Quanto varrà la tua casa fra 10 anni?

In soli due anni cresce del 10%. L’investimento immobiliare piace sempre di più. Soprattutto in tempi di crisi. Ma è davvero conveniente puntare oggi sul mattone? È ancora un buon investimento? Quanto si può guadagnare? Dove comprare per poter ottenere di più? E ancora, comprando adesso, quanto si guadagnerà fra 10 anni?
di: Rosaria Barrile
14 Ottobre 2010
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È sempre stato così. Il mattone, il bene rifugio per eccellenza, considerato strumento di investimento in cui riporre i propri risparmi e lasciarli fruttare, ora in tempi di crisi e di incertezza dei mercati finanziari, ha ricominciato ad attirare l’attenzione dei risparmiatori. Lo conferma anche una ricerca di Banca MPS che ha rilevato le dinamiche di prezzo, di rischiosità e opportunità del mercato domestico immobiliare confrontato con quello europeo. E che scoperto che, nel biennio 2007-2009, le operazioni di acquisto di seconde case con finalità di investimento sono aumentate del 10%.
Ma vediamo nel dettaglio come sta andando il mercato italiano, grazie a due studi di settore.

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha messo a confronto le dinamiche di crescita delle quotazioni degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nelle grandi città italiane nel periodo che va dagli inizi del 2001 fino al secondo semestre del 2009. E ha scoperto che, nel secondo semestre del 2009, l’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane ha confermato un rendimento annuo lordo del 3,8% circa, rimasto stabile rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti. Stando ai dati raccolti, inoltre, risulta che è meglio comprare casa in periferia. Le zone che rendono di più, infatti, sono proprio quelle ai margini delle grandi città, con un rendimento annuo lordo che si aggira intorno al 4%. Seguono quelle semicentrali con il 3,8% e quelle centrali con il 3,7%.
Mentre, per quanto riguarda le grandi città, quella che ha il rendimento annuo lordo da locazione più elevato è Verona con il 4,8%. Seguita da Palermo con il 4,3%, Bologna con il 3,9%, Roma con il 3,8%, Milano con il 3,7%, Firenze con il 3,6% e Genova, Napoli, Torino e Bari con il 3,5 %.

L’Ufficio studi di UBH Spa, la holding di partecipazioni nel settore immobiliare, della mediazione creditizia e dei servizi assicurativi, invece, ha svolto una indagine sull’andamento del mercato residenziale italiano, che ha coinvolto le principali aree metropolitane basandosi su rilevazioni effettuate tramite le agenzie dei franchising network Professionecasa e Grimaldi Immobiliare. Dalla ricerca, emerge che nel primo trimestre del 2010 i prezzi di vendita delle abitazioni sono calati del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2009. In particolare, Torino ha registrato un -10,5%, seguita da Napoli (-8,6%) e Genova (-8,0%). Per la fine dell’anno Ubh prevede una stabilizzazione dei valori con un calo consuntivo non superiore al 6,5% su base nazionale.

L’indagine, ha però rilevato i primi segnali di ripresa. Soprattutto a partire dai volumi di scambio nei capoluoghi di provincia. Analizzando il numero di compravendite effettuate, infatti, è emerso che a fine 2008 nessun capoluogo di provincia ha chiuso l’anno con segno positivo. Mentre nel 2009 le città capoluogo che hanno chiuso con segno più sono state 16, cioè circa il 14% del totale. Tra queste, Bergamo (+4,8%), Bari (+4,5%) e Padova (+10,7%) per il numero di abitanti.

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