logo-mini
OF News - OF Osservatorio Finanziario

SOMMARIO

I giganti della tecnologia e delle comunicazioni stanno riscrivendo le regole di fruizione dei contenuti audiovisivi, che vedranno la nascita di un nuovo pubblico, dotato di nuove caratteristiche ed esigenze. Il mercato è emergente e le grandi aziende sperimentano entusiaste, ma già si parla di un accordo che potrebbe rimescolare le carte in gioco. La competizione è appena iniziata

Leggi Anche:

Il futuro della tv è già qui/1. I segreti di Apple, Google, Amazon…

Leggi anche:
Il futuro della tv è già qui/2. Netflix contro gli europei
Il futuro della tv è già qui/3. Cosa succede in Italia tra Google, Sky e…

Il 2014 sarà l’anno della rivoluzione dell’on demand.
Il canale televisivo tradizionale dovrà fare i conti con un fenomeno che si sta ormai diffondendo a macchia d’olio e che sta coinvolgendo le più importanti aziende mondiali del settore.
Apple, Google, Amazon, Netflix, Comcast, Time Warner Cable, Sky: tutte sono impegnate a confrontarsi con un mondo interattivo in cui il confine tra online e offline diventa sempre più labile e dove gli individui, perennemente connessi, pretendono di essere padroni dei propri consumi, e non semplici consumatori passivi.

Dopo la carta stampata, toccherà quindi alla tv affrontare l’epocale cambiamento che potrebbe portare a mutamenti irreversibili, alcuni già in atto.
Personalizzazione, scelta dei contenuti, flessibilità, libertà dalla schiavitù del palinsesto e dai vincoli spazio/temporali. Sono e saranno questi i nuovi mantra che porteranno a un mutamento non solo nel fare televisione, ma anche nel guardare la televisione. Il terreno di prova, come sempre, è quello degli Stati Uniti, ma già diversi servizi sono approdati e approderanno a breve in Europa.
La sfida per la conquista degli internauti è appena iniziata, ma già si profila un indiscusso protagonista. C’è infatti un nome che è rimbalzato negli ultimi giorni tra le testate giornalistiche più autorevoli, che sembra vicino alla firma di un accordo che sconvolgerebbe le dinamiche di questo mercato…

Uno è il portavoce mondiale dell’innovazione high-tech, l’altro il colosso delle telecomunicazioni, oltre che principale società statunitense dei sistemi via cavo. E starebbero trattando per realizzare un nuovo servizio di streaming tv, equipaggiato di un vasto ventaglio di programmi in diretta e on demand.
Si tratta di Apple e Comcast, che secondo il Wall Street Journal sarebbero vicine alla firma dell’accordo, il quale porterà, se realizzato, a una rivoluzione epocale nel settore della pay tv. Apple, a cui Comcast dedicherebbe fibre ottiche esclusive, chiederebbe inoltre di rivestire un ruolo centrale, puntando a controllare l’accesso attraverso le credenziali dei clienti che gestisce.

Ma le rivelazioni non finiscono qui. Secondo Bloomberg, verrà presentata ad aprile la nuova versione, ricca di promettenti novità, della Apple Tv (la prima lanciata nel 2007, senza grandi successi), e commercializzata in pieno periodo natalizio (immagine di copertina). Gli fa eco Quartz, informatissima rivista Usa di tecnologia, che ipotizza un aggiornamento del servizio entro l’anno, con un hardware migliorato e l’integrazione di alcuni servizi televisivi via cavo. Il pettegolezzo è stato anche alimentato dall’annuncio proveniente dagli Apple stores che promettevano 25 dollari sulla gift card iTunes ai clienti che avessero acquistato la Apple Tv (99 $), il che fa pensare al bisogno di smaltire i vecchi articoli per un nuovo arrivo.

Guarda il video su Apple Tv (2007)


Il dispositivo, continua Bloomberg, avrà un processore più veloce rispetto alla versione precedente e un’interfaccia aggiornata, per agevolare la navigazione tra programmi tv, film, video e altri contenuti online. Per la data di uscita molto dipenderà dalle trattative in corso (le maggiori difficoltà si riscontrerebbero proprio sulla questione del login). ---- Infine, vi è un’ultima recente notizia, quella che vedrebbe Tim Cook, amministratore delegato di Apple, disposto a far sbarcare iTunes anche su Android, sistema operativo più diffuso al mondo, un cambiamento di prospettiva totale, che, dicono i rumors, potrebbe coinvolgere anche iTunes Radio, servizio streaming con 11 milioni di utenti unici che punta a diventare una radio a tutti gli effetti. Per l’innovazione che ha saputo portare nell’ultimo decennio, l’investimento (anche economico) che sta impiegando nel campo televisivo e per il nome che si porta dietro, Apple sarà, se non il numero 1, sicuramente tra i leader del settore.

Una sfida importante lanciata ai principali competitor, primi fra tutti Google, Amazon e Netflix, non senza ripercussioni immediate: Netflix, il giorno della rivelazione sulle trattative sempre più certe, ha riportato un crollo in borsa del 6,67%, nonostante dati significativi che, ad oggi, lo portano ad essere il rivale più temuto: 44 milioni di abbonati in tutto il mondo, a cui propone, per 7,99 dollari al mese, 50.000 titoli tra film, serie tv e show televisivi.

Anche Amazon di recente ha potenziato i suoi servizi, volgendo l’attenzione al vecchio continente. I servizi Instant Video e Prime Instant Video sono stati infatti lanciati in Gran Bretagna e Germania, che si accodano così a Stati Uniti e Giappone. L’offerta prevede la sottoscrizione di un abbonamento con cui si ha a disposizione un vasto assortimento di contenuti streaming on demand, anche su dispositivi mobile, come smartphone e tablet, oltre a console, e costa, in Germania, 49 euro annuali. Nel caso inglese non si tratta di una novità assoluta: il servizio esisteva già sotto il nome di LoveFilm (proprietà Amazon), inglobato in Amazon Prime Istant Video. Una data per l’uscita italiana ancora non c’è, ma la recente espansione fa ben sperare.

Mentre chi in Italia ci è già arrivato è Google Chromecast, la chiavetta-tv lanciata negli Stati Uniti la scorsa estate per guardare film, video e ascoltare musica, con la connessione wifi, in grado di trasformare la tv in una smart tv. Il gadget rappresenta la risposta Google alla Apple Tv ed è disponibile su Play Store e Amazon, al prezzo competitivo di 35 euro. Installarla è molto semplice: basta inserirla nella porta Hdmi del televisore HD, scaricare la app su smartphone o tablet (compatibile Android, iPhone, iPad e iPod iOS 6.0+) e impostare la rete wifi, con cui il device (che diventa il telecomando da cui si controlla tutto) e la chiavetta si scambieranno i dati. Chromecast comunica anche con notebook Windows, Mac o Chromebook attraverso il browser Chrome, scaricando prima l’estensione Google Cast, che permette di utilizzare la tv come una vero e proprio prolungamento del computer.

Guarda il video di Google Chromecast


Negli USA, Chromecast, comprende una vasta scelta di contenuti multimediali, come Netflix, Hulu e Hbo, mentre in Italia, al momento, bisogna “accontentarsi” di YouTube, Red Bull Tv, Real Player Cloud, Google Play Movies (consente di guardare i film noleggi e acquistati sul Play Store), Google Play Music e di sfogliare i propri album fotografici. Tra i contro si riscontra infatti la mancanza di un servizio streaming per i film, ma anche la non compatibilità con Windows Phone. Indiscrezioni assicurano però che presto saranno disponibili più contenuti tra cui scegliere, come film, video, sport, musica e giochi. È quindi certo che non sarà questa la veste definitiva con cui Google aggredirà il mercato.

Intanto si vocifera che anche Amazon sarebbe in uscita (secondo il Wall Street Journal entro aprile), con una propria chiavetta tv per fruire di contenuti online, includendo il catalogo di Prime Instant Video.

© Of-Osservatorio finanziario riproduzione riservata


Il nostro network

Contatti

Of Osservatorio finanziario

OfNews è una realizzazione di Of Osservatorio finanziario. Vai al sito

Visita il sito