BCC. Loro i mutui li danno. Ecco chi sono

Le Banche del Credito Cooperativo, in questi ultimi tempi di crisi economica, stanno giocando la parte del leone. Perché hanno utili in crescita, anche oltre il +400% in un solo anno. E hanno pronti plafond consistenti (c’è chi ha messo ha disposizione oltre 100 milioni di euro) da destinare a famiglie e imprese. E per chi va in filiale ci possono essere belle sorprese. Ma per richiedere un mutuo con una BCC bisogna essere residenti in zona
di: Elisa Vannetti
27 Ottobre 2014
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A.C. e R.V., abitano in Lombardia, hanno meno di 35 anni, e cercano un mutuo per l’acquisto della loro prima casa. Lui ha un contratto a tempo indeterminato, lei a termine. Hanno un buon reddito mensile, sommando i due stipendi, e non vorrebbero pesare troppo sui genitori chiedendo loro di fare da garanti.

Si recano nella filiale della BCC più vicina a casa e vengono ricevuti direttamente dal direttore. Avviano le pratiche di pre-delibera che gli consentirà di scoprire, prima ancora di trovare la casa dei loro sogni, se hanno le caratteristiche necessarie per accedere a un finanziamento. Consegnano tutti i loro documenti. E in 10 giorni arriva la risposta. Un (inaspettato) sì. Certo, serve comunque la firma di almeno un genitore. Ma l’assicurazione a protezione del credito non è obbligatoria.

È un fenomeno di cui si parla poco. Soprattutto perché coinvolge realtà attive solo a livello territoriale (anche se di BCC in tutta Italia ce ne sono 381 con un totale di 4.460 sportelli). Eppure, nelle città del centro e nord Italia, sta assumendo dimensioni sempre più consistenti.
Le Banche del Credito Cooperativo, che in alcuni casi hanno solo una decina di filiali tutte stipate nello stesso contesto territoriale, vale a dire nella stessa provincia da cui di solito prendono il nome, sono i Davide del mondo bancario. Perché sono più piccole, certo, rispetto ai grandi gruppi attivi a livello nazionale. Ma hanno, dalla loro, tutta una serie di altri vantaggi. Primo tra tutti: i mutui li concedono davvero. Non solo alle aziende, ma anche alle famiglie e alle giovani coppie.

Il fatto è che le BCC e le Casse di Risparmio hanno più soldi da investire sul territorio. Primo perché, come dice lo Statuto che le regola, sono obbligate a destinare almeno il 70% degli utili annui al loro patrimonio indivisibile, non distribuendo quindi nessun guadagno sotto forma di dividendo ai soci, e non potendo nemmeno ricorrere al mercato per capitalizzarsi, dato che per legge non possono perseguire scopi di profitto.
Secondo, perché il restante 30% degli utili annui va devoluto, per forza, al finanziamento di attività concrete sul territorio. Quindi suddiviso in mutui a privati, famiglie o piccole e medie imprese operanti nella zona.

Ecco perché, a fine anno, è più facile che siano proprio le BCC ad avere utili in crescita. Come è avvenuto proprio nell’ultimo semestre a numerose Banche del Credito Cooperativo sparse in tutta Italia. La Valsabbina, in provincia di Brescia, per esempio, nel corso del mese di settembre ha avviato un’intensa campagna pubblicitaria sul territorio di tutta la provincia per sottolineare che i suoi utili, nel primo semestre del 2014, sono cresciuti del 497%.
La BCC di Pompiano e Franciacorta ha pronto un plafond di 50 milioni di euro per le famiglie e le piccole e medie imprese operanti nella zona.
Nello stesso periodo, e nella stessa zona, anche la BCC Brescia ha riportato utili netti pari a 14,9 milioni di euro, contro i 2,8 raccolti l’anno precedente. E ora si dice pronta a investire oltre 100 milioni di euro sul territorio in attività di finanziamento. Di questi, 80 milioni, fanno sapere dalla banca, arrivano dall’asta di settembre di TLTRO della BCE. E saranno ripartiti in modo da destinare, a clienti e non che abitano nella zona, un plafond di circa 30 milioni per i mutui di acquisto della prima casa. Mentre 20 milioni saranno assegnati a chi pensa di ristrutturarla per migliorarne l’efficienza energetica.

In provincia di Udine, la BCC di Fiumicello e Aiello ha chiuso il primo semestre del 2014 con un incremento dell’utile di esercizio del 59,49%, pari a 1 milione e 117 mila euro contro i 700.608 euro raccolti nello stesso periodo del 2013. Mentre anche gli impieghi, vale a dire i finanziamenti attivi, sono cresciuti del 23,11% rispetto allo scorso anno, arrivando a un totale di 218 milioni di euro. Ha registrato un incremento pari al 2,8% sullo stesso periodo di un anno fa, il totale di finanziamenti concessi nel primo semestre dell’anno da Bcc Busto Garolfo e Buguggiate. Che ha fatto registrare utili di 884.000 euro per i primi 6 mesi dell’anno.

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