazione di stallo. Faremo ancora mutui e prestiti? Si chiedono alcuni responsabili di marketing. E ancora: è vero che la stagione della banca generalista, che fa tutto, è finita, ma cosa farà allora la nostra banca, si chiedono i top manager di Casse di risparmio, Bcc, Popolari e in generali di numerose banche sotto analisi. Come sarà la nuova mappa del credito in Italia? Niente da temere, ovviamente, ma come stanno notando un po' tutti, i tempi del rigore sono i tempi lunghi, se non lunghissimi, dei controlli, che non fanno bene ai clienti bisognosi di risposte e anche di denaro. Che fare dunque se il direttore di banca nicchia, non si fa trovare, se il funzionario perde tempo oppure mette davanti la solita scusa del "terminale che non funziona"? Scrivere, scrivere e ancora scrivere. Fare visita a diverse filiali. E, nell'attesa, informarsi presso banche diverse dalla propria, anche quelle online, più veloci perchè agili e che attualmente hanno anche prodotti abbastanza innovativi. Anche perché, la stagione dei mutui sembra essere ripartita dopo un anno e mezzo di stallo: secondo il barometro Crif sulla domanda di mutui da parte delle famiglie italiane la domanda di prestiti ipotecari sarebbe salita del 9% ad aprile e di un +2% nel primo quadrimestre di quest'anno, mentre nello stesso periodo 2008 era stato registrato un calo del 2%.

Due nuovi mutui per una vecchia proposta
In questi ultimi giorni ne sono stati annunciati due: il primo è quell'IW Mutuo di IW Bank a tasso variabile con opzione Offset (Leggi qui il mutuo della settimana). Un prodotto analogo è l'offerta di CheBanca!: si chiama Mutuo Risparmio ed è un variabile con la possibilità, anche in questo caso, di far diminuire il costo della rata agganciando un deposito sul conto corrente o sul conto tascabile (che è poi una prepagata con Iban) della banca del gruppo Mediobanca-Compass. In pratica, anche in questo caso, più denaro si lascia sul conto e meno si paga di interessi. L'esempio calcolato per questa tipologia di mutuo è interessante: con una giacenza media di 30 mila euro sul conto il montante per un mutuo di 100 mila euro restituibile in 15 anni calerebbe da circa 121 mila a 110 mila euro.

Il mutuo agganciato ad un deposito di liquidità non è una formula nuova: lo propone da tempo con varie modalità anche Banca Mediolanum, che però distribuisce mutui di terzi e anche Banco Popolare ex Verona e Novara, che ha lanciato il Mutuo Alberto, nel 2005. L'idea, come sempre, è nata in Gran Bretagna nel 1998 (mutui Off Set). La ripresa di questa formula oggi delle due banche online concorrenti, nasce forse dalla necessità per il cliente di mantenere quel vantaggio conquistato sottoscrivendo un deposito remunerato che, nel caso di CheBanca! è ancora oggi competitivo rispetto al tasso da pagare per il mutuo.

Facciamo due calcoli: se oggi si chiedono 100.000 euro avendone 30.000 da parte, invece che 70.000 con il conto a zero o quasi, si andrà a pagare, con un tasso di partenza del 2,5% e con un tasso a regime sui 15 anni che si stima, in base ad alcune previsioni calcolate sull'inflazione media degli ultimi 10 e 20 anni cioè intorno al 2,4%, possa salire al 4% circa, interessi pari a 31 mila euro. Nello stesso periodo se si mantengono 30 mila sul conto a un tasso medio che non potrà superare, a regime, il 3% lordo che diventa il 2,19% netto ricaverò euro più euro meno 5.200 euro. E' vero che la banca fa risparmiare sul tasso e che quindi si potrebbero aggiungere altri 9-10 mila euro di vantaggio, che sommati ai 5.200 euro fanno 15 mila euro. Si tratta pur sempre della metà di quello che si deve pagare di interessi alla banca. Se invece si chiedono "solo" 70 mila euro in 15 anni gli interessi già scendono a 20 mila euro circa con una rata che passa da 739 a 517 (se si calcola un tasso medio del 4% a regime) oppure inizialmente oggi per IWBank (tasso finito del 2,5%) da una rata 666 euro al mese a una rata di 466 euro al mese o, nel caso di CheBanca! che è un po' più cara, con un tasso finito del 2,6%, da una rata di 671 a una rata di 471 euro.

C'è da dire inoltre che l'esperienza di Mutuo Alberto non è stata delle migliori, prima di tutto perché si tratta di una formula per esperti gestori del denaro, non per chi lo lascia germogliare sul conto. Tra l'altro se su quel conto vanno a sommarsi i debiti delle carte di credito e anche le rate del mutuo, può capitare di rimetterci se non si sta attenti a calcolare l'effettiva liquidità sul conto. C'è chi si è lamentato, perché la banca continuava a proporre nuove formule di investimento per guadagnare qualcosa di più, dimostratosi tutte, sembra, assolutamente disastrose, visto i tempi grami della crisi finanziaria. E poi si sa che quando uno i soldi li ha tende sempre a farci sopra affidamento, cogliendo occasioni per spenderli. D'altra parte, però, è vero che, in un'epoca in cui accedere a un mutuo è come vincere alla lotteria, facilitarne il percorso dimostrando fiducia alla banca, lasciando del denaro in conto, male forse non fa. Inoltre, è difficile trovarsi nella malaugurata situazione di saltare una rata, perché un deposito minimo di 10 mila euro, ad esempio, dà il tempo sufficiente al cliente, come alla banca, per rinegoziare il contratto. Da ultimo, la banca grazie al saldo in conto può farsi un'idea del cliente e verificare di elargire, dopo un certo periodo di tempo, di solito un quinquennio, rinegoziazioni con liquidità. E' quanto accade in UK per banche che adottano questa formula, come Barclays-Woolwich, ad esempio. Oppure come faceva anche da noi Macquarie Bank, oggi rilevata da Barclays, con l'opzione omonima. © riproduzione riservata.

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