Biglietti del tram, vestiti, bollette e caffè. Ecco cosa si compra (e dove) con il telefonino

Banche, società emettitrici di carte di pagamento e operatori di telefonia mobile sono in prima linea. E hanno avviato, o stanno per farlo, nuovi servizi di pagamento con il cellulare. Cosa si può pagare con lo smartphone? E dove utilizzare i nuovi servizi? Of-Osservatorio finanziario ha fatto il punto della situazione. E ha messo a confronto tutte le ultime novità. I servizi già operativi. E quelli che, per ora, sono stati solo annunciati. Ecco come si farà shopping di qui a un anno. E quanto costerà al consumatore
di: Elisa Vannetti
1 Luglio 2014
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Pagare il caffè al bar o il giornale in edicola con lo smartphone. Acquistare i biglietti dei mezzi pubblici direttamente alla fermata dell’autobus, senza dover fare la coda alle casse delle stazioni. Comprare un maglione visto su un volantino senza uscire di casa. E ancora, pagare la spesa al supermercato evitando di passare dalla cassa. Per ora i mobile payments, cioè i pagamenti con il telefonino, sono solo delle sperimentazioni, per lo più di nicchia e a diffusione territoriale. Ma nel giro di qualche mese, forse un anno, dicono gli addetti ai lavori, troveranno uno sviluppo molto più ampio.

Cosa accadrà? Le novità in arrivo, appena presentate, o ai blocchi di partenza sono tante. E provengono tutte da banche, società emettitrici di carte di pagamento e operatori di telefonia mobile, in prima linea già da un quinquennio nel tentativo di realizzare un sistema di pagamento che elimini non solo le monetine, ma anche l’utilizzo di carte bancomat o di credito.
Ma è nei prossimi mesi che dovrebbero vedere la luce le principali innovazioni. Soprattutto in vista dell’evento fieristico in programma per il prossimo anno a Milano, l’Expo. Tappa obbligata e data ultima per la realizzazione di sistemi di pagamento funzionanti, da inserire nel progetto di Digital Smart City che sta prendendo piede.

Of-Osservatorio finanziario ha fatto il punto della situazione. E ha messo a confronto tutte le ultime novità. I servizi già operativi. E quelli che, per ora, sono stati solo annunciati. Ecco come si pagherà di qui a un anno. E cosa (ma soprattutto dove) si potrà acquistare con lo smartphone.

Come pagare in negozio
Le principali novità si aspettano nell’ambito dei pagamenti di prossimità. Quelli cioè che si possono effettuare solo nel punto vendita, avvicinando il cellulare al bancomat che normalmente legge le carte di credito. Funziona così: si avvicina il cellulare al lettore, e un clic informa che il pagamento è andato a buon fine. Ma per farlo è necessario essere dotati di un telefonino apposta, con questa particolare tecnologia senza contatto integrata. Serve un’apposita sim card (quella che racchiude i dati dell’utenza telefonica) alla quale agganciare tutti i dati personali relativi al pagamento. Come i codici di sicurezza della carta di credito, per esempio. Ed è anche necessario sottoscrivere una carta di credito, o un borsellino elettronico, da rendere virtuale e da inserire dentro la sim.

PosteMobile, l’operatore telefonico di Poste Italiane, per esempio, già da alcuni mesi ha iniziato a offrire speciali sim con tecnologia senza contatto integrata, che racchiudono al loro interno anche una carta prepagata Postepay NewGift (emessa da BancoPosta, sempre parte del Gruppo), da utilizzare per disporre il pagamento senza contatto nei negozi abilitati. Inizialmente il servizio era disponibile solo in alcuni uffici postali. Mentre da qualche tempo è possibile effettuare acquisti con lo smartphone di ultima generazione in tutti i negozi aderenti al circuito di pagamento MasterCard PayPass.

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